Anima Gemella Cercasi
12 aprile, 2009 - 9:00 di effeti
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In un mondo di cloni tocca sapersi amare da sé soli? Questa cronaca parla di clonazione, bioetica, razzismo, conformità, stupidità, istinto procreativo, piccoli annunci e felicità.
Dolli era una pecora clonata, fu la prima. Dopo di lei infinite Dolli si sparsero per la terra, ognuna identica all’altra eccetto un’unica differenza, il numero dopo il nome… 1,2,3,4,5, 500, 1000, 1001 e così via. Ad un certo punto c’erano solo pecore Dolli.
Quando si accorsero di avere tutte lo stesso sesso e di non potersi accoppiare per tirar su famiglia furono prese da stupore ed indignazione.
- “Ma tu guarda questi qua che ci hanno creato… che razza di ritardati, va bene scordarsi qualcosa ma questo non mi pare un dettaglio da poco, per forza son spariti!” – Diceva Dolli enne.
Siccome era pecora pratica, non si perse d’animo ed espose il seguente annuncio:
AAA - anima gemella cercasi, non mi importa la razza, per condividere la vita con passione.
Di lì a poco Dolli ebbe i suoi figli, diversi da lei, tra di loro e da ogni altro.
Ora è nonna ed è molto felice,
alla faccia dei suoi distratti creatori.
Anima Gemella Cercasi è di


Che la ricetta della felicità sia fare dei figli, diventare genitori e poi nonni, invece, non lo mette mai in discussione nessuno, eh?
E invece io vorrei proprio delle risposte a questa faccenda qui!
Magari ci (auto)estinguessimo e magari fosse così facile!
8equi
DC
Anche se (per me) la (mia) famiglia è l’ingrediente più importante della (mia) ricetta della (mia) felicità… non posso che darti ragione!
Chi mette al mondo dei bambini “perché ad una certa età una donna…” o perchè “tutti i nostri amici sono diventati genitori…”, in pratica come dici tu per chi pensa che “la ricetta della felicità sia fare dei figli, diventare genitori e poi nonni” andrebbe fatto ragionare per benino. Per i casi cronici ed irrecuperabili anche la castrazione chimica potrebbe andar bene.
L’idea che gli obrobri creati dall’uomo possano prendersi la meritata rivincita è molto carina.
grazie e ciao
Grazie a te
un cronista altrove
Ho sempre pensato che se avessi avuto una sorella gemella, mi sarei distinta il più possibile, figuriamoci se vorrei essere clonata! Quanto ai sessi che non si distinguono più, ho visto una passerella di moda dove non si capiva chi erano gli uomini e chi le donne, ma mi ha sconvolto la cosa non tanto dal punto di vista sessuale, quanto la loro serietà e tristezza che suggeriva l’angoscia di poter essere portati a una omologazione: diventare robot per sfilate o per lavoro senza un guizzo di sentimento per il diverso da noi. E’ troppo bello invece l’intera gamma di combinazioni. da quello super macho o femme fatale, al maschio sensibile e alla donna maschiaccio, all’omosessuale libero di esserlo e a quello che lo dice per scherzo o per solidarietà.
Ma povera pecora!