Attenzione: E’ Partita La Strategia della Tensione Valutaria. Riflettere: Uccello di Fiamma in Arrivo

Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Attenzione: E’ Partita La Strategia della Tensione Valutaria. Riflettere: Uccello di Fiamma in Arrivo" è stato scritto da dellefragilicose

Dipanare la cortina fumogena di questi giorni è quasi impossibile. Ci si sono messe le disgrazie e le bombole seguite dalle affermazioni sibilline di S.E. Napolitano Presidente della repubblica Italiana On. Giorgio in occhiali alla Buscetta mentre scende dall’aereo (cit. P.M.) e le proposte di riforma costituzionale in paillette, nani e ballerine dell’altro morto vivente che non si vuole rassegnare al fatto che sta già iniziando a marcire dall’interno ed è costretto a profumarsi i piedi prima di farseli baciare da Marysthell Polanco travestita da Boccassini o da Obama (Cristo, ma come ci si può eccitare trombando una travestita da Obama?).

Mentre la nube confonde le truppe asserragliate in trincea, Il Sole 24 Ore lancia l’attacco coperto dalle nubi.
In questo articolo “La crisi dell’euro mette a dura prova il franco svizzero. Spunta l’ipotesi di tassare i depositi in valuta elvetica” il Signor Vito Lops riesce a mettere insieme tutto e il contrario di tutto. Ve lo copio qui, se no voi non cliccate per leggerlo e sarebbe un peccato. In rosso qualche mio commento, stile Serpe.

 

L’euro viaggia sotto quota 1,26 dollari, intorno ai minimi degli ultimi 22 mesi rispetto al dollaro (cambio euro/dollaro). Letta dal punto di vista delle imprese italiane esportatrici suona come una “svalutazione competitiva”. Quindi non proprio una cattiva notizia. Se poi si analizza il dato che molti fondi di investimento (perlopiù anglo-americani) stanno vendendo asset in euro, complice l’intensificarsi della crisi dell’Eurozona e le crescenti probabilità di un’uscita della Grecia dalla divisa unica, allora la notizia non sembra entusiasmante.
L’euro si sta svalutando senza controllo
Ma l’accentuarsi della crisi dell’Eurozona – alimentata anche dal fatto che sarà difficile mettere d’accordo l’asse Italia-Spagna-Francia (favorevole agli Eurobond) con l’asse frapposto Germania-Olanda-Austria-Finlandia (meno indebitati e contrari agli Eurobond) – rischia di creare movimenti anomali anche sul cambio dell’euro con il franco svizzero.
Se l’Europa del Nord non si decide a caricarsi dei debiti dell’Europa del Sud il cambio fissato a 1,20 dagli svizzeri salterà deprezzando l’euro rispetto al franco.
Il cambio è stato difatti congelato lo scorso settembre dalla Banca centrale svizzera (Sbn). Per difendere le esportazioni, la crescita del Paese e per allontanare il pericolo deflazione, l’istituto elvetico ha bloccato il cambio euro/franco a un minimo di 1,2. In sostanza la Banca centrale svizzera si è impegnata ad acquistare euro per svalutare la propria moneta e riportare il rapporto a 1,2, qualora il franco dovesse ulteriormente rafforzarsi, spinto dallo status di bene rifugio facendo scendere il cambio sotto quota 1,2 (cambio euro/franco svizzero).
La mossa ha raggiunto l’obiettivo dopo che i precedenti tentativi per svalutare il franco da parte della Sbn (azzeramento dei tassi di interesse e forti iniezioni di liquidità) non hanno portato i frutti sperati.
Gli svizzeri sono stati costretti a “svendere franchi” per evitare che la cioccolata raggiungesse prezzi inavvicinabili. E’ stato l’unico sistema per evitare una vera e propria corsa all’acquisto di franchi.
Ma adesso, con l’inasprirsi della crisi dei debiti sovrani e con l’uscita dall’euro da parte di molti gestori («Abbiamo venduto il nostro ultimo euro il 15 maggio. Siamo preoccupati del processo disfunzionale», ha dichiarato al Financial Times Axel Merk, presidente e chief investment officer di Merk Investment) non è da escludere l’ipotesi che si rafforzi la domanda di franchi e che quindi il tappo difensivo della Banca centrale svizzera possa saltare.
Ma ora che i riccastri investitori hanno fiutato la tempesta e stanno uscendo in massa dagli immobilizzi in euro, anche questo sistema può smettere di funzionare.
Anche se ieri è accaduto il contrario. Il cambio si è mosso insolitamente a quota 1,2075 segnando un insolito strappo al rialzo per l’euro, proprio nello stesso giorno in cui l’euro si indeboliva sul dollaro (avvicinandosi alla soglia di 1,25 dollari). Un movimento inaspettato che ha alimentato la confusione degli operatori. Nel calderone va inserito anche un rumor secondo cui potrebbero essere tassati i depositi in franchi svizzeri (ipotesi che potrebbe comportare un deprezzamento del franco).
E da dove viene questo rumor? Chi tasserebbe i depositi? Gli svizzeri direttamente o ilo governo italiano sulla base di quanto indicato in dichiarazione dei redditi? Non si sa, è un rumor e come tale lo si può buttare lì senza obbligo di esplicitare o validare. Anche io ieri ho sentito un rumor secondo il quale Il Sole 24 Ore vuol aiutare il fattore tenere le vacche nella stalla anche se sta andando a fuoco per poterle mungere ancora un po’ prima che arrostiscano. Sarà vero? E’ un rumor. Quindi, vacche, rimanete in stalla se no vi tassano i depositi in franchi svizzeri, mentre se restate ferme i coriandoli che rischiate di ritrovarvi in tasca saranno gloriosamente esentasse.
Insomma, cosa sta succendendo? E come l’evoluzione della crisi dell’Eurozona rischia di impattare sul franco svizzero?
«A nostro avviso il livello minimo di cambio 1,20 da parte della Banca centrale svizzera sarà mantenuto nonostante le pressioni sulla divisa elvetica causate da forti flussi di acquisti dovuti all’instabilità dell’area euro. Questa instabilità ha impedito alla Banca centrale svizzera di arrivare a un livello di cambio più favorevole all’economia svizzera, come si era paventato alla fine del 2011, con un auspicato livello di 1.30 – spiega Andrea Ferrante, responsabile per il mercato italiano di Swisscanto -. Non escludiamo a priori che si possa introdurre una tassazione sui depositi in franchi svizzeri. Non bisogna dimenticare che il franco svizzero ha avuto nella sua storia anche dei rendimenti negativi proprio dovuti all’enorme pressione alla quale è sottoposto in qualità di moneta rifugio per eccellenza riconosciuta a livello mondiale nei momenti di difficoltà dei mercati».
Quindi, se si introdurranno interessi negativi sui depositi in franchi svizzeri (chi ancora non si è capito) sarà dovuta all’enorme pressione (sul franco) alla quale è sottoposto in qualità di moneta rifugio per eccellenza riconosciuta a livello mondiale nei momenti di difficoltà dei mercati. Cioè, come da legge di mercato, ti faccio pagare un tot per far conservare valore ai tuoi soldi (col permesso de IlBuonPeppe). Se invece ti tieni i coriandoli, puoi lanciarli tutti allegramente in aria senza tasse (Monti permettendo).
Secondo Vincenzo Longo, strategist di Ig markets italia «il franco svizzero viene tipicamente ritenuto come bene rifugio, pertanto un intensificarsi della crisi in area euro aprirebbe a un calo del cross euro/chf verosimilmente intorno ai minimi di agosto dello scorso anno. In realtà ci aspettiamo che la Snb (Banca centrale svizzera, ndr) riesca a tenere fede all’impegno di mantenere il cross a 1,20 dato che la credibilità di una banca centrale è alla base della politica monetaria di quest’ultima. A questo punto la domanda che ci si pone è vedere se l’istituto centrale svizzero ha le risorse necessarie per mantenere la stabilità del cambio. Secondo alcune voci, la Snb non avrebbe abbastanza franchi da vendere per contrastare un apprezzamento della valuta svizzera. Quindi a nostro avviso se la crisi dovesse intensificarsi, magari con l’uscita della Grecia dall’area euro, la Banca centrale elvetica potrebbe non riuscire a bilanciare i forti acquisti sulla valuta nazionale».
Quindi, se la Grecia esce dall’euro e scattano i cds sui suoi debiti, vi potete scordare un cambio eur/chf fissato a 1,20. A meno che gli svizzeri non inizino a stampare franchi a mitraglietta impoverendosi alla stessa velocità del resto del continente.

«Per quanto riguarda il movimento di ieri – prosegue Londo – alcune fonti hanno smentito che si sia trattato di un intervento della Snb e sono circolate voci dell’introduzione di una tassa sui depositi. Se dovessero trovare conferme il franco svizzero potrebbe finire sotto pressione. È nota l’importanza finanziaria del polo di Zurigo. Riteniamo che una notizia del genere potrebbe portare a una fuga dei capitali con conseguenze pesanti».
Rispunta la tassa sui depositi, mentre dal punto di vista semantico non si capisce da dove fuggirebbero i capitali? dalla Svizzera? E verso dove? Lops non ritiene necessario integrare la risposta lasciando tutto nel vago che fa più effetto.
In quale direzione, quindi, si muoverà il cambio euro/franco? «È difficile dire quale potrebbe essere la dinamica dominante. Da un lato l’intensificarsi della crisi preme per un calo del cross sotto 1,20, dall’altro l’eventuale introduzione di una tassa sui depositi in un’economia incentrata sulla finanza potrebbe portare a un deprezzamento della valuta locale. Questo potrebbe paradossalmente aiutare la Snb a tenere il cross intorno ai livelli attuali».
Ed ecco ancora il tassone sui depositi che, per essere un rumor è stato citato tre o quattro volte. Comunque, la Svizzera userebbe gli interessi negativi per sostenere un cambio fissato a 1,20 con l’euro senza stampare moneta. Questo, ovviamente, in piena tempesta europea con blocchi su conti correnti e prelievi notturni alla Giuliano Amato, chiamato recentemente a far parte della squadra di governo forse proprio per fare il consulente per lo scasso delle casseforti, come la buonanima di Totò ne “I Soliti ignoti”.

Ok, prima di lasciarvi ho una domanda da rivolgervi. Secondo voi a chi è diretto questo articolo? Non certo ai fondi comuni, alle banche d’investimento o ai fondi pensione. Loro, come dice candidamente Lops, sono già usciti dall’euro: no more questions. E’ diretto a quei quattro pezzenti, come te che stai leggendo mentecritica, e che si stannoi chiedendo se conviene lasciare i quattrini in banca o se non è meglio metterli sotto la mattonella o convertirli in franchi o dollari depositandoli in Svizzera. Lops ti dice che sta per venire la fine del mondo, ma che conviene che ti fai cambiare i quattrini in coriandoli se no corri il rischio che quei cattivoni degli svizzeri approfittino del tuo stato di bisogno applicandoti un interesse negativo sui quattrini veri. Logico no?
A nessuno viene in mente di vendere il latte a 100 euro al litro a meno che non sappia per certo che il suo latte  sia l’unico non avvelenato del mercato.
Se Lops voleva mettermi paura, mi ha convinto ancora di più che se mi toccherà una tassa sarà perché agli altri sono toccati i coriandoli.
Ora sta a voi.Ragionate con la vostra testa e non con quella di chi paga Lops. Altrimenti meritate senza dubbio l’uccello di fiamma.

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Avrei voluto essere Rocco Siffredi. Mi consolo scrivendo cazzate.

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