Articolo 18 7


Su questo sito scrivono persone in gamba. Gente che non solo ha idee solide, ma che le sanno anche esporre con metodo, eleganza e erudizione. Scrivono così bene che io ogni volta che leggo un articolo mi persuado anche se c’è scritto esattamente il contrario di quello che ho letto cinque minuti prima.
La realtà è che sono un sempliciotto ignorante. Mi piace banalizzare, ridurre tutto a termini comprensibili per me e per quelli come me che si sono sempre chiesti perché cazzo Leopold Bloom passasse tanto tempo a farsi la barba.

Siccome con la cultura non si fa successo, bisogna abbassare il livello. Lasciando perdere tette e culi, se no Simona la bendata mi cazzia, cerchiamo di esprimere qualche concetto elementare.
Esistono varie forme di organizzazione sociale umana. A uno dei due estremi c’è una sorta di anarchia: il liberismo puro. In pratica, a parte qualche cosa che conviene finanziare insieme tipo esercito, polizia, giustizia e strade, tutti si fanno i cazzi loro. Tu prendi lo stipendio a fine mese, cacci i soldi per le tasse (esercito, polizia, strade, ecc.) e tutto il resto rimane nelle tue tasche. Se vuoi metterti a fare il medico, basta anche una laurea per corrispondenza, tanto se fai crepare i tuoi pazienti dopo un po’ dovrai cambiare mestiere, niente ICI, IMU, versamenti al servizio sanitario nazionale, niente accantonamento per l’INPS. Se vuoi ti fai un’assicurazione privata, se no quando ti sfasci una gamba paghi e se non puoi pagare te la tieni storpia tutta la vita. La prossima volta impari a stare più attento.
Ovviamente, se lavori per qualcuno, puoi essere licenziato senza preavviso. Certo è che fino a quel momento hai guadagnato e se sei stato furbo hai messo da parte e tieni duro fino al prossimo lavoro, tanto se ne licenziano diecimila al giorno.

 

Dall’altra parte c’è il socialismo. I soldi non ti servono a un cazzo e vanno tutti in tasse perché lo stato pensa a tutto. Ti fa studiare, di trova il lavoro, se non va bene te lo cambia, ti assegna una casa, ti compra una tv, ti procura la macchina quando viene il momento, ti garantisce le cure in ospedale e quando crepi la cremazione è compresa nel servizio funebre. Tu ti devi solo far trasportare.
Magari la casa sarà di una sola stanza con bagno e cucina in comune, la macchina farà cacare, la tv sarà un 12 pollici a tubo catodico, in ospedale dovrai dormire in corridoio e il tuo cadavere verrà usato come combustibile, ma in fondo è tutto gratis.

Fra questi due estremi, c’è tutto un universo di organizzazioni sociali che, a vario grado, applicano concetti liberisti e socialisti nel casino più totale.
I nostri amici americani, per esempio, tendono al liberismo, anche se ultimamente tentennano un po’ sulla sanità pubblica. Nel Nord Europa, invece, ci sono interessanti aspetti di società liberiste con consistenti venature socialiste.

E in Italia? In Italia, come al solito, non si è né liberisti, né socialisti, ma democristiani. Nel senso che si assume la posizione che conviene in relazione al periodo storico. Negli anni 60, infatti, i governi italiani erano molto più socialisti dell’attuale SEL o di Rifondazione Comunista. Posti di lavoro e pensioni per tutti, scuole ed ospedali pubblici, case popolari, ecc. E’ ovvio che questo approccio si è concretizzato in un pesante contributo a carico dei redditi da lavoro dipendente. Oggi, l’Europa ci impone di liberalizzare, il che non vuol dire, come pensano gli ingenui, l’abolizione degli ordini professionali, delle caste come quella dei notai e dei taxisti, ma semplicemente pagare tasse da paese socialista, ma con impostazione dei servizi da paese liberista.

Comodo no? Paghi i contributi per la pensione ma non ci andrai mai, paghi il contributo per il servizio sanitario nazionale ma se lo usi paghi di nuovo, paghi le addizionali regionali, quelle comunali, ma anche l’IMU e la tassa sui rifiuti, paghi un’aliquota per i servizi pubblici, ma poi se sali a bordo del tram devi fare il biglietto. Insomma, si paga tutto come in America, ma si prende uno stipendio da cubani. Ottimo.

Ciò detto, che c’entra l’articolo 18? Ve lo dico io: l’articolo 18 è vivo solo nella testa di Bersani e di quei quattro coglioni che ancora gli permettono di comprare il sigaro con i loro voti. Da anni le aziende hanno trovato diecimila sistemi per aggirarlo: dimissioni con la data in bianco firmate nello stesso giorno dell’assunzione, le famosissime esternalizzazioni, il cosiddetto lavoro interinale, i contratti a progetto, gli stage, senza contare quelli che se ne fottono allegramente e pagano quattro soldi a nero e se succede qualcosa chicazzoticonosce.
A questo punto se ne andasse a fanculo l’articolo 18 e con lui la sanità pubblica, la pensione, le ferrovie dello stato e il servizio di raccolta rifiuti. Datemi quello che mi dovete dare alla fine del mese e se mi sfascio una gamba sono cazzi miei. Cioè, lo stesso di adesso ma con più quattrini in tasca. Facciamo i liberisti fino in fondo, aboliamo pure polizia e esercito, basta liberalizzare il porto d’armi. Si risparmia anche in tribunali. Una pistola nelle case di tutti, si abbatte anche la disoccupazione.

Purtroppo, non è possibile perché con i quattrini che prendono dalla busta paga bisogna mantenere milioni di parassiti come Bersani, Bossi, Di Pietro, Berlusconi, Casini e Fini. I servizi vanno pagati a parte, se serve, ma loro li dobbiamo pagare in anticipo, ogni mese, regolarmente.
Ora ci si è messo pure Monti. Quando Bersani ha fatto il diavolo a quattro per averlo non la sapeva come la pensava? Ma non è che con queste storielle sull’articolo 18 ci vogliono prendere, ancora una volta, per il nostro frequentatissimo culo?
Ai posteri l’ardua sentenza.

 

 


7 commenti su “Articolo 18

  • fma

    Disastroso, quanto a conclusioni, ma molto bello.
    Ma poi, neanche tanto disastroso, perchè quel:

    Purtroppo, non è possibile perché con i quattrini che prendono dalla busta paga bisogna mantenere milioni di parassiti come Bersani, Bossi, Di Pietro, Berlusconi, Casini e Fini. I servizi vanno pagati a parte, se serve, ma loro li dobbiamo pagare in anticipo, ogni mese, regolarmente.

    sembra antipolitica pure, in realtà mostra una strada molto percorribile.
    Plauso.

  • ilBuonPeppe

    Purtroppo temo che il motivo di tutto questo casino sull’articolo 18 sia il solito: distrarre la gente mentre lor signori si occupano d’altro.
    E’ un sistema praticato regolarmente da tutti i governi, e funziona benissimo.
    Se poi gli scappa di cancellarlo davvero… tanto meglio.

  • Doxaliber

    Per logica: se l’articolo 18 non conta niente perché Confindustria e i Governi di centrodestra si sbattono tanto per eliminarlo?

    Solo questione di principio?

    A mio parere no. L’articolo 18 non interessa alle piccole aziende (che non devono applicarlo), non interessa le medie (che trovano altri modi per aggirarlo), ma interessa le poche grandi industrie rimaste, Fiat in primis. Allo stesso modo interessa i sindacati perché i lavoratori delle piccole e medie industrie non sono iscritti ai sindacati, mentre i lavoratori delle grandi fabbriche invece sì. Quindi è una battaglia intestina tra due poteri, che solo marginalmente interessa i lavoratori.

  • Alfonso Tulli

    Sono d'accordo e, come anche la storia ci insegna, il movente di questi articoli è sempre quello di legiferare nuovi tipi di manette (o a trasformare lacci in manette).
    Non mi piace come hai "liquidato" uno dei due estremi però 🙂 Nell'anarchia il menefreghismo è un valore sul quale lavorare, si, ma per abbatterlo. Le nostre radici democristiane ci inducono a pensare di avere la tendenza al "ciascunpersé", ma la natura umana è qualcosa di più profondo e articolato. Il ciascunpersé è causato dall'organizzazione sociale odierna, nella quale a stento si sopravvive e contro la quale non siamo in grado, ciascunpersé, di reagire.
    Ciò non toglie che si possa fare, nell'epoca delle piattaforme che ci uniscono attraverso distanze incredibili (come sai ne so qualcosa) 😀 Buona giornata

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