Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/">Widget</a>

 

Ambiente e Giustizia: Muti e rassegnati

15 aprile, 2009 - 9:00 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Il Pianeta che Ride, latest




Condividi Ambiente e Giustizia: Muti e rassegnati. ilBuonPeppe ti ringrazia.
19 letture

Ti Piace MenteCritica?

Mi capita di frequentare un certo numero di siti web, e ogni tanto mi capita di scoprire notizie di cui non c’è traccia in nessun altro posto; così mi chiedo “ma sarà vero?”. Non credo infatti che qualcosa sia vero solo perché “l’ho letto su Internet”, espressione che, seppur priva di senso, cresce rigogliosa sulla bocca di tanti idioti. Così come non è in alcun modo significativo sostenere che “l’ha detto la TV” e pretendere con questo di attribuire una patente di veridicità a questa o quella notizia.
Si fa confusione tra la fonte informativa e il mezzo di trasmissione, perché così si semplifica l’approccio e si possono evitare domande a cui non è sempre ovvio dare una risposta; purtroppo il rincoglionimento della nostra società avanza a passi da gigante, e la capacità critica è una merce sempre più rara.




da L.P.R

Tornando a noi, la notizia che mi ha lasciato perplesso dice, molto sinteticamente, che si vuole impedire alle associazioni ambientaliste di ricorrere al TAR nei casi di opere che distruggano l’ambiente. Che questo governo non sia amico dell’ambiente non è certo una novità (per quanto, anche quello di prima…), così come è nota la sua vicinanza a tante aziende che dei problemi ambientali se ne fregano bellamente. Ma nella mia ingenuità mi sembrava davvero eccessivo arrivare ad impedire i ricorsi al TAR da parte delle associazioni ambientaliste.
Così mi sono messo in cerca di documenti ufficiali.

Trovo il progetto di legge n° 2271, presentato il 10 marzo 2009 alla camera dei deputati, in cui si lamenta “che il 2007 ha registrato una situazione cronica di stallo nella costruzione di grandi opere, con 193 infrastrutture oggetto di protesta. Rigassificatori, termovalorizzatori, corridoi ferroviari, centrali a biomasse, elettrodotti, autostrade, discariche, inceneritori: qualunque fosse il progetto, il fermo alla sua realizzazione è stato disposto sempre per le stesse ragioni. Un ricorso al giudice amministrativo è sufficiente a impedire o a ritardare la realizzazione di opere pubbliche. […] Il dilagare di questo fenomeno ritarda (e spesso paralizza) la realizzazione di gran parte degli interventi pubblici in programma nei settori dell’energia, dei trasporti, dello smaltimento rifiuti, della depurazione e della stessa edilizia residenziale e terziaria.

I casi sono due: o queste opere sono effettivamente utili e benefiche, per cui gli oppositori sono degli emeriti imbecilli che non capiscono il beneficio che ne avranno, oppure l’utilità non c’è, se non per i soliti noti che vogliono costruire per poter succhiare soldi dalle casse pubbliche. Ovviamente ci sarebbe da analizzare caso per caso, perché magari a volte è vera una cosa e a volte l’altra; ma i deputati che hanno presentato il progetto di legge non si sono preoccupati di fare simili distinguo, per loro si tratta semplicisticamente di “egoismo territoriale”.
Non spunta nemmeno per sbaglio l’ipotesi che, magari solo in qualche sporadico caso, chi protesta possa avere qualche ragione. Chi protesta ha torto, a prescindere.

david-goliath

Cosa chiedono quindi lor signori? “…un intervento legislativo volto a responsabilizzare l’attività delle associazioni di protezione ambientale”. Detto così sembra perfino ragionevole; senonché “per fare ciò si prevedono la responsabilità delle stesse associazioni per lite temeraria e il conseguente risarcimento del danno a vantaggio della pubblica amministrazione”.
L’espressione “lite temeraria” è bellissima. E’ come dire che tu non puoi metterti a litigare con uno molto più forte di te, altrimenti ti fai male; e se succede vuol dire che avevi torto, non perché l’altro avesse ragione ma solo perché era il più forte. Ma se il mio avversario è un mio pari, non ho bisogno del TAR per affrontarlo, me la sbrigo da solo; ricorrere ad un soggetto più autorevole mi serve proprio quando il mio avversario è molto più forte di me. Per questo la legge dovrebbe garantirmi ogni possibilità di ricorrere contro eventuali abusi. Invece no.
E siccome impedire direttamente il ricorso sarebbe forse troppo anche per questi loschi figuri, lo disincentivano avanzando la minaccia di un risarcimento danni che ben difficilmente sarebbe sostenibile da chi ricorre.

Infine la proposta di legge, per poter meglio sostenere la sua tesi, richiama la legge 28 gennaio 2009, n° 2, il cosiddetto decreto “anti-crisi”, la quale all’articolo 20 prevede “un iter accelerato per le opere pubbliche ritenute prioritarie «per lo sviluppo economico del territorio», la nomina di commissari straordinari delegati che dovranno vigilare su tutte le fasi di realizzazione dell’investimento e che, quindi, seguiranno ogni progetto con poteri sostitutivi delle amministrazioni interessate, ma, soprattutto, l’abolizione della facoltà sospensiva del tribunale amministrativo regionale (TAR)”.
Leggo, inorridisco e vado a cercare la legge. E al comma 8 dell’articolo 20 trovo: “Le misure cautelari e l’annullamento dei provvedimenti impugnati non possono comportare, in alcun caso, la sospensione o la caducazione degli effetti del contratto già stipulato, e, in caso di annullamento degli atti della procedura, il giudice può esclusivamente disporre il risarcimento degli eventuali danni, ove comprovati, solo per equivalente”. Un risarcimento che nel seguito del testo viene opportunamente limitato, per evitare che diventi troppo oneroso. Chissà perché, nel caso inverso non è fissato alcun limite?

Riassumendo…
Ti costruiscono un inceneritore sotto casa? Fanno passare un’autostrada in mezzo ad una zona archeologica? Aprono una discarica in un parco nazionale?
Fai ricorso al TAR, lo vinci e ti attacchi. Perché i lavori andranno avanti lo stesso. E tu? Muto e rassegnato. Se ti va bene potresti anche rimediare qualche spicciolo.
Perché, come scrivono nella proposta di legge “lo snellimento delle procedure non permetterà più che sia il TAR a decidere se un’opera si debba fare o meno: con le nuove norme vengono accorciati i tempi per il ricorso contro le decisioni del commissario straordinario delegato. Il cantiere, pertanto proseguirà nei suoi lavori e se il ricorrente dimostrerà di avere ragione otterrà un indennizzo.

Una volta è successo che Davide abbia battuto Golia; stanno lavorando affinché non si ripeta.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Ambiente e Giustizia: Muti e rassegnati è di ilBuonPeppe

Leggi tutti gli articoli di

Comments

11 Risposte a “Ambiente e Giustizia: Muti e rassegnati”
  1. Ti ringrazio innanzitutto della notizia che, colpevolmente, perchè non credo che l’ignoranza sia un diritto, ignoravo.
    La ritengo una notizia estremamente grave perchè discriminatoria, e proprio su un terreno specificamente economico. Come dire, se tu sei povero, guardati dal rivolgerti al TAR, se sei ricco, continua a fare i tuoi ricorsi, magari speciosi. In questo modo, temo che il TAR, come per tutte le procedure di controllo, potrà ritardare magari atti sacrosanti, mentre non potrà magari intervenire proprio sugli atti su cui il suo intervento sarebbe provvidenziale.
    Sul post di Vega, ci siamo soffermati sui limiti della democrazia, ma il problema non è la democrazia in quanto tale, ma il modo in cui viene attuata: pare che questo semplice concetto stenti a farsi strada.

  2. ilBuonPeppe scrive:

    Marista mi fa un appunto sulla questione della “lite temeraria”

    Lite temeraria è quella che viene protratta nonostante “la consapevolezza” della sua infondatezza, ovvero delle tesi fatte valere in giudizio.
    Ti riporto come esempio:
    Cons. Stato, 25 febbraio 2003 n. 1026: «Il carattere temerario della lite, che costituisce l’indefettibile condizione perché possa configurarsi la responsabilità processuale aggravata ai sensi dell’art. 96 c.p.c., va ravvisato nelle ipotesi in cui una parte abbia agito o resistito in giudizio con malafede o colpa grave, dovendosi riconoscere siffatti stati psicologici quando la parte abbia agito o resistito nella coscienza dell’infondatezza della domanda o delle tesi difensive sostenute, ovvero nel difetto dell’ordinaria diligenza nell’acquisizione di detta consapevolezza» (conff., Cass. 21 luglio 2000 n. 9579; id., sez. lav., 16 febbraio 1998 n. 1619; Trib. Rimini 2 aprile 1998,Trib. Roma 9 ottobre 1996; in dottrina, Mandrioli, Diritto process. civile, I, Torino, 2003, 344)

    Ringrazio Marista della precisazione (che io non avrei saputo fare). Ero convinto che fosse un istituto già esistente; quello che mi colpisce è la sua definizione ed il contesto in cui viene calato, che sono a mio parere emblematici di come tutta la materia venga affrontata e di quali siano i veri scopi dell’operazione.

  3. massimo marino scrive:

    ottime informazioni
    preoccupanti notizie
    se non hai obiezioni lo ri-pubblico sul mio blog ecologista http://www.eco-ecoblog.blogspot.com
    saluti
    massimo

  4. marechiaro scrive:

    io non l’ho letto su internet, non l’ho visto in televisione, la sto vivendo di persona la “giustizia”, non per problemi ambientali ma per utenze e sicurezza.
    Bene, anzi male, per legge non ci tutela più nessuno, nè il Tar, nè le associazioni consumatori, nè la Camera di Commercio, nè l’autorità per l’energia elettrica ed il Gas.
    Rimane la rabbia dei giusti.

  5. michelangelo scrive:

    La Giustizia dei premi e dei castighi.

    Il padre, 75 anni, uccide il figlio trentaquattrenne malato mentale nel sonno

    perché aveva minacciato di morte la famiglia.

    Blanda difesa d’ufficio di una giovane avvocato, del tipo: “mi appello alla clemenza della corte”.

    Sentenza di primo grado emessa oggi 17 aprile dalla Corte di Assise di Siracusa:

    14 anni e arresti domiciliari.

    A Beppino Englaro il sindaco di Firenze gli ha dato la cittadinanza onoraria

    e il Presidente dell’U.N.C.I.(Unione Nazionale Cronisti Italiani) un riconoscimento ufficiale con tanto encomio.

    • Non riesco a capire il raffronto. Evidentemente, non comprendi la differenza tra un omicidio, in condizioni certamente tragiche, e la cessazione di un trattamento medico che creava uno stato di vita del tutto artificioso, in quanto non previsto in natura: senza sondino, un oggetto tecnologico, Eluana sarebbe morta da ben 17 anni!
      In ogni caso, sono due casi che non hanno tra loro alcun tipo di somiglianza. Non riesco a capire proprio il motivo dell’accostamento.

      • mario albrizio scrive:

        Mi associo. Sono due casi ben distinti. Beppino Englaro non si è introdotto nottetempo nella clinica per staccare la spina alla figlia.

        Ha condotto una lunga e durissima battaglia di civiltà.

        Si può essere d’accordo o meno sullo staccare la spina come criterio (per inciso, io lo sono, in quelle condizioni) – ma non c’è dubbio che sono due casi, più che diversi, diametralmente opposti, uniti solo dall’aspetto umanamente tragico.

  6. michelangelo scrive:

    L’accostamento è che sono stati commessi due omicidi e, anche se apparentemente sembrano non attinenti, hanno pur sempre la stessa matrice: il delitto.
    Il premiarne uno dei due è come commeterne un terzo.

    P.S. Se Eluana fosse morta “da ben 17 anni” perchè l’hanno seppellita il mese scorso?
    Tenerla in vita non era solo un dovere, ma un obbligo.

    • anna m. caputano scrive:

      Michelangelo…c’è tanta gente da tenere in vita e basterebbe pane ed acqua, pace, giustizia e aria. Visto che Eluana è stata seppellita alza le chiappe per qualcuno di loro, smettila di tutelare il portafoglio di case farmaceutiche e l’arroganza del clero. Se poi te vuoi vegetare anche vent’anni lascialo scritto. io no.

  7. Ambiente e Giustizia: Muti e rassegnati – Mi capita di frequentare un certo numero di siti web, e ogni tanto mi… http://t.co/01BrQW8a

Apri la Tua Mente

Esprimi il tuo pensiero...
Per favore, leggi chi siamo e quali sono le regole di discussione
Il primo commento di un nuovo lettore va sempre in moderazione
Puoi sbloccare il commento cliccando sul link contenuto nella mail che ti invieremo
I commenti non confermati tramite click verranno considerati spam
ah, se vuoi essere riconoscibile dagli altri utenti procurati un gravatar!

Aggiungi Gianalessio ai tuoi amici di Facebook. Facebok ha rimosso il precedente profilo. Aiutaci a seguire quello che accade in rete!