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Ahi, Serva Italia

27 ottobre, 2008 - 10:30 di  
Archiviato in Il Bello della Politica, Informazione, Meccanica delle Cose




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Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!

Purgatorio, VI

Voi che ne dite, gli italiani sono pronti per la democrazia?

Abituati da secoli a servire i vari padroni di turno, dai Romani ai Visigoti, dai Medici al Papato, giù giù fino ai Borboni e ai Savoia, hanno ancora bisogno di “asservirsi” a qualcuno (oggi Berlusconi, domani chissà) che li guidi come pecorelle e col bastone del “pastore”, altrimenti si smarriscono, sparpagliandosi. Salvo rivoltarsi  contro il “pastore” una volta che questi versi in qualche difficoltà.




Anni fa spiegavo ad un mio nipotino allora dodicenne (o giù di lì) cosa fosse stato il Fascismo. Gli parlavo della scomparsa di fatto del Parlamento, dell’eliminazione della libertà di stampa e di manifestare il proprio pensiero, dell’obbligo del saluto romano, delle leggi razziali. Lui mi guardava stupito, meravigliandosi che tutto ciò fosse potuto succedere nella stessa Italia in cui viviamo oggi. Ad un certo punto mi chiese “Zio, ma tutto questo quanto è durato?” e quando risposi “Oltre vent’anni” sgranò gli occhi “Vent’anni? E come è potuto durare tanto a lungo? Nessuno si ribellava? Nessuno era in grado di rovesciare quella dittatura?”. Beh – gli risposi – io all’epoca non ero ancora nato, ma dai racconti di mia madre ho appreso che, salvo alcune eccezioni, al popolo, alla massa della gente, il regime di Mussolini tutto sommato stava abbastanza bene. “Allora i treni arrivavano in orario…”

Un “Duce”, un condottiero dal piglio sicuro è proprio quello che ci vuole per noi italiche pecorelle. Uno che sappia prendere in mano la questione “monnezza” e sappia risolverla, non importa come. Uno che prenda in mano la questione Alitalia e la risolva, non importa come. Uno che riesca a farci spendere di meno sulla scuola e sulla pubblica amministrazione, non importa come.

Oggi ci serve qualcuno che sappia districarsi nel caos della crisi finanziaria internazionale e faccia in modo che noi del popolino ne soffriamo il meno possibile le conseguenze sulla nostra vita di tutti i giorni, e che i banchieri si fottano (ma no, neanche loro si fotteranno, ora sono già meno preoccupati di qualche settimana fa). Che ci pensi qualcuno, Silvio o Tremonti, Brunetta o la Gelmini poco importa: qualunque sia la soluzione il premier avrà ancora, nonostante tutto, un sacco di consensi.

Un Duce è proprio quello che manca al centro-sinistra oggi. Ha governato due volte negli ultimi dodici anni. La prima volta ha dovuto cambiare in corso d’opera tre presidenti del consiglio (Prodi, D’Alema, Amato) ma almeno ha “resistito” tutta la legislatura. La seconda volta è durata due anni e tutti ricordano il modo sconcertante in cui è finita. In entrambi i casi nella memoria degli elettori è rimasto più che la bontà dei provvedimenti (alcuni ce ne sono stati) il ricordo delle liti e delle faide interne. Ma evidentemente la lezione non è bastata: ancora oggi all’interno del PD vi sono più anime spesso in conflitto fra loro e pronte a sgambettarsi a vicenda. E così Uolter ha dovuto (quasi) riempire la piazza per alzare la voce contro il governo ma anche per riaffermare una leadership. Una specie di “primarie-bis”, ma senza lo spettro delle elezioni alle porte.

La sinistra italiana sembra ancora alla ricerca del “leader” carismatico, ma nello stesso tempo ha paura di trovarlo. Basta leggere i giornali del giorno dopo per rendersi conto che la manifestazione del 25 ottobre non a tutti è andata giù. Il successo di partecipazione sembra preoccupare per primi proprio l’insieme dell’opposizione (PD compreso!), come se Veltroni fosse stato “troppo” bagnato dalla folla. E pensare che il discorso del Uolter nazionale non è stato neanche di quelli indimenticabili. Qualche vaga proposta è stata lanciata, ma niente di memorabile, niente che possa essere ritenuto lo spartiacque tra un “prima” e un “dopo” il 25 ottobre. Veltroni non ha detto una parola sulle “sue” riforme: la scuola, ad esempio, a Walter va bene così, oppure come vorrebbe riformarla? E la giustizia? E il welfare? E il mercato del lavoro? E i temi etici? Un generico “dare maggiori risorse” quando il Paese è agli sgoccioli, sembra un po’ banale, no? Comunque ci ha pensato Fassino. Sì, Fassino lo ha addirittura detto chiaramente, che dal 26 ottobre non cambia nulla: che Berlusconi continua a governare e che il PD continua a fare l’opposizione. Mah…

Il fatto è che in Italia non siamo abituati alla democrazia interna agli schieramenti, quella in cui si discutono le strategie e poi si votano le opzioni, quindi la parte soccombente disciplinatamente sostiene le scelte della parte che ha prevalso. Questo era quanto accadeva nel vecchio PCI fino agli anni Ottanta. Da allora il tentativo di democrazia interna si è sempre dovuto confrontare con l’azione dei “dissidenti”: che è stata la scissione (quando è andata bene) oppure il complotto interno continuo dei soccombenti per rovesciare i “vincitori”.

Credo sia questo il problema del centro-sinistra in generale e del PD in particolare, anche oggi. Dovrà porci rimedio in fretta, perché ormai tutti gli italiani hanno capito che senza una leadership forte e ben sostenuta dalle retrovie (insomma, un Duce, che porti una cravatta a pallini oppure una camicia col colletto button-down) non si può governare il Paese e trarlo fuori dalle tempeste interne ed esterne in cui si dibatte. Certo, mi rendo conto che non è facile. Bisognerebbe prima spazzare via una serie di “notabili” che sono al secondo, o terzo, o quarto cambio di nome del partito in cui militano, imperterriti, inossidabili, indistruttibili. E che non basta una manifestazione, per quanto ben riuscita, a cambiarne la mentalità.

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Comments

16 Risposte a “Ahi, Serva Italia”
  1. Marcoilbuono scrive:

    Quindi gli italiani sono contenti di berlusconi e del fascismo in cui versa, tanto non importa come, la sinistra rosica solo perchè non ha un duce altrettanto carismatico(? non mi sembra il termine adatto), e noi dovremmo vagare in questo fiume di merda?
    No grazie.
    Io sono stato il primo a criticare uolter perchè il suo discorso non mi è piaciuto, non mi piace questa sinistra, troppo moderata, poco coraggiosa, ma ovviamente con la destra di questi tempi non c’è paragone.
    Non si puo paragonare l’imparagonabile, la sinistra è criticabile perchè non fa, perchè non si libera da vecchi membri (in tutti i sensi) tipo d’alema.
    La destra è una barzelletta, ti ricordo che tutto il mondo ride dell’italia,oggi pure Aragorn, e che cazz.
    http://www.corriere.it/cinema/08_ottobre_26/festa_roma_pansa_soavi_6dae738e-a373-11dd-8d2c-00144f02aabc.shtml

    • ilBuonPeppe scrive:

      Se sono barzellette a me non fanno ridere, ma magari sono io che non ho il senso dell’umorismo…
      Il mondo ride dell’Italia perchè sta fuori. Noi che stiamo dentro abbiamo ben poco da ridere.

  2. ilBuonPeppe scrive:

    Sì vabbè…
    Il PD (e la sinistra più in generale) ha problemi di leadership, di faide interne, di comunicazione, eccetera. Tutto vero.
    Il problema principale però è un altro ed è drammatico: NON HA UN PROGETTO.
    A destra c’è un progetto di società; è terrificante, ma c’è ed è evidente. A sinistra no; camminano in ordine sparso, senza un riferimento, spesso scimmiottando quello che fanno a destra. Dove dovremmo andare con questa gente?

  3. luciano bubbola scrive:

    Ma c’è ancora la Sinistra in Italia?
    Io vedo solo COOPTAZIONE a tutti i livelli politici… ad esempio ieri sera su Rai 3, vedendo ‘Report’ – ‘Il sindacalista’, ho capito perché i sindacati sono solo uno dei troppi ‘trampolini’ per una carriera politica personale, senza reale interesse nella difesa dei diritti dei lavoratori.
    Il ‘conflitto d’interessi’ non l’ha creato Berlusconi, l’ha solo utilizzato meglio di tanti altri di sinistra, che però continuano a utilizzarlo male e spesso.
    Saluti
    Luciano Bubbola

  4. Paradossalmente se proprio si vuole seguire la politica, bisognerebbe seguire la Lega Nord.
    Attualmente l’unica opposizione possibile.
    Bossi Maroni e i vari Borghezi sono li ad attendere al balcone che venga attuato il federalismo, e dovrà essere attuato con i fiocchi, non permetteranno compromessi… silvio per loro non è un fine ma solo un mezzo, un pretesto per arrivare al federalismo fiscale.
    La lega è l’unica che può mettere il bastone tra le ruote al sovrano-padrone, rallegratevi nostalgici di gramsci e berlinguer, l’unica opposizione possibile è seduta allo stesso tavolo del silvione nazionale.

  5. simona_rm scrive:

    vero fully, brutto discorso quello di veltroni. Non ce l’ho fatta ad ascoltarlo tutto. Talmente “generico”…..che non si riesce a capire…da che parte sta!
    “ma anche”….appunto! E’ l’espressione che lo rappresenta di più.
    Che peccato.

  6. simona_rm scrive:

    allora:

    - baffetto! Tu lì! Com’è che ti chiami? D’Alema…..Massimo? A casa grazie, non abbiamo più bisogno di lei! Se la vuol sapere tutta: non ne abbiamo mai avuto.
    - lei, lì? Quello magro magro lungo lungo…. Fassino? Si, bene, vada-vada anche lei.
    - Quello lì che fa il piacione….Rutelli! Ecco! Fabrizio vero? Ah no, Francesco….fa niente, comunque: si accomodi fuori per favore. Le chiedo anche una cortesia personale: ci tolga dai coglioni anche quella stucchevole borghesuccia della sua Signora, che se per caso la incontro, la strozzo col suo filo di perle!!
    - Un’ultima cosa: non vi azzardarte a riciclarvi alle europee! INTESI? Che mo’ co’ ‘sta lex porcellum ci inguaiano pure a strasburgo!

  7. sinceramente non condivido un approccio che esclude completamente la capacità dei singoli di fare politica.

    continuiamo a caricare di contenuti la testa indebolendo le gambe.

    la strada sono le sezioni, la politica sul territorio, la democrazia interna, il ritorno alle preferenze (magari con primarie di partito in attesa che si rifaccia la legge elettorale), l’azione su problemi concreti e prese di posizioni chiare.

    nessun leader, per quanto carismatico, potrà farmi accettare operazioni alla marianna madia e posizioni ambivalenti.

    veltroni è più dannoso di berlusconi per questo paese.

  8. F.Maria Arouet scrive:

    Sostengono gli storicisti che Bismarck non sia diventato primo ministro di Kaiser Wilhelm I, e della Prussia, per caso.
    Non sarà una teoria esatta, ma spiegherebbe benissimo perché proprio Uolter alla guida del PD.
    Dicono: é lì perché abbiamo fatto le primarie.
    Mica vero.
    Lo sappiamo tutti che Uolter ci é stato cooptato dai maggiorenti, prima che si facessero. Che le primarie se mai sono servite a legittimarvelo. Che quella che ai tempi dei re carolingi era l’unzione papale, ora é il consenso della maggioranza. Fasulla l’una, fasulla l’altra.
    Ma perché ce l’hanno messo?
    Secondo me perché era impossibile trovarne un altro che rispecchiasse meglio la morfologia del partito.
    Perché il PD é il risultato della congiunzione tra marxisti ravveduti e cattolici evoluti, accomunati non tanto da un disegno politico in rappresentanza degli interessi di una parte della società, quanto da una visione etica, trasversale alla società stessa.
    Una visione secondo cui esisterebbe un’etica naturale, trascendente per i cattolici, immanente e scritta nella storia per gli ex marxisti, che per ogni evenienza della vita stabilisce ciò che é bene e ciò che é male. Nota soprattutto ai cardinali che godono di una linea preferenziale con domineddio, secondo i cattolici, ma assolutamente comprensibile anche ai puri di cuore, secondo Fassino e la Turco.
    Per reggere un partito così ci vogliono duttilità, assenza di preclusioni, idiosincrasia per le posizione nette, ecumenismo, apertura verso le posizioni altrui, dialogo… assenza di spina dorsale, dice qualcuno. Fate voi.
    Io uno meglio di Uolter non ce lo so trovare.

    • Fully scrive:

      Ohibò, quale raffinato analista storico-politico si cela dietro il tuo illuminato pseudonimo? :mrgreen:

      • F.Maria Arouet scrive:

        Mah, io direi soltanto un vecchio osservatore disincantato.
        E’ una delle poche volte che non sono d’accordo con te!
        :mrgreen:

        • luciano bubbola scrive:

          Si tratta solo di sano realismo e di vero pragmatismo!
          Se Veltroni riuscisse ad essere più coerente almeno con se stesso, ora starebbe in Africa a dare ‘un aiutino’ (come aveva tempo fa promesso, dopo il suo mandato di sindaco a Roma)… invece sta qui in Italia a far l’opposizione a singhiozzo e a giorni alterni!
          Che pena!

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