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Antidroga Andina: Verità e Falsità del Corriere

21 gennaio, 2009 - 7:07 di  
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L’articolo di ieri di Rocco Cotroneo sul quotidiano “il Corriere della Sera”, “Cocaina, la scelta dei contadini: un ettaro rende 15 volte più del caffé”, riporta dati interessanti sul commercio della cocaina. E’ confermato come la (presunta) “lotta antidroga” in Colombia, sotto gli auspici e le direttive degli USA, sia totalmente fallimentare. Mi fa piacere che definisca questa campagna, il Plan Colombia, per quello che è, ovvero:

una campagna di guerra, che costa tempo, denaro e vite umane. Che dopo dieci anni lascia il nemico forte quanto prima. E provoca danni collaterali difficili da calcolare, in economia, in politica, nell’opinione pubblica. Insomma un fallimento, che invita al ritiro unilaterale. [...] Che senso ha per Washington continuare a spendere miliardi di dollari per distruggere le piantagioni in Sudamerica, quando negli Stati Uniti, ma anche in Europa, è ormai evidente che la politica non funziona?




Il mio post del 19 scorso “Antidroga Andina” parlava anche di questo. L’articolo di Cotroneo ricorda come il pacchetto di aiuti economici era rivolto anche a combattere la guerriglia marxista. In realtà (si vedano le fonti citate nel mio precedente post) era rivolto soprattutto a quel fine.

Ma poco male, è comunque già una notevole ammissione di colpa per un quotidiano occidentale – seppure in grande ritardo rispetto all’evidenza dei fatti. Si parla quindi della stretta di Reagan, e qui ovviamente non ci si può aspettare che venga ricordato con tanta leggerezza l’affare Iran-Contras e i tramacci di Bush (padre) nella veste di zar plenipotenziario nella presunta lotta alla droga. Strano a dirsi, ma proprio negli anni ’80 i ghetti (neri) delle maggiori metropoli nordamericane furono invase dalla polvere bianca e fece la sua comparsa il crack.

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Cotroneo elenca gli ettari di coca coltivati in Perù, Colombia e Bolivia, ricordando anche come un ettaro di coca renda 10-15 volte più di un ettaro di caffè. e dice: “difficile sensibilizzare alla causa dell’Occidente ricco un povero contadino che porta a casa un dollaro al giorno”.

Veramente non è che il contadino perché è povero ed indigeno è pure scemo, brutto e cattivo.

Per me è difficile credere che la “causa dell’occidente” sia la lotta al traffico di droga:

Visto che è gestito, tramite le mafie italiane (prima cosa nostra e quindi ‘ndrangheta, che fornisce quadri ed ufficiali agli squadroni della morte filo-governativi colombiani) e straniere (la mafia italo-americana), dall’occidente stesso.

Visto che, ad esempio, è stato messo Uribe a capo della Colombia. dal 31.7.2004, da quando cioè l’nsa [2] ha reso pubblici documenti declassificati del 1991, si sa che Uribe (toh!?) è un narcotrafficante:

The release of a 13-year-old previously classified military intelligence document linking Colombia’s right-wing president Alvaro Uribe to drug traffickers has intensified the crisis of Washington’s most slavish supporter in Latin America. A virtual “who’s who” of the Colombian cocaine trade, the report was issued by the Defense Intelligence Agency (DIA) in 1991. [...] The document lists 104 of the “most important Colombian narcoterrorists contracted by the Colombian narcotics cartels for security, transportation, distribution, collection and enforcement of narcotics operations in both the US and Colombia”. Uribe appears as number 82 in this list of assassins and drug smugglers. The confidential DIA report described Uribe in the following terms: “A Colombian politician and senator dedicated to collaboration with the Medellín Cartel at high government levels. Uribe was linked to a business involved in narcotics activities in the US. His father was murdered in Colombia for his connection with the narcotics traffickers. Uribe has worked for the Medellín Cartel and is a close personal friend of Pablo Escobar Gaviría.” It added that Uribe had “attacked all forms of the extradition treaty” that Washington had sought to bring Colombian drug traffickers to trial in the US.

Se siete appassionati alla vicenda, qui quanto riporta il Los Angeles Times nel 2004 e qui il documento ufficiale dell’nsa. Et voilà! al contrario, alla guerriglia delle farc, si può imputare di tutto ma non di essere narcotrafficanti.

(Tutto questo esiste nel mondo reale, non in quello della propaganda. Si legga, ad esempio questo articolo su l’Occidentale.)

cocaine-factory-ciudad-perdida

L’articolo di Cotroneo rimane comunque interessante, quando ad esempio fa notare il notevole incremento del consumo di cocaina in Europa ed in particolar modo in Italia. Nella versione cartacea del quotidiano milanese c’è una bella mappa a colori.

Commette però una inesattezza quando dice: >”Dalla Colombia le strade d’uscita sono due: il Brasile e soprattutto il Venezuela.” oggi è il Messico il maggior esportatore di cocaina, in particolare verso l’America del nord. Sul Venezuela porta principale d’ingresso della cocaina in Europa non ho mai letto nulla. Sarebbe interessante sapere quali siano le fonti di Cotroneo a riguardo.

Traspare, magari in “buona fede”, la volontà di denigrare, sempre e comunque, e per l’ennesima volta, i governi integrazionisti dell’America Latina. questo atteggiamento diventa lampante quando Cotroneo dice: “Persino chi difende l’uso lecito delle foglie, per uso terapeutico e alimentare, vive i suoi anni di gloria: Evo Morales, sindacalista dei cocaleros boliviani, è diventato presidente della Repubblica.”

se si fosse informato un poco di più, magari leggendo l’approfondito reportage dell’inglese Time del 5.8.2008 e le fonti lì citate, il bravo Cotroneo avrebbe scoperto che la Bolivia è l’unico dei paesi produttori o mediatori di cocaina (Perù, Colombia, Bolivia, Messico) ad aver ottenuto negli ultimi 2 anni importanti e rimarchevoli successi nel contrastare la produzione ed il traffico di cocaina.

Guarda caso, come osservavo nel mio post precedente, i presunti “compari” della Bolivia sono gli unici in America latina ad essere rimasti fedeli a Washington ed alle sue politiche, anche per quanto riguarda il traffico di droga.

Nel complesso, ancora una volta disinformazione all’italiana, indottrinamento e cecità. Ma dubito che i lettori del corriere ne sapranno mai qualcosa di essere stati turlupinati.

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* * * NOTE * * *

[1] sulla vicenda, ormai ben nota, si veda ad es. Noam Chomsky, capire il potere (qui in formato .doc ), paragrafo “Il filtraggio delle notizie”.

Per esempio, quando lavorava per la CBS, Leslie Cockburn è riuscita a rendere note informazioni di grande importanza circa il coinvolgimento del governo degli Stati Uniti nel traffico di droga attraverso i contras. Non so se qualcuno di voi l’abbia visto, ma compariva in un programma a diffusione nazionale, West 57th: decine di milioni di persone hanno visto piloti americani in carcere i quali dichiaravano che, quando portavano armi ai contras, ripartivano con gli aerei carichi di cocaina, per atterrare, guidati dal radar, nella base aerea militare di Homestead, in Florida; dopodiché arrivavano camion che caricavano la droga e la portavano via, proprio nella base aerea. Il servizio fu trasmesso dalla CBS.

Molto interessante anche il lungo, dettagliato e ben documentato Dossier Iran-Contras della rivista MoviSol. Dd esempio:

Guardando al quadro più vasto, come facciamo in queste pagine, si riconoscerà che il dilagare del crack e della cocaina sia uno dei capi d’accusa principali contro Bush e i suoi. Se vogliamo quindi far rivivere negli USA la repubblica costituzionale federale, che fu quasi distrutta da quando Bush fu nominato vicepresidente negli anni Ottanta, si dovrà prima di tutto identificare e mettere sotto inchiesta la vasta organizzazione mercenaria fuorilegge, finanziata col traffico di droga, che Bush creò con l’autorità conferitagli dai decreti di sicurezza nazionale 2 e 3, nonché dalla posizione di Bush come “zar dell’anti-droga” all’epoca in cui gli agenti di Bush nei Contras importavano la droga negli Stati Uniti.

[2] i documenti sono stati ottenuti “under the Freedom of Information Act by the National Security Archives, a non-governmental research group based at George Washington University“. consiglio caldamente un giretto nel sito dell’nsa..

Photo by: jungleboy, adman_as, germeister

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Antidroga Andina: Verità e Falsità del Corriere è di ventopiumoso

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Comments

29 Risposte a “Antidroga Andina: Verità e Falsità del Corriere”
  1. michail tal scrive:

    Sono da sempre sostenitore della liberalizzazione totale di tutte le droghe. Sulla carta. Dico sulla carta in quanto la trasformazione dei cartelli colombiani in multinazionali non la vedo benissimo…perchè è questo che implicherebbe, a meno di un improbabile intervento dello stato nella coltivazione, cosa piuttosto ridicola.

    Alla base c’è l’accettazione o meno della sostanza. E credo che l’unica di cui accetterei di commercializzare è l’erba, visto che non è nemmeno una droga.

    Considerato che i cartelli le principali fonti di ingresso di valuta pregiata in Colombia e i contadini non hanno altrnative economicamente vantaggiose direi che sarà ben difficile cambiare le cose.

  2. ventopiumoso scrive:

    sì sono abbastanza d’accordo.

    bisogna anche tenere presente una cosa: la produzione di cocaina non è necessariamente direttamente proporzionale all’estensione dei campi. la coca diviene cocaina per mezzo dei cartelli dei narcos, ovvero imprenditori del settore, per dire, e può commercializzarsi se ha l’avallo della politica, in questo caso il governo boliviano (voglio dire: uribe è un narcotrafficante, porca miseria!), messicano e di quelli che permettono la diffusione delle droghe (esempi sull’affare iran-contras, o sul fatto che l’italia, la cui classe politica e imprenditoriale è pregna di uomini in odor di mafia, in un certo qual senso deve fare gli affari della mafia stessa. e gli affari riguardano una gran bella fetta del mercato della droga mondiale).

  3. Francesca scrive:

    Non solo Uribe è narcotrafficante. Ci sono parecchi politici e militari messicani che si sono fatti comprare dal narcotraffico. Ultimamente si sente spesso (non dal tiggì, chiaramente) di morti ammazzati o di cadavei ritrovati dopo mesi in fossi comuni.
    Il Cotroneo, a mio avviso, azzecca solo questa (e non è poco) frase:

    una campagna di guerra, che costa tempo, denaro e vite umane. Che dopo dieci anni lascia il nemico forte quanto prima. E provoca danni collaterali difficili da calcolare, in economia, in politica, nell’opinione pubblica. Insomma un fallimento, che invita al ritiro unilaterale. [...] Che senso ha per Washington continuare a spendere miliardi di dollari per distruggere le piantagioni in Sudamerica, quando negli Stati Uniti, ma anche in Europa, è ormai evidente che la politica non funziona?

    Per il resto è la solita disinformazione sull’America latina che tende a denigrare i nuovi governi e i nuovi personaggi politici.

    • ventopiumoso scrive:

      ciao francesca, è esattamente quello che intendevo dire :)

      credo che il nostro compito, nel nostro piccolo, sia informarci ed informare. su gran parte delle questioni è difficile sia perché è difficile accedere a fonti originarie o quanto meno a diversi punti di vista, sia perché c’è un diffuso dogmatismo, da varie parti, per carità, ma c’è. l’america latina è uno di questi argomenti. sempre nel blog (scusate l’autocitazione, ma è perché avevo seguito la vicenda) ci sono diversi articoli sul tentato golpe e la crisi in bolivia di questo autunno. ebbene, il primo articolo apparso in “occidente”, diversi giorni dopo i fatti (prima, silenzio assoluto), è stato un articolo del washington post, se non ricordo male, la cui tesi centrale era che morales favorisce la disgregazione del paese, mentre (ricorderete) accadde esattamente il contrario. la cosa buffa è che i maggiori quotidiani boliviani, tutti schierati con i secessionisti latifondisti, si vantavano, quasi, di lottare per spezzettare il paese (sorvolando sul motto della loro campagna, “seppelliamo l’indio”). insomma, da noi (europa, nordamerica) siamo stati più realisti del re..

      ps: hai un sito o un blog o qualcosa di simile?

      • Francesca scrive:

        No, ventopiumoso, non ho blog.
        Conosco abbastanza la storia dell’America latina per motivi personali e mi sto rendendo conto solo da un paio di anni di quanto se ne sappia poco qui.
        Già il fatto che hai fatto notare tu di cosa sia stato scritto sulla Bolivia, per dirne una, fa’ capire abbastanza.
        Dovrebbero dire che i secessionisti sono una massa di latifondisti (generazioni di ex coloni) razzisti che vogliono dividere la nazione fra gli stati più ricchi e quelli più poveri e che chiamano il loro Presidente democraticamente eletto “el mono” (la scimmia) ma nulla di questo ho trovato scritto sui nostri quotidiani.
        Poi su Chavez si divertono parecchio a disinformare…

  4. schatten scrive:

    Un articolo cosi’ preciso e supportato da documenti merita senz’altro di essere inviato al Corriere e a Cotroneo. L’hai gia’ fatto?

    • ventopiumoso scrive:

      no. ci avevo pensato, ma ho molti dubbi sui mezzi di informazione del nostro paese. ormai mi sono convinto che, i giornalisti italiani, la stragrande maggioranza dei così detti, siano o talmente prevenuti da non accettare minimamente critiche di questo genere, o ignoranti. in entrambi i casi, se con le spalle parate dal corriere, gran brutte gatte da pelare. forse sono un po’ codardo, non so, ma temo di essere trascinato in lunghissime e sterili polemiche (in fondo è il loro mestiere e possono perderci tempo, ma io no) e, se butta male, pure in tribunale. voi che ne pensate?

    • ventopiumoso scrive:

      però, ecco.. si potrebbe far girare (ok, vi sto chiedendo di farmi pubblicità in giro :) ), magari arricchito da altri contributi da parte di altri a complemento dell’articolo. ad esempio, non mi pronuncio sul fatto che il venezuela sia o meno la porta principale da cui parte la cocaina verso l’europa. magari potrebbe pure essere, ma visto come cotroneo affronta la questione ho molti dubbi a proposito. però non ho trovato nulla, né a favore né contro quello che dice, in quel passaggio specifico. su tutto il resto sì. e, addenda al mio commento precedente, mi chiedo spesso: se io, che NON sono giornalista di professione, posso trovare e raccogliere (che vuol dire trovarle E anche VERIFICARLE) queste notizie in due ore, com’è che non riescono a farlo loro? e da qui che mi vengono i dubbi, scritti sempre nel commento sopra: ci fanno o ci sono? in entrambi i casi, non mi sembra una bella situazione.

      • Davide scrive:

        su mc sono state fatte inchieste molto specialistiche e nessuno credo fosse giornalista professionista.
        non riescono a farlo perché non vogliono o, peggio, non gli è permesso

  5. staff scrive:

    Ciao ventopiumoso
    i nostri personali complimenti per la profondità del tuo lavoro che, già di per se, va apprezzata a prescindere dai contenuti che, per quello che ne sappiamo, sembrano ottimi e ben documentati.

    Spero che collaborerai più spesso con MC. Ti scriviamo una mail per riparlarne.
    Sei in gamba.
    Saluti.

  6. anna scrive:

    Finita la cagnara, ha riaperto Mente Critica, cominciando ad analizzare perchè le menti più che critiche sono narcotizzate? E’ un metodo che adotto anch’io, chiudere il bar, cacciare via tutti, rimettere a posto, andare in bagno sia per controllare, che per pulire, che per scaricarmi, chiudere gli occhi, cercare di capire chi è lo spacciatore, chi è il drogato perso, chi è il ragazzino che ci cascherà, chi è quello costretto a fare il pusher, chi è il poliziotto che spacciava finito sul giornale, e quanti che fanno le persone per bene in realtà sono spacciatori anch’essi, come il volontario della P.A. Sono qua, non sono in America Latina tra i narcos, ma non sono nemmeno a casa mia, e comunque anche se ci fossi, non potrei controllare a vista “il bamboccione”. Mi sento impotente come tutte le mamme, una regola non c’è, solo l’istinto, come al solito può dare qualche consiglio, e nemmeno sempre uguali. Che farne dei cocainomani che per giunta vogliono anche bere? Dipende, non tutti sono uguali. Questa per esempio, non me la sento di sbatterla fuori a calci. Ora dice alle sue amiche, che mi hanno fatto segno di non darle nulla: “Bè ragazze, non fate come me, perchè si sta veramente male”. Uribe, Bush, Obama, Cotroneo possono dire quello che vogliono. Questa, e tanti come lei no, e nemmeno che le sta vicino. Possiamo solo dire di stare male.

  7. schatten scrive:

    Ventopiumoso, rimango del parere che sarebbe opportuno scrivere al Corriere e a Cotroneo. Perche’ mai ti dovrebbero querelare? (magari un avvocato ti fornira’ delle spiegazioni in merito). Piuttosto ti ignoreranno, questo si’, ma almeno avrai rintuzzato le loro inesattezze. Poi capisco pure la tentazione di lasciar perdere tutto, (anch’io condivido le tue perplessita’ riguardo i nostri media) pero’, pero’…
    con un articolo cosi’ bello un tentativo lo farei.

  8. ventopiumoso scrive:

    anna, sembra che stai descrivendo la città dove abito io, per ora e da 4 anni. credo che sia uguale in tutte le grandi città italiane e non solo. abito in una delle zone a più alta densità di spaccio. e vedo, sotto la mia finestra, appena cala il buio: spacciatori, drogati, poliziotti sani, poliziotti corrotti, papponi, prostitute (queste ultime due categorie nella via parallela alla mia).

    siccome non piace neanche a me che la droga circoli, ma proprio per nulla, vorrei che chi se ne occupasse in vario modo la combattesse realmente.

    a livello politico, ad esempio.
    ma, come riportavo nell’articolo, è un po’ difficile combattere la principale attività di una potente lobby come la mafia se numerosi politici, sia localmente che a roma, sono connessi o collusi con essa, o quantomeno compiacenti. ed è difficile combatterla se, ad esempio, la principale potenza al mondo (almeno nel periodo su indicato), anche se dice di combatterla, la sostiene in vari modi, fra cui far eleggere a capo del principale narcostato al mondo un narcotrafficante. e così via.

    da parte delle forze dell’ordine.
    il grosso di esse credo, penso e spero che siano pulite. ma chiunque si faccia un giro nelle periferie degradate delle grandi città (o se si affaccia alla finestra se vi abita) sa quanto la parte marcia possa fare a favore del traffico di droga, fino a gestirlo.

    da parte dei giornalisti.
    riportando fatti e dati. ma veri. perché se ad esempio cotroneo (che poi alla fine, come avevo scritto, ha anche avuto il coraggio di ammettere che il plan colombia è fallimentare) mi mette anche morales nel mazzo dei governanti filo-narcos, beh, non mi permette a me (me lettore, intendo) di comprendere come si generi il traffico di droga e quali siano i modi per stroncarlo.

    quindi non posso, me lettore E cittadino, assieme agli altri lettori E cittadini, fare pressioni sul mio governo (in questo caso italiano, ma vale per qualsiasi paese) affinché adotti politiche adeguate.

    il traffico di droghe pesanti esiste perché è un gigantesco business, e nessuno (narcotrafficanti, piccoli spacciatori, politici interessati, poliziotti corrotti) ne vuole fare a meno. è anche, la droga, una importante chiave di controllo sociale e repressione (vedi il discorso del crack nei ghetti).

    che perfino un problema così grosso venga filtrato da considerazioni ideologiche, la dice lunga su quanto sia sano il nostro sistema.

  9. michail tal scrive:

    “e nessuno (narcotrafficanti, piccoli spacciatori, politici interessati, poliziotti corrotti) ne vuole fare a meno”

    dimentichi un dettaglio: a non poterne fare a meno c’è soprattutto una larghissima fetta della nostra società. Comprenderne il motivo non è una cosa cosi scontata. Io sono di Milano e a quanto pare da recenti indagini chimiche la cocaina è diffusa come il capuccino la mattina. E’ diffusa in tutte le classi sociali. Questo mi colpisce forse ancora di piu’ delle storie dei cartelli.

    • ventopiumoso scrive:

      certo. il mercato della droga pero’ si innesta su questo “bisogno” e lo alimenta, nei modi anche qui descritti (non solo questi, ovviamente, ne’ solo questi personaggi). saluti

  10. Oris scrive:

    bel lavoro. grazie.

  11. anna scrive:

    il nuovo corso di MC: qui trovi dei dubbi, le certezze createle da solo.
    Bene: vi regalo i miei dubbi: perchè un contadino che ha deciso di diventare assassino non coltiva cicuta?
    perchè un contadino che coltiva carciofi e fichi d’india non guadagna più di uno che coltiva coca, se non altro per le spine che si becca?
    perchè l’immigrato che viene in Italia, lasciando miseria e morte dovrebbe aver pena dei nostri ragazzi?
    Perchè una vittima della droga, tossicomane o suo familiare, dovrebbe avere pena di uno spacciatore, anche se lo fa per bisogno?
    Una sola certezza: la droga rende e produce schiavi, non resta altro che non cascarci, bisogna fare in modo di controllare o tirare fuori almeno le nostre persone. più care.

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