Angelo Di Carlo 7


Non ci saranno i funerali di stato per Angelo Di Carlo, e nemmeno una prece, dato che ancora sui giornali si domandano quale sia stato il motivo del suo gesto. Non ci sarà nemmeno la retorica politichese, una falsa domanda a cui dare una falsa risposta. Sui social network continua a girare la sua fotografia, sorridente, forse in vacanza, e scritte di quelle che ci fanno sentire tutti meglio, a scriverle cubitali: Assassini, o robe così. Marchiando la foto con i logo dementi che spesso gli utenti s’inventano perché nessuno glieli rubi . quasi fosse davvero arte.

Ho provato a ricordare il nome dell’ultimo disgraziato che si è ucciso, e non ci sono riuscita. Ho provato a ricordare il viso dell’ultimo che si è ucciso. Non sono riuscita nemmeno a far questo. Mi ricordo che in tanti, in troppi si sono ammazzati “senza che si sapesse il motivo”, anche quando era chiaro o palese che tutti erano uniti dal destino di fame e disperazione, legati dalla perdita della possibilità di vivere una vita dignitosa.
E mi spiace anche che oggi, per tutti, l’assassino sia Monti.
Questo vuol dire che allora meritiamo di aver scordato gli altri nomi, e gli altri volti, perché dimenticare ci aiuta a sentirci “nuovi” tutti i giorni. Scordare l’ultimo lento ventennio di storia italiana che ci ha condotto fin qui, fino alla strage degli innocenti, di ogni colore, razza o religione è l’errore peggiore che si possa fare.

Ci proteggiamo, forse, credendo che ogni giorno sia nuovo, che ogni alba ci conservi un destino diverso, perché portare sulle spalle il bagaglio accumulato, potrebbe poi farci sentire stanchi, così stanchi da decidere di darci fuoco davanti al Parlamento.
Angelo Di Carlo è morto oggi e sarà scordato domani, nemmeno diventerà un numero dato che è impossibile stabilire quanti siano fino ad oggi, tra impiccati, sparati, suicidati …

Ed è un peccato che così in fretta ci si possa abituare anche a questo, solo magari ancora una volta per poter trovare un minimo di consolazione, quella che a qualcuno può venire dal pensiero che se l’ha fatto . poveretto – doveva stare un po’ peggio di noi.
E intenti a rassicurarci di poter sopravvivere ci scorderemo anche si esigere, almeno, delle scuse, e il rispetto della nostra identità, del nostro essere umani.


Informazioni su Rita Pani

Rita Pani è nata a Carbonia (CI) il 4 Ottobre 1964. Ha collaborato nella redazione giornalistica di una piccola televisione sarda. Ha partecipato a diversi laboratori di scrittura creativa e collettiva prediligendo il racconto breve, ed ottenendo la pubblicazione di alcuni di essi e di alcune poesie, su qualche rivista tematica e in un’ antologia. Ha lavorato presso l’ufficio stampa di una Onlus, impegnata nella promozione e nella divulgazione informativa sulle energie pulite e rinnovabili, e tutt’ora collabora con la Casa Editrice di musica classica “ClassicaViva”, come addetta stampa. Nel 2007 ha pubblicato il primo romanzo “Luce” con la Gammarò Editori di Sestri Levante, nel 2008 il secondo “Vite di vetro” e nel 2009 “Quell’amore alla finestra – Storia di Tello e Dora”, con la stessa Casa. Con la Epika Edizioni "Lo sguardo di Hermes". Da dieci anni scrive il Blog R-ESISTENZA, molto seguito, prediligendo le tematiche politiche, da cui ha tratto una Raccolta scaricabile da Web. Da novembre disponibile l'ultima pubblicazione "Quattro alberi di magnolia" di Epika edizioni.

7 commenti su “Angelo Di Carlo

  • Paolo Marani

    Angelo di carlo era un mio carissimo amico, lo conoscevo bene.
    Nessun mistero sul perchè si sia ucciso, nessuno da la colpa a Monti.

    Fa semplicemente parte di quella generazione “saltata” dalla storia di questo paese, che a 53 anni, piombato in una seria ma dignitosa indigenza, non ha avuto più il coraggio di sopportare l’onta di ritrovarsi solo e dimenticato dallo stato.

    Semplicemente confidava in una vicenda di eredità che gli avrebbe dato qualche soldo per risollevarsi. In lite con i fratelli, sembra sia rimasto tagliato fuori dai pochi spiccioli che doveva avere. Sapeva che quella era l’unica ancora di salvezza, e che lo stato NON lo avrebbe aiutato, perché incapace di offrirgliene un altra.

    Era una persona generosa, e giuro che non è una frase di comodo, al punto da farmi pensare che se lo stato non è capace di aiutare persone straordinarie come lui, non so proprio chi potrebbe mai aiutare. Forse i media lo dimenticheranno preso, io non lo dimenticherò mai.

  • fma

    Non conoscevo Angelo Di Carlo, non ho titolo per parlarne e non lo voglio fare. Credo a quel che dice Paolo Marani che lo conosceva: era un generoso.
    Quel che mi chiedo è perché, ogni volta che un povero Cristo soccombe alla difficoltà di vivere, ce n’è sempre un altro pronto a metterci il cappello. Ad imputare la sua morte al proprio nemico politico, spesso al di là di ogni verosimiglianza.
    A che serve?

  • ilBuonPeppe

    Di Angelo ha già parlato Paolo e io non ho titolo per aggiungere altro.
    Dei suicidi invece va ricordato (se ne è parlato anche qui) che non esiste alcuna emergenza: il numero dei suicidi in Italia è in leggero calo. Va comunque ricordato che, ovviamente, non esistono ancora dati sul 2012.
    La responsabilità di Monti poi è semplicemente ridicola: ne ha già tante così, senza bisogno di buttargli addosso cose del genere.

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