Amici di Maria De Filippi: No, We Can’t

10 marzo, 2008 di doxaliber  
Archiviato in Caffè Amaro, Cazzotti, Media Mente Critica

Qualche tempo fa sul web è apparso un video realizzato dal regista Jesse Dylan (figlio di Bob Dylan) e dal musicista Will.i.am, membro del gruppo Black Eyed Peas. Il video ha avuto un notevole successo nella cosiddetta “blogosfera” italiana, tanto da essere ripubblicato su Youtube in una versione completa di sottotitoli nel nostro idioma.

Immagine anteprima YouTube

Barak Obama: “Yes we can”

Mi ritengo un individuo piuttosto disincantato dalla politica, quindi tralascerei discorsi sulla concretezza e sulla sincerità del messaggio che Obama ed i suoi sostenitori hanno inteso trasmettere con questa clip musicale. Di certo però il video è a suo modo “toccante”, ben realizzato, e trascina con sé un leitmotiv politicamente molto profondo. Infine, sottotraccia, io ci leggo anche un messaggio di modernità: negli Stati Uniti il web è preso seriamente in considerazione dai candidati alla Presidenza come strumento di propaganda elettorale, è stato utilizzato da Hillary Clinton, ed ancora meglio da Barak Obama, ma anche dal settantenne John Mc Cain. a cui tra l’altro è stato dedicato un video che è l’antitesi di quello realizzato per Obama.

Questo negli Stati Uniti, mentre in Italia scopro, tramite Akille.net, che in una delle trasmissioni condotte da Maria De Filippi, alcuni ragazzi, aspiranti starlette televisive, hanno realizzato una versione “de’ noantri” dell’ormai famoso “yes we can” di Will.i.am, stravolgendone il senso e miscelando il tutto con una spruzzata buonismo da quattro soldi. Tanto per dire, c’è pure il classico tizio che piange per l’emozione, lo spezzone video iniziale tratto da un film popolare con un personaggio nazionalpopolare (peccato che quel film fosse un atto d’accusa contro il mondo dello spettacolo) ed ovviamente c’è anche la ragazza di colore, che serve a dare un tocco “internazionale” al tutto.
Per chi ha lo stomaco forte questo è il video:

Immagine anteprima YouTube

Yes we can, versione itaidiota, notare i personaggi famosi, proprio come nella versione originale

Ovviamente il senso della canzone non è più che una nazione può risollevarsi perché ha la storia, le leggi, ed i valori per farlo, ma che ogni cazzone cocco di mamma può diventare ricco e famoso. Alla fine c’è pure la carrellata di star, anche quelle “de noantri”, proprio come nel video originale.

amici.jpg

Forse esagero, ma anche, anzi forse soprattutto, da queste cose si misura il decadimento culturale di una nazione.

Anche in questo video c’è una “sottotraccia” da interpretare. Sono certo che questo tipo di trasmissioni non esistono solamente in Italia, tanto più che molte produzioni televisive sono format internazionali inventati da una società olandese, e sono certo che le versioni straniere non sono tanto “migliori” rispetto a quella italiana, anche se la reinterpretazione del video su Barak Obama è stata certamente l’opera di una fervida mente autoriale italiana, ma c’è un altro aspetto negativo da tenere in considerazione: mentre negli Stati Uniti il web viene utilizzato in larga parte come veicolo per la promozione di produzioni originali, autoprodotte e spesso molto interessanti, in Italia anche Youtube & Co., come d’altro canto tutti gli strumenti del cosiddetto web 2.0, che sono media dalle grandissime potenzialità, vengono ridotti a semplice cassa di risonanza di tutta la spazzatura prodotta dai media tradizionali.

Siamo un paese che fatica a comprendere e sfruttare le nuove tecnologie, anche perché siamo un paese vecchio, ed anche per questo restio all’innovazione, saldamente legato alle sue tradizioni, governato sempre dai soliti burocrati, di cui ci lamentiamo ma da cui poi cerchiamo certezze o peggio, un posto di lavoro, per noi o i nostri figli.

Italic e Titanic, stesso destino?

Siamo un paese lento, politicamente e tecnologicamente arretrato, che sta perdendo anche quel quid tutto italiano (un misto di intelligenza, fantasia, capacità individuali) che una volta ci aiutava a rimanere a galla in un mondo decisamente più veloce e moderno rispetto al nostro. Questi limiti appaiono ancora più palesi in quei settori, come quello informatico, dove la capacità d’innovazione e la velocità nel recepire i cambiamenti sono una necessità imprescindibile. Ogni individuo che lavora in Italia in questo settore comprende benissimo ciò che intendo dire, ma in realtà il problema non è certo limitato alle nuove tecnologie, quello che vi ho mostrato è solo la punta di un iceberg molto profondo, che sta aprendo uno squarcio enorme nella società italiana, e che presto, se non sarà fermato in tempo, finirà per farci affondare tutti.

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Comments

23 Risposte a “Amici di Maria De Filippi: No, We Can’t”
  1. Vote -1 Vote +1mattions
    scrive:

    E basta con questa storia del paese vecchio, restio all’innovazione e chi piu’ ne ha piu’ ne metta.

    Trovi dei video orribili su youtube, trovi degli ottimi video.

    Se il video e’ collegato in qualunque modo a qualsiasi cosa/persona che graviti in orbita Amici o Saranno Famosi e’ ovvio che e’ una cosa orribile.

    Sinceramente giudicare tutto un paese perche’ qualcuno ha fatto un video orribile non ha troppo senso per me.

    Dire che l’innovazione in Italia non viene volorizzata come dovrebbe dalla politica e’ tutto un altro paio di maniche.

    Ci sono molte cose che non vanno. Ci sono molte cose da cambiare.

    [Rispondi a questo commento]

  2. Qualche link a un ottimo video italiano su youtube?
    Qualche esempio di innovazione significativo?
    Grazie

    Amici, Il grande fratello, domenica in, buona domenica, quelli che il calcio, l’isola dei famosi, la fattoria, porta a porta, c’è posta per te.

    A me di prodotti culturali italiani di massa vengono in mente solo questi.
    La mia tv è sicuramente guasta.

    Per l’innovazione, a parte il dentifricio che ripara lo smalto, mi sembra che siamo rimasti fermi al Moplen. (parlo di innovazioni di massa italiane)

    Prendere atto è il primo passo per ripartire.

    L’ottimismo ad ogni costo mi sembra patologico.

    [Rispondi a questo commento]

  3. Vote -1 Vote +1Vaaal
    scrive:

    purtroppo questa è la tv berlusconiana che ci propinano per farci diventare sempre meno intelligenti.
    Questi programmi esistono anche negli altri paesi, ma non hanno di certo un’audience così elevato, e per questo vengono proposti ad orari assurdi, mentre quelli in prima serata vengono destinati a prodotti di migliore qualità.

    Ma niente da fare, questa è la democrazia televisiva: viene dato alla gente ciò che la gente guarda. Pochissime persone vogliono musica classica? Bene, accontentiamo anche loro, ma in proporzione: mettiamo pochissima musica classica in un’orario tremendo come il giovedi all’una di notte. In questo modo facciamo felici tutti.

    Purtroppo non è un sistema sbagliato: si soddisfano i desideri della maggioranza. No, non è sbagliato. No.

    Basta non guardarli, ignorarli. Cose belle esistono, guardiamo quelle. Oppure non facciamolo affatto.

    Saluti.

    [Rispondi a questo commento]

  4. Vote -1 Vote +1Doxaliber
    scrive:

    Mattions, naturalmente professionisti capaci, produzioni di qualità, idee innovative, esistono ancora, ma hanno sempre meno spazio.

    [Rispondi a questo commento]

  5. Vaaal,
    tu sei un musicista. Pensi che se non si propone un discorso musicale di qualità per gradi, ma ci si limita a festivalbar e Sanremo, la gente autonomamente cercherà Garbarek o Glenn Gould e le sue variazioni Goldberg?

    Va bene proporre ciò che piace alle persone, ma la televisione, forse, dovrebbe anche proporre elementi di fascinazione e stimolo che, se validi, si svilupperanno autonomamente.

    [Rispondi a questo commento]

  6. Vote -1 Vote +1mattions
    scrive:

    Un video che prende una canzone e ne tira fuori un ottimo prodotto.
    IMHO
    http://it.youtube.com/watch?v=WPogHBETgyA

    l’mp3 vale come innovazione?
    http://www.fub.it/public/bioChiariglione.pdf

    La televisione e’ un disastro in Italia.
    Tuttavia Amici non e’ Report, Quelli che il calcio non e’ Anno Zero
    Neapolis non e’ il Tg4…

    Sono d’accordo che bisogna essere obiettivi e giudicare le cose lucidamente.

    Tuttavia vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto e’ una propensione personale, non una patologia :)

    [Rispondi a questo commento]

  7. Vote -1 Vote +1zippole
    scrive:

    piccolo OT: ma la foto della nave arrugginita, e’ stata scattata a Trieste?

    [Rispondi a questo commento]

  8. Vote -1 Vote +1JP
    scrive:

    > Questi programmi esistono anche negli altri paesi, ma non hanno di certo un’audience così elevato, e per questo vengono proposti ad orari assurdi, mentre quelli in prima serata vengono destinati a prodotti di migliore qualità.

    Il problema in Italia è che tu (e con tu intendo spettatore medio/casalingua di Voghera), volente o nolente, sei costretto a vedere questi programmi, perchè non hai alternativa (se non quella di spegnere la tv).

    Negli altri paesi la spazzatura è spalmata su una grande quantità di canali: se non ti va di mangiare la merda, puoi sempre scaricarla giù per il water. Qua succede che non solo mangi la merda, ma ti convinci che sia buona perchè “tanto anche sulla rai fanno i reality”, e viceversa, e menate del genere.

    [Rispondi a questo commento]

  9. Vote -1 Vote +1Doxaliber
    scrive:

    @Mattions, il video che tu segnali non ha alcunché di originale, è la solita sparata contro i giornalisti, ed è il patchwork di immagini prese dalla televisione e di una canzone cantata da un rapper piuttosto famoso.

    Contenuto originale, rimanendo sempre in Italia è ad esempio questo.

    Su Chiariglione, lui ha lavorato alla creazione del formatp MPEG-2 e MP3, ma i detentori dei brevetti sono questi, per l’MPEG-2, e questi per l’mp3. Vedi aziende italiane? Io no.
    Anche il common rail, che ha rivoluzionato il mercato dei motori diesel, è stato inventato in Italia da ingegneri italiani, ma il brevetto ed i soldi se li fa la Bosch, che è tedesca. Bella soddisfazione del piffero! Semmai è la dimostrazione che ciò che scrivo è quanto mai tristemente reale!

    Inoltre il discorso sulla televisione c’entra solo marginalmente con quello che ho scritto io. La crisi culturale italiana va ben oltre la TV spazzatura, parte dalle scuole, si alimenta in famiglia e si cementifica nella società.

    @Zippole, non so, l’ho trovata su Google e ci ho aggiunto la scritta “Italic”. :mrgreen:

    [Rispondi a questo commento]

  10. Vote -1 Vote +1mattions
    scrive:

    @Doxaliber Secondo me il video che ho linkato e’ un lavoro derivato che prende spunto da una canzone..
    Buona scelta di immagini e buon patchwork.

    I Patchwork non sono originali? Non valgono?

    Per quanto riguarda l’mp3, il common rail o qualsiasi altra cosa…
    il punto e’ quello.
    L’innovazione c’e’.
    Non c’e’ la volonta politica di incentivarla e proteggerla.

    La televisione c’entra. Garbage In garbage Out.

    [Rispondi a questo commento]

  11. Vote -1 Vote +1Doxaliber
    scrive:

    Realizzare un video musicale su immagini statiche è una cosa abbastanza semplice. Ma è il messaggio in sé che trovo banale e scontato.

    Per farti un esempio di patchwork (cioè di lavoro non originale) ben riuscito ti segnalo questo video.

    L’innovazione c’era, era trascurata, ora sta del tutto scomparendo, non solo perché non c’è volontà politica o perché gli italiani più intelligenti vanno all’estero, ma perché in generale c’è proprio un peggioramento culturale del paese. Sarà colpa delle scuole, delle università, della televisione, ma chiudere gli occhi e far finta di non vedere secondo me è davvero poco utile.

    [Rispondi a questo commento]

  12. Vote -1 Vote +1Carolina
    scrive:

    Beh, sperare che l’informatica porti lavoro non mi sembra un delitto!
    Carolina

    [Rispondi a questo commento]

  13. Vote -1 Vote +1Adetrax
    scrive:

    La voce maschia della De Filippi riesce sempre a svegliarmi, panem et circenses, che volete di piu’ ?

    Sull’esodo sempre maggiore di cervelli e’ tutto vero, se lo stesso Rubbia, alla tenera eta’ di oltre 70 anni ha detto basta all’Italian way (quando e’ troppo e’ troppo) per emigrare in Spagna e lo dice senza remore in TV, vuol dire che qualcosa di serio e’ accaduto e sta’ accadendo nel paese ove viviamo.

    Quando la media generale si abbassera’ sempre piu’ (e non alludo alla genuina quanto consapevole ignoranza ma a qualcosa di piu’ sottile e subdolo), quello sara’ il segnale che i poteri occulti festeggeranno per i loro abominevoli disegni.

    Ecco qua un’altra bella notizia:

    7 studenti su 10 non raggiungono la sufficienza in una o piu’ materie.

    Il dato non e’ di per se tragico, pero’ e’ un altro forte indicatore che unito all’inquinamento ambientale (da non sottovalutare) e al dilagare di droghe e sballi vari fra i giovani e i giovanissimi (dopo esserlo probabilmente stato per i genitori) non possono far sperare in un’evoluzione positiva della specie (idiocracy si avvicina ?).

    Il fatto poi che l’Italia sia un paese “vecchio” conta fino a un certo punto; bisogna infatti considerare che in molti mestieri non si va piu’ in pensione a 60 anni ma ci si sta’ spostando verso i 65-70 anni (i politici sono gia’ sulla media di 80 e stanno puntando ai 90 anni).

    Oltre a questo pare che il numero di persone occupate sia aumentato negli ultimi anni, anche grazie al fatto che il sempre piu’ basso costo del lavoro in Italia sta’ diventando interessante per piu’ di qualche impresa (su questo ci vorrebbe ancora qualche taglio ai costi pero’), quindi non tutti i segnali sono negativi.

    Benche’ sia dell’idea che la popolazione italiana dovrebbe diminuire di almeno 8-10 milioni di persone per poi ripartire (fra 15-20 anni) con un nuovo modo di vivere e organizzare le cose, temo che, se non si adotteranno subito drastici provvedimenti, questo calo non avverra’ naturalmente, bensi’ a causa del sempre piu’ devastante inquinamento ambientale.

    Per concludere allegramente, ci sono sempre meno matrimoni ma in compenso abbiamo 8-9 milioni di puttanieri indefessi che tengono alta la bandiera italiana ;-)

    (yeah I like chicks)

    [Rispondi a questo commento]

  14. Vote -1 Vote +1Adetrax
    scrive:

    @Doxaliber

    Magari i tagli fino al 50% dei finanziamenti alle scuole e a molte universita’ c’entrano qualcosa ?

    @Carolina
    Certo, pero’ nel ciclo informatico c’e’ anche l’hardware e se non lo si sa’ gestire, alla fine della sua vita diventa una brutta bestia da smaltire.

    Con questo intendo dire che non ci si puo’ occupare solo dei lavori intellettuali, gratificanti e piacevoli, bensi’ bisogna preoccuparsi anche di tanti altri dettagli che anche se non sono sempre immediatamente visibili da tutti, sono altrettanto importanti per consentire lo sviluppo sostenibile e armonico di una societa’.

    Negli anni ‘90 perfino Maurizio Costanzo si era lamentato delle “infornate” di ballerini e simili, quando invece in molte altre figure professionali scarseggiavano non solo le persone brave ma anche quelle onestamente discrete.

    [Rispondi a questo commento]

  15. Vote -1 Vote +1Doxaliber
    scrive:

    @Adetrax, certamente anche i tagli ai finanziamenti c’entrano. Comunque secondo me è un problema che riguarda quello che i politici amano definire “il sistema paese”. Sono tante piccolissime sfaccettature, tanti piccoli guasti che sommandosi ci stanno mettendo in ginocchio.

    [Rispondi a questo commento]

  16. Vote -1 Vote +1mattions
    scrive:

    @Doxaliber Io sono d’accordo con te che molte cose non funzione e che la situazione non e’ bella e non va’ tutto bene.

    Tuttavia ad occhio mi sembra che si stia creando un fronte trasversale critico, che chiede ad voce sempre piu’ alta una svolta, proponendo iniziativie concrete.

    Non e’ da sottovalutare.

    [Rispondi a questo commento]

  17. Vote -1 Vote +1Doxaliber
    scrive:

    Speriamo Mattions, speriamo davvero, perché la situazione si sta facendo sempre più nera.

    [Rispondi a questo commento]

  18. Vote -1 Vote +1Alfonso
    scrive:

    Concordo con Doxaliber, l’unica innovazione che ho visto da un po’ di anni a questa parte sono le siglette di intermezzo tra i programmi e le pubblicità (su cui però MTV ancora regna sovrana) e le pubblicità “sequenziali”. Resta secondo me un fatto. Ma proprio FATTO. Il concetto di TV va cambiato. Sta già cambiando. Qualcosa si muove in tal senso, e molte persone si sono stancate di rifugiarsi in SKY… ma non perché i programmi sono ammuffiti ed hanno tutti gli stessi contenuti. Quella di parlarsi addosso è una condizione tipica della TV di “tutti i tempi”. E’ l’utente che cambia, che si ammoderna, che inizia a “cercare” le cose che vuole vedere e non aspetta davanti a una scatola proiettante zappando a rotta di collo alla ricerca di qualcosa di simpatico da vedere la sera o il giorno. E’ il computer l’artefice di questa piccola rivoluzione, e già la RAI ha iniziato qualche anno fa ad adeguarsi (con raiclick) seppur con mezzi decisamente deprecabili e un po’ di povertà di contenuto. Banner interattivi (che fortunatamente l’occhio ha già imparato ad autoescludere quando guarda una pagina web) e popup bloccati dal browser sono degnissimi sostituti della pubblicità, se cercate in giro quello che concerne “Prometeus” (benché ancora abbastanza fantasioso) sapete che ormai solo i dinosauri guardano ancora Amici (nemmeno più i bimbi, i quali preferiscono di gran lunga la collezione di dvd della Disney e delle Winx che vi avranno costretto a iniziare-ampliare).
    Oggi i blog fanno sempre più informazione e creano opinioni, i videocast regalano esperienze sempre più uniche e, in un mondo come il mio costituito per la maggior parte del tempo dalla propria presenza nel traffico, le radio stanno ritornando pesantemente in auge in particolare grazie all’interazione con gli utenti via SMS. I giornali si sono ridotti come la TV. Politici che chiacchierano tra loro e si dicono la stessa frase che si modifica, leggermente, di testata in testata.
    Il mondo della condivisione libera dei files è una spanna avanti a tutto e tutti. Non c’è un’innovazione simile nella storia dell’uomo. E finalmente, speriamo presto e non me ne voglia qualche musicista/scrittore presente, anche le leggi sui “diritti” cambieranno e solo le band che sono diventate “storiche” su mySpace continueranno ad avere seguiti.
    Unica pecca, in tutto questo: questo discorso non è applicabile ai 50-70enni (oggi ancora giovani ed in grado di apprezzarlo) i quali hanno bollato tutto questo come “roba per bimbi” ed hanno manifestato il più totale rifiuto. Fino a che ci saranno loro, che la sera tornano e giustamente stanchi preferiscono affondarsi in poltrona col telecomando in mano ed un televisore che stanno ancora pagando, l’Auditel avrà ancora un valore e la TV continuerà ad essere… così, come la vediamo oggi.

    [Rispondi a questo commento]

  19. Vote -1 Vote +1Adetrax
    scrive:

    Gli studenti esteri ci dicono: “no you can’t (go on), too bad”.

    Studenti Erasmus bocciano l’Italia.

    [Rispondi a questo commento]

  20. Vote -1 Vote +1Adetrax
    scrive:

    Che vi dicevo qualche commento fa ?

    I salari italiani fra i piu’ bassi d’Europa.

    P.S. e nonostante questo per le imprese i costi reali (non quelli teorici) sono ancora troppo alti (maggiori che nel resto d’Europa), da cosa dipendera’ ?

    [Rispondi a questo commento]

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