Ammazzi Qualcuno con l’Auto? Non Guidi Più

Conoscete qualcuno al quale in Italia sia stata rifiutata la patente? Uno o una che non sia mai riuscito ad ottenere la licenza di guida per manifesta inferiorità attitudinale e ferma opposizione dell’ingegnere della motorizzazione? Se lo conoscete fatemelo sapere perché io non ne ho mai trovato uno.

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Ho invece rischiato più volte la pelle salendo in auto con persone che avrebbero fatto meglio a non mettere mai piede in una scuola guida.
Ho visto commettere imprudenze, scorrettezze, atti di puro crimine automobilistico, che farebbero impallidire le gesta di Stuntman Mike, commesse con assoluta naturalezza, da persone che non sono normalmente cattive o idiote ma lo diventano quando tengono un volante tra le mani e oltretutto sono convinte di saper guidare.

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In Italia la patente viene data a cani e porci, basta pagare pegno alle scuole guida, lo sappiamo. Le visite mediche che dovrebbero stabilire l’idoneità fisica alla guida sono ridicole. Basta non dichiarare di far uso di psicofarmaci, ad esempio, o barare sulla tavola ortottica per ottenere patenti e loro rinnovi senza problemi. Guidano giovani inesperti e anziani dai sensi annebbiati. Nel nostro paese, forse a causa dell’industria automobilistica locale che ha sempre avuto interesse a riempire di ferraglie maleodoranti le nostre città, vige il motto del film Ratatouille trasportato nel mondo automobilistico: “chiunque può guidare”.

La patente a punti, un’idea che era ventilata da anni e anni, è stata una delle poche cose buone fatte dal penultimo governo, assieme al divieto sul fumo nei locali pubblici, ma non è servita ad impedire che aumentassero i delitti commessi a mezzo automobilistico, soprattutto a danni di pedoni.
In questi ultimi tempi si sono moltiplicati in maniera impressionante le morti per investimento. Le cause sono di solito imputate ad alcool, droga, eccessiva velocità, al fatto che auto troppo potenti vengono date in mano a pischelli senza esperienza ma nessuno cita mai l’inettitudine alla guida.

Recentemente nella mia città una nota scrittrice, una persona che conoscevamo tutti, che era un patrimonio di umanità, simpatia e cultura è morta così, investita di fronte a casa.
L’altro giorno, altre due anziane sono state travolte di fronte ad un bar. Non essendo gli investitori extracomunitari non se ne è parlato a livello nazionale, anzi, nel caso della scrittrice, pare che all’investitrice non sia nemmeno stata fatta la prova dell’alcolimetro “perché il suo stato non appariva alterato”.

Credo sia praticamente inaccettabile per chi resta l’idea di aver perso una madre o un figlio perché qualcuno veniva giù da una stradina di campagna a tutta velocità alle 7,30 di mattina e non ha visto una persona che camminava lungo il ciglio della strada, in pieno rettilineo.
E il dolore si accentua pensando che le conseguenze per chi causa un incidente mortale del genere sono praticamente nulle.

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Eppure sarebbe così semplice. Causi un incidente dove viene provata la tua responsabilità e la persona investita muore? Oltre al pagamento dei danni e al fatto penale, eccetera eccetera, NON GUIDI PIU’ per il resto della tua vita. Non ci sono né santi né madonne. La patente non viene ritirata ma stracciata. Per intenderci, non è che poi tra qualche anno la riprendi. NON GUIDI PIU’.

Bisogna responsabilizzare chi conduce un’auto. Ci vuole più prevenzione e serietà nel concedere il permesso di guida. E a mali estremi estremi rimedi. Tanto si può sopravvivere benissimo anche senza auto e muovendosi con mezzi pubblici.

N.d.R.: questo pezzo ci è stato proposto il 10 maggio scorso. Purtroppo l’attualità ha superato le ipotesi pur condivisibili dell’autrice. Nell’ultimo gravissimo incidente che ha visto la morte di Flaminia Giordani e Alessio Giuliani, l’investitore, Stefano Lucidi, non era più in possesso della patente. Questo, purtroppo, non è servito ad evitare l’incidente a causa della latenza dei controlli.

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Lameduck Stampa questo Articolo Stampa questo Articolo

Volendo pietosamente tacere sulla serietà delle revisioni biennali delle autovetture.

Concordo pienamente con te!!

hai fatto un incidente con clopa grave, hai ammazzato qualcuno, sei recidivo??

te la fai a piedi per tutta la vita!!!
in Itaglia la patente viene vista come un diritto inalienabile, non come un privilegio ( o comunque una cosa importante)..

la mentalità è : ” ho pagato e voglio la patente”,

uno schifo

Eppure sarebbe così semplice. Causi un incidente dove viene provata la tua responsabilità e la persona investita muore? Oltre al pagamento dei danni e al fatto penale, eccetera eccetera, NON GUIDI PIU’ per il resto della tua vita. Non ci sono né santi né madonne. La patente non viene ritirata ma stracciata. Per intenderci, non è che poi tra qualche anno la riprendi. NON GUIDI PIU’.

Questa è un po’una generalizzazione.

Io non sono un gurisperito, ma “provata la tua responsabilità” vuol dire tutto e niente. Se significa “l’autista era ubriaco” “guidava come un pazzo” o simili allora sono d’accordo. Ma in altri casi non è detto che le responsabilità siano tutte di un colore solo, ecco perchè esiste ad esempio l’omicidio colposo.

nei casi più gravi, vortex, è senz’altro auspicabile un ritiro a vita come sanzione amministrativa accessoria.
se la condotta che ha portato all’evento-morte è essa stessa un illecito (penale o amministrativo) allora direi che dieci anni di ritiro possono andar bene.

Ciò su cui bisogna insistere è comunque l’educazione stradale fin dalle elementari e per tutto l’iter della scuola dell’obbligo, nonché una seria revisione delle modalità d’esame in modo da limitare l’accesso alla patente affrontando il problema degli scalmanati a monte.

in danimarca, per dire, la patente B è valida a vita (con eccezioni). Ma l’educazione che si incontra sulle strade danesi non è neanche lontanamente paragonabile a quella che (non) c’è qui.

Tutto giusto, per carità.
Come ho scritto in un altro post:

Quando uno si mette al volante e guida come un pazzo, fa una scelta precisa, libera e cosciente, e accetta i rischi che il suo atteggiamento comporta. E se a causa del suo comportamento succede qualcosa, lui ne è pienamente responsabile, anche se evidentemente non voleva che quella cosa succedesse. A me non frega niente dei cavilli che si inventano giudici e compagni. Il suo comportamento era assolutamente volontario, quindi lo sono anche le conseguenze che ne derivano. Quando questo principio diverrà legge, avremo fatto un grande passo avanti sulla strada della civiltà.

A parte questo però dovremmo riflettere sul perchè solo in Italia c’è un simile livello di incidenti stradali, perchè solo in Italia l’auto che ti segue evita che la polvere si attacchi al tuo paraurti, perchè solo in Italia le strade sono considerate piste.

PS: io sapevo che con l’introduzione della patente a punti gli incidenti e le vittime erano calati, anche se di poco; qualcuno ha dati precisi?

Anche in Australia c’è la patente a punti, ma una volta finiti i punti alla patente gli fai ciao ciao per sempre. Poi se uccidi uno con la macchina e sei ubriaco come una botte di Chianti meriti come minimo 10 anni.

P.s chi è lo stronzo che ha tirato sotto quei poveri orsacchiotti così carini??

ema aka mascherabianca

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ma il concetto che un errore ci sta per quanto grave sia? se uno corre in autostrada o su statali lontane da luoghi abitati può anche farlo se non causa danni agli altri. se l’autostrada è libera c’è ottima visibilità, sei su un rettilineo non c’è proprio nessuno allora puoi pure corricchiare un po’ di più, è sempre punibile ovviamente e lo fai a tuo rischio. tuttavia in città dovrebbe vigere il rispetto quasi assoluto di limiti e attenzione a mille… Soprattutto in caso di strade strette e con auto parcheggiate ai lati… purtroppo comunque nonostante questo certi personaggi pensano di essere divinità in terra e che gli è permesso tutto tanto non succede mai nulla… E poi succede l’imprevisto…

Sulla patente si deve dare a tutti la possibilità dell’indipendenza soprattutto in certe zone poco servite da mezzi pubblici…

Come scritto sensibilizzare già dalle scuole ad avere comportamenti consoni in auto.

infatti ema, il ritiro a vita sarebbe l’equivalente della “pena di morte amministrativa”.

su questo
è sempre punibile ovviamente e lo fai a tuo rischio.
non sono d’accordo: lo fai principalmente mettendo in pericolo l’altrui incolumità, e secondariamente a tuo rischio.
La scusa del “tanto non passa nessuno” non regge minimamente.

Vorrei commentare lucidamente, ma l’argomento mi fa salire il sangue al cervello.

ema aka mascherabianca

ema aka mascherabianca’s avatar

intendevo a tuo rischio di multa. considero sempre situazioni in cui non ci siano incroci la visibilità sia assoluta strada in pianura in mezzo a prateria con erba bassa in modo che se esce un topo lo vedi a 5 chilometri e qualsiasi essere vivente più grande di un topo lo noti e di conseguenza rallenti. Di fondo 50 all’ora contro un pedone è morte del pedone comunque… O quantomeno non ne esce indenne diciamola così… La questione è mantenere una velocità tale che se qualcuno attraversa la strada riesci a fermarti in tempo per lasciarlo passare. Poi se uno ti spunta a 5 cm dalla macchina che tu sia a 50 all’ora o a 300 all’ora non “cambia” però a questo punto si ricade sul caso precedente la velocità che teneva non gli ha permesso di vedere colui che attraversava e quindi doveva mantenere una velocità più bassa. Tutto è relativo a volte anche andare entro il limite è una velocità troppo elevata. A volte ci sono limiti “inadatti” a certe strade, larghe con ampi marciapiedi ai lati che quindi permettono di vedere abbastanza bene cosa c’è sul marciapiede e se ha intenzione di “buttarsi” in mezzo alla strada mentre si sta passando. Purtroppo anch’io ho il piede troppo pesante… Per fortuna che la macchina ha il motore leggero e tutto potrei definirlo proporzionato, per ora, ai miei riflessi. Cmq l’attenzione deve essere concentrata sulla strada e su ciò che c’è nelle immediate vicinanze in modo da essere sempre pronti a tutto. Se uno investe una persona comunque non penso che il girono dopo vada a vantarsi con gli amici al bar di averla uccisa o menomata, penso sia una cosa che lasci un segno indelebile. Ti faccia aver paura dell’auto e non so se torni la voglia di guidare dopo un fatto del genere. Ovviamente ci sono anche le persone che riescono a fregarsene… Chissà come fanno e che fine hanno fatto fare alla loro coscienza…

Se la strada è libera, la visibilità perfetta, la macchina posto, l’autista perfettamente concentrato, allora puoi limitarti a rispettare INTEGRALMENTE il codice della strada.
Se qualcuna di queste condizioni manca, DEVI abbassare tutti i limiti per garantire la sicurezza di tutti.
Questo vale per chi fa i 160 in autostrada perchè “tanto non c’è nessuno”, come per chi fa i 50 in città perchè “tanto sto dentro i limiti”.

…E nei rari casi in cui la patente venga effettivamente ritirata, al privo di scrupoli resta pur sempre la microcar senza patente: odioso trabiccolo guidato da ragazzini sboroncelli, ottuagenari allo sbaraglio e pirati della strada recidivi.
Non ci farai i 160 in autostrada, ma se investi un pedone lo ammazzi lo stesso.

Quoto il Buon Peppe sul rispetto dei limiti.

I limiti di velocità per molti italiani sembrano somigliare molto alle tasse: un fastidio e un limite a un concetto edonistico ed egoistico di libertà. Evaderli per loro è un diritto.

sottoscrivo tutto. l’itagglia è un paese di rincoglioniti e inetti, oltre che strafatti di ogni sostanza, al volante, che pensano di essere piloti di formula 1 e ce l’hanno duro solo quando schiacciano il chiodo.
Io voglio essere ancora più categorico: vendere solo automobili con prestazioni ridotte (scarsa accelerazione,basse velocità), oltre che ritiri definitivi delle patenti.
ciao

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