Aerei da guerra nell’Europa di pace 8


Ma sì Professore, è comprensibile, si può tagliare la sanità, la scuola fino a decapitarla del tutto, le pensioni di guerra (ammesso che ci siano ancora superstiti, ne saranno davvero lieti) la previdenza sociale, l’assistenza ai disabili, ai malati terminali, alle associazioni di volontariato. Si può togliere l’ossigeno a chi non respira, il pane a chi ha fame, il latte ai bambini, ma non si può assolutamente rinunciare all’acquisto degli F35.
Che stato saremmo senza 90 nuovi cacciabombardieri? Dobbiamo mostrare le nostre palle di marmo al mondo, così che possano pensare che nel caso saremmo in grado di spezzargli le reni.

Poi il sacrificio è già consumato, gli aerei dovevano essere 131, ma in atto di estrema bontà e parsimonia son diventati 41 di meno. Applausi! Lo so, il preventivo si basava su l’aereo nudo, ma essendo uno stato serio e morigerato abbiamo dovuto rivestirlo con tutti gli optional consigliati dalla casa, e per questo i costi son lievitati. Succede così anche quando vai a comprare una Panda, d’altronde: si parte dalla scocca senza sedili, con le ruote e il volante e vuoi o non vuoi sei obbligato almeno a farci aggiungere gli sportelli, i vetri e i tergicristalli, per cui dal costo iniziale di 200 euro si arriva anche a 10.000.

Sì Professore, succede così che ogni aereo ci costerà 50 milioni di euro in più del previsto, e che sarà mai? Tanto – leggo – “nel 2017 (quando saremmo obbligati da accordi criminali presi dall’ex ministro per la guerra, fascista) ci sarà una flessione verso il basso del prezzo e quindi risparmieremo qualcosa come 9 milioni a pezzo”. E nella comunicazione del ministero senza vergogna, c’è spiegato anche che saranno quelli con decollo e atterraggio verticale; quindi Professore la comprendo. Come potremmo fare senza?

C’è di più, c’è pure il Ponte sullo Stretto. 300 milioni di euro stanziati dal vostro governo tecnico per il pagamento delle penali alla mafia. Lei non ci crederà Professore! Pur non essendo tecnica, scrissi questa previsione qualche anno fa, quando ancora non avevo mai messo piede in Calabria, quando mai avevo visto Cannitello, quando mai avevo osservato da vicino la morfologia di questo territorio. Pur nella mia profonda ignoranza, in tempi non sospetti, avevo previsto l’esatto excursus della truffa del secolo ai danni dello stato (quindi anche ai miei).

Ora che ho visto da vicino il cemento gettato in mezzo al mare per nulla, il chilometro di ferrovia spostata al costo di sei milioni di euro, ora che ogni tanto sento il culo vibrare per le piccole scossette sismiche quasi quotidiane, vi guardo e accresco il mio disprezzo, compatendomi per quella verità che ancora in pochi riusciamo ad ammettere: il vostro coraggio risiede nella nostra codardia.

E ne avete tanto coraggio, quando impuniti vi affacciate nelle nostre case a parlarci di sacrifici. L’unico sacrificio utile sarebbe un buon utilizzo degli ultimi giocattolini da guerra acquistati per quest’Europa Nobel per la pace. Un’unica bomba sganciata dalla loro pancia che ci stermini tutti.
(Quel che ho scritto è un reato? Forse sì, Professor Monti, ma le giuro: ho il cuore leggero e meno schifo dentro)


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