Aquile Rondini e Piccioni
29 novembre, 2008 - 9:00 di doxaliber
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Se gli uomini fossero uccelli credo che in Italia si potrebbero classificare tre sole razze:
- I . Vivono nei posti più alti della città, guardano tutti dall’alto in basso, sono pochi, vivono in posti alti ed irraggiungibili, nessuno li vede mai in giro, per questo molti credono che tale razza in realtà non esista. Ogni tanto qualcuno di loro svolazza tra i grattaceli; lo fa solo per compiacersi dell’inetta condiscendenza di chi sta più in basso e guarda con ammirazione il loro fiero piumaggio.
I rapaci sono a loro volta divisi in falchi e mangiatori di carogne, i primi puntano la loro preda dall’alto, scendono in picchiata appena ne hanno la possibilità, uccidono senza lasciare tracce e portano il cadavere nel nido, dove la vittima sacrificale sarà divorata beatamente, in tutta tranquillità e lontano dagli altrui sguardi. Se qualche traccia dovesse rimanere allora interverranno i mangiatori di carogne, beh, non credo sia necessario descriverli, il loro compito credo sia chiaro a tutti.

- I . Detti anche “topi con le ali”. Vivono di briciole e dei rimasugli che cadono dall’alto, se qualcuno più grosso di loro si trova vicino al cibo si avvicinano timorosi e guardinghi, ma si avvicinano. Questo è l’unico tipo di coraggio che conoscono. Spesso si avventano sulle briciole numerosi e litigano quel tozzo di nulla come se fosse un cibo prelibato. Lenti, goffi, imbolsiti, hanno da tempo dimenticato come si fa a volare, usano le ali solamente per sfuggire ad un pericolo imminente e giusto per la distanza minima necessaria a raggiungere la salvezza, ovviamente ognuno nella sua direzione, disordinatamente. In fondo sono anche loro mangiatori di carogne, solo che i veri mangiatori di carogne divorano i pezzi grossi, loro invece devono accontentarsi dei rimasugli. Spesso non comprendono bene quale sia il loro ruolo nel mondo ma in fondo per loro l’unica cosa importante è avere la pancia piena; finché qualche briciola cadrà dall’alto allora non ci saranno mai problemi. Vivono bene ed a lungo, anche se sono il principale nutrimento dei rapaci. Molti di loro credono di essere uccelli soltanto perché hanno le ali. Ogni tanto per sentirsi un po’ rapaci si annidano in qualche tegola posta più in alto delle altre; ma questo espediente non li renderà mai diversi da ciò che sono: semplici, schifosi, miseri, mangibriciole.

- Le . Razza in estinzione. Non hanno gli artigli ed il becco dei rapaci, né il loro carattere predatorio. Ma sono rondini e non vogliono smettere di volare. Non hanno più spazio, faticano a sopravvivere, emigrano continuamente alla ricerca di un posto più caldo ed accogliente, nonché di un po’ di cibo. Molte di loro muoiono nel viaggio. Sanno vivere in gruppo ma se la cavano benissimo anche da sole, accudiscono i loro figli con amore ma spesso devono allontanarsi dal nido per procurare loro il cibo necessario alla sopravvivenza. Sono derise dai piccioni, che non capiscono perché le rondini si ostinino a fare tanta fatica pur di non mangiare briciole e che non comprendono perché abbiano tutto questo desiderio di volare e mettersi in competizione con le aquile. In realtà non è competizione, è scelta di libertà, ma questo è un concetto che i piccioni non comprendono; le aquile lo sanno e se ne fottono, anche se ogni tanto attaccano le rondini per convincere i piccioni a non rinunciare alle loro briciole. Le rondini, quelle che una volta segnavano l’inizio di una nuova primavera e di cui nessuno si preoccupa più, stanno scomparendo, schiacciate da un modus vivendi che non appartiene al loro istinto. Molte di loro sono tentate dall’idea di diventare un piccione, alcune, dopo anni di stento, lo fanno: ripiegano le ali ed abbassano la testa in cerca di briciole.

Le rondini non hanno futuro, un giorno si estingueranno ed in questo mondo rimarranno solo aquile, piccioni e mangiatori di carogne. Ma quando ciò avverrà il cielo sarà più vuoto e nessuno rimpiangerà la primavera, semplicemente perché tutti avranno dimenticato per sempre il significato di tale parola.

Aquile Rondini e Piccioni è di

Ti sei scordato i polli.
Sbraitano molto, corrono qua e la, ma sono sempre chiusi in un recinto e mangiano quello che il padrone da.
@Oris,
Esistono anche gli struzzi
@Chiara di Notte – Klára, beh, anche quelli corrono qua e la, e in italia sono sempre nel recinto, stessa roba insomma
@Oris,
Soprattutto tengono la testa sotto la sabbia.
@Chiara di Notte – Klára, sembra non sia vero, che sia una diceria
da wikipedia:
Leggenda della testa sotto la sabbia
Ad un osservatore inesperto può sembrare che lo struzzo metta la testa sotto la sabbia ma in realtà si china con il collo disteso e con il corpo appoggiato a terra cercando di imitare un cespuglio o una grossa roccia, e se il predatore si avvicina troppo, scappa a grandi falcate che raggiungono i 70 km/h.
Quindi mentre il pollo pensa che lo struzzo abbia la testa sotto la sabbia lo struzzo invece attua una strategia di difesa…
Cmq capito il senso.
Per commentare lascio la parola a Oscar Wilde che di rondini, di predatori e di ipocrisia se ne intendeva …
Grazie Doxaliber.
@Monica, grazie.
Bello!
@Stella d’Oriente, grazie mille
E ci sono pure i gufi, che se ne stanno per conto loro ed escono solo di notte, quando non c’è in giro nessuno.
Quel che mi ha fatto più impressione però sono le aquile che attaccano le rondini, affinchè serva di lezione ai piccioni.
Non le facevo così perfide.
@F.Maria Arouet, Anche i gufi sono predatori
Io vedo più polli però, se ci fossero più predatori che polli si estinuerebbero entrambi.
C’è un libro di de mello “messaggio per un aquila che si crede un pollo” che mi viene in mente.
Ci sono anche polli che credono di essere aquile e sono piccioni o piccioni che si credono rondini e sono polli, le aquile invece si riconoscono sempre e hanno conscienza di se e del loro stato, a differenza degli altri.
A volte qualche pollo si sveglia, ma se non ha pelo sullo stomaco rimarrà pollo, tra l’altro consapevole della fine che gli tocca (mi ci riconoscoooooooooo)
Poi ci sono i polli che stanno sull’ala occidentale del pollaio che ce l’hanno con quelli sull’ala orientale, mentre i polli a nord fanno i cassi loro, dando ragione a entrambi.
ah… come mi ispira sto post….
ora basta che se no mi ingarbuglio
@Oris,
I tuoi spunti non sono male, sarebbe interessante elaborarci un nuovo articolo a mo’ di “spin off” (come si traduce in italiano?)
@Oris,
“Io vedo più polli però, se ci fossero più predatori che polli si estinuerebbero entrambi.”
Pure secondo me è l’abbondanza di polli la causa prima dell’irrisolvibilità del problema.
“…e sono tanto semplici gli uomini, e tanto obbediscono alle necessità presenti, che colui che inganna troverà sempre chi si lascerà ingannare.”
@Oris, polli o piccioni pari sono. Solo che i piccioni fanno più schifo..
@Doxaliber, si, ma chi ha fame mangia pure uelli!!!

queste allegorie e metafore sono da dieci!!!
@F.Maria Arouet, io i gufi li metterei tra i rapaci, anche se forse nella realtà non appartengono a quella specie..
@Doxaliber,
Sono dei rapaci e anche molto belli.
La differenza con i falchi è che questi ultimi sono diurni mentre i gufi sono rapaci notturni.
Nella differenza cambia anche il tipo di caccia e di competenze.
I gufi stanno appostati e utilizzano principalmente l’udito e hanno artigli micidiali, mentre i falchi utilizzano una caccia basata sul volo, la perlustrazione e la velocità e più che gli artigli il becco è la loro arma di offesa.
Causa bambini sono andata a vedere il centro rapaci di Trevignano illustrato in questo sito:
E’ vicino a Roma e vi assicuro che vedere le prove di volo dei diversi rapaci nonché accarezzare un allocco tenendolo sul proprio braccio è stata veramente una bella esperienza…
Un altro sito che mi sembra riportare informazioni ben organizzate è quello che segue:
PS. Il primo link del tuo articolo non mi sembra funzionare.
@Monica,
ora è a posto.
grazie per la segnalazione
@Monica, grazie, immaginavo fossero rapaci visto che hanno il becco e gli artigli adunchi, però non ne ero sicuro.
Uffi, perchè sono in moderazione??
Ne “Il Canto della procellaria”, Maksim Gorkij descrive l’uccello che si leva in volo solo quando sta per giungere la tempesta, e la sfida. Un’allegoria calzante da prendere ad esempio in certi momenti particolari della Storia.
Ma cosa accade?
Nessuno dei miei commenti appare piu?
PS: questa e’ una prova.
Pare dipenda dal browser che si usa: con Chrome i commenti passano, con Firefox no.
@Chiara di Notte – Klára, ma che ti fai? Botta e risposta?
@Chiara di Notte – Klára, pare non funzionino più neppure da Mozilla.. :\
@Stella d’Oriente, che poi è Firefox.. ehm…
@Stella d’Oriente,
ho disabilitato tutti i filtri, non saprei che altro fare
@dellefragilicose,
a me funziona tutto sarà la tecnologia degli anni 80?:-)
a me gli uccelli non piacciono troppo eheh
e poi m i confondono sempre per un albero e si vogliono appoggiare:-)
@dellefragilicose, ok, sto provando da Firefox.. vediamo come va!
@Chiara di Notte – Klára,
Scusa, lo chiedo a te, per favore, mi spieghi questa cosa di “Chrome” che non l’ho capita, abbi pazienza è l’eta’ e…… un’altra cosa che ne è stato del Comandante Nebbia, Diabolico Marco e dei tanti altri che non scrivono più per MC.
Mi manca la loro incisività.
Grazie
@vanda,
) perché noi dobbiamo anche fare un gran lavoro di gestione.
si riferiscono al fatto che abbiamo dei problemi con la gestione dei commenti. Ci sono dei filtri che impediscono a messaggi tipo quelli che promuovono siti porno, viagra e altra monnezza di essere pubblicati. Ultimamente questi filtri non funzionano più tanto bene e bloccano anche i commenti degli lettori. Stiamo cercando di risolvere il problema, bisogna avere un po’ di pazienza.
Con questo ho risposto in parte anche all’altra tua domanda. Non posso parlare per tutti ma posso dirti che ci sono meno articoli miei e di Comandante Nebbia (che poi sarebbe anche dellefragilicose
A dire il vero questo lavoro lo fa anche Doxaliber che pure riesce a trovare il tempo anche per scrivere. Sicuramente conta anche il fatto che noi abbiamo delle figlie piccole mentre lui no
Ciao
dM
@diabolicoMarco,
Grazie,ora sono contente, temevo vi fosse successo qualche cosa di spiacevole invece è il contrario. Tutto a posto un bacio ai bimbi.
Nonna Vanda.
Eppure bisogna riconoscere che la strategia evolutiva scelta dai piccioni paga, visto che nelle nostre città ce ne sono sempre di più
@Vortexmind, azz
Alla prova dei fatti non c’è teoria che tenga.
Viva i piccioni!
@Oris, ma la teoria di Vortex è proprio quella dimostrata nel pezzo.
I piccioni stanno bene, non v’è dubbio alcuno..
@Doxaliber, sìsì, il pezzo è meraviglioso doxa… credo che molti si riconosceranno nelle rondini però… e questo è il nostro male, siamo tutte rondini quando non possiamo esser aquile.
Sarebbe meglio esser quello che siamo.
Con la crisi in atto e soprattutto con le leggi emanate dal centro destra son diventati rari anche gli uccelli mignattai:-)
@Pinocchio, vero.
“Le rondini” è stupendo.
Complimenti doxa.
@CogitoergoVomito, grazie Cogito.
Dal che si dedurrebbe che gli unici a vivere male la propria condizione sono le rondini, mentre per motivi diversi aquile e piccioni godono dell’equilibrio dinamico che è concesso loro.
Sarebbe interessante anche verificare tra i commentatori se è vero che tutti ci sentiamo rondini, e magari molti di noi sono aquile o – più frequentemente? – piccioni, senza che se ne accorgano.
@nicolabel, sì era quello che pensavo io…
io sinceramente mi sento pollo, consapevole forse, ma pollo.
Non so perchè ma dopo che ho letto dei rapaci e dei piccioni mi è venuto da pensare che come terza categoria vedevo le rondini…Perchè emigrano.
Sembra che siamo un pò in sintonia, bel paragone, grazie.
Il mio problema è che a volte non ce la faccio ad essere rondine, essere piccione è troppo facile.
@Sara, ma pollo non ci si sente nessuno?
eppure gli indizzi ci sono tutti!
Va beh, allora sono l’unico pollo.
@Oris, ma si anche pollo, è difficile essere incorruttibili e perfettamente liberi, bisogna cercare di limitare i danni…
@Sara, il pollo non è corrotto, solo inconsapevole della gabbia nella quale si trova, (che chiama “diritto” al voto), e mangia il mangime che gli da il padrone (la democrazia e il consumismo) non sapendo che il padrone (lo stato) non fa altro che nutrirsi di lui, prima o poi.
Il pollo si agita, vede negli altri polli il nemico solo perchè beccano da una parte diversa del pollaio.
Il pollo guarda il recinto e si sente protetto, non vede la gabbia.
il pollo non vola.
E nemmeno noi.
@Oris, si ho capito…
Io però sono capace di volare quando ho energie, apro la gabbia e volo, mi isolo, leggo, suono, faccio piccole azioni che secondo me sono buone. Ognuno di noi ha qualche virtù, deve avere solo tempo voglia e consapevolezza per sfruttarla.
@Sara, se si parla di mondo interiore, ci mancherebbe… ma qui si parla di realtà nuda e cruda.
quindi si deve esser nudi e crudi.
Pure io leggo, suono il piano ecc… ma te lo devo aver già detto
@Oris, che suonavi il piano mi era sfuggito…
Come realtà collettiva è sempre la stessa cosa, la collettività è fatta in teoria di individui, già il sentirsi individui e comportarsi di conseguenza è un passo avanti. E poi ricordati che io sarei gallina, non è proprio una bella cosa!
@Sara, visti dall’allevatore siamo polli entrambi
Comunque la gallina fa pure l’uovo, il gallo al massimo rompe le pale la mattina
@Oris, mi fa un pò specie il “@Oris” all’inizio del commento… Non ci sono abituata!

Infatti si come al solito il genere femminile….
Scherzo!
Oddio che serata pesante la mia, discussioni su discussioni, c’era pieno di galline!
@Oris,
fai tutte queste attività in tenuta adamitica?
@Tritumbani, azz… spione!
Devo comprare delle tende…
Il passo finale sull’estinzione delle rondini e sull’oblio della primavera, oltre ad essere bello quanto triste, mi sembra avere molte analogie con l’evidente decadenza e appiattimento della lingua italiana, segno che la scuola non insegna più a usare il cervello. Riscrivo il capoverso – l’autore mi perdonerà per il plagio, spero – sostituendo giusto una manciata di sostantivi.
La grammatica non ha futuro, un giorno si estinguerà ed in questo mondo rimarranno solo svarioni, brutture e refusi. Ma quando ciò avverrà la lingua sarà più vuota e nessuno rimpiangerà il dizionario, semplicemente perché tutti avranno dimenticato per sempre il significato di tale parola.
@silvio, ottimo.
Io aggiungerei una quarta razza: le “Cornacchie”!
Animale gragario ( gregario; privo di intraprendenza, di iniziativa. Attributo di animali che vivono in branchi, vigilati e condotti volta a volta da un individuo che fa da sentinella o da guida…)
Vive in Italia in maniera stazionaria, soprattutto in quel di Roma dove ama nidificare nei campanili delle chiese…
@Oris
Oggi mi sento un cigno senza dimenticare mai le mie origini di “brutto anatraccolo”!

O forse, per la vita che conduco, più un “passero solitario!”
Però, per i sentimenti che nutro, potrei essere una “colomba della pace”…
Beh! Anche un pavone (é un uccello?) perchè no!
Il mio super io sta suggerendomi, or ora, che SONO un aquila reale…
La mia umiltà mi spinge a confessare di essere anche un pò polla con qualche piuma di cornacchia!
Avvoltoio MAI!
Luna
@Luna, guarda, a em tutte le galline sembrano cigni.
solo che a loro sembro un tacchino!!!
@Oris,
sembrare non è essere…spiegalo alle tue galline che non sei un tacchino ma un’aquila d’uomo che vola basso e sotto mentite spoglie!
Se non lo capiscono… prova con una donna!
Luna
@Luna, grazie :* ma mi sta meglio allora l’appellativo di struzzo datomi da Chiara
Sono conscio dei miei limiti.
Ma non e’ che tutto ‘sto parlar d’uccelli ha un doppio senso?
Comunque non dimentichiamoci i gabbiani
@Chiara di Notte – Klára,
@Oris,
Se non temessi di scatenare un putiferio potrei mettermi a parlare dei colibri’
@Chiara di Notte – Klára, uff ma parli sempre di me!
@Oris,
Ma dai… permaloso.
Immagina se avessi avuto intenzione di parlare del padulo
(anche questa l’ho imparata da un toscano
)
@Chiara di Notte – Klára,