Assediato dai cavatappi


In passato, l’obiettivo dichiarato della cultura era il miglioramento dell’uomo. Ideologia e religione avevano, ciascuna con i suoi mezzi, lo scopo di promuovere la crescita spirituale e civica delle persone per condurre l’umanità verso quello che politica e religione consideravano la loro versione di Parusia.
Oggi la cultura la fanno i mezzi di comunicazione di massa e, sempre più, questa si diffonde attraverso la rete, la magica Internet. Il motivo è semplice. Se uno guarda la TV attraverso l’antenna sul tetto o compra il giornale in edicola, sa solo lui quello che guarda o legge. Se invece l’interazione avviene tramite internet nelle sue molteplici incarnazioni (WebTv, telefoni, computer, social), uno può essere “profilato”.
Ecco, oggi l’obiettivo della cultura non è migliorare, ma profilare. Scrivere un saggio erudito o girare un documentario dettagliato è poco redditizio. I diritti sulla proprietà intellettuale non rendono nulla. Meglio produrre centinaia di migliaia di contenuti a basso costo e di qualità infima per intercettare le letture per capire cosa interessa al fruitore e schedarlo come consumatore o potenziale elettore: profilare, appunto.
Oggi se uno cerca un cavatappi su internet, poco dopo il suo mondo inizia completamente a girare intorno ai cavatappi. Google gli propone la pubblicità dei cavatappi e nei risultati delle ricerche piazza sempre cavatappi, amazon gli mostra i più belli, facebook gli seleziona solo post che parlano di cavatappi. Twitter ti segnala i tuoi follower che parlano di cavatappi. Impercettibilmente, la mente che dovrebbe essere stimolata con contenuti innovativi, inizia a concentrarsi ricorsivamente sui cavatappi e il mondo si stringe tutto intorno a essi. C’è gente che è convinta che il gioco del calcio sia un fenomeno centrale della vita di un paese perché ormai la loro vita cognitiva è impestata di contenuti che riguardano il gioco del calcio. La percezione del singolo soggetto diventa quella che l’argomento è così fondamentale che ne parlano TUTTI.
Questa sorta di lobotomia dello stimolo intellettuale è il vero cancro della rete. Oggi, il vero atto rivoluzionario è sabotare la profilazione, liberarsi del piccolo mondo che la rete tenta di costruirci intorno, iniziare a pensare criticamente e introdurre idee nuove in circolazione perché di cavatappi non ne posso più.