Ad usum delphini 18


Se ci siamo indignate tutte nel ventennio berlusconiano dell’immagine della donna propinataci dai media eviterei le ignobili battute sull’aspetto fisico della Ministra Cancellieri. Detto questo passiamo ai fatti. Ora Ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri ha ricoperto il ruolo di Ministro degli Interni. Non sarò obiettiva: il Ministro degli Interni è essenzialmente un poliziotto. Le sue funzioni, come da Wikipedia sarebbero garanzia della regolare costituzione degli organi elettivi degli enti locali e del loro funzionamento, regolamentazione della finanza locale e dei servizi elettorali, vigilanza sullo stato civile e sull’anagrafe e attività di collaborazione con gli enti locali; tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica e coordinamento delle forze di polizia;amministrazione generale e rappresentanza generale di governo sul territorio;tutela dei diritti civili, ivi compresi quelli delle confessioni religiose, di cittadinanza, immigrazione e asilo.

Devo tradurre? Fate per un attimo mente locale sull’immenso potere che ha questa donna, fatto? Pensate allora a come e quanto si sia dovuta sforzare, nonostante, e questo le fa onore, il suo aspetto fisico, per arrivare a ricoprire una carica dello Stato così importante. Appena laureata entra a far parte del Ministero degli Interni da giornalista e diviene capoufficio stampa della Prefettura di Milano. E poi Prefetto. Vicenza, Bergamo, Brescia, Catania e Genova. Supponiamo che sia una persona leale ed onesta. Mettiamoci per cinque minuti nei suoi panni, noi che per effettuare una TAC urgente in una struttura pubblica dobbiamo prima trovare un amico di un amico che ci risparmi i 90 giorni medi di attesa presso i famigerati CUP, noi che per contestare una cartella esattoriale dobbiamo perdere due giorni lavorativi negli uffici dell’Equitalia o chiamare direttamente il Gabibbo, noi che per iscrivere nostra figlia all’asilo comunale dobbiamo frequentare la catechesi per adulti; credete forse che a parte sistemare splendidamente i suoi figli non abbia avuto anche lei bisogno, per se stessa o per i suoi innumerevoli amici, di un piacere, una favore, una raccomandazione, una corsia preferenziale? E se tra i suoi innumerevoli amici poi si scopre che ci sono anche persone non proprio di limpida caratura morale, cosa probabilissima d’altronde, visto che la suddetta signora ha avuto a che fare per meriti professionali con politici, industriali, banchieri, magistrati, poliziotti e pregiudicati credete non si sia dovuta impegnare egualmente nel favorirli?

Cosa ci scandalizza dunque? L’ingenuità nel ritenere che le sue telefonate non sarebbero state intercettate? La presunzione che anche se intercettate non avrebbero costituito motivo di discussione o base di reato? L’illusione che nel marasma politico non avrebbero usato tutta questa storia per attentare al governucolo che ci ritroviamo? La Signora Ministra, per dirla alla Checco Zalone, cade dalle nubi anzi ribadisce con rinnovato fastidio e meraviglia, “ nessun inconsueto zelo” nel presentare le proprie dimissioni.

Il paragone poi con i vari Bassolino, Del Turco, De Magistris e Vendola non ci sembra del tutto fuori luogo; ma se nel caso di rappresentanti politici democraticamente eletti la delusione è cocente, soprattutto per chi li ha sostenuti, pur sapendo che governare obbliga a compromessi e connivenze con buona parte dei poteri manifesti e spesso occulti, da un servitore dello stato come un Prefetto o un Ministro, che ricordiamo ha giurato fedeltà allo Stato, ci saremo aspettati qualcosa di meglio di un semplice faccendiere azzeccagarbugli intento, diciamolo, a sbrogliare i fatti propri. O almeno, una volta beccata con le mani nel sacco, l’onestà di confessare che anche lei, Signora Ministra ha fatto una cazzata.

 

Di @crisidicoscienz



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