Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/">Widget</a>

 

Alex Zanotelli: Il Capitalismo E’ Peccato

25 settembre, 2007 - 8:30 di  
Archiviato in Border Zone, Meccanica delle Cose, Oltre le Righe




Condividi Alex Zanotelli: Il Capitalismo E’ Peccato. Daniela Tuscano ti ringrazia.
9 letture

Ti Piace MenteCritica?

Padre Alex è affascinato dai volti. “Sono belli, definiscono la persona”, dice con quella sua voce tenue, quasi bianca, trepida d’amore e di passione. Ecco, padre Alex – Alex e basta – è un uomo appassionato. “Il volto dei poveri è il volto del Crocifisso”, spiega.




Immaginiamo quel volto, lo stesso che Alex bambino deve aver visto scolpito nel legno, il legno delle amate valli trentine, sferzato dal vento, stremato per la neve, riarso dal sole, laggiù, al bivio di qualche stradicciola, solitario e solenne, d’una commovente ruvidezza alpigiana. E probabilmente lì se ne è innamorato. Il suo primo Gesù aveva il volto nudo come gli uomini e le donne che ritmavano i giorni a contatto con la natura. Alex si porta dentro quella nudità, quell’essenzialità umana: la cerca, la scova, la ritrova dietro gli sguardi, i gesti, i sorrisi e le lacrime. Ieri fra i monti, oggi tra i corpi martoriati di Korogocho o negli occhi ansiosi di senso delle metropoli del benessere, “i più infelici”, commenta lui, “perché smarriti e cancellati qui, nel cuore della Bestia…”.
La Bestia: usa proprio questo termine biblico, Alex, per definire l’Occidente sazio e opulento. Un Occidente che il mondo intero invidia, e che invece, nelle parole di Alex, si trasforma in abisso di disperazione. “Ma come si può invidiare un mondo che cancella i volti?”, ti domanda d’istinto, quasi brutale, ed è come se il sangue ti si rimescolasse dentro. Tutto cambia, senti che è vero, che è giunto anche per te il momento di metterti a nudo, e di scorgere, dietro il bagliore delle città affollate, l’immensa tela di un’Apocalisse secentesca…

clip_image002.jpg

“Il volto del Crocifisso non si trova qui. Si trova nei sotterranei della vita e della storia. Gesù non è nato nel Tempio, ma nella zona più depressa della Palestina, schiacciata dall’impero romano. Non era tra la gente, era ‘gente’ egli stesso. I suoi amici erano prostitute, peccatori, lebbrosi e indemoniati, i ‘maledetti da Dio’, perché non conoscevano la Legge, o non la sapevano osservare”. Le parole di Alex si snocciolano come una preghiera, parole nuove d’una dottrina antica che per la prima volta abbaglia con la sua luce sorprendente. Abbaglia, o illumina. Già avviene qui il primo miracolo, la prima trasformazione. E ti chiedi come hai fatto a non accorgerti prima di verità tanto evidenti. No, Cristo non è nato nel Tempio e stava coi maledetti, li amava prima che si pentissero, li amava perché erano persone, perché erano volti. “Chiamava ‘Papi’ il suo Dio. È stato molto luminoso: è stato tenerezza”. Cosa significa per te fare missione, Alex? “Esattamente questo: arrivare ai volti, comunicare ai figli che il ‘Papi’ non li ha abbandonati. Non ha abbandonato soprattutto i poveri. Ma non illudiamoci: i poveri non sono santi! Sono peccatori come noi, come tutti, sono egoisti, pavidi… Dio li ha scelti non perché siano più buoni degli altri, ma perché sono oppressi, perché sono disprezzati, perché non possono contare su nessuno tranne che Lui“.

Il Dio dei poveri, l’unico Dio, vive, muore e risorge in mezzo a loro. Un altro non si dà. Non si fa trovare nella sede della Banca Mondiale, che pure decreta, con la stolida diligenza d’un Minosse dantesco, la vita e la morte di tanti “volti”. ” La Banca Mondiale, nel suo rapporto sulla povertà, ha affermato, per la prima volta nella storia, che un miliardo e centocinquantamila persone non hanno futuro: sono cancellate. Inutili. La voce di Alex vibra. “Questi sono crimini contro l’umanità, sorella… e io ho il dovere di dire che questo sistema, che io chiamo l’Impero del Denaro, è peccato”. Questa parola, peccato, usata per definire l’Impero del Denaro: se fosse pronunciata… se fosse pronunciata, Alex, quell’impero sarebbe delegittimato: nulla vince la forza morale. E la forza di Alex è quella di riuscire a descriverlo, questo impero, a renderlo fisico. Non più qualcosa di vacuo, di liquido e d’imprendibile, forma vana e perciò tanto più terribile e invincibile. No, l’Impero è, per Alex, un drago. Un drago con tre teste: la prima è l’economia, di cui la politica è fedele ancella. La seconda sono le armi. “Non sottovalutiamo la potenza militare”, avverte Alex. “È solo grazie a questa potenza che il 10% del mondo gode del 90% delle ricchezze. Il militarismo è parte integrante dell’economia, ne costituisce l’ossatura, l’anima profonda. Ecco allora spiegata la rivalutazione del nucleare, le guerre in Africa e in Medio Oriente e, in Italia, i continui tagli alle spese sociali previsti dalla Finanziaria. Tutto ciò risponde a esigenze ben precise”. La terza testa è l’informazione: “In particolare la TV. Perché ci convince che questo è il migliore dei mondi possibili“. E le Chiese? “Le Chiese devono stare attente. Rischiano di diventare parte integrante di questo sistema”.

La voce di Alex si fa cupa. Come il profeta Osea innamorato della sua sposa infedele, come una donna che geme per le doglie, e che vuole donarsi completamente, angosciata di non riuscire a donare tutto l’amore di cui è capace. “Sì, questo sistema è peccato e ciò che mi fa più male, a livello di Chiesa, è l’incapacità di pronunciare questa parola. E guarda, sorella, che il problema non è mica l’ateismo. Il vero rischio che corre la Chiesa (e per Chiesa non intendo il Papa e i vescovi, ma proprio l’ekklesìa, cioè la comunità, cioè noi tutti) è l’idolatria”. In effetti la nostra società mi appare pervasa da un senso di morte.

“È pervasa da un senso di morte perché diventiamo cose. E le cose non parlano, non dànno gioia. E, ancora: non ci si faccia illusioni sul lavoro, sulla ripresa: la disoccupazione è parte funzionale del sistema. Non interessa più, ormai, soltanto gli immigrati, ma lambisce le nostre case, entra di soppiatto nelle nostre famiglie”. Di nuovo la paura prende corpo, diventa visibile: la temo, ma posso finalmente vederla, quindi circoscriverla. E vincerla. Chi, come me, ha provato la disoccupazione in prima persona, conosce bene quel senso di fallimento che attanaglia senza pietà. “E l’arma più terribile di questo sistema è proprio la rassegnazione, il senso d’impotenza che voi avete dentro”. Dice “voi”, Alex, puntando il dito. Mi indica, mi rimprovera, mi denuda ancora una volta. Ma lo fa perché tiene a me. Perché mi chiama, mi solleva, mi prende per mano. Non vuole giudicarmi.

Alex mi dà un volto perché ha bisogno di me, e gli pesa confessare di provare disagio verso una Chiesa tanto amata, ma che non capisce che il cuore del Vangelo non è il sesto comandamento. Su questo argomento abbiamo due o tre detti di Gesù. Ma contro i soldi e la ricchezza (‘mammona’) Gesù parla in continuazione: eppure la Chiesa è incapace di tradurre in concretezza storica questo messaggio così rivoluzionario. Ti sembra concepibile”, e m’interpella d’improvviso, mettendomi all’angolo, “ti sembra concepibile che io, come prete, debba dire a una donna che prende la pillola: Tu non puoi fare la comunione, mentre chi accumula miliardi in banca può accostarsi all’altare in perfetta coscienza?”. No, non mi sembra concepibile. “Non è concepibile! È tempo che la Chiesa dichiari che è immorale fare soldi coi soldi. Lo dicevo anni fa, lo ripeto oggi.

“Cambiare, sorella, non è più un’utopia o un sogno: ma non è neppure una scelta. È un’alternativa necessaria. Anche a livello ambientale. Gli scienziati ci hanno dato quarant’anni per porre rimedio allo scempio ecologico. Poi non ci sarà più nulla da fare, la Terra sarà irrimediabilmente perduta”. Alex riesce a farmi vedere tutto come in uno specchio. Esistono soluzioni pratiche: ad esempio le banche etiche, che permettono di decidere come utilizzare i soldi. Ora, anche i GAS (Gruppi d’Acquisto Solidale). “L’informazione esiste. Ma dobbiamo crederci. È solo e sempre una questione di fede”.

La fede, Alex. Noi cerchiamo di non perderla, avvertiamo un insopprimibile bisogno d’infinito, vogliamo sentirci “volti”. In giro c’è molta gente, la gente “buona” come la chiama Alex con un vocabolo semplice e antico. È l’ora dei buoni, è l’ora buona. È l’ora di costituirsi in soggetti politici, è l’ora di obiettare fiscalmente e civilmente. “Leggete stampa alternativa. Anzi, inventatevela voi, la vostra stampa! Utilizzate la radio, la TV, il computer. Congiungete il personale col sociale”. L’incontro con Alex volge al termine, e lui mi lascia con questo senso di piccolezza che è essenzialità, grumo, seme. “Il Dio dei poveri, il Dio di ognuno, è un Dio piccolo, sconosciuto alle corti dei re. È un papà, anzi una mamma, donna: Dio è in questa femminilità che dona la vita. Ridiventiamo volti, riappropriamoci delle nostre cose, siamo fieri di noi stessi”.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Alex Zanotelli: Il Capitalismo E’ Peccato è di Daniela Tuscano

Leggi tutti gli articoli di

Comments

15 Risposte a “Alex Zanotelli: Il Capitalismo E’ Peccato”
  1. Temple scrive:

    Concordo pienamente con tutto con Alex Zanotelli.

    Concordo con le critiche che porta avanti.

    Concordo su tutto tranne ovviamente sulla fede e sulla scenografia religiosa che dà al suo pensiero etico, filosofico, politico.

    Meno male che la Chiesa ogni tanto produce personaggi del genere…

  2. daniela tuscano scrive:

    Mi dispiace per te, ma il pensiero etico, filosofico, politico di Zanotelli è maturato in seno e grazie alla sua fede. Vedi, la religione non è solo "scenografia". Anzi, non lo è affatto.ù

    Poi si può non condividerla ma è un altro discorso.

    In tal senso Alex, come don Milani, non tiene affatto ad essere considerato un "originale", manzonianamente inteso.

  3. Neottolemo scrive:

    Tutto questo mi ricorda l'Olanda del '600 ed un critico Spinoza….

  4. lazzo. scrive:

    " Mi dispiace per te, ma il pensiero etico, filosofico, politico di Zanotelli è maturato in seno e grazie alla sua fede. Vedi, la religione non è solo “scenografia”. Anzi, non lo è affatto.ù

    Poi si può non condividerla ma è un altro discorso.

    In tal senso Alex, come don Milani, non tiene affatto ad essere considerato un “originale”, manzonianamente inteso. "

    100%

  5. Temple scrive:

    @ daniela tuscano:

    mi dispiace ma ti posso assicurare che anche persone "senza fede" possono maturare pensieri del genere e proprio in seno alla propria mancanza di fede.

    A riguardo dell'Impero del denaro sfoglia un po' "Impero" di Toni Negri (di certo non un uomo di fede) e troverai uno studio serio su tematiche che possono interessarci tutti credenti e non!

    La fede è una cosa (immagino) bellissima per chi la possiede ma bisogna su certi problemi venirsi tutti incontro quando le posizioni sono palesemente vicine…

  6. daniela tuscano scrive:

    Pienamente d'accordo. Il fatto è che tu mi sembrava partissi da un presupposto diverso: che, cioè, Zanotelli sarebbe stato accettabilissimo se non fosse stato un prete, se avesse maturato le sue convizioni al di fuori della fede. Insomma: peccato che creda, ecco.

    Delle volte ho l'impressione si preferiscano i (sedicenti) cattolici alla Buttiglione o alla Casini, che non sono affatto cattolici né cristiani: sono solo clericali, e il clericalismo non ha nulla a che fare con la religione.

    Ma i clericali, essendo stupidi, sono facilmente attaccabili, e da qui a individuare la religione con la superstizione il passo è breve.

    Quanto a Toni Negri, non lo considero un punto di riferimento. Non perché sia un non credente; ma, se devo rifarmi a un pensatore laico, vado a Pasolini, vado ad Alex Langer, mica a questo qui.

  7. Temple scrive:

    daniela tuscano: "Delle volte ho l’impressione si preferiscano i (sedicenti) cattolici alla Buttiglione o alla Casini, che non sono affatto cattolici né cristiani: sono solo clericali, e il clericalismo non ha nulla a che fare con la religione."

    Questo accade, credo, perchè il clericalismo rappresenta il braccio politico del Vaticano; e ammetto che "la chiesa di base" (se la possiamo definire così) possa essere ben diversa!

    Su Pasolini siamo d'accordo ;-) ; ammetto la mia ignoranza, invece, su Alex Langer che per me è soltanto un nome. Cercherò di approfondire!

    Come mai Toni Negri addirittura con l'appellattivo negativo di "questo qui"?

  8. daniela tuscano scrive:

    @ Temple: hai assolutamente ragione definendo il clericalismo "il braccio politico del Vaticano": ma non potrai negare che molti lo confondono (o gli fa comodo confonderlo) col cristianesimo tout court, anche nel tentativo, già denunciato trent'anni fa da Testori, di relegare quest'ultimo a elemento "irrilevante" nella cultura contemporanea.

    Quanto a Langer, approfondisci, approfondisci: è una storia dolorosa la sua, una sorta di "santo laico" dei nostri tempi".

    Confesso, invece, la mia prevenzione verso Toni Negri e tutti i cattivi maestri che, direttamente o indirettamente, si sono macchiati di crimini orrendi, i rivoluzionari di "Poteve Opevaio" che erano in realtà delinquenti comuni, spesso – ed è la cosa peggiore – con un retroterra cultural-familiare tutt'altro che proletario, e che adesso scrivono libri, vengono invitati nelle Università come maestri del pensiero, taluni addirittura siedono in Parlamento (Negri no, approfittò della sua elezione per svignarsela in Francia), e altri, invece, svelando la loro vera natura intollerante e anti-umanista, si sono ritrovati a militare nell'estrema destra, come il disgraziato Roberto Sandalo sorpreso a sbraitare slogan incendiari contro i musulmani assieme a transfughi leghisti (il Bossi, ha dichiarato, gli pare adesso troppo "morbido"). Nulla di sorprendente, gli opposti si son sempre attratti. E' vero, ho scritto "questo qui" riguardo a Negri. In realtà mi sarebbe venuto molto peggio, ma ho soprasseduto, non era il caso. Né voglio dargli importanza. Ho parlato di Zanotelli, intendo continuare a parlare di gente seria. Non ce l'ho con te Temple, sia chiaro, ma su questi temi non è il caso di andar troppo per il sottile, nemmeno dal punto di vista lessicale.

  9. Temple scrive:

    @ Daniela Tuscano: è proprio questa la differenza tra chi crede (te) e chi non crede (me).

    Tu dici:

    "Negri no, approfittò della sua elezione per svignarsela in Francia"

    Leggi qui:

    "Accusato nel 1979 di essere la mente occulta dietro al rapimento e all'assassinio di Aldo Moro, avvenuto nel 1978, Negri fu successivamente scagionato da ogni accusa di legame con le Brigate Rosse che avevano realizzato il sequestro. Egli fu tuttavia condannato a una lunga pena detentiva in una controversa vicenda giudiziaria per "associazione sovversiva contro lo Stato". Negri scelse la fuga in Francia e insegnò all'Università di Paris-VIII e al Collegio Internazionale di Filosofia, ove erano docenti Jacques Derrida, Michel Foucault e Gilles Deleuze."

    Questa la differenza tra il nostro Belpaese e la Francia

    Io posso accettare anche il pensiero di un rappresentante dell'istituzione più feroce: la Chiesa ha commesso e continua a commettere azioni ben più riprovevoli dei movimenti anarchici o operaisti e che durano da millenni e non una breve stagione.

    E tu allora credi in un "prete" che fa parte di una istituzione che con la croce di Cristo ha benedetto tra i peggiori massacri della storia?

    Mi sa che Toni Negri rispetto a tanti rappresentanti della Chiesa antica e recente è un "santo" (oddio, questa Negri non me la perdona!), insomma, nonostante tutto, una persona per bene.

    E tu dimostri di partire da posizioni di principio abbastanza chiuse (ti derivano da una appartenenza ad una religione che si fonda sui dogmi?)

    Da Impero di Toni Negri e Michael Hardt

    "Siete soltanto un mucchio di anarchici, ci dirà qualche nuovo Platone. Ma non è vero. Saremmo degli anarchici (come Trasimaco e Callicle, gli immortali interlocutori di Platone) se non ragionassimo dal punto di vista della materialità costituita nelle reti della cooperazione produttiva – o, in altre parole, se non ragionassimo dalla prospettiva di un’umanità che si costituisce produttivamente attraverso il ‘nome comune’ della libertà. No, non siamo anarchici, siamo comunisti che hanno visto in quale misura la repressione e la distruzione dell’umanità siano state portate avanti dai big government socialisti e liberali. E abbiamo anche visto come tutto ciò venga ora riesumato nel governo imperiale, nel momento in cui i circuiti della cooperazione produttiva hanno reso la forza lavoro nel suo complesso capace di autocostituirsi in governo".

    Anche un vecchio operaista, può dire qualche parola giusta…

  10. daniela tuscano scrive:

    La differenza vera, caro Temple, è che io non divido fra chi crede e chi non crede, come fai tu, ma semmai fra chi è una brava persona e chi no.

    Questo è l'insegnamento ricevuto dalla mia famiglia, laica e di sinistra. Nessuna differenza, per me, tra la loro etica e quella di un cosiddetto buon cristiano (o musulmano). Peraltro, ho sempre votato a sinistra anch'io.

    So che anche fra i Papi ci sono stati dei criminali. E forse lo so più di te: figurati che in un manuale settecentesco dotti teologi raccomandavano, in caso di aborto spontaneo, di sventrare la madre pur di battezzarne il feto. Una piccola bagattella, la Chiesa con le donne non è mai stata particolarmente tenera. E non solo con le donne: scorriti un po' i miei precedenti articoli, ti accorgerai anche di cosa mi occupo e forse eviterai di trinciare giudizi un po', diciamo così, affrettati.

    Ma non mi farai mai dire che il cristianesimo è misogino. Certo sei liberissimo di pensarlo, guarda, in quanto femmina cioè creatura sinistra di Dio non sono però masochista e mai e poi mai assumerò i criteri di taluni persecutori. Sono un po' stanca di dover subire repliche in base alla mia fede "dogmatica" e non alle mie idee. Non sarò un portento d'intelligenza, come del resto non lo sono tanti sedicenti razionalisti puri, ma uso il mio cervello, non quello di un altro. Lo vedi? Tu scrivi: "credi in un 'prete'". Ma io non credo in nessun prete. Io credo, o cerco di credere – il più delle volte, con estrema difficoltà – in Dio. Non nel Papa. Questo è il tuo errore.

    E, bada bene: per un cattolico con un minimo di sale in zucca (non si vuole ne esistano?) l'obbedienza alla Chiesa non significa assuefazione da pecoroni. E' quanto tentavo di dimostrare parlando di Zanotelli: il quale sarebbe certamente una grande persona anche se non avesse alcuna fede, o se credesse in Godzilla, ma sta di fatto che il suo pensiero e la sua protesta, anche politica, si fondano sulla Bibbia e sui Vangeli: può dispiacerti, ma è così. Perché poi non si dovrebbe dimenticare che accanto ai debosciati Papi rinascimentali ci son stati fior di santi (anche Pontefici, certo) che hanno testimoniato, fino al sacrificio della vita, la bellezza della Scrittura e la bontà di quest'ultima per l'umanità.

    L'obiezione per cui anche in nome di Cristo si son commesse atrocità, e solo di queste ci si ricorda, è fuori luogo, oltre che scontata e puerile. Sarebbe per me troppo facile ribattere che anche lo stalinismo ne ha compiute in nome dell'uguaglianza degli esseri umani, che anche Robespierre ha fatto saltare un sacco di teste prima che cadesse la sua. Ovviamente mi daresti subito dell'oscurantista se, però, identificassi lo stalinismo e il Terrore col comunismo e la Rivoluzione tout court.

    Le idee sono sempre le stesse; le persone cambiano; la Chiesa, in quanto istituzione umana, ha commesso degli errori, ne commette e ancora ne commetterà. Ma, secondo il mio punto di vista, il principio che anima la Chiesa è giusto, ed è questa la differenza sostanziale. Io rispetto il Papa; ma la Chiesa non è del Papa. La Chiesa, che poi siamo tutti noi, appartiene a Cristo.

    Pertanto non si capisce cosa c'entri il mio rifiuto di Negri con la fede. C'entra, come c'entra il mio rifiuto di Mastella, di Andreotti e di tutti quei personaggi che ritengo disonesti e falsi. A me non importa affatto che Negri sia stato scagionato dalle accuse di complicità col rapimento e l'uccisione di Moro (ma non penso che, alla notizia dell'esecuzione dello statista, abbia versato lacrime di contrizione). Certo, fisicamente non ha ucciso nessuno. Se permetti, però, non mi basta. Neppure Speer, l'architetto di Hitler, ha mai sgozzato nessuno, neppure Evola, il filosofo che sosteneva di combattere l'ebraismo, ma solo dal punto di vista spirituale, per carità, mica effettivamente. Faceva il paio con Weininger: strenuo rivale dell'ebreo (e la donna, e il negro) in noi, con la differenza che, lui, ebreo lo era davvero e allora, coerente fino all'ultimo con la sua dottrina, l'ha fatta finita con un bel colpo in testa. Così ha eliminato alla radice il male in lui, cioè sé stesso.

    La prosa di Negri è la stessa di "Poteve Opevaio": involuta, professorale, altezzosa e fintamente scapigliata. Naturalmente posso pure condividere qualche sua affermazione, ma non si tratta di questo. Continuo a ritenere la sua figura, assieme a quelle dei cupi '70, fortemente negativa e ritengo che terroristi, simpatizzanti o simili abbiano contribuito, non sempre involontariamente, a una deriva autoritaria della nostra democrazia.

    E lo scrivo come rappresentante della società civile, come figlia di operai, non come cattolica-dogmatica.

    Ma io, si sa, sono ottusa. Tu invece sarai tanto aperto da provare giusta compassione per chi, come la sottoscritta, continua a non ritenere Negri e compagni dei validi interlocutori. Mi perdonerai se preferisco riflettere sugli scritti di Tobagi e di Impastato. Poi magari mi spiegherai cosa tutto quanto c'entri col cattolicesimo. La pensa nello stesso modo mio padre, comunista e non credente.

  11. Temple scrive:

    " Peraltro, ho sempre votato a sinistra anch’io."

    Non ne ho fatto una questione politica: io, comunque, non voto a sinistra! Non voto proprio!

    "Tu scrivi: “credi in un ‘prete’”. Ma io non credo in nessun prete. Io credo, o cerco di credere – il più delle volte, con estrema difficoltà – in Dio. Non nel Papa. Questo è il tuo errore."

    Mi sa (ma potrei sbagliarmi) che il papa eletto nel conclave in realtà sia scelto dallo Spirito Santo, terza configurazione di Dio, quindi…

    "Sarebbe per me troppo facile ribattere che anche lo stalinismo ne ha compiute in nome dell’uguaglianza degli esseri umani"

    Ma questo è ovvio e fin troppo semplice. Non ho parlato, mi sembra da Stalinista

    "A me non importa affatto che Negri sia stato scagionato dalle accuse di complicità col rapimento e l’uccisione di Moro (ma non penso che, alla notizia dell’esecuzione dello statista, abbia versato lacrime di contrizione)."

    Non siamo nella testa di Negri in primo luogo. In secondo luogo non ci sarebbe niente di male.

    Lo sai qual è il problema dei credenti?

    Non nascondetevi sempre dietro Cristo, figura profetica e apprezzabile, ma ragioniamo insieme sulle conseguenze politiche e culturali nella mente del credente e non di atti della Chiesa come il Concilio di Trento.

    La pastorale (o confessione) diventa un dovere proprio in quegli anni, ovvero la Chiesa pretende di controllare anche le coscienze e le anime. Se una donna non aveva tradito il marito, ma, vedendo passare un bel giovane, aveva avuto pensieri osceni (o Madonna mia!) li avrebbe dovuti andare a raccontare al "prete". Insomma la Chiesa vieta ai credenti anche la libertà fantasiosa e virtuale della coscienza e del sogno.

    Ma stiamo scherzando? Ti sembra poco?

    E la stessa cosa che dici tu che a te basta pensare che Negri sicuramente non si è disperato per la morte di Moro per lanciargli una dannazione a vita. Pastorale ovvero controllo e condanna delle coscienze.

    Negri ha collaborato con intellettuali come Foucault, Deleuze, Derrida, Guattari (giusto per dire i nomi maggiori) che sono i più importanti filosofi e liberi pensatori degli ultimi 40 anni.

    E se la vogliamo dire tutta le parole di Alex Zanotelli sono valide ma molto molto vaghe: non propone soluzioni strutturali, parla parla e parla come un "prete" intelligente ma niente di più!

    "Continuo a ritenere la sua figura, assieme a quelle dei cupi ‘70, fortemente negativa e ritengo che terroristi, simpatizzanti o simili abbiano contribuito, non sempre involontariamente, a una deriva autoritaria della nostra democrazia."

    Non credo che sia quella la motivazione della deriva autoritaria della nostra democrazia. Ma se vai a leggere gli altri miei articoli ti rendi conto di come io analizzo le democrazie liberali e neo liberali contemporanee le quali hanno un movimento ipocrita molto simile a quello della chiesa: travestire massacri in nome di una moralità superiore.

    "La pensa nello stesso modo mio padre, comunista e non credente."

    Anche mio padre è esattamente così e battibbecchiamo sempre perchè gli dico che se in Italia sono state possibili le Brigate Rosse, un estremismo non solo violento (le rivoluzioni hanno bisogno di violenza) ma inutile e irrealizzabile, a volte vigliacco, ma sono state possibili perchè il PCI era catto-comunista preda di un buonismo e di un moralismo austero che rivaleggiava con la più bigotta delle chiese.

  12. daniela tuscano scrive:

    Non ne ho fatto una questione politica: io, comunque, non voto a sinistra! Non voto proprio!

    E infatti tu dài per scontato che la sinistra risieda necessariamente nei partiti tradizionali, che di sinistra – detto fra noi – hanno ben poco. Io voto, comunque. Il voto è un diritto cui non voglio rinunciare. Ma non voto "quella" sinistra. Sorry, caro Temple.

    Mi sa (ma potrei sbagliarmi) che il papa eletto nel conclave in realtà sia scelto dallo Spirito Santo, terza configurazione di Dio, quindi…

    …quindi? Essendo scelto dallo Spirito Santo non è più uomo? Non scomodo neppure don Milani. Siamo seri, suvvia.

    Ma questo è ovvio e fin troppo semplice. Non ho parlato, mi sembra da Stalinista

    No. Infatti non ti ho mai tacciato di questo. Del resto nemmeno a me sembra di aver parlato da clericale. Eppure come tale mi hai trattata. Se però non è così, chiedo venia.

    Lo sai qual è il problema dei credenti?

    Non nascondetevi sempre dietro Cristo, figura profetica e apprezzabile, ma ragioniamo insieme sulle conseguenze politiche e culturali nella mente del credente e non di atti della Chiesa come il Concilio di Trento.

    Ma no invece, ti stoppo subito. Innanzi tutto perché io ignoro quale sia il problema "dei credenti". E non comprendo, o meglio comprendo benissimo, perché dal "tu" sei passato al "voi".

    Amico mio, ti prego di rivolgerti a me come persona singola. Magari non sarò né troppo intelligente né particolarmente originale, ma chiedo di esser trattata come la donna Daniela Tuscano e non come "la credente", "la cattolica" e via discorrendo. Mi ritengo un sostantivo, non un aggettivo. Allo stesso modo considero assurda, e astratta, e irreale, qualsiasi definizione preconcetta (o, forse, precotta): "la" donna, "l'"Islam", ecc. La donna non esiste. Esistono le donne, che sono tutt'altra faccenda. E l'identico discorso vale per il credente, ecc.

    Secondo: non mi sono mai "nascosta" dietro a nulla, se permetti. Nel mio limite, ho cercato di raggiungere brandelli di verità, posto che sia possibile, quand'anche fossero sgradevoli. Rifarsi a Cristo non è una fuga, per il lapalissiano motivo che pensavo di aver illustrato in precedenza. Mentre invece, parlare del Papato non lo sarebbe? Che idea!

    In ogni caso, benché non sia materia di dibattito attuale, non ho problemi a "ragionare insieme" sulle conseguenze politiche e culturali nella mente… arieccoci col "credente". Analizziamolo, coi criteri dell'oggettiva ragione (ma esiste, l'oggettiva ragione? C'è qualcosa di oggettivo nell'umano?), questo povero credente impastoiato nelle sue gabbie cementate. Sai, la tua frase all'inizio pareva molto simile a quella di Pasolini. Ma Pasolini, che si definiva non a caso "una forza del Passato", era una mente libera. Soprattutto, era umile. Mai e poi mai si sarebbe sognato di circoscrivere al credente la sopravvivenza dell'uomo storico (quindi cristiano, quindi cattolico) che appartiene al paesaggio di formazione di ognuno di noi.

    "Io non credo in Dio – rispondeva il poeta su "Vie Nuove" a un giovane interlocutore – se poi nelle mie opere sopravvive un 'afflato' cristiano di amore verso le cose del mondo e degli uomini – un amore voglio dire, irrazionale, ispirato – non penso di dovermene vergognare". E più avanti: " …che in noi ci sia un fondo 'storicamente' cristiano è cosa ovvia: tanto che è inutile discuterci sopra". Appunto.

    Non penso proprio che Pier Paolo volesse nascondersi dietro a nulla e a nessuno, e quanto a quell'aggettivo, cristiano, certamente potremmo sostituirlo – e lui stesso lo faceva, quando descriveva il moralismo deteriore, clerico-fascista – in un certo contesto, con tridentino. Ed esecrarlo, se del caso, ecc.

    Vedi, l'atteggiamento tridentino – fondamentalista, fideistico, chiamalo come vuoi – non è esclusiva dei credenti. No davvero. Per quanto mi concerne, ho avuto che dire sia con intolleranti "credenti", sia con intolleranti "laici", ma sinceramente non saprei distinguere fra i due.

    La pastorale (o confessione) diventa un dovere proprio in quegli anni, ovvero la Chiesa pretende di controllare anche le coscienze e le anime. Se una donna non aveva tradito il marito, ma, vedendo passare un bel giovane, aveva avuto pensieri osceni (o Madonna mia!) li avrebbe dovuti andare a raccontare al “prete”. Insomma la Chiesa vieta ai credenti anche la libertà fantasiosa e virtuale della coscienza e del sogno.

    Ma stiamo scherzando? Ti sembra poco?

    Ma veramente la Chiesa è costellata anche di santi a dir poco un tantino fantasiosi. Però questo non conta, certo. Abbi pazienza, ma io sono nata nel '64 e da allora non ho mai smesso di sognare e di fantasticare. Magari deliro, sia pure. Mi pare si stia parlando di questioni diverse. Comunque, alle corte: vuoi farmi ammettere che la Chiesa tridentina ha esercitato un controllo terroristico delle anime? Beh, lo ripeto quasi tutti i giorni, a scuola. E non solo lì: stiamo lottando, noi "credenti", per arginare le tentazioni tridentine di un vecchio Papa tedesco. Però constato che lo sport preferito da taluni non è quello di camminare insieme per cercare, effettivamente, un punto d'arrivo comune, ma semplicemente di convincere i "credenti" che sono dei sottosviluppati mentali da educare esattamente come i bambini, coi criteri della retta ragione, magari positivistica (filosofia razzolata da un ex-prete, non per nulla). Mi sbaglio?

    E, lo ripeto, se non dovessi sbagliarmi, non ci sto.

    Il Concilio di Trento non è stato solo terrorismo e potere. Oh, certo, tu obietterai che cerco delle scusanti. Più semplicemente, e onestamente, tento di essere storicamente attendibile, non draconiana né manichea. Non ignoro l'Inquisizione e Paolo IV, ma non tralascio nemmeno san Carlo e i Sacri Monti e santa Teresa (dottore della Chiesa) e neppure ovviamente gli amici Protestanti (mi trovavo da loro l'estate scorsa), sono molto più "avanti" di noi su certi temi.

    E mica lo faccio solo con la Chiesa, sai. In verità di cosa si può parlare del tutto negativamente? Del Nazismo e derivati, senza dubbio. Peraltro, anch'essi parti umani, e non diabolici, con cui occorre fare i conti affinché non risorgano sotto mentite spoglie.

    E la stessa cosa che dici tu che a te basta pensare che Negri sicuramente non si è disperato per la morte di Moro per lanciargli una dannazione a vita. Pastorale ovvero controllo e condanna delle coscienze.

    C'è di buono, Temple, che sono appena tornata dalla piscina. E che a noi "credenti" si chiede la rassegnazione (palle eh… ma sai, ho voglia di taroccare). Perché, fuor di battuta, queste tue parole risulterebbero davvero offensive. Io mi limito a considerarle per quelle che sono: eccentriche, vale a dire fuori del centro. Perché francamente ci sarebbe da ridere, e di gusto, nel paragonare la "sicura" – a proposito: l'avverbio l'hai aggiunto tu, io avevo posto una dubitativa – non-disperazione di Negri addirittura alla "pastorale" ovvero (volevi dire "ossia", immagino; "ovvero" vale "oppure") controllo e condanna delle coscienze, anzi,

    "dannazione a vita". Nientemeno!!!!!!! :-o :-D :-D :-D

    Tranquillizzati, amico. Come avevo dichiarato nei primi post, sono una donna, non sono una santa ;-) e men che meno autolesionista. Non assumo il gergo dei miei persecutori e non vedo diavoli e inferni e schiere di dannati pronti a essere accolti nell'orrido dantesco. La verità è molto più terra-terra, e l'avevo manifestata subito. Rileggiti le mie parole: "Confesso - in ginocchio, contrita: in effetti riconoscevo il mio limite, di norma il "credente" serio non condanna, ma comprende o cerca di farlo – la mia prevenzione verso Toni Negri e tutti i cattivi maestri che, direttamente o indirettamente, si sono macchiati di crimini orrendi". Questo, e nient'altro che questo, volevo esprimere. E non m'importa affatto che Negri abbia collaborato coi nomi che citi, e che per me non sono certo sconosciuti. Io non ho mai negato né la sua intelligenza, né la sua acutezza; ma proprio per questo motivo il suo comportamento e il suo insegnamento mi sono parsi contestabili. Ribadisco comunque, per l'ennesima volta, questo mio afflato del tutto sentimentale, "irrazionale" per dirla con Pier Paolo, all'aver visto accostare Negri a Zanotelli, quand'anche avessero scritto le identiche cose. Cerchiamo di "ragionare insieme": a me Negri sta sull'anima perché, parafrasando Jannacci, non lo reputo una brava persona. Niente di più, niente di meno. E non sto parlando di morale né di cattolicesimo. Parlo da personcina comune, come il mio papà. (Come me.) Anche un po' ignorantotta. Ammetto di non conoscere l'opera omina di Negri. Mi premurerò di colmare la lacuna. Non mi risulta abbia cambiato idea sugli anni di piombo, ma forse brancolo nel buio. Cercherò dunque di recuperare. D'altro canto ho trovato assai raramente nei critici delle, anzi alle, religioni, delle basi filosofiche valide. L'ultimo è Onfray: insomma, definirlo un novello Sade mi sembra quantomeno eccessivo. Sade può mettere in crisi il "credente", Onfray certo no.

    E se la vogliamo dire tutta le parole di Alex Zanotelli sono valide ma molto molto vaghe: non propone soluzioni strutturali, parla parla e parla come un “prete” intelligente ma niente di più!

    Questo discorsetto me l'aspettavo fin dall'inizio, ad essere sincera. Impegna solo chi lo scrive, tuttavia vorrei farti notare che Zanotelli nella sua vita ha fatto ben di più che "parlare parlare parlare", come forse è accaduto a Toni Negri, certo non imbraccia un fucile, poi si tratta di una questione valoriale: anche Cristo ha parlato parlato parlato, come un "prete" intelligente e nulla di più (quindi, in ultima analisi, non tanto intelligente, meglio tu lo dica per intero); anche Gandhi; anche Edith Stein. Direi che è in buona compagnia. Per me, posso solo aggiungere che lo stesso MC mi ha chiesto, prima di render noto questo mio testo, se le parole di Alex fossero state pronunciate in un discorso pubblico, per l'evidente forza dirompente che promanano. Però davvero, mi verrebbe da chiedermi, che lo affermo a fare?… :-|

    Non credo che sia quella la motivazione della deriva autoritaria della nostra democrazia. Ma se vai a leggere gli altri miei articoli ti rendi conto di come io analizzo le democrazie liberali e neo liberali contemporanee le quali hanno un movimento ipocrita molto simile a quello della chiesa: travestire massacri in nome di una moralità superiore.

    Sono pareri, così come i miei. Riguardo alle democrazie liberali e neo-liberali, non le ho mai difese né provo per esse alcuna simpatia, pertanto la tua precisazione è del tutto inutile.

    Il paragone con "la Chiesa" è fuorviante. Certo il liberalismo fa il paio col clericalismo, non solo cristiano; ma il liberalismo, a lungo andare, uccide la Chiesa, come aveva previsto – tanto per cambiare – Pasolini in Petrolio. Di conseguenza la conclusione mi pare semplicistica.

    Anche mio padre è esattamente così e battibbecchiamo sempre perchè gli dico che se in Italia sono state possibili le Brigate Rosse, un estremismo non solo violento (le rivoluzioni hanno bisogno di violenza) ma inutile e irrealizzabile, a volte vigliacco, ma sono state possibili perchè il PCI era catto-comunista preda di un buonismo e di un moralismo austero che rivaleggiava con la più bigotta delle chiese.

    Certo, come no, il compromesso storico, i fischi a Lama, ecc. ecc. Non è così? In ogni caso, sarebbe il caso di premettere alle proprie analisi storiche, specie quando si vogliono neutre e imparziali ("ragionevoli"), ma pur sempre umane e quindi fallibili, un'attenuazione; magari un "a parer mio" che, credimi, non guasterebbe. Ma le tue affermazioni, ivi e non ultima "le rivoluzioni hanno bisogno di violenza", molto soreliana, non c'è che dire (forse che esiste una violenza "giusta"?), hanno un tono così apodittico da non ammettere repliche. Alla faccia della "libertà fantasiosa della coscienza e del sogno".

  13. alessio scrive:

    Cara Daniela, l'articolo è bellissimo (ormai ti seguo a vista… ;-) ), sulla religione non sempre sono d'accordo con te, ma è difficile prenderti in castagna: sei preparatissima, caxxo! :-D e in ogni caso ti ringrazio perchè su tante cose anche di chiesa ammetto la mia ignoranza e i miei luoghi comuni e sono contento che mi aiuti a sfatarli. Vedi che non tutti pensano che i credenti siano dei sottosviluppati mentali da educare come bambini? :-)

    grazie del tuo bel contributo e ciao.

  14. elia scrive:

    molto belle alex sei uniko è molto bello aiutare li è ijn difficoltà sei uniko sai veramente cosa vuol dire avere bontà danimo tu aiuti ki ne ha più bisogno senza avere ninente in cambio è molto profondo questo lavoro

  15. elia scrive:

    sei bravissimo

Apri la Tua Mente

Esprimi il tuo pensiero...
Per favore, leggi chi siamo e quali sono le regole di discussione
Il primo commento di un nuovo lettore va sempre in moderazione
Puoi sbloccare il commento cliccando sul link contenuto nella mail che ti invieremo
I commenti non confermati tramite click verranno considerati spam
ah, se vuoi essere riconoscibile dagli altri utenti procurati un gravatar!

Aggiungi Gianalessio ai tuoi amici di Facebook. Facebok ha rimosso il precedente profilo. Aiutaci a seguire quello che accade in rete!