Articoli di diabolicomarco

Father, Teacher, Designer. Romano.

Non avevo idea di dove fosse Treviso, della sua storia. Di alcune città hai un’idea o un ricordo particolare anche se non ci sei mai stato. Non dico che certe convinzioni infondate abbiano un senso, però ci sono. Di Treviso niente. Un’impressione condivisa dalla maggior parte degli altri romani che ho consultato a proposito. Da tutti quelli che erano con me, sicuramente.

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Questo pezzo andrebbe accompagnato da un foglietto illustrativo. Si tratta di un farmaco senza obbligo di ricetta, ma meriterebbe comunque il suo bugiardino. Come quello dell’Amaro Medicinale Giuliani (file pdf 20 KB).

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Coltivare un orto di quindici metri quadrati, tre metri per cinque, sembra una sciocchezza. Lavorando con strumenti antichi e sconosciuti le mani, abituate al tocco confortevole di un mouse ergonomico, si intorpidiscono istantaneamente. La terra compatta è dura come pietra, la vanga penetra grazie alla forza inerte del peso del mio corpo da gigante. Il vantaggio si annulla nel momento in cui bisogna sollevare la zolla e rompere la fitta ragnatela di radici di una gramigna fintamente morta ma in realtà solo sopita. La zolla va frantumata, le radici non si spezzano facilmente mentre la schiena, privata del suo naturale supporto imbottito e foderato, scricchiola amaramente.

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Tra le tante non-tizie che i media quotidianamente ci propinano per distoglierci da questioni ben più importanti mi ha colpito la cronaca quotidiana degli alpinisti bloccati sul Nanga Parbat. Di sorprendente c’è solo stupore di coloro che si meravigliano del fatto che la “montagna mangia-uomini” sia un luogo tremendamente pericoloso. Capirei se a rischiare di morire assiderati fossero due giocatori di curling ma in questo caso non posso che pensare: “te la sei cercata”.

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Beppino Englaro si dichiara “Stupito” dal clamore mediatico e chiede riservatezza. Risposta alla prima delle domande che mi ponevo qualche giorno fa. E’ meglio questo bagno di notorietà o la totale e completa indifferenza dei media? Sarebbe meglio l’oblio. Che non ci sarà, scrive Gaia Cesare su il Giornale:

Eppure papà Beppino con molta probabilità dovrà rassegnarsi. Rassegnarsi a rimanere nei prossimi giorni il protagonista di un dibattito che si sta infiammando di ora in ora.

A me sembra che “papà Beppino” non conosca la rassegnazione. Quello che si appresta a compiere è un “omicidio autorizzato da parte di organi della giustizia italiana”, per usare le parole di Luca Volontè. Un assassino.

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I giudici della Corte Civile d’Appello di Milano hanno autorizzato il padre di Eluana Englaro ad interrompere il trattamento di idratazione ed alimentazione forzata. Sembra abbiano pesato molto le dichiarazioni di Eluana che, davanti ad un suo amico ridotto nella condizione in cui lei stessa si trova da 16 anni, affermò che avrebbe preferito morire piuttosto che “vivere” così.

Parte l’indignazione della Chiesa e di coloro che parlano di eutanasia. Io, che sto da quest’altra parte potrei gioire, potrei salutare questa sentenza come “storica” e sperare in un primo piccolo cambiamento che possa presagire ad un cambio di rotta sulle questioni etiche.

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La norma congela processi e la legge che conferisce l’immunità alla prime quattro cariche delle stato sembrano essere state concepite per salvare Silvio Berlusconi dal processo in cui viene indagato per corruzione, il processo in cui è coinvolto l’avvocato britannico David Mills. Mentre i media italiani ci hanno raccontato tutto e anche di più del matrimonio tra Briatore e la Gregoraci nulla ho mai sentito di questo Mills. Non parlo certo dei suoi problemi giudiziari e dei suoi rapporti professionali con il Cavaliere, ma di qualche notiziola rosa, di un po’ di gossip in stile tabloid britannico.
Rimango a bocca aperta quando degli amici appena giunti dall’Inghilterra mi dicono che Mills sia sposato con una signora che era nel governo Blair e che è stata costretta alle dimissioni in quanto “in conflitto di interessi”. Ma va!

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“Lasciate perdere i giornali. Arrivano da Roma, sentono l’ Umberto e discutono delle tre Italie. Ma il discorso del Bossi e’ stato politico. Politica, capite? La Lega se ne va al centro. Ce ne andiamo al centro. Siamo al centro del centro. Capito?”. [...]
“Dobbiamo allearci con il Berlusconi. Lui ha la grana e le reti. Noi i voti”.
“Da cinquant’ anni mi rompo i c… io vorrei che la Lega restasse da sola, era bello quando eravamo da soli. Ma che cosa dobbiamo fare? Bossi l’ ha spiegato, dobbiamo fare politica ora. E sai che cosa ti dicono? Un comunista che vota Lega diventa leghista”. [...]

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Berlusconi: no all’ Inghilterra. Troppi fronti aperti in Italia “colpa di editori e politici”.
Se vivessi all’estero queste notizie mi potrebbero anche far sorridere. Sedici anni fa Silvio era “Sua Emittenza” e dopo aver fallito con la Francia cercava di sbarcare in Inghilterra con un canale televisivo privato “channel five“.

Rinuncia e dichiara:

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Ho raccolto questo dialogo apparso su un aggregatore di notizie perché lì per lì mi è venuto da ridere. Ma poi mi sono un po’ spaventato. Un senso di inquietudine mi ha sopraffatto. Nulla si crea e nulla si distrugge. Meno che mai certi pregiudizi. Nemmeno una informazione libera e documentata è in grado di abbattere delle convinzioni errate ma radicate.
E’ questo un dialogo assurdo ma vero tra un ragazzo terrone (in rosso) e una ragazza padana (in verde). Non esistono mezze misure. O stai da una parte. O dall’altra.

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