Apriamo la Mente: Internet non l’ha Inventata Bill Gates 5


Sono stato, qui a Viterbo, all’incontro “La macchina del tempo: rifare il big bang in laboratorio“, uno degli incontri della serie “Caffé della Scienza” nell’ambito della seconda edizione della manifestazione “Apriamo la mente”, Festival del pensiero scientifico organizzato dalla Regione Lazio sotto l’alto patronato della Presidenza della Repubblica.

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Una manifestazione pubblicizzata meno di quanto meriterebbe, visto il livello dei partecipanti e il grado di interesse che può suscitare in chi è appassionato di scienza o semplicemente curioso riguardo le nuove frontiere della ricerca; iniziata lo scorso 9 maggio, la serie di incontri a tema, conferenze e laboratori interattivi prosegue fino a domani, e volendo è possibile scaricarne la brochure/calendario in formato PDF dal sito dell’Enea.

L’incontro, che è stato replicato a Roma presso la Galleria “Alberto Sordi”, coinvolgeva due noti fisici italiani: Umberto Dosselli, membro del comitato esecutivo di CMS Italia, componente della giunta dell’ INFN, autore di oltre 200 pubblicazioni su riviste scientifiche riguardanti la fisica delle particelle e Sergio Bertolucci, vicepresidente dell’ INFN nonché direttore dei Laboratori Nazionali di Frascati ed esperto nella Fisica delle alte energie, mentre Patrizio Roversi, velista per caso e giornalista per mestiere, si incarivava di porre domande riguardanti la ricerca scientifica in generale e il nuovo LHC (Large Hadron Collider) del CERN di Ginevra in particolare, in maniera che risultassero comprensibili anche a chi non abbia dimestichezza con argomenti complessi come il funzionamento di un ciclotrone o un acceleratore di particelle (bellissima la metafora dei petti di pollo congelati che si scontrano su una gigantesca pista per biglie ad anello).

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Peter Higgs al Cern di Ginevra

Il tutto in un ambiente informale come possono essere i tavoli di uno storico caffé (qui a Viterbo il Gran Caffé Schenardi, eravamo sistemati in quella che un tempo era la sala da biliardo) senza l’apparato che di solito contraddistingue incontri di questo tipo, con un intento marcatamente divulgativo (dopo la domanda rivolta a Umberto Dosselli, chiarissimo nell’esposizione, nella quale chiedevo cosa succederà se sarà effettivamente rilevato il bosone di Higgs, l’unica particella prevista dal Modello Standard che non sia ancora stata osservata, Roversi mi ha più di una volta raccomandato di “volare basso” nelle domande successive).

S’è parlato anche della nascita di Internet e dell’invenzione del Web, e di come sia triste che la maggior parte delle persone ne attribuisca il merito a Bill Gates (peraltro scettico sulle potenzialità del mezzo per lungo tempo) e misconosca il contributo di Tim Berners-Lee e di Robert Cailliau, entrambi ricercatori del CERN, ai quali è dovuta non solo l’invenzione del termine ma la realizzazione del protocollo di trasporto degli ipertesti che tuttora utilizziamo.

S’è accennato a Seti@Home e al calcolo distribuito, e a progetti come FoldIt, recentemente segnalato anche sul sito di Richard Dawkins, ma soprattutto s’è discusso di Fisica e del futuro della ricerca, e del perché sia importante sensibilizzare i contribuenti (alla fin fine i datori di lavoro di scienziati e amministratori) sull’importanza strategica della cultura scientifica e della sua diffusione, in un paese privo di materie prime e non più competitivo nelle manifatture (molto bello il calcolo spiccio di Sergio Bertolucci, che stimava in mezzo milione di €uro il costo “sociale” di un dottorando ricercatore, e quindi sosteneva che ogni anno regaliamo milioni di Euro a paesi più ricchi del nostro, con la tristemente nota “fuga dei cervelli”).

In conclusione, non posso che raccomandare di seguire i prossimi appuntamenti della manifestazione, e di dare rilievo alla notizia se è nelle vostre possibilità.


5 commenti su “Apriamo la Mente: Internet non l’ha Inventata Bill Gates

  • samu

    precisazioni per precisazioni:

    internet non e’ stata inventata da bill gates, il quale addirittura cerco’ di creare una propria rete e falli’ (msn).

    Internet e’ nata per merito del dipartimento di difesa americano negli anni ’50, e’ da li’ che si sviluppo l’idea che tiene su tutta la rete ma e’ anche vero che internet non e’ il web , a meno che tu non voglia fare un discorso di popolarita’ nel qual caso – sorpresa – il 60% della banda (ergo utilizzo di internet) e’ nel peer to peer .

    Colgo l’occasione per una piccola polemica: anche se entrambi lavoravano per il cern (posto dove si fa ricerca nella fisica) sono laureati in informatica (computer science) , cosa che al cern dimenticano molto spesso pretendendo di capirne di informatica e mettendo in secondo piano coloro che provengono da computer science.
    Poi inventano “Grid” coi risultati che si vedono.

  • Gilgamesh

    Sono abbastanza d’accordo, anche se Internet in realtà deriva da DARPA solo per quanto riguarda alcuni – pochi – protocolli e il vero “merito” andrebbe attribuito alle varie università americane e poi europee – prevalentemente inglesi e scandinave – che raccolsero i “cocci” di quello che per i militari era un progetto pressoché fallimentare e comunque considerato “meno utile del previsto” e inventarono o svilupparono in maniera collaborativa molti dei servizi che tuttora usiamo (e anche alcuni caduti in disuso o pressoché, come gopher e nntp).

    Ma si parlava appunto dell’invenzione del Web e non di quella di Internet.

    Infatti se leggi con attenzione c’è scritto “S’è parlato anche della nascita di Internet e dell’invenzione del Web, e di come sia triste che la maggior parte delle persone ne attribuisca il merito a Bill Gates (dell’invenzione del web) misconoscendo etc.” quindi stiamo dicendo sostanzialmente la stessa cosa.

    Per me è ovvio che il Web – all’epoca della sua nascita tra noi “iniziati” lo si chiamava “dobliù cube”, distinguendoci da quelli che facevano vuvuvù e pareva che abbaiasse un chiuahua 🙂 – e l’Internet siano due cose distinte, ma la “percezione” comune passa per l’interfaccia, e il 90% degli utenti quando si collega ad Internet inizia col browser come prima applicazione e spesso un motore di ricerca (generalmente Google, oppure il “portale” del proprio provider) come Homepage, ed è convinta che il Web e l’Internet coincidano, dato che di cosa sia un protocollo non ha che una vaga percezione e spesso manco quella.

    E guarda caso, dato che tra gli utenti desktop quelli Windows sono tuttora una schiacciante maggioranza ed il browser di casa Micro$oft si chiama “Internet Explorer”, sono convinti che pure la Rete delle Reti sia “roba loro”.

    Circa Berners-Lee e Cailliau, devo “rintuzzare” la tua pacata e gentile polemica 🙂

    Come è facile rilevare dalle rispettive biografie dettagliate, Tim Berners-Lee al Queen’s College di Oxford nel 1976 si laureò in Fisica (è pur vero che mentre era là costruì un computer usando un saldatore a gas, dei TTL, un processore M6800 e un vecchio televistore) mentre Robert Cailliau si laureò a Gand (o Ghent), in Olanda, nel 1969 in Ingegneria Civile, e solo in seguito conseguì un master post-laurea all’Università del Michigan in “Computer Science”, che non è esattamente “Informatica”, né soprattutto lo era nel 1971.

    Nessuno dei due si può definire laureato in Informatica né un “informatico puro”, qualsiasi cosa questa definizione possa voler dire 🙂

    Berners-Lee ha una formazione scientifica, sia pure con inclinazioni da “smanettone” (gli fu vietato l’uso dei terminali al centro di calcolo del Queen’s College perché fu colto a fare “hacking” con un amico) ed è un Fisico a tutti gli effetti e come tale entrò al CERN nel 1980 come “indipendent contractor” anche se in seguito s’è interessato prevalentemente di informatica in senso vasto.

    Cailliau ha una formazione tecnica, è a tutti gli effetti un Ingegnere civile specializzatosi poi in calcolatori e reti, inizialmente al CERN lavorava al controllo dell’acceleratore di particelle e solo dopo alcuni anni passò alla divisione Elaborazione Dati, della quale divenne poi il direttore.

    Non dobbiamo comunque dimenticare che nel 1990/91 con i due collaborarono diversi studenti e contrattisti del CERN, sia nel mettere a punto il client (il predecessore di NCSA Mosaic) che soprattutto il server httpd (su un NEXT! il computer – con relativo OS – sviluppato da Steven Jobs quando Sculley lo estromise da Apple) che andò ufficialmente in linea il 6 agosto 1991, e le cui specifiche furono rilasciate dal CERN durante il 1993 nel pubblico dominio (a ciò fece seguito la fondazione del W3C nel 1994).

    Quindi concluderei che è essenzialmente alla ricerca scientifica e al CERN in particolare, che dobbiamo l’esistenza del Web come lo conosciamo oggi.

    E al CERN persone che “capiscono di informatica” ce n’è tuttora parecchie 🙂 mentre tra le persone meno competenti (ma più ricche di prosopopea) che ho personalmente conosciuto ci sono proprio alcuni laureati in “Scienze dell’Informazione” provenienti dalle Facoltà di Salerno, Pisa e Milano.

  • samu

    ahm, ho appena intravisto un’apertura di discussione tecnica sui protocolli usati da darpa che pero’ voglio lasciar perdere 🙂 si lo sviluppo di internet fu dato dalle universita’ americane le quali adottarono i protocolli di darpa (escluso quell’obrobrio di RIP di nome e di fatto) ma e’ anche vero che a loro e’ da attribuire il concetto di rete decentralizzata quale e’ internet, lascia perdere poi il fatto che oggi giorno per motivi economici non sia decentralizzata per nulla.

    Per quanto riguarda TBL e Caillau si, non sono informatici puri ma hanno entrambi acquisito la titoli nel campo “computer science” che appunto – e qui ti correggo – e’ la laurea in informatica italiana(o anche detta scienze dell’informazione nella sua versione a 4 anni), da non confondere con ingegneria informatica al cui solo nome apro le finestre e urlo contro il Creatore 🙂 .

    In realta’ la critica non e’ rivolta a te personalmente, piu’ un rigurgito che esce dall’essere anche io “computer science” e nel vedere “castronerie” (perdona il tecnicismo) proposte in giro o nel vedere fisici e matematici che mi rubano il lavoro mentre a me non e’ permesso di “rubare” il loro. 🙁

  • Gilgamesh

    È vero, oggi un “Master of Arts” in Computer Science equivale all’incirca alla laurea italiana specialistica in Informatica, ma negli anni in cui si sono laureati e poi specializzati TBL e RC (cioè i primissimi anni ’70) ancora in Italia non esisteva, a quanto ne so, nessun corso di laurea in scienza dell’informazione o informatica: i primi di cui ho notizia risalgono alla fine dei ’70 e all’inizio degli anni ’80, circa un decennio dopo, con un piano di studi molto diverso sia da quello attuale che dal (quasi) equivalente USA, più teorico e molto meno pratico.

    Comunque, se può consolarti, a quanto mi risulta i laureati italiani in Fisica e Matematica sono pochi (dai corsi di alcune Università escono non più di una dozzina di laureati all’anno, e anche da quelle più grosse come Roma e Milano non si arriva al centinaio sommandole) e purtroppo sempre di meno.

    E pochi si propongono come informatici; è più facile temo che il lavoro te lo “rubi” un ingegnere, informatico o pure ambientale, sociale e tutte le altre forme di ingegneria che si sono inventati col nuovo ordinamento (epperò chi s’è laureato col vecchio ora può fregiarsi del titolo di “dottore magistrale”, vuoi mettere) o anche un “semplice” perito capotecnico in elettronica e telecomunicazioni o comunque si chiami adesso chi esce dall’ITIS, con magari in più una qualche certificazione MCSE, Sun, Cisco o simili, spesso più valutate dalle aziende (talvolta non del tutto a torto) di una pur sudatissima laurea.

  • mattions

    Per come la vedo io, queste cose dovrebbero essere pubblicizzate, almeno sulle reti pubbliche, dal ministero dell’istruzione e da quello della ricerca scientifica.

    Ammesso che ancora ci siano.

    Le iniziative divulgative sono molto importanti, perchè soltanto facendo capire a tutti quanti l’importanza della ricerca scientifica come volano per l’economia, a tutti i livelli, e la conseguente sensibilizzazione dell’opinione pubblica, si riuscirebbe ad avere un netto miglioramente di questo paese.

    🙂

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