Appello al Movimento 5 Stelle 7


In questi giorni ho seguito assiduamente le sedute del Senato. Quello che noto con maggior piacere è il notevole miglioramento dei deputati pentastellati, rispetto al periodo delle elezioni del 2013. E mi fa piacere fare loro i complimenti per l’impegno che hanno investito nell’apprendere le regole (scritte e non) delle Camere, le dinamiche che le contraddistinguono e le modalità con cui si esprime e si esercita il potere in politica; oltretutto, trovo che siano migliorate nettamente anche le capacità espressive dei deputati del Movimento 5 Stelle.

44581h_lgTrovo che il Senato, nella sua maggioranza, stia facendo una serie di porcate su vari livelli del gioco: il livello dei fini perseguiti, il livello della concretizzazione dei fini in norme, il livello dei modi di procedere nella discussione e nell’approvazione. Si può discordare per quanto riguarda il primo livello, per chi avesse una diversa visione della democrazia o della politica o di che so io. Meno si può discordare sugli altri due livelli: se io anche condividessi l’immagine del nuovo Senato che sta emergendo con questa legge in via di approvazione, sicuramente riterrei delle “porcate giuridiche” gli articoli che – nella loro vaghezza e nella loro troppo ampia possibilità di interpretazione – lasciano troppo spazio alle capacità immaginative di ciascuno di noi. In parole povere: non è un lavoro serio. Altresì non condividerei il modo arbitrario con cui si sta conducendo il “dialogo” (che, è triste rilevarlo, in realtà è solamente immaginario).

Mi duole constatare, però, che in questi due anni il Movimento 5 Stelle non ha ancora capito che non gli è utile arroccarsi nella rete internet, e tanto meno nel loro blog. Il vostro blog ve lo leggete voi, o al più lo legge chi vi “odia” per partito preso e vuole trovare altri motivi per continuare a farlo. Il resto della popolazione (quella che non vi conosce bene, quella cui siete indifferenti, quella che è titubante nei vostri confronti, quella che rimane scettica sul vostro operato, etc) non viene sul vostro blog, non vi cerca e non vi trova (per via del vostro arroccamento e per altri motivi) sui normali mezzi di informazione. Io, personalmente, non vi leggo mai. Ora: se Maometto (il cittadino medio) non va alla montagna (il Movimento 5 Stelle), allora è la montagna che deve andare da Maometto.

Detto ciò, passo all’appello al Movimento 5 Stelle: dovete dotarvi di un vostro quotidiano cartaceo, ne avete bisogno come del pane, se non volete limitarvi a sopravvivere nel mondo della politica.

Cosa NON deve essere questo giornale:

Non deve assolutamente essere una copia cartacea del blog, né degli interventi che tenete in Parlamento. Non deve avere lo stesso tono dei vostri normali interventi; non deve essere un giornale di “attacco”, e per questo non deve essere nemmeno un giornale di inchiesta.

Cosa deve essere questo giornale:

Deve essere un giornale serio, dai toni pacati. Deve rimanere il più possibile neutrale nel riportare le questioni politiche: lo scopo non è fare i soldi con chi crede già in voi, lo scopo è attirare quella porzione dell’elettorato che non vi ama e che non vi odia, per cui non dovete pregiudicarvi per via del fatto che siete apertamente “di parte”. Il giornale, infatti, non vi serve come strumento di “attacco” (per quello avete il blog e il Parlamento stesso), bensì vi serve in funzione di “difesa”: per motivare le vostre scelte e le vostre azioni, quelle appunto che vengono distorte dagli altri strumenti di informazione. Parola d’ordine: pacatamente.

Un giornale del genere vi servirebbe oggi (a voi come a tutte le opposizioni, d’altronde) per fare quella che è probabilmente l’unica azione sensata e che però oggi sui mass media verrebbe etichettata come “irresponsabile e rappresentativa di un gruppo che non si rende conto di certe cose e che quindi non è in grado di governare un Paese”: abbandonare il Senato e rifiutarvi di sporcarvi le mani con questo scempio.

Non è facile fare un giornale, soprattutto di questi tempi, ma è la vostra unica chance. Altrimenti, accontentatevi di parlare al muro nel ruolo dell’opposizione (finché è tollerata), e di cantarvela e di suonarvela fra di voi sul vostro blog, finché ne avrete voglia e tempo. Ho finito 🙂


Informazioni su Gilda

I governi non mi piacciono in generale, che siano produttivi o fallimentari. Non mi aggrada che pochi scelgano per molti, anche quando i pochi siano scelti dai molti in una più che utopica unanimità.

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