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Anche la Susanna Tamaro ha detto la Sua sulla Riforma della Scuola



Su “Il Giornale” di oggi, 29.11.2008, è stato pubblicato un articolo della Susanna Tamaro sui problemi della scuola, sulle manifestazioni, sugli studenti asini con considerazioni che mi hanno “commosso”.

Posso fare un po’ di spirito prima di esprimere le mie considerazioni?

Dopo il successo del suo libro “Va dove ti porta il cuore”, su cui è stato girato anche un film, la Susanna è caduta nel dimenticatoio. Forse scrivendo un articolo su Il Giornale riuscirà a riaccendere l’interesse dell’opinione pubblica su di lei.

Siamo seri, anzi torno serio.

Ha detto la Susanna, niente panna però, che lei abita nei pressi del Ministero dell’Istruzione e nota che il rito delle proteste sulla scuola si rinnova ogni anno e questo rito a lei dà molto fastidio. Che cosa vogliono i disturbatori della quiete pubblica per protestare tanto? Quest’anno ha visto addirittura bambini della scuola elementare scorrazzare davanti al ministero. “Che vergogna”, ha scritto, “strumentalizzare bambini così piccoli!”, ripetendo pari pari le parole della Gelmini, di Berlusconi, di Gasparri, di Giordano del Giornale, di Feltri, di Bocchino, ecc. E’ in buona compagnia!

La Susanna senza panna si è chiesta se i bambini erano soli o male accompagnati? Può darsi che fossero soli, perché, se non accompagnati, non potevano essere strumentalizzati. Da chi? Dai partiti politici dell’opposizione, dai giovani dei centri sociali, dagli studenti medi e universitari? Dai maestri? Dai maestri proprio no. Sarebbero stati denunciati per sequestro di persona. Da chi allora? Dai genitori. Si, erano accompagnati dai genitori facinorosi che già da piccoli li incamminano sulla strada della protesta ingiustificata, falsa e infarcita di bugie, quella dei “comunisti facinorosi”. Genitori incoscienti!

A me, però, sorge un dubbio, alla Susanna e ai suoi bravi, buoni e belli amici no: “Non può darsi che i genitori, accompagnatori facinorosi dei figli, non siano soddisfatti della legge Gelmini, per cui protestano senza essere necessariamente comunisti? Non può darsi che il disagio che ne deriverebbe ai figli non sia sopportabile dalla maggioranza dei genitori, perché si creerebbero problemi sia sotto l’aspetto dell’attività educativa e didattica sia sotto quello squisitamente logistico sia sotto quello economico e sociale? Questa semplice domanda se l’è posta la Susanna, ma anche la Gelmini e compagnia bella?

Ha scritto, inoltre, che all’università molti studenti non sanno scrivere bene in italiano, per cui il ritorno al maestro unico sarebbe la panacea di tutti i mali della scuola. Non è la sola a dire le stesse scemenze. Lo dice e lo ripete ogni mattina a “Prima pagina” del TG 3 anche il giornalista dell’Espresso, un certo Riva, dimenticando di aggiornarsi un po’ meglio e cioè: il modulo che “tanti lutti fece agli Achei” è partito solo nel 1990/91, per cui i “figli del modulo” si affacciano appena adesso all’università. Semmai sono i figli del maestro unico ad aver creati seri danni. Ma io non credo nemmeno a questo, perché i mezzi di comunicazioni oggi hanno subito tante modifiche, sms, linguaggio criptato, parole straniere, ecc., che in un certo qual modo “inquinano” la nostra lingua scritta e parlata.

Ha detto ancora la nostra Susanna che il ritorno al maestro unico finalmente ridà il punto di riferimento ai bambini che lo hanno perduto con la pletora di insegnanti da cui sono circondati. Lo dicono e lo ripetono anche la Gelmini e i fior fiori della politica del centrodestra e lo dice e lo ripete il giornalista di cui prima, non sapendo cosa dire, perché devono necessariamente trovare una motivazione ideologica e psicologica al loro ragionamento. Viva il maestro unico!

Dimenticano soltanto di guardarsi intorno. Non voglio riferirmi alle famiglie di oggi, con padri, madri, altri mariti e fidanzati dei genitori: la famiglia allargata insomma in cui i bambini devono barcamenarsi per non dispiacere a babbo, mamma, fidanzato e nuovo papà. No, no. Voglio riferirmi ad un’altra istituzione scolastica, la scuola dell’infanzia (scuola materna), in cui i bambini dai tre ai cinque anni hanno già più punti di riferimento: due insegnanti dei turni mattutini e pomeridiani che si alternano settimanalmente e altre figure come l’insegnante di religione (non manca mai!) e là dove è necessario l’insegnante di sostegno o addirittura di inglese, a pagamento quest’ultimo.

Io, che sono stato un assiduo frequentatore di questo segmento scolastico per aver svolto anche il ruolo di sindacalista della scuola, non ho notato mai alcun disagio da parte dei bambini così piccoli, anzi…Però, i bambini delle elementari devono ritornare al punto di riferimento unico, quindi al maestro unico, perché altrimenti sono frastornati, si stressano, subiscono traumi psicologici. Secondo i citati signori, di cui fa parte la nostra Susanna, quando più si avanza in età più si ha bisogno di un rifugio sicuro. Chi? Il maestro unico!

Che bella trovata!

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lupoalburnino
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Comments

35 Risposte a “Anche la Susanna Tamaro ha detto la Sua sulla Riforma della Scuola”
  1. Carlo Fronteddu scrive:

    La Tamaro dovrebbe imparare a tacere delle cose che non conosce. Parlando a vanvera dei problemi della scuola rischia di fare solo brutte figure. Ma per fare un favore al suo editore di fiducia, questo e altro, non sia mai che gli pubblichi un altro libro.

  2. Lameduck scrive:

    Che strana quella foto della Maria Stella. Così anticonvenzionale per un ministro. E’ in una posizione alquanto birichina… ;-)

  3. PandaTriste scrive:

    Dai ragazzi,lo sappiamo tutti che le argomentazioni a favore della “riforma” gelmini si sciolgono come neve al sole appena analizzate sotto una lente critica,chi la difende o lo fa perché male informata o per una questione di principio.

    • Marcoilbuono scrive:

      Vorrei tanto tu avessi ragione.

    • DZIEWCZYNA scrive:

      Sì, ovvimanete chi la pensa diversamente da voi è sempre un povero ignorante indottrinato. Menomale che voi dovreste difendere il diritto di pensarla diversamente…
      E poi tutti a far finta di pensare al bene dei bambini… fate ridere.
      Tutti sanno (o no?) che non è certo dal numero di professori che dipende la bontà della scuola, ma dalla loro bravura. Ma qui nessuno contesta mai il fatto che, non si sa come, a passare i concorsi sono molto spesso una massa di ignoranti. E quando i professori e maestri non insegnano andrebbero mandati a casa: ma no! Loro hanno diritto al loro posto assicurato a vita, poverini… Su su, facciamo i cortei per difendere loro, tanto l’importnate è fare un po’ di casino…
      Poi quando ci sono da organizzare proteste serie e mirate, la paura che il tuo prof si ricordi del tuo visino all’esame, quando magari sottolineavi le sue mancanze, è troppo forte… e così, corri a nasconderti…fai il finto sovversivo mescolandoti alla massa informe di cortei….che poi c’è pure da divertirsi…e lì l’unione fa la forza…

      • Neottolemo scrive:

        C’è modo e modo di rispondere. Il modo da te scelto porta inevitabilmente allo scontro, e gli scontri qui non sono graditi.
        Se si vuole discutere in merito alla riforma ci sono le forme adatte. Dall’una e dall’altra parte ovviamente.

      • lupoalburnino scrive:

        Sei nuovo? Vorrei solo invitarti a guardare in faccia la realtà e non ripetere continuamente i soliti luoghi comuni. Te la senti di entrare nel merito delle legge? Se si, siamo a tua disposizione. Altrimenti…

      • Il Gobb scrive:

        Ma l’hai letta la legge? Anche solo un riassunto? Senza aver fatto almeno questo non sei qualificato ad avere un’opinione, spiacente: non parlare di ciò che non conosci :D

        • DZIEWCZYNA scrive:

          Allora, da dove cominciare?!
          Che gli scontri qui non siano graditi è palese: siete tutti d’accordo e sostenete le stesse tesi! Più che scontro, qui non c’è neanche molto confronto, a mio parere.
          Nel momento in cui qualcuno osa dire qualcosa di diverso da ciò che voi ripetete di commento in commento, gli si dice che è ignorante, incapace di pensare (non sa guardate in faccia la realtà, ripete luoghi comuni…. i vostri invece non possono essere considerati tali…), non solo: addirittura “non [è] qualificato ad avere un’opinione”!!!! Ma non stiamo forse esagerando? Per prima cosa dubito che tutti i “protestatori di piazza” e gli occupanti abbiano letto la legge, eppure – giustamente, per ora ancora non siamo sotto regime- si sentono in diritto di esprimere il loro dissenso. Ma senza andare a scomodare i manifestanti, non è che dall’articolo di commento del signor lupoalburnino a quello della Tamaro, e dai commenti che ne sono seguiti emerga tutta questa profonda conoscenza della materia. Vi leggete? Gli insulti e le offese non si contano (gli “altri”, quelli che non condividono la vostra opinione, dicono scemenze, sono ignoranti, non conoscono la materia, non sanno come farsi notare, sono servi del potere, ecc). E poi scadete in banali volgarità da stampa di secondo ordine perdendovi a commentare foto, vestiti, collane (crocifisso al collo????!!! questa era divertente!!)… Ve le dite e ve le ridete da soli! Se avessi voluto informarmi e contro-informarmi qui non è che proprio avrei trovato illuminazione.
          Comunque, io ho avuto più maestre, mia sorella una sola: non ho visto grosse differenze tra noi due; né l’una né l’altra siamo state particolarmente danneggiate da questo o quel sistema. La fortuna è che entrambe abbiamo avuto maestre brave. Questo è il nocciolo della questione: poter togliere l’incarico a chi non sa fare il suo mestiere (l’Italia andrebbe meglio se si affiancassero 2 maestri -magari sempre incompetenti, si sa, a volte…la sfortuna…- a uno incompetente, o se si sostituisse l’incompetente con un maestro davvero capace, invitando il primo a cambiare professione?)
          Considerando la gran mole di insegnanti, è comunque in dubbio, per me, la validità del provvedimento di renitroduzione del maestro unico (ma a questo punto sarebbe solo una decisione salva-insegnanti e non salva-bambini). In ogni caso, da qui a rifiutare a priori ogni altra proposta (voto in condotta, grembiulini, ecc…) e per di più con i toni accesi e polemici e catastrofici che si sono usati risulta un po’ eccessivo.
          Infine, ci tengo a farvi notare che nel mio precedente commento non mi pronunciavo sulla riforma, e neanche sulla vostra (e dei manifestanti) opinione, ma sul vostro modo (prepotente e semplicistico) di esprimerla.
          Sono ancora allibita di fronte al “non sei qualificato ad avere un’opinione”(non so se il Gobb e gli altri compagni difensori dei diritti dell’umanità si rendono conto della gravità di questa affermazione)!! Trattandosi di un’opinione su fatti che si stanno verificando, anch’io sono pienamente “qualificata” (quanto voi, perlomeno) ad averla, perché anche io ne sono spettatrice; perché anche io, fino a poco tempo fa, sono stata studentessa universitaria, ho visto le “occupazioni di rito”, ed ho anche provato le grosse delusioni di fronte alla preparazione di azioni di protesta per situazioni davvero spiacevoli e disdicevoli nella propria, concreta, realtà universitaria, salvo poi ritrovarsi soli perché i “finti sovversivi” (quelli in prima fila alle occupazioni, quelli che urlano fieri slogan e frasi fatte sentite altrove, quelli che sempre e comunque avranno da protestare contro il governo – qualsiasi -, il decreto, la riforma…) fuggono come conigli quando sono chiamati a prendersi la responsabilità delle loro critiche di fronte agli interessati.
          Bene, adesso, dopo questa interruzione, potete riprendere la vostra diatriba culturale sull’abbigliamento e la posizione della Gelmini nella foto…

          • Non siamo tutti d’accordo. Anzi spesso veniamo messi in difficoltà da persone che esprimono il loro dissenso con un’articolazione civile e moderata. Non è il suo caso. lei si limita ad indisporre.

            Sia in questo commento che in quello precedente lei ha usato un linguaggio provocatorio.
            Si è concentrata solo su alcuni aspetti opinabili della discussione ed ha trascurato l’immenso lavoro di documentazione che questo sito, gratuitamente, svolge e mette a disposizione di tutti.

            Trovo questo atteggiamento deleterio per la discussione e la invito ad assumere toni adeguati

            per il momento la pongo in moderazione permanente. Tutti i suoi prossimi interventi verranno ritardati nella pubblicazione.
            Spero che questo sia un sistema utile a mitigare il tono inaccettabile delle sue affermazioni.

          • Il Gobb scrive:

            Leggi tutto, per cortesia, e non solo quello che vuoi tu: ho semplicemente chiesto se avevi letto la legge.
            In caso contrario come potresti mai essere qualificato ad avere una qualsivoglia opinione? Non è che lo decido io, o chi altro: semplicemente se non conosci qualcosa come puoi anche solo immaginare di parlarne?

            Non mi metto a dare opinioni sull’astrofisca se non ho nemmeno idea di cosa significhi.
            Una volta che si conosce l’argomento, e mica serve essere esperti, allora magari si può anche parlarne. Altrimenti ribadisco: che opinione vuoi avere?

            Ma a quanto pare la legge l’hai letta, quindi ben vengano anche le tue, di opinioni. Scendiamo nel merito.

            “io ho avuto più maestre, mia sorella una sola: non ho visto grosse differenze tra noi due; né l’una né l’altra siamo state particolarmente danneggiate da questo o quel sistema. La fortuna è che entrambe abbiamo avuto maestre brave.”
            Benissimo: vogliamo affidare il futuro dell’insegnamento alla fortuna?
            Inoltre, essendo figlio di una maestra, mi permetto di farti notare che l’insegnamento primario è cambiato RADICALMENTE negli ultimi 20 anni. Oggi è semplicemente impossibile che un solo maestro faccia una didattica completa. Non è pessimismo, è un dato: ormai quasi tutti i maestri sono specializzati, tornare indietro è folle, richiede un adeguamento impossibile in tempi brevi e, nel frattempo, la scuola deve funzionare.

            Inoltre non rifiuto affatto “per principio” le altre proposte, voto in condotta e grembiule. Mi limito ad evidenziare come, per me, siano sostanziali buffonate e non soluzioni razionali al bullismo. Si è parlato un sacco di quello e molto poco dei tagli, all’inizio. Mi appare come una misura propagandistica per fare sì che chi guarda con nostalgia agli anni ‘50 e ‘60, i più conservatori, possano illudersi che Silvio farà ritornare i bei tempi andati. Educazioen alal legalità, questo sì funzionerebbe meglio, ma abbiamo un premier che possiede abusivamente una delle sue tre TV, ha una bella tessera della P2, proscioglimenti come se piovessero…

            Il nostro modo “prepotente e semplicistico” di esprimere il dissenso alla riforma deriva forse dal fatto che non hai letto gli altri articoli sulla scuola (questo è un blog, non un libro di saggistica, e la scrittura su Web richiede regole precise oltre che una certa concisione).
            Non hai seguito il dibattito.
            Liberissimo di formarti le tue opinioni, eh, anche con pochissimi elementi… ma prima di giudicare io ci andrei cauto ^______^

            Bene, detto questo torno a discutere del vestito della Gelmini, che è senz’altro più interessante di qualcuno che nemmeno legge i brevissimi commenti che gli scrivono :D

          • Il Gobb scrive:

            Tra l’altro: questo è l’ennesimo passo verso la creazione di una scuola per poveri e una per ricchi, magari anche una per immigrati. Non dico che lo faranno, ma considerate le politiche attuate finora dagli ultimi governi Berlusconi, inclusa la precedente riforma Moratti, non mi sembra fantapolitica.
            Mi sembra un progetto.
            E di questo poi si può discutere, ma mi fa rabbia che ci sia tanta gente che non pensa nemmeno alle possibili conseguenze.

          • aggiungo che per una persona con la sua collocazione “professionale” mi sarei atteso metodi più urbani di comunicazione.
            Evidentemente l’abito non fa il monaco o la monaca. :mrgreen:

  4. lupoalburnino scrive:

    La foto l’ha scelta la direzione e mi sta bene: si vede l’ipocrisia sul suo volto.
    Poi sono d’accordo con te, Panda Triste, i fatti vanno conosciuti. Il problema è se li conosce la Tamaro, sebbene sia la zia di quattro nipotini, e il giornalista che pure è padre di un bambino.
    Credo che non si siano mai posto il problema di entrare in una scuola.
    Io non mi permetto di criticare il lavoro del giornalista. Critico tutt’al più il contenuto dei suoi articoli, perchè non conosco come si svolge oggi il suo lavoro. Nelle radazioni non ci vado, anche perchè non mi sarebbe consentito.

    • PandaTriste scrive:

      Nel caso della tamaro potrebbe trattarsi di una questione di principio,anzi è altamente probabile,visto che in FI o si è d’accordo con la linea ufficiale,o si fa finta di esserlo.
      Prova ne sia che dicono sempre TUTTI le STESSE cose,ripetono tutti le stesse argomentazioni e nessuno pone mai un dubbio seppur minimo su ciò che dice il nano-presidente.
      Vi è mai giunta notizia di un minimo dibattito interno a FI?

  5. luigibio scrive:

    ma è anche lei a libro paga?

  6. lupoalburnino scrive:

    Immagino di si. Come avvocato non ha mai esercitato. Si è iscritta a FI e lì è rimasta. Senza paga? Non credo. Infatti: obbedisce!

  7. tusaichi scrive:

    la tamaro… la tamaro è per le casalinghe!
    bè, adesso mi aspetto una sviolinata sulla gelmina da tonio cartonio (per i bambini) poi da djfrancesco (per i ragazzi), poi da bud spencer (per quelli della mia generazione) e… bè, alle vecchie ci pensa fede…
    chi si offre per i padri di famiglia?

  8. Giacomo scrive:

    Mai letto il suo libro od altre sue cose. Una che afferma di andare “dove ti porta il cuore” ha dei seri problemi psichici e soprattutto una assoluta ignoranza in fisiologia :-)

    Il maestro unico? Beh, a parte il mio essere genitore felice per aver avuto orami diversi anni fa entrambe le figlie felici ed a “tempo pieno” con tante belle maestre diverse.

    A parte tutto ciò ricordo un mio nipote ormai 27enne…aveva il maestro unico, e proprio maestrO, maschio…ricordo mio cognato lamentare allora di come quest’omino avesse fatto per 5 anni più giardinaggio (sic) che docenza al nipote ed ai suoi compagni.
    Mio nipote è stato rovinato culturalmente alle elementari e non s’è più ripreso. E con lui i suoi compagni.

    E penso infine ad un bimbetto che si affaccia alla sua prima elementare. E che per motivi vari abbia problemi relazionali col maestro o la maestra unici…ci può stare che gli sta sulle palle no? :-)

    Almeno ci fosse un altro docente potrebbe compensare…o no?

    ;-)

  9. lupoalburnino scrive:

    Giacomo, ormai è tardi! Quante volte l’ho detto nel recente passato che anche io sono stato maestro unico e maestro di modulo. C’è un abisso anche per i bambini fosse solo per un motivo: i maestri tra di loro si controllano. Non avviene nulla in una classe del modulo che non si sappia da tutti gli altri. Un maestro del modulo non può fare solo giardinaggio (chi è questo idiota?), ma deve seguire la programmazione che avviene settimanalmente tra i tre docenti del modulo. I bambini se non fanno italiano, per es., lo dicono agli altri, i quali possono intervenire, anzi intervengono perchè i risultati sono di tutti e non di uno solo e tutti ne rispondono.

  10. Oris scrive:

    Secondo me il maestro unico non è migiore del modulo.

    Ma resta il fatto che la scuola è assolutamente inefficiente e chi vi opera ha contribuito a questa inefficienza, se non altro, non indignandosi prima di una qualsiasi gelmini.

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