
Nicolas Carr, giornalista statunitense, in questi giorni ha pubblicato un articolo che analizza il cambiamento che internet sta portando nel nostro modo di ragionare.
“Da qualche anno ho la brutta sensazione che qualcuno o qualcosa mi abbia manomesso il cervello, scombinando i miei circuiti neuronali e riprogrammando la mia memoria. [...] Un tempo non avevo difficoltà ad immergermi in un libro o in un lungo articolo: la mia mente si lasciava catturare dal racconto o dalla complessità di un ragionamento e trascorrevo ore a percorrere in lungo e in largo il testo. Oggi non ci riesco quasi più. Anzi, spesso la mia concentrazione comincia a calare dopo due o tre pagine. Non riesco a stare fermo, perdo il filo, cerco qualcos’altro da fare. Mi sembra di dover ricondurre a forza il mio cervello ribelle sul testo. L’immersione profonda che prima mi veniva naturale oggi è diventata faticosa. [...]
E non sono il solo. Quando parlo dei miei problemi di lettura con amici e conoscenti - per lo più scrittori e giornalisti - molti mi raccontano esperienze simili. Più usano internet e più fanno fatica a concentrarsi su testi di una certa lunghezza. [...] E’ evidente che gli utenti leggono online in modo diverso.”
(Traduzione di Internazionale)











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