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Addio Piccirè

11 ottobre, 2008 di mc  
Archiviato in Cuore di Tenebra



Questa storia e tutte le discussioni che ci abbiamo fatto intorno devono averti stancato e così, unica coraggiosa fra tanti vigliacchi chiacchieroni, hai steso la mano e stai per spegnere la luce.

Se è questo quello che è giusto, va bene.

Devo dire di aver capito veramente la tua storia solo dopo la nascita della mia bambina. Oggi, quando ho sentito che te ne stai andando, sono andato in camera da letto e ho guardato a lungo madre e figlia dormire abbracciate l’una all’altra nella penombra della stanza silenziosa.

L’amore è un rischio grandissimo, sterminato. Si possono vivere mille esistenze da soli, guardando solo a se stessi e al proprio benessere, senza altra preoccupazione che il proprio piacere. Oppure si può prendere un pezzo della propria carne e soffiarci dentro la vita, rassegnandosi al fatto che non potrai mai proteggerlo come fai con te stesso e che potrà succedere di vederlo morire o soffrire a lungo come è capitato a te.

Solo al pensiero che una cosa del genere possa accadere, anzi accade, mi si ferma il respiro.

E allora vai, piccirè, vai. Non sono nulla per te, anzi non ti conosco, non ti conoscerò mai, ma ora capisco cosa prova il tuo padre perché solo ora so cosa vuol dire stringere una piccola anima calda fra le mie braccia.

Vai piccirè.

Vai.

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Comments

13 Risposte a “Addio Piccirè”
  1. Sara scrive:

    No… Sono triste… Mi dispiace, grazie per aver condiviso con noi una piccola parte di questo dolore.

  2. diabolicoMarco scrive:

    Devo dire di aver capito veramente la tua storia solo dopo la nascita della mia bambina.

    Concordo.
    Per questo non posso che ammirare la grandezza di un padre che nonostante “l’inferno” che sta vivendo “esattamente da 6.113 giorni” sia riuscito a non venire alle mani con nessuno.

  3. Marcoilbuono scrive:

    spero solo che li lascino in pace, adesso.

  4. Sun scrive:

    Quoto, e aggiungo che questi sono rari esempi di grande dignità per tutti.

  5. Oris scrive:

    Vicini, in silenzio, siamo.

  6. anna m. caputano scrive:

    ROBERTA

    Dalla cuffia verde
    son scappati i tuoi riccioli,
    Roberta,
    e il vento li fa danzare
    nella notte scura.
    Tu sei rimasta
    a sognare chissà cosa
    in compagnia di macchine.
    Svegliati, oppure no,
    riposa ancora,
    NON MORIRE.
    Ma smettila anche
    di dormire così
    senza respirare
    senza girarti
    senza stropicciare
    le lenzuola
    senza chiedere niente,
    NON RIMANERE PIU’COSI’
    immobile.
    NON LASCIARMI COSì
    inutile.
    Non so aiutarti,
    non so illudermi,
    non so sperare,
    non so pregare.
    So solo stare attenta
    a non pestare foglie
    che danzano nel vento,
    i tuoi riccioli, Roberta.
    Sembrava terribile quel mese in rianimazione tra la vita e la morte. Sembrava terribile vederla finire murata. Eppure c’è qualcosa di ancora di più terribile che poteva accadere. No: errore, che una legge crudele vuole che accada. Non ho sentito nessuno della gente normale che vuole una cosa del genere eppure continuano a farci credere che è per salvaguardare la vita! Mentre si lascia morire di fame o per mancanza di cure e di beni primari gente normalissimi. Ipocriti!

  7. maricrizzi scrive:

    E’ finita finalmente! Forse solo chi ha dei figli può capire cosa significhi vederli “impotenti” nella vita. Anche i ricodi più dolci si trasformano in dolore. E speriamo che ora lo lascino in pace. Lontano dai riflettori che, ipocriti, usano questo dolore per nascondere altro dolore ancora da poter fermare..

  8. Il Carnefice scrive:

    Beh, se soltanto alcuni intenti del cristianesimo, enorme risorsa comunitaria (anche per gli atei), fossero perseguiti almeno dai “fedeli”, avremmo PROCESSIONI di amore verso i letti di sofferenza. Processioni vere, durante gli orari di visita, una sorta di pellegrinaggio del cuore. D’altra parte, anche ammettendo che l’amore per il prossimo sia copyright di Dio, la partecipazione concreta certamente non ha religione.
    Ma non abbiamo tempo e soldi per fare questo. Né da credenti, né da atei e, soprattutto, tantomeno da educati sin dall’età scolare. Ma, già, siamo istruiti e informati da mentecatti. Come potremmo pretendere?

    Comunque, almeno ci restano le malinconiche firme sui brogliacci virtuali sul monitor, segno evidente che anche la morte, la sofferenza e i sentimenti, ormai, stanno viaggiando sempre più su una connesione telematica anziché una partecipazione fisica.
    Niente da dire. Anzi, va già bene così.
    E poi, per i pessimisti, abbiate pazienza: in fondo, una fantastica caratteristica di questa bestiaccia che è l’uomo è il suo adattamento anche alle cose più imprevedibili, quindi, tranquilli. Come dicono gli americani: “Va tutto bene, va tutto bene…”.

    Il Carnefice

  9. francy68 scrive:

    Questa situazione è di una crudelta immane…posso solo immaginare il dolore di quest’uomo e, per il poco che vale, inviargli i miei sentimenti.

    Spero che questo calvario si decida a finire.

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