Allora non mi ero sbagliato, è proprio vero, avevo sentito bene, l’antiberlusconismo è nuovamente vocabolo usato ed abusato, una moda che ritorna in auge con energia rinnovata e con rinato furore. Anche oggi l’ho sentito pronunciare dozzine di volte da parte di giornalisti, politici, opinionisti vari.
Ho ascoltato il discorso di Di Pietro alla Camera, certo, l’eloquio era il solito, un po’ rude, poco elegante e forbito, tipico di chi si è fatto da sè, di un uomo che, come ebbe modo di decantare l’onorevole Paolo Guzzanti, fu (e ci auguriamo ancora sia) “macchina imbattibile contenuta in un corpo di forte contadino italico”, ma i temi riferiti all’assemblea erano i soliti e solidi che insozzano i trascorsi del nuovo Presidente del Consiglio in carica. Egli ha semplicemente sottolineato fatti inoppugnabili che, anche solamente presi in piccole porzioni, sarebbero sufficienti a delegittimare chiunque, precludendogli la possibilità persino di fare l’usciere in un qualsivoglia ente pubblico. Perchè il problema con Berlusconi (non mi stancherò, forse, mai di dirlo) è che vengono a mancare completamente i presupposti stessi per poterlo considerare una controparte plausibile nella conquista di una qualsivoglia carica istituzionale. Facciamo un esempietto semplice per chiarire meglio la posizione? Bene, sarebbe come ammettere a gareggiare per il Giro d’Italia un corridore in sella ad una Ducati. Non si può fare - non è lecito - come dicevo, mancano i presupposti anche solo per prendere in considerazione l’iscrizione.

Questa però è ormai preistoria, già mi sono espresso in merito e non resta che prendere atto di quanto la politica tutta abbia spazzato via ogni riserva sul personaggio, compiendo una commovente operazione di riverginamento dell’immagine del Cavaliere e rendendolo a tutti gli effetti l’uomo più potente dell’intero stivale (o almeno, diciamo, il più potente fra quelli che si fanno baciare dalla luce del sole).
Tornando alle affermazioni di Tonino Di Pietro. Quali pensate siano sate le reazioni dentro e fuori l’aula del Parlamento? Facile immaginare con che fragore l’antiberlusconismo abbia riempito l’etere; da tutte le parti si è levata la somma condanna, la scomunica indelebile e pestilenziale, addensatasi sopra il capo del leader IdV come cupa nube tempestosa.
Da parte mia, sono convinto che se Silvio Berlusconi avesse chiesto i diritti d’autore per l’utilizzo del termine “antiberlusconismo” ad oggi avrebbe di sicuro raddoppiato i suoi già ingenti capitali.
Ah, dimenticavo, l’opposizione? Beh, con il diagramma che segue spero risulti chiaro quale sia il mio pensiero su cosa essa sia diventata e su come credo abbia deciso di porsi nei confronti del nano magnanimo e del suo Governo (perchè non si lasci spazio ad equivoci, quello nell’immagine con la testa tonda e pelata è Silvio):

Il discorso di Di Pietro alla Camera
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Tag: antiberlusconismo, Antonio-Di-Pietro, berlusconi, berlusconismo, democrazia, doggystyle, italia, italiani, italietta, parlamento
Cambiamo Pianeta
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7 commenti
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17 Maggio, 2008 a8:19
Pingback da Berlusconi parte in quarta. Il Grande Inciucio: Aspettando Qualcosa a Cui Opporsi » MenteCritica
15 Maggio, 2008 a 11:16
Fully
Di fatto, oggi Di Pietro è l’unica vera opposizione.
Si tratta di vedere se solo a Berlusconi o anche all’alleato PD
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15 Maggio, 2008 a 11:57
Oris
..è un po che lo sostengo io… per questo dicevo che era fatica sprecata “scegliere”.
Ma essendo io più malfidato di di pietruzzo (che è un uomo di destra, in tutto) nella sua opera ci posso vedere sia del convincimento personale che una operazione di marketing simile a quella che tentava, dall’altra parte l’udc, sicuramente però credo che avrà molta più fortuna.
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15 Maggio, 2008 a 14:14
Iniquo
Gravissimo ciò che ha detto Fini: “Onorevole Di Pietro lei sa che e’ abbastanza naturale che ci siano interruzioni”. E aggiunge ”dipende da quello che si dice”.
Casini riassume perfettamente il mio pensiero nella sua dichiarazione di voto:
“Dissento da ciò che ha detto Di Pietro, ma le ricordo che i parlamentari non possono essere sindacati nelle loro opinioni. Anche perché sarebbe un precedente pericoloso”.
Fini continua ad avere metodi fascisti anche se ha abiurato, speriamo che si renda conto che da Presidente della Camera non può continuare a comportarsi come quando era parlamentare.
Vigiliamo.
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15 Maggio, 2008 a 14:41
Cambiamo Pianeta
L’uscita di Fini è terribile soprattutto perché rappresenta un tipico ragionamento da Regime.
Lui già è ben inquadrato…
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16 Maggio, 2008 a 6:57
Oris
ehm, mi rendo conto che è impopolare ma lo dico lo stesso:
la frase di fini io la interpreto così:”è normale che ci siano interruzioni quando quello che si dice riscalda gli animi degli altri parlamentari” non ” se dici cose che non mi vanno bene cazzi tua”…
ma forse sono ingenuo.
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16 Maggio, 2008 a 10:14
Cambiamo Pianeta
@Oris: non sei ingenuo…sei semplicemente un animo nobile.
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