Articoli di Chiara Lalli

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Pino Petruzzelli dirige il Centro Teatro Ipotesi ed è autore di Non chiamarmi zingaro (2008, Milano, Chiarelettere, con la prefazione di Predrag Matvejević).

«Continuo a dividere la mia vita con la paura. Devo nascondermi sempre perché qualche rom ha rubato. Ma se ha sbagliato lui cosa c’entro io? È lui che deve pagare, non io. Se lui finisce in galera, perché ci dovrei finire pure io?»

(Doro, rom rumeno, vive con la moglie e i due figli in una cascina in periferia di Milano).

Perché c’è tanto astio verso i rom? Quanto gioca l’ignoranza nella diffusa ostilità e nella perpetuazione di luoghi comuni quali “abbandonano i figli” o “sono dediti al furto”?

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(In risposta alla lettera di ieri e anche se, temo, non servirà a niente).

Se cominciassimo a dismettere alcune espressioni e a chiarire i termini e i concetti usati avremmo fatto qualche passo nella direzione giusta.

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Secondo l’edizione napoletana de la Repubblica (riporta Aduc ), la Regione Campania avrebbe pronta una delibera per affrontare la elevata percentuale di obiettori di coscienza: l’83% di ginecologi dichiara che l’aborto è contrario alla propria coscienza.

Sono convinta che l’unica soluzione sarebbe quella di abolire la possibilità di sottrarsi (per i medici ginecologi pubblici) ad un dovere che deriva da varie libere scelte: fare il medico, fare il ginecologo, fare il ginecologo in un servizio pubblico.
Nel numero di giugno di Sapere ho scritto un pezzo al proposito in cui argomento meno sinteticamente la suddetta posizione (oltre a criticare lo stesso uso dell’espressione obiezione di coscienza in questo caso, perché terminologicamente improprio e concettualmente ambiguo).

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Chiara Piantelli è la mamma di Paolo, nato con una malattia gravissima e morto a pochi mesi. Chiara vuole un altro figlio, ma non vuole correre il rischio di avviare una gravidanza destinata ad essere interrotta in seguito ad una diagnosi infausta. Le polemiche sulla legge 40 e sulle linee guida rischiano di far dimenticare gli effetti drammatici di questa legge assurda sulle esistenze delle persone. Sulla salute delle mamme e dei nascituri. Chiara racconta cosa è successo e cosa vorrebbe.

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Gamal El Kammash e Marisa si conoscono nel 1986. Convivono per 21 anni, fino a quando Marisa si butta giù dalla finestra. Marisa, vero nome Michele Celeste, era transessuale; il suo corpo maschile non era il “suo” corpo.

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Il Ministero della Salute mantiene la promessa fatta qualche mese fa: dal 23 febbraio è iniziata la campagna di vaccinazione gratuita per il Papilloma virus (HPV) destinata a tutte le ragazze nate nel 1997 (circa 280.000).
Il vaccino intende prevenire il carcinoma della cervice uterina (il Papilloma virus è l’agente virale responsabile del carcinoma; nonché, come ha dichiarato il presidente della Società Italiana di Fisiopatologia della Riproduzione Carlo Foresta, anche possibile responsabile della infertilità maschile).

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Alla fine di gennaio la nomina di Luciano Maiani alla presidenza del CNR suscita opposizioni violente in Commissione Cultura della Camera. Tra gli avversari più ostinati spicca Gabriella Carlucci, scettica sulla idoneità scientifica del fisico. La protesta non ha esito ma Carlucci non demorde e il 7 febbraio scrive una lettera a Prodi, Mussi, Modica e ai componenti della Commissione Cultura di Camera e Senato. Ex abrupto attacca: “Luciano Maiani è stato definito fisico di alto profilo dotato di grandi capacità manageriali. Niente di più falso”.

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Se lo statuto personale dell’embrione non è una questione scientifica, gli argomenti con i quali si arriva a scegliere una posizione al riguardo potrebbero (anzi dovrebbero) essere sottoposti ad esame “scientifico” (si richiede almeno coerenza, correttezza inferenziale, esplicitazione delle premesse). Altrimenti si ricalca una opinione comune, si ripete un sentito dire o si sceglie pigramente un principio di autorità – rinunciando al tentativo di dimostrare la propria ipotesi.

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Massimo Pandolfi perfeziona l’argomento di autorità al contrario (L’aborto? E’ figlio di Lenin e Hitler, 19 febbraio 2008):

Non è vero che una legge sull’aborto è figlia di tutti i Paesi moderni ed evoluti.
E’ vero il contrario. Detto che l’Ivg (fa più chic chiamarlo così: interruzione volontaria di gravidanza) nasce con la storia dell’uomo, va precisato però che la sua regolamentazione per legge è stata inaugurata non certo da vere o presunte culle di civiltà, ma da autentici regimi totalitaristici.
Il primo Paese a varare una legge abortistica è stata infatti l’Unione Sovietica nel 1920; seguì la Germania nazista. Poi il Giappone nel 1948 e, più o meno in fila, i Paesi dell’Est europeo occupati dall’Armata Rossa e diventati comunisti: Polonia, Ungheria, Bulgaria, Cecoslovacchia. La Gran Bretagna (1967) è stato il primo paese occidentale a legalizzarlo.

Siccome X è cattivo, questo il ragionamento di Pandolfi, allora ogni sua azione eredita la cattiveria.
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Vittorio Lingiardi è psichiatra, psicoanalista, docente della Facoltà di Psicologia 1 della “Sapienza”. Ha da poco pubblicato un libro dal titolo Citizen Gay. Famiglie, diritti negati e salute mentale (Il Saggiatore, Milano). Già nel titolo emergono alcuni temi centrali della sua riflessione.

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