Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/">Widget</a>

 

Appuntamento al Buio

9 gennaio, 2008 - 18:00 di  
Archiviato in Leggere




Condividi Appuntamento al Buio. cruman ti ringrazia.
13 letture

Ti Piace MenteCritica?

appuntamentoalbuio.jpgIo non sono uno di quegli intellettuali di circostanza che coprono di eleganti insulti gli ambienti apparentemente frivoli del divertimento di classe, solo perché sono stati rimbalzati all’ingresso del Billionaire.
Eggrazie, direte voi, non essendo alcun tipo di intellettuale mi riesce facile. Quando avete ragione, avete ragione, non ci sono cazzi.
Però proprio una brutta figura non la faccio dato che conosco il significato di qualche parola oltre al mio nome e ai gusti del gelato.




Nonostante questo, non passo il tempo a condividere l’opinione secondo la quale le ragazze molto avvenenti (quindi particolarmente portate ad evitarmi) siano solo dei contenitori vuoti. A volte una confezione giustifica di per sé la propria vacuità. Insomma non giudico male chi non sa che cosa faccia un palafreniere, ma sa dove trovare il miglior aperitivo di Milano. Anzi. Dissimulo invidia ostentando rispetto. Ad esempio: ricordate la pupa che alla domanda “quanti abitanti ha l’Italia” rispose “compreso i paesini?”.

Ebbene, io ho letto Proust e Pascal, ho guardato le figure dei libri di Kierkegaard, ho studiato Einstein e ascoltato Bach, ma una simile genialità accostata a cotanto stacco di cosce, mi era ignota. Non ho quella frase tatuata sulla schiena solo perché quel giorno il mio personal tatuator era in Tibet a cercare non so bene che cosa.

Dolendomi del fatto che il mio rispetto non è contraccambiato, che il mio animo leggermente asociale (tanto che per farmi uscire di casa ed entrare in un locale ci vuole un esorcismo) è visto con orrore e ribrezzo dalla gente cool, mi sono deciso a fare un gesto di avvicinamento verso la parte di mondo che sa sempre dove andare e soprattutto con chi andarci.
Approfittando di un’amicizia ben inserita nel giro che conta, ho organizzato questo appuntamento al buio (buio è un ex bisca per pokeristi trasformata in locale fico), comprensiva di tour itinerante semi alcolico e similvelina per aumentare il mio sintomatico fascino. Giunto a casa della mia personalissima soubrette di riferimento non ho potuto esimermi dal notare le dimensioni della di lei magione. Era talmente grande che all’ultimo piano c’era una base Nato, con relativa portaerei ormeggiata in piscina. Mi sono fatto indicare il bagno, ma alla seconda rotonda mi sono perso e ho dovuto chiedere. Salito in macchina (la sua, io ero lì in metropolitana), che era grande come il mio appartamento, ho avuto lo stimolo di chiederle dove si trovasse il bagno, visto che il mio primo tentativo era fallito.

babe.jpg

Il locale era carino, buio, ma carino. Pieno di gente consapevole della propria presenza tridimensionale. Io non ero in gran forma (mi si è rotto l’AB King) e in mezzo a quei baldi omaccioni con gli addominali che si vedevano anche attraverso un maglione di lana (D&G) mi sentivo un po’ inadeguato. Mentre la mia compagna di viaggio sorseggiava qualcosa con un nome che non ti aspetti e un colore che non esiste in natura, io mi guardavo intorno pensando a dove potesse essere un bagno e che forse era ora di farsi vedere da un urologo. Sia chiaro, non è che non fossi di compagnia, era lei che parlava con qualsiasi cosa avesse un paio di scarpe firmate e dei capelli che getterebbero nel panico un gatto cieco. Era tutta un baci e saluti. Tre baci sulla guancia se maschio, uno per finta se è donna, uno in bocca se è maschio gay o femmina maiala… credo fosse questo il codice. E dopo un florilegio di complimenti e pettegolezzi il commiato si realizzava attraverso un numero incalcolabile di “ciao” emessi alla velocità della luce, che scemavano come una cosa inutile scema.
In uno sfortunato momento di quiete ci siamo guardati come si guarda uno che non ti fa scendere dalla metro perché vuole salire velocemente e sedersi. I suoi jeans sdruciti ultimo grido somigliavano molto al mio umore (sia per lo sdrucito che per il grido), mentre il mio dolcevita fuorimoda si intonava con la sua innocenza.

Prosciutto di Prada | dM

Lo ammetto, io sono un tipetto complicato, ma in quella situazione il pesce fuor d’acqua ero io e vi assicuro che non è punto facile. Non ci giurerei, ma sono quasi certo di aver ordinato del prosciutto di Prada, per darmi un tono. Fortunatamente ce l’avevano. In quel magico istante, io e lei, divisi solo da un insaccato fashion victim, ci siamo sentiti quasi vicini, uniti da qualcosa, come Gianni Minà e Maradona, come Teofilo Stevenson e Compay Segundo.
Ma panta rei (se ne fossi capace) e la conversazione aveva risvolti meno interessanti di quelli dei suoi pantaloni, che la coprivano dalle ginocchia al passaporto per l’inferno. Erano però i discorsi giusti, la gente giusta, un divertimento vero. Tutta quella gente si sentiva nel proprio habitat. Sorridevano tutti, anche quelle belle che hai sempre pensato fossero incazzate per contratto. Non c’era nemmeno un cafone con la felpa nei jeans o un musone da rimorchio con la sua colonna d’ordinanza e bicchiere di cherosene in mano. Non li disprezzavo affatto. Disprezzavo me, che so coniugare al participio passato il verbo esigere, ma non so stare in un posto senza desiderare di trovarmi in qualsiasi altro.

A fine serata la mia dama di compagnia ballava su un tavolo facendo la sua porca figura. Io no. Il tavolino in cui ero relegato (come un sovrano in catene) ballava già di suo. Non me la sono sentita di strafare.
Tutto sommato sono soddisfatto dell’esperienza. Sto cercando di ridurre il livello del mio astio verso il genere umano o di giustificarlo ulteriormente. Ma ora mi sento più consapevole del mio isolamento. Ho un disprezzo non distruttivo. Non cerco di eliminare ma di evitare, con naturalezza. Vorrei che anche gli altri facessero così con me. Quelli dell’happy hour o di un centro sociale; vorrei che mi concedessero il lusso di non avere ore felici o di non lottare per ideali politici all’ombra di una canna. Credo sia un passo importante. Ora tutti si disprezzano e tentano di distruggersi giudicandosi vicendevolmente dei cancri da estirpare. Se cominciassimo a limitarci al disprezzo sarebbe un mondo migliore.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Appuntamento al Buio è di cruman

Leggi tutti gli articoli di

Comments

12 Risposte a “Appuntamento al Buio”
  1. Silent Enigma scrive:

    "[...]sorseggiava qualcosa con un nome che non ti aspetti e un colore che non esiste in natura",

    "[...]un musone da rimorchio con la sua colonna d’ordinanza e bicchiere di cherosene in mano" e

    "[...]Sto cercando di ridurre il livello del mio astio verso il genere umano o di giustificarlo ulteriormente"

    sono da oscar!!!

    :mrgreen:

    La chiosa, invece, è tristemente vera

  2. Adetrax scrive:

    La pupa, il secchione e … il prosciuttone.

    Complimenti per lo sforzo di comprensione.

  3. Emanuele scrive:

    Caspita. Esatto. Non ci avevo pensato. Più che altro, non lo sapevo

  4. cruman scrive:

    anche per me è stata una sorpresa….. ma che cosa?

  5. Emanuele scrive:

    mi riferivo ad "esatto" cruman :mrgreen:

  6. cruman scrive:

    ah chiedo venia, pensavo ti riferissi ad una delle mie innumerevoli perle di saggezza che snocciolo come olive! in effetti così è più verosimile.

  7. GdA scrive:

    Leggere Proust, Pascal, ascoltare Bach fa di noi delle persone "Migliori"?

    Luna

  8. cruman scrive:

    Dipende. "Migliori" di chi?

  9. GdA scrive:

    A me è sembrato che le tue parole (opinioni, giudizi..) scendessero, non da un tavolo sul quale non sei stato capace di ballare, ma da un piedistallo sul quale la tua "cultura" ti pone…

    Disprezzo è un termine che non mi piace…

    E' soltanto la mia impressione…

    Luna

  10. Adetrax scrive:

    Credo che disprezzo sia da intendere come distacco da un mondo che non ha punti in comune con la visione (e forse il carattere) del protagonista (cose da filosofi tedeschi).

    In ogni caso la descrizione mi ricorda tanto "La pupa e il secchione"; una delle prime cose che pensai vedendo Sala fu: "questo qui ha una laurea in imboscamento e mimetizzazione tattica, secondo me lui e Rosy vincono" (una vittoria mezza pilotata e con le pupe attrici, pero` la cosa ha proposto un'alternativa alla coppia velina – calciatore).

    Ecco il protagonista, pur con la sua fobia sociale mi ricorda queste qualita`; racconto interessante, un accenno ai respingenti della pupa non sarebbe guastato.

  11. cruman scrive:

    Luna, ritengo tu abbia "ragione". Anche io disprezzo il termine disprezzo.

    p.s.

    La storia e le caratteristiche dei protagonisti sono ovviamente inventate. Ma è soltanto la mia impressione.

Apri la Tua Mente

Esprimi il tuo pensiero...
Per favore, leggi chi siamo e quali sono le regole di discussione
Il primo commento di un nuovo lettore va sempre in moderazione
Puoi sbloccare il commento cliccando sul link contenuto nella mail che ti invieremo
I commenti non confermati tramite click verranno considerati spam
ah, se vuoi essere riconoscibile dagli altri utenti procurati un gravatar!

Aggiungi Gianalessio ai tuoi amici di Facebook. Facebok ha rimosso il precedente profilo. Aiutaci a seguire quello che accade in rete!