Ai èm en enticraista
21 marzo, 2007 - 10:08 di diabolicomarco
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Condividi Ai èm en enticraista. diabolicomarco ti ringrazia.
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Breve premessa di MenteCritica: Ho compassione per la vicenda umana e so che sarebbe giusto tacerne. Il destino di certi personaggi, però, è anche quello di rappresentare dei fenomeni sociali complessi in modo che li si possa capire e, speriamo, prevenire. L’articolo che segue è molto cinico, a tratti brutale, ma ha il pregio di farci percepire fino in fondo l’”imbarbarimento” di certi costumi. E’ una parola che aspettavo da tempo di leggere riferita alla nostra vita quotidiana. E’ uscita dalla bocca di Silvio Berlusconi. Mi spiace che si sia dovuto attendere una vicenda familiare per sentirla. Io e la redazione di MC speriamo il meglio per la signora Spears e per la signora Barbara Berlusconi.
LONDRA – Non sembra essere in dirittura di guarigione Britney Spears, che secondo il «News of the World» avrebbe tentato il suicidio. Il domenicale britannico riferisce che la cantante, ricoverata alla Promises clinic di Malibu, in California, per alcolismo e tossicodipendenza, ha cercato di impiccarsi con le lenzuola del letto. Questo al termine di una giornata particolarmente disturbata che ha visto Britney scriversi sulla testa rasata il numero 666 e gridare di essere l’anticristo.
Questa sì che è una novità, l’anticristo è donna!! E per di più icona veteronazionalisticonsumistica! E chi lo avrebbe mai immaginato?Che poi uno dice t’ammazzi, vabbé, come t’ammazzi?
Cioè, perché uno in genere si impicca con le lenzuola? Che io sappia, perché non c’è nient’altro con cui impiccarsi, tipo in prigione o in manicomio, dove come entri la seconda cosa che fanno è toglierti le scarpe e darti le ciabatte senza lacci.
Quindi, supponendo che una Britney Spears qualunque abbia in casa una buona lista di oggetti con cui fulminarsi, darsi fuoco, trafiggersi, tagliarsi, probabilmente spararsi, overdosarsi eccetera, e diversi cornicioni dai quali spiaccicarsi, vengono in mente due domande, e cioè:
“Perché tra tanti modi proprio impiccarsi?”, e: “Se proprio devi, perché con un lenzuolo?”.
Domande troppo affascinanti per essere lasciate senza un tentativo di risposta, quantomeno.
Impiccarsi, non è mica una morte carina, né tantomeno rapida o indolore.
Qui subentra l’intuizione: la Spears, fervida sostenitrice del suo presidente e del mare malato di idee/ali americani nel senso peggiore del termine, in un momento di crisi interiore data dai probabili cazzi suoi (quali un paio di gravidanze e un lesbismo di fondo occultato per i media da matrimoni ideali e un paio di gravidanze di cui almeno la prima probabilmente indesiderata – ma si sa, se fai l’antiabortista tutta la vita poi quando tocca a te ti attacchi al proverbiale – con relativi squilibri ormonali)… dicevamo, la Spears entra in crisi e con lei entra in crisi tutta la sua visione della vita cotton fioc e del suo meraviglioso paese, e in un periodo di profonda fattanza e relativi momenti di profondo down, si imbatte in qualche sequenza visiva di impiccagione eccellente quali quelle recentemente in voga sui principali media, discutibili leader del mondo medio orientale, e ne prende ispirazione.
Nel senso ovviamente che, ipotizziamo per amor d’ipotesi, in un momento di particolare vulnerabilità psicologica (considerato anche che la Spears non mi ha mai dato l’idea di una persona dotata di grande spessore o forza interiore), le immagini delle esecuzioni le rimangono particolarmente impresse.
Spingiamoci un po’ oltre: Britney incarna lo spirito dell’america, e si sente in un qualche modo responsabile di quella fine… cara la mia cotton fioc, un conto è dire “supporto il presidente perché mi fido di lui e penso sappia cos’è meglio per il paese”, un conto è a una certa trovarsi davanti all’evidenza che il presidente invece non ci aveva capito proprio un cazzo, e un sacco di ragazzi del paese il cui spirito incarni e centinaia di migliaia di persone di un altro paese che non c’entravano un cazzo sono crepati e continuano per un motivo sbagliato, con la tua approvazione e incoraggiamento, e arriva il momento che vedi il Nemico con un cappio intorno al collo e ti accorgi che alla fine per quanto individuo discutibile era un tuo nemico fino a un certo punto, e che la sua fine si accompagna a quotidiani bagni sangue…
Ma non sopravvalutiamo troppo la consapevolezza della Spears.
Facciamo un passo indietro.
Torniamo a Brit che per vari motivi, tra cui la pressione mediatica e la difficoltà a tramutarsi da teenager idolo dei marmocchi ad adulta plurimamma idolo di non si sa bene chi dovrebbe idolatrare una venticinquenne mamma di due che per farsi pubblicità va in giro senza mutande con quella zoccola da tre soldi di paris hilton, Entra nel Tunnel della Droga.
Embé, è la prima che sento, che ha uno sfondone di soldi incalcolabile e decide di sfondarsi di metanfetamine da dieci dollari al grammo. Va beh, diciamo che si fa speed di ottima qualità e ha contatti discreti, lo paga un po’ di più. Ma cazzo, non è cocaina, eroina o una di quelle droghe esoteriche da gente con successo e soldi, è roba da sfigati schizzati senza una lira in tasca, roba da vicolo…
Altra intuizione, aggiungiamo un pezzettino: Brit dopo la seconda gravidanza era ingrassata. E’ un male comune, le anche si allargano un po’, il metabolismo cambia… e inizi a prendere anfetamine per farti passare la fame e schizzare tutto il giorno come un folletto bruciacalorie. Funziona, ma se ti fai trascinare capace che dopo un paio di botte extra in preda a sentimenti di fallimento come idolo slavato e piattissimo da qualche parte nel tuo inconscio si affaccia un vago senso di colpa per quello che ormai non sei più e che rappresentavi… che non rappresenti più, e hai un bisogno folle di rappresentare qualcosa perché tutta la tua vita è una rappresentazione di merda estremamente lucrosa.
Beh a quel punto col cervello che già non era granché di suo, fuso dall’abuso, ecco che ti metti in testa di rappresentare l’incubo americano, visto che il tuo tempo del sogno americano è finito contro il tuo volere, ahimé.
Ecco che ti rasi quella chioma finto bionda che ha fatto girare bilanci di interi stati africani, che ti guardi allo specchio, impietoso, e tenti di diventare anche solo per un attimo il tuo contrario, l’AntiBritney.
666.
Pacchianello… Magari col rossetto, o la matita per gli occhi.
Beh, da te non ci si poteva mica aspettare troppo di più.
E la voce risuonata per milioni di ore in innumerevoli orecchie stavolta non canta, urla.
Non cerchi una facile melodia scritta da altri, No, Britney, stavolta urli la tua.
E immagino che di melodico e armonioso ci sia molto, molto poco, in quella animella da un soldo meno di paris hilton che il buon signore ti ha donato con tanta ironia.
Rappresentavi la vita beatamente inconsapevole, non puoi più farlo ma per abitudine devi rappresentare qualcosa, e allora, visto che non c’è nulla, che sia il contrario di quello che rappresentavi ad andare in scena, per stasera. Un bel canto del cigno.
E allora tra i cinque neuroni superstiti dei sette che avevi si affaccia il collegamento morte/impiccagione, chissà che non c’entri qualcosa quel baffone di Saddam, il suo ultimo attacco all’Occidente e alla civiltà di cui sei bandiera sdrucita, icona smandruppata.
Ma cos’è successo, Brit, cos’è stato a rendere il sogno incubo, dove, in quale punto del percorso, esattamente?
E qui non posso non vedere il lenzuolo come un simbolo, mi spiace ma non posso proprio.
Possibile che non ci sia nulla di più a portata di mano che un lenzuolo per impiccarsi, dentro una villa da cifre astronomiche?
O piuttosto quelle lenzuola nella tua ex testolina puritana sono collegate in qualche modo alla tua videorivoluzione sessuale che ti ha portato a spingere un passeggino? Molto, molto poco teenager pop. Mtv e passeggini sono due cose totalmente incompatibili.
Ma si, è tra le lenzuola che è soffocata l’immagine della ragazzina. Che siano le lenzuola a soffocare il corpo della ragazzina che non è più, e non può essere altro.
Fanno 5 cent, avrebbe detto Lucy van Pelt a Charlie Brown.
Ai èm en enticraista è di diabolicomarco

"visione della vita cotton fioc"
Ahahaha fantastico articolo…mi sono scompisciato dalle risate!!!
cinismo o non cinismo.
La pena che la vicenda suscita in me è la stessa che posso provare per la casalinga ormai in menopausa, magari ex bella donna, che una mattina decide di ingoiare l'intero tubetto di barbiturici…
E' l'umana fragile abissale debolezza che va in scena in questi casi e poco importa che vesta dolce&gabbana piuttosto che oviesse…
Quando si perde la ragione per abuso di alcool e droga, soprattutto dall'alto di una certa "sostanza di capitale", il 666, anziché fare 18 quale somma tra le 3 cifre, oppure 6 e 66 ambo da giocare al lotto, diventa un numero strano e ricorrente… Boh! Per deformazione professionale potrei pensare malignamente a condizionamento religioso e connessi…
Complimenti per l'articolo!
Per errore mi è stata attribuita la paternità di questo articolo che invece – purtroppo – non è mio. L'articolo è di dibbor.
Ne sono il promotore e primo sostenitore.
Le nostre società sono drogate di immagini. A volte capita che alcune di queste immagini finiscano fuori dallo spettro della rappresentabilità mediatica: una signora spears col culone è un'icona pronta ad essere sostituita con qualcosa di più giovanilistico.
L'unico modo per mantenere visibilità è il gesto eclatante. La vuota ribellione. L'atto vano del tentato suicidio, che forse nella sua testa ne avrebbe fatto un mito, e avrebbe reso così immortale la sua immagine con l'estrema negazione dell'esistenza fisica. Finita l'immagine sembra finire la vita… e la reazione è scomposta e concitata, lo speed non aiuta. La spears si conferma da icona idiota come teenager modello, a icona idiota come fallita modello di un mondo che vive di rappresentazioni.
I toni cinici sono più che doverosi. La donna che c'è dietro alla Spears è per noi invisibile. Dire Britney Spears è chiamare la sua rappresentazione… bravo dibbor.
666, it makes us sick/we're sick, sick, sick of 666 cantava qualcuno.
Benvenuto eux,
spero troverai presto il tempo per scrivere qualche articolo.