Altri 20.000 Precari assunti senza concorso in Sicilia. Non Leggere Questo Post, se no ti Incazzi.

Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Altri 20.000 Precari assunti senza concorso in Sicilia. Non Leggere Questo Post, se no ti Incazzi." è stato scritto da dellefragilicose

Se fosse per me, i 20.000 precari siciliani del cazzo (leggi articolo allegato sotto del sole 24 ore), sarebbero per strada, ma non dal 1 gennaio 2013, da oggi pomeriggio. E mi dispiace che tra loro non ci sia un figlio o una figlia mia, alla quale dire: potevi andare all’estero, potevi aprire un negozio su internet, ti potevi fare ladro e invece ti sei venduto al primo amministratore pubblico di merda al quale hai baciato la mano per quattro lire per non lasciare o sole, o mare, gli amici o, ancor peggio, per non faticare veramente.

In Italia ci sono diversi ordini di nemici del paese. Quelli che il paese se lo mangiano, e li conoscete tutti, e quelli che silenziosamente il paese lo lasciano mangiare rosicchiando la mollichella che cade dal tavolo. I 20.000 precari faranno mai la rivoluzione? I 20.000 precari voteranno altri se non chi li ha “sistemati”? Sono loro, insieme agli altri milioni di sistemati che mangiano il 55% del prodotto interno lordo di questo paese. Quelli che, con visione cattolica della vita, pensano che la salvezza sia un loro diritto. I calvinisti, quelli che invece pensano che la salvezza si ottenga essendo utili, si fottano e marciscano altrove, oppure schiacciati da un padrone che li sfrutta grazie alle leggi che anche il silenzio dei 20.000 precari e dei loro amici contribuiscono a promulgare.

In questo paese non ci sarà mai vera rivolta se non si è capaci di guardare chi ti sta vicino, l’evasore, il tassista o anche il precario del cazzo e dirgli, senza mezzi termini: tu sei complice di chi ci schiaccia perché ti vendi per un tozzo di pane invece di pretendere quello che è tuo: l’opportunità di fare e vivere da uomo libero.

Illusi, fino a quando non sarete in grado di mettere il precario e il presidente della regione sicilia esattamente sullo stesso piano, qui non cambierà mai un cazzo. Dovrete andarvene e fare mangiare quel che resta di questa terra a loro. Fino a quando non rimarranno nei loro uffici del cazzo senza nessuno che va a chiedere il certificato, la pratica, il permesso. Un’Italia composta solo da comuni, enti, province, parlamenti, comunità montane, circoscrizioni. Senza nessuno che fa latte, macchine o semplicemente scrive un blog di merda come questo.
Vedremo, allora, come camperete.

PALERMO – C’è chi sostiene siano ventimila. Chi invece si ferma a un più moderato, se così si può dire, 18.947. E chi invece butta lì un numero che è una via di mezzo: 19.945. Sono i precari degli enti locali siciliani che, a normativa invariata, a partire dal primo gennaio del 2013 potrebbero rimanere senza lavoro. Ecco perché premono per una sistemazione o una proroga. L’ennesima.

Tenuti da anni buoni con la promessa che tanto prima o poi la sospirata assunzione sarebbe arrivata, oggi questi impiegati dei comuni si ritrovano all’ultimo giro di boa. Così ecco il tentativo del Parlamento siciliano di far passare la loro assunzione, ancora una volta senza concorso, come da buona abitudine. C’è voluto il commissario dello Stato Carmelo Aronica a fermare, con una impugnativa lunga quasi quaranta pagine, il provvedimento che non era rispettoso delle norme di finanza pubblica e soprattutto del merito: non teneva in considerazione che per essere assunti in una amministrazione pubblica sono necessari i concorsi. Ma soprattutto vi era stata, secondo il commissario dello Stato, una violazione dell’articolo 3 della Costituzione.

Ora, quasi in extremis, il Parlamento regionale a ranghi molto ridotti (su 90 hanno partecipato alla discussione in 51 ovvero il minimo sindacale) prova a metterci una pezza. Ma è davvero poco considerato che, dal punto di vista di molti, la “legge voto” approvata ha più un sapore politico e di manifesto che di provvedimento reale. Per i precari infatti, se il Parlamento nazionale non approva la legge che arriva da Palazzo dei Normanni, non vi è più possibilità di proroga in applicazione di norme nazionali contenute nelle leggi 102/2009 e 122/2010. Due i dettami che condizionano il futuro dei precari siciliani: il termine perentorio per cui la stabilizzazione deve avvenire entro il 31 dicembre 2012 e il vincolo che fa divieto agli enti locali in cui l’incidenza delle spese per il personale sia pari o superiore al 40% delle spese correnti di procedere all’assunzione di personale a qualsiasi titolo.

La legge voto approvata dall’Assemblea siciliana (così come prevede lo Statuto speciale) cerca di risolvere in parte il problema proponendo al Parlamento nazionale una modifica alla normativa prevedendo, è stato spiegato in aula dal relatore Totò Lentini, «la proroga per il prossimo triennio, dal 2012 al 2014, della normativa nazionale e i particolare i comma 10, 11 e 12 dell’articolo 17 del decreto legislativo 78/2009 che ha stabilito i percorsi di stabilizzazione» e il superamento dei vincoli di finanza pubblica dettai al cosiddetto patto di stabilità. In questa condizione si trova, secondo quanto ha riferito in aula, il 70% dei comuni siciliani che ha sforato la spesa per il personale del 50 per cento: va ricordato che questi dipendenti in carico ai comuni vengono pagati per il 90% e in alcuni casi totalmente con le risorse provenienti dal Fondo unico del precariato della regione che ha una dote di 300 milioni circa l’anno.
Ma tutto questo solo fino al 2015, spiegano i sindacalisti. I quali chiedono che si faccia presto. Tant’è che Cgil, Cisl e Uil hanno indetto per il 4 luglio una manifestazione a Palermo. Il messaggio è rivolto al Parlamento nazionale che si ritroverà a esaminare la legge siciliana: «Noi – spiega Enzo Abbinati, della segreteria regionale della Funzione pubblica della Cgil – riteniamo che l’approvazione della legge voto sia un primo e non sufficiente passaggio. La Regione si deve impegnare sino in fondo soprattutto sul fronte della spesa: storicizzare i flussi sostenuti finora e garantire ai comuni che in futuro sarà possibile pagare i dipendenti».

Un capitolo, questo, da non sottovalutare considerati i problemi finanziari della Regione Sicilia, oltre i due miliardi di euro: da qui probabilmente anche la difficoltà di redige il piano pluriennale che viene chiesto e che darebbe garanzia di copertura alla proroga. Rassicurante l’assessore al Lavoro Giuseppe Spampinato in carica solo da qualche settimana e che ha ereditato questa patata bollente: «Dobbiamo riuscire a essere credibili nei confronti del Governo nazionale – afferma –: c’è un serio piano di stabilizzazione dei precari e da questo punto di vista un poco di strada l’abbiamo fatta. È cominciata una interlocuzione politica con il Governo nazionale che mi auguro si concretizzi la settimana prossima con un incontro tra il presidente della Regione Raffaele Lombardo e il ministro per la Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi. Parallelamente, è stata avviata l’interlocuzione tecnica con il ministero del Lavoro e il percorso reale è cominciato con lo screening delle 18.947 persone che dovranno essere stabilizzate».

il sole 24 ore di oggi

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Avrei voluto essere Rocco Siffredi. Mi consolo scrivendo cazzate.

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