Libertà e Web: Assalto Geriatrico 2, la Vendetta
13 novembre, 2008 - 10:30 di pacatoegentile
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TraduzioneCondividi Libertà e Web: Assalto Geriatrico 2, la Vendetta. pacatoegentile ti ringrazia.
Ottobre 2007: venne presentato un disegno di legge che obbligava qualsiasi attività italiana sul web a essere registrata al ROC – registro operatori di comunicazione, e quindi estendeva ai blog i reati a mezzo stampa. Fortunatamente la reazione di blogger e stampa, sia nazionale che internazionale, fu tale che il disegno venne bloccato. Dopo un anno, dopo un cambio di governo, il ddl ritorna nella sua nuova veste: DDL C 1269 (*). Per quanti siano interessati alle differenze tra i due ddl vi invito ad andare a leggere l’ottimo articolo di Minotti a riguardo.

Non voglio entrare nel merito sulla necessità o meno di regolamentare l’informazione sul web, è un mezzo di informazione e come tale è giusto che vada disciplinato specie per soggetti imprenditoriali, ossia singoli o gruppi di persone che ottengono un guadagno dal loro sito.
È altresì corretto che le persone siano responsabili di ciò che dicono, sia questo su una pagina html, un articolo di giornale o un graffito alla stazione della metropolitana; il web non è esente dai problemi riguardanti la diffamazione.
Purtroppo però questo ddl, pur nascendo dalla necessità di riorganizzare la legge sull’editoria, fallisce miseramente nel suo approccio al web, l’ennesimo esempio di quanto i nostri politici siano all’oscuro della rete e delle persone che la usano e la creano.
Vediamo nei dettagli di cosa si sta parlando:
Art. 2. (Definizione di prodotto editoriale).
1. Ai fini della presente legge, per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione o di intrattenimento e destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.
Un blog è un prodotto con la finalità di informazione, formazione divulgazione o intrattenimento no ?

Art. 8. (Attività editoriale sulla rete internet).
1. L’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale sulla rete internet rileva anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.
Ok, si responsabilizza l’attività imprenditoriale dell’editoria online, con la registrazione al ROC. Ma devo farlo anche per il mio blog di ricette ?
3. Sono esclusi dall’obbligo dell’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione i soggetti che accedono alla rete internet o che operano sulla stessa in forme o con prodotti, quali i siti personali o a uso collettivo, che non costituiscono il frutto di un’organizzazione imprenditoriale del lavoro.
Tutto a posto? il mio ricettario è salvo? NI.
A prima vista tutto sembrerebbe ok, peccato che secondo le interpretazioni dell’Agenzia delle entrate i banner di un sito rientrino nell’attività d’impresa, siano questi del sito, siano essi inseriti da terzi (ad esempio il sito che vi fa hosting).
Quindi il mio blog di ricette su blogspot, a causa dei banner di blogspot, diventa un’attività d’impresa, deve essere registrato al ROC pena denuncia per stampa clandestina e sarà soggetto ai reati per mezzo stampa.
Ovviamente dipende dall’interpretazione che si vuole dare ai banner, ovviamente un sito di ricette non può dovrebbe correre questi pericoli.. e un blog di informazione ? Ad esempio un blog locale della sicilia, che voglia fare chiarezza e dire la sua, questa volta non se la caverebbe neppure dicendo che non è un periodico.. ok, non se l’e’ cavata neppure in quell’episodio, tanto meno se la caverebbe con una legge come quella proposta.

La chiave del tutto è, come al solito, l’interpretazione della legge ossia introdurre il dubbio e la paura che quello che si sta facendo è lecito fin tanto che non si riceve una bella notifica dal tribunale.
(*) Il firmatario della proposta, Ricardo Franco Levi, è un deputato del PD.
Libertà e Web: Assalto Geriatrico 2, la Vendetta è di pacatoegentile

















E’ opportuno precisare che questa proposta di legge non riguarda MenteCritica.
Concordo sulla necessità di una regolamentazione dei soggetti economici e su una tutela dalla diffamazione che si estenda anche al web. Non sono un giurista e non so se il DDL rappresenterà una minaccia per la libera espressione.
Sospetto che, all’occasione, potrà essere invocato per i soggetti scomodi che non avranno avuto l’accortezza di tutelarsi.
Sono daccordissimo con la precisazione, vorrei solo far notare alcune cose :
Pur essendo occasionali esse sono tuttavia quotidiane da cui potrebbe nascere il dubbio di periodicita’ e conseguente denuncia in caso di articoli scomodi.
Non sono un giurista e parlo solo per esperienza, IMHO, specificherei che tale quotidianita’ e’ data solo dall’alto numero di contributi che ricevete e IMHO consulterei un avvocato in merito per sapere quale sia il disclaimer piu’ adatto.
L’essere ospitati su un server straniero non e’ un deterrente nel caso che le persone che inviano gli articoli siano italiane e risiedano in italia.
Anche qui la risposta giusta dovrebbe darla un giurista: ammesso che vi sia un reato di diffamazione o una denuncia in merito, l’accusa si basera’ sul fatto che chi ha diffamato e’ italiano, la difesa sul fatto che il reato e’ avvenuto fuori dall’italia.
L’esito ? Dipende dalla bravura degli avvocati.
Inoltre, supponendo che la redazione di MC o almeno uno di loro, sia italiano e risieda in italia e’ molto facile oscurare il sito , basta che ti arrivi la Polizia in casa e “minacci” controlli/perquisizioni/sequestri nel caso non vi sia “collaborazione” cioe’ “dacci username e password per la pagina di amministrazione di MC”.
Lo so, sembrano situazioni da film, ma sappiate che molte volte e’ cosi’, specie quando pesti i piedi a qualcuno di grosso .
“L’essere ospitati su un server straniero non e’ un deterrente nel caso che le persone che inviano gli articoli siano italiane e risiedano in italia.
Anche qui la risposta giusta dovrebbe darla un giurista: ammesso che vi sia un reato di diffamazione o una denuncia in merito, l’accusa si basera’ sul fatto che chi ha diffamato e’ italiano, la difesa sul fatto che il reato e’ avvenuto fuori dall’italia.
L’esito ? Dipende dalla bravura degli avvocati.
“Inoltre, supponendo che la redazione di MC o almeno uno di loro, sia italiano e risieda in italia e’ molto facile oscurare il sito , basta che ti arrivi la Polizia in casa e “minacci” controlli/perquisizioni/sequestri nel caso non vi sia “collaborazione” cioe’ “dacci username e password per la pagina di amministrazione di MC”.
Non penso che sia proprio così. In primo luogo bisogna “identificare” la persona che ha scritto l’articolo e questo è possibilie solo mediante la colloborazione del “gestore” del sito e/o del server dato che si può fare solo dall’IP. Ammesso e non concesso che questo avvenga, se uno utilizza proxy o altro….la cosa andrebbe un pò per lunghe.
Inoltre se chi registra il sito all’estero usa alcuni accorgimenti, l’identità non è facilmente ottenibile e quindi anche l’eventuale richiesta di collaborazione sarebbe dura..
Infine tiene comunque presente che in alcuni stati esteri, puoi anche mandare a fanculo ogni eventuale richiesta del legislatore italiano e fargli pure una pernacchia accompagnata dal gesto dell’ombrello.
Concordo anch’io su un altro fatto e cioè che se c’è qualcuno che guagagna con internet, è giusto che paghi, visto che io pago le tasse su quello che guadagno.
a.y.s. Bibi
P.S. io sono già all’estero e dall’inizio.
facciamo pure i nomi: tor, proxy anonimi, tunnel ipv6, triangle boy, botnet, ridirezione porte ssh con salti multipli…bnc, macchine craccate che fanno da scudo esistono milioni di modi per allungare le indagini e non tutti sono alla portata di tutti ma sopratutto non sono sicuri al 100%.
Registrare un dominio con nome falso e’ reato e ancora non da garanzie di anonimicita’ al 100%.
E poi alla fine se le indagini sono serie ti rintracciano vai tranquillo, dovessero impiegarci anni ma ti prendono, usi sistemi di anonimicita’ ? Si mette su un bel honey pot oppure si va di social engeneering/deception e stai sicuro che prima o poi si scopre chi sei, tutto dipende da quanto “hai rotto” le scatole a qualcuno.
oppure usare la richiesta di collaborazione per ottenere dei favori, oppure il provider del sito che usi decide di dare tutti i dati alla polizia perche’ tanto non gli dai tanti soldi.
beh..prima di tutto bisogna introdurre un distinguo: il blog della signora pina ed il blog di grillo. per il blog della signora pina va benissimo un hosting estero senza tante menate con un uso semplice dei sistemi di privacy e potrà tranquillamente continuare a mettere google ads e le ricette di vissani senza che questo la denunci o che la guardia di finanza spicchi un mandato internazionale. per il blog di grillo invece si apre tutto il discorso di cui sopra con alcune precisazioni:
- i sistemi anonimi non sono sicuri al 100%? allora ti compri direttamente un server all’estero e sei a posto, costi contenuti per un blog come quello di grillo (mi stupisco che non l’abbia già fatto) magari in india dove si trovano buone occasioni e poi vediamo dove finiscono le rogatorie della GDF.
per la gran massa dei blogger..se si spostano all’estero, il problema si esaurisce proprio nel numero. se per beccarne uno ci hanno messo cinque mesi (e tra l’altro con code polemiche mica da ridere come si legge nell’articolo che hai linkato) pensa quanto ci metterebbero in termini di tempo e mezzi per rintracciarne un milione.
Come hai detto giustamente, è solo questione di quanto “hai rotto” ma in questo caso, avendo rotto ed essendone cosciente, ti puoi attrezzare di conseguenza, anzi …attrezzarti preventivamente.
a.y.s. Bibi
Il “allora ti compri un server all’estero” e’ una leggenda metropolitana che alla lunga non funziona: rintracciamento carta di credito/bonifici ecc. ecc.
Per quanto riguarda le polemiche con tali investigazioni.. perche’ la cosa e’ saltata fuori solo con ruta quando sono anni che lo fanno anche su altri siti ?
Perche’ ruta e’ un giornalista e quindi ha attivato i “suoi” canali per far emergere la protesta ed ecco un bel tam tam sui quotidiani cartacei nazionali,
opposizione che insorge ecc. ecc.
6 anni fa, non molto tempo fa.. http://punto-informatico.it/185414/PI/News/sequestrati-cinque-siti-italiani.aspx
i siti erano all’estero, il tipo aveva falsificato le informazioni proprio come dici tu (infatti si e’ beccato frode informatica).
Eppure sono riusciti a raggiungerlo, lo hanno accusato di cose RIDICOLE e OBSOLETE :
403 (offesa alla religione dello Stato mediante vilipendio di persone)
404 (offesa alla religione dello Stato mediante vilipendio di cose)
528 (pubblicazione e spettacoli osceni)
529 (atti e oggetti osceni).
Quanti ne hanno parlato oltre ai soliti due siti specializzati ? Quanto clamore ha fatto ? Ah e’ da sottolineare che la GdF pagata da noi e’ stata mobilitata dal Vaticano un altro stato.
Beppe Grillo non lo toccano, sarebbe un attacco che poi viene strumentalizzato, la signora pina, gino l’idraulico incazzato si.
alt.. il web è bello ma uno dice una cosa e poi si ritrova ad averne detta un’altra.
Io non ho mai detto di “falsificare le informazioni”…se rileggi quanto ho scritto questo non lo trovi da nessuna parte. ho scritto : “se chi registra il sito all’estero usa alcuni accorgimenti, l’identità non è facilmente ottenibile “. ho parlato di “accorgimenti” non falsificazioni. esistono società che sono pagate per frapporsi tra te e l’hosting e tra te ed il resto del web, nel nome della privacy. per ottenere da loro il nome, devi avere dei validi motivi e tali motivi devono essere “validi” nella giurisdizione in cui opera la società. punto. nessuna falsificazione. funziona alla stregua delle società fiduciarie tanto in voga in svizzera e lussemburgo usate per altri motivi…tanto per capirci.
allo stesso modo il fattore economico dell’acquisto del server non una cosa che provochi patemi d’animo, ovviamente ha un costo ma dipende se il gioco vale la candela.
detto questo, sono d’accordo che è una porcata il disegno di legge, che va combattuto, che va modificato ma non riesco a vederlo come l’apocalisse che si abbatte sul mondo dei blogger italiani, tutto qui.
anche grillo nel suo blog sbaglia a dire che “tutti” devono registrarsi perchè non è vero stando all’art.8 comma 3 che dice : Sono esclusi dall’obbligo dell’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione i soggetti che accedono alla rete internet o che operano sulla stessa in forme o con prodotti, quali i siti personali o a uso collettivo, che non costituiscono il frutto di un’organizzazione imprenditoriale del lavoro.
a.y.s. Bibi
Di nuovo.. si sta parlando di indagini di polizia, lo sai quanto ci mette questa societa’ che tutela la tua privacy a dire chi sei e cosa fai ?
E non parlo per sentito dire.. ho avuto la sfortuna di lavorare per ISP e so bene cosa fanno della tua privacy…
No non e’ l’apocalisse, il giorno che l’approveranno (se l’approveranno) non cambiera’ nulla, andrai in giro come prima senza vedere pantere della polizia correre come matte o angeli dal cielo con trombe e fanfare.
Sara’ tutto come il giorno prima.. poi, un giorno, qualcuno verra’ arrestato, perche’ ha detto cose scomode, ha detto che tal politico rubava o che quell’altro aiutava amici.
Verra’ arrestato con l’accusa di stampa clandestina, gli daranno del terrorista, alcuni del comunista facinoroso altri del fascista bigotto.
Qualcuno pensera’ che magari era anche un po’ pedofilo … magari, se l’arrestato ha qualche amico importante, ci sara’ anche chi si straccera’ le vesti e urlera’ alla caduta della liberta’ e qualcuno in parlamento si alzera’ a difensore dei diritti per racimolare qualche voto in piu’ alle prossime elezioni e poi il giorno dopo silenzio.
Tranquillo sono cose gia’ viste e riviste ma tanto si sa..
l’importante e’ arrivare a casa alla sera in tempo per la partita di calcio alla tivvu’ no “? .. e poi – detto tra noi – se quello si fotte fatto i cazzi suoi… no ? Alla fine se l’e’ cercata.
scusa .. ma secondo me hai visto troppe serie tv tipo “la squadra” o “carabinieri”. io tutta questa efficienza della polizia non la vedo e nè vedo questi grossi problemi. adesso però vado che c’è la partita.. per i blog mi strapperò le vesti domani mattina.
P.S. ma evitare i banner e i proventi da google ads è così complesso?
Beh, in primis potrebbe tagliare le gambe ad una serie di attività sul web che, pur non avendo avuto un reale sviluppo in Italia (ma noi da questo punto di vista siamo arretrati, si sa), producono redditi altissimi in altre parti del mondo e di conseguenza forniscono anche migliaia di posti di lavoro. Pensa ad un qualsiasi servizio internet e considera che il reddito prodotto da questo servizio è quasi interamente il frutto di entrate pubblicitarie. Si tratta di decine di migliaia di posti di lavoro.
La mancanza di introiti pubblicitari tarperebbe le ali anche alla potenziale nascita di servizi informativi alternativi che in altre parti del mondo producono informazione di altissima qualità e spesso rivaleggiano con le testate giornalistiche tradizionali. Tali servizi in Italia già avrebbero problemi a nascere con le attuali leggi e di certo il legislatore dovrebbe impegnarsi per ridurre vincoli e burocrazione, non certo ad aumentarli.
Tutti i media possono offrire servizi gratuiti solo grazie agli introiti pubblicitari, questo vale anche per il web.
la polizia dispone anche di “freelance” privati, gente seria e preparata. Molto diversa da tanti wannabe che passano la notte su 0days con nick Xxxn3o3l33t_XxX e poi si fanno passare per esperti di sikurezza.
ecco su questo concordo pienamente, ci vorrebbe un esperto di sicurezza che ci spiegasse bene come fare e magari anche un legale che ci chiarisse se un provvedimento emesso da un giudice italiano a seguito di denuncia verso ignoti possa attivare l’FBI (supponendo il server in USA e quindi di competenza federale) o l’Interpol per arrivare all’identità del blogger.
io sono ignorante in entrambi i campi, però ho trovato questo articolo interessante girando qua e là cercando di capire anche come gli altri paesi affrontano questo problema.
http://works.bepress.com/cgi/viewcontent.cgi?article=1001&context=allison_hayward
in questo articolo si esamina il trattamento giuridico dei blog politici (non quello della signora pina per capirci). ci sono un paio di passaggi interessanti, compreso un accenno al fatto citato dei siti chiusi per blasfemia.
aggiungo un commento:
Siamo daccordo entrambi, sicuramente pero’ non e’ una cosa prioritaria, ci sarebbe molto altro da andare a guardare in primis.
Hai centrato il punto: il ddl introduce ulteriori interpretazioni e confusioni per quanto riguarda la pubblicazione di contenuti sul web.
Di fronte a tali interpretazioni molti scelgono la strada del rinunciare, del chiudere tutto,perche’ quello che era un hobby o una semplice passione diventa una serie di obblighi e di possibili problemi.
E diventa anche un’arma sempre pronta per rimuovere contenuti che qualcuno giudichi scomodi.
E ti pareva che non era stata proposta da un deputato del PD…ti pareva!!!
Il bersaglio è Grillo, reo di aver contestato il meraviglioso governo Prodi, ma come sempre per colpire una persona si crea problemi ad altri.
E’ il classico problema delle leggi ad personam.
Jak
Precisamente: il bersaglio è Grillo… si sono accorti che può essere una spina nel fianco, fiaccare il consenso, organizzare l’opposizione popolare.
Ed ovviamente lo scopo è
“introdurre il dubbio e la paura che quello che si sta facendo è lecito fin tanto che non si riceve una bella notifica dal tribunale”
cioè implementare un forte DETERRENTE alle attività “sovversive” online.
Finché fai 30 visitatori al giorno nessuno ti noterà mai… ma se hai paura non gli serve notarti.
Secondo me ci sono troppi interessi economici dietro al web ed ai blog, questo paradossalmente ci tutela. Alla peggio c’è la Corte di Giustizia Europea.
Intanto vi ringrazio per l’interessamento, infatti qualche giorno fa’ su un’altro post avevo sollevato la questione.
Io credo, che come si è fatto con il precedente DDL è sempre bene creare il TAM TAM, poichè qui non ne parla nessuno e poi ci troviamo che dalla sera alla mattina il nuovo DDl passa e saremo tutti fregati.
Ciao
http://giudichiamolo.blogspot.com/2008/11/la-cina-non-poi-cos-lontana-ddl-ammazza.html
“- i sistemi anonimi non sono sicuri al 100%? allora ti compri direttamente un server all’estero e sei a posto, costi contenuti per un blog come quello di grillo (mi stupisco che non l’abbia già fatto) magari in india dove si trovano buone occasioni e poi vediamo dove finiscono le rogatorie della GDF.” (Bibiebibo)
Perché fare le rogatorie? Se io sospetto che tizio X faccia qualcosa di illegale, mi basta eseguire le normali intercettazioni per scoprirlo.
Se risiede in Italia, che lo faccia tramite server locato a Milano o in Uzbekistan non fa differenza, la perquisizione alle 5 di mattina la fanno a casa tua. Al massimo dopo che stai dentro sorgerà un problema di competenza giuridica.
Normalmente indagini cosi particolari sono per il traffico pedopornografico, perché costose.
“Ed ovviamente lo scopo è “introdurre il dubbio e la paura che quello che si sta facendo è lecito fin tanto che non si riceve una bella notifica dal tribunale” cioè implementare un forte DETERRENTE alle attività “sovversive” online.” (Il Gobb)
Il reato di diffamazione esiste a prescindere dal blog e dal web, se fai qualcosa di illegale, il blog è solo uno strumento, un medium.
Se io diffamo a mezzo telefono cellulare, non credo serva una legge per regolamentare le persone che possono usare un cellulare.
“Perché fare le rogatorie? Se io sospetto che tizio X faccia qualcosa di illegale, mi basta eseguire le normali intercettazioni per scoprirlo.”
Perchè qui, una volta tanto, si deve ringraziare il nano che ha in mente di limitare le intercettazioni a pochissimi reati e tra questi non c’è il reato di calunnia o diffamazione. Ne consegue che per arrivare a casa tua, ci devono arrivare dal server. IMHO
a.y.s. Bibi
Esistono altri tipi di intercettazione.
Tutto sta al reato di cui ti accusano, per una diffamazione o calunnia non si spreca nemmeno l’ultimo degli appuntati. A meno che non sia fatta da qualcuno che vuoi colpire.
Resta l’idea tipicamente italiana di burocratizzare, un qualcosa che alla fine non è altro che il tuo diario online, in cui metti i tuoi pensieri, i tuoi ricordi e i tuoi racconti.
Farlo solo per fermare Grillo mi pare insensato, cosi come regolamentare solo per permettere ai giornalisti abilitati dall’albo di scrivere.
Jak
Personalmente mi sento un po’ stanca. Stanca e delusa… e schifata di questi esponenti dell’opposizione che dovrebbero fare opposizione ed invece, pagati da qualcuno (ci scommetto), l’unica cosa che sanno fare e’ “disegnare” leggi liberticide.
Chi li ha votati?
Anzi no… chi li ha inseriti in lista in modo da farli rientrare in parlamento?
Moltissima gente in Italia ormai e’ ridotta all’indigenza, non sa come fare a pagare le bollette, non ha lavoro, ha pensioni da fame, e l’interesse primario di questi fetidi superstipendiati che a Natale riceveranno le graziose agendine di Nazareno Gabrielli, costate alla comunita’ 260.000 euro, e’ rompere le palle ai blogger.
Massenevadanoaffanculo!
Segnalo solo che se questa iniziativa avesse come padre il pdl a quest’ora sarebbe “personalizzata” e parleremo di repressione dei diritti da parte del dittatore b. e pianificata dalla p2.
Detto questo si vada pure avanti.
Ma che dici ORIS
Guarda che è già la seconda volta che ci provano, e si è sempre levata la protesta.
Ciao
Sì, ma non è quello che ho detto, questo lo so bene, firmai anche a quel tempo…
Ma non esclude che la mia affermazione sia valida anche per la volta precedente (infatti l dissi anche allora, l’italia non è mica cambiata in questi pochi anni, anche prima c’era l’antiberlusconismo come unico argomento…)
Antiberlusconismo o no. TENIAMO ALTA LA GUARDIA SU QUESTO DDL!!!