La norma congela processi e la legge che conferisce l’immunità alla prime quattro cariche delle stato sembrano essere state concepite per salvare Silvio Berlusconi dal processo in cui viene indagato per corruzione, il processo in cui è coinvolto l’avvocato britannico David Mills. Mentre i media italiani ci hanno raccontato tutto e anche di più del matrimonio tra Briatore e la Gregoraci nulla ho mai sentito di questo Mills. Non parlo certo dei suoi problemi giudiziari e dei suoi rapporti professionali con il Cavaliere, ma di qualche notiziola rosa, di un po’ di gossip in stile tabloid britannico.
Rimango a bocca aperta quando degli amici appena giunti dall’Inghilterra mi dicono che Mills sia sposato con una signora che era nel governo Blair e che è stata costretta alle dimissioni in quanto “in conflitto di interessi”. Ma va!
Father, Teacher, Designer. Romano.
“Lasciate perdere i giornali. Arrivano da Roma, sentono l’ Umberto e discutono delle tre Italie. Ma il discorso del Bossi e’ stato politico. Politica, capite? La Lega se ne va al centro. Ce ne andiamo al centro. Siamo al centro del centro. Capito?”. [...]
“Dobbiamo allearci con il Berlusconi. Lui ha la grana e le reti. Noi i voti”.
“Da cinquant’ anni mi rompo i c… io vorrei che la Lega restasse da sola, era bello quando eravamo da soli. Ma che cosa dobbiamo fare? Bossi l’ ha spiegato, dobbiamo fare politica ora. E sai che cosa ti dicono? Un comunista che vota Lega diventa leghista”. [...]
Berlusconi: no all’ Inghilterra. Troppi fronti aperti in Italia “colpa di editori e politici”.
Se vivessi all’estero queste notizie mi potrebbero anche far sorridere. Sedici anni fa Silvio era “Sua Emittenza” e dopo aver fallito con la Francia cercava di sbarcare in Inghilterra con un canale televisivo privato “channel five“.
Rinuncia e dichiara:
Ho raccolto questo dialogo apparso su un aggregatore di notizie perché lì per lì mi è venuto da ridere. Ma poi mi sono un po’ spaventato. Un senso di inquietudine mi ha sopraffatto. Nulla si crea e nulla si distrugge. Meno che mai certi pregiudizi. Nemmeno una informazione libera e documentata è in grado di abbattere delle convinzioni errate ma radicate.
E’ questo un dialogo assurdo ma vero tra un ragazzo terrone (in rosso) e una ragazza padana (in verde). Non esistono mezze misure. O stai da una parte. O dall’altra.
Mentre molti navigatori della domenica (pardon, del sabato) non parlano che della pubblicazione dei redditi 2005, ricercando sul web quella libera opinione che spesso scarseggia sugli altri media molti altri cercano disperatamente di scaricare i suddetti dati dal Mulo. In Italia ci sono 60 milioni di Berlusconi, si sapeva. Ci sono tante altre notizie che rischiano di passare inosservate. E sarebbe un peccato.

“L’aborto è il fallimento della politica, un fallimento etico, economico, sociale e culturale. Sono certa che se si offrisse loro il giusto sostegno, le donne sceglierebbero tutte per la vita.Non sottoscrivo la moratoria, ma non perché non condivida le analisi di Giuliano Ferrara, anzi: mi pare che quello che dice su questo tema vada proprio verso quella riumanizzazione della vita disumanizzata che ritengo necessaria oggi.Sono cattolica praticante, e credo che la vita la dà e la toglie Dio, noi non abbiamo diritto di farlo. Quindi dico no all’eutanasia.Se si parla di famiglia io penso a un uomo e una donna che si sposano e fanno dei figli. Scegliendo per la vita. “

Gli omosessuali sono malati. Le persone che vogliono curarli, aiutarli a guarire ci sono. Solo che non sono liberi di agire.
Paolo Calabresi, durante una puntata del suo programma “Italian Job” si finge il professor Joseph Nicolosi, psicologo clinico presidente della NARTH, “Associazione Nazionale per la Ricerca e Terapia dell’Omosessualità”. Incontra un altro prelato cattolico italiano. Per il monsignore l’omosessualità è una malattia che va curata. Solo che non lo può dire. Colpa della lobby.

Gerry è il protagonista di una storia che difficilmente riusciamo ad immaginare ambientata in Europa, con attori europei. Un attentato terroristico che causa la morte di 5 persone e ne ferisce gravemente 65. L’opinione pubblica che esercita una forte pressione sul governo. Il governo a sua volta preme sulla polizia affinché giustizia sia fatta, e in fretta. Quattro giovani vengono ingiustamente accusati e costretti, sotto tortura, a firmare una confessione. Vengono condannati all’ergastolo. Guerra tra religioni, terrorismo, restrizioni della libertà. Gli ingredienti ci sono tutti. Questa è una storia dalla quale avremmo potuto imparare molto. L’attentato avvenne nel 1975. I quattro di Guilford vennero rilasciati nel 1989. Le scuse arrivarono per bocca di Tony Blair solo nel 2005.











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