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Aborto Clandestino

30 agosto, 2007 di Chiara Lalli  
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Il 1962 è l’anno in cui Edward Kienholz fece The Illegal Operation (nella foto sotto).

È anche l’anno in cui Sherri Finkbine ha un terribile mal di testa e prende un farmaco contenente Thalidomide. Sherri è incinta. Il Thalidomide è sospettato di essere causa di gravi malformazioni fetali.

illegaloperation.jpg

Sherri chiede di poter abortire, ma in Arizona l’aborto è illegale e nonostante le indicazioni dei medici non viene permesso nemmeno in questa estrema circostanza.
Sherri e il marito devono andare in Svezia per interrompere lo sviluppo di quel feto senza gambe e senza un braccio. I due sono oggetto di una vera e propria campagna denigratoria da parte dei media e di radio vaticana. Ricevono minacce di morte per telefono e vengono licenziati (lei dalla tv, lui dalla scuola).
Nell’ennesima occasione in cui la 194 è sotto tiro, è forse utile ricordare storie come questa. E ricordare l’intento della scultura di Kienholz, in nome delle migliaia di donne americane che ogni anno (prima di Roe vs. Wade) si sono sottoposte a aborti illegali, alcune pagando con la morte, molte con danni permanenti, tutte l’umiliazione e il pericolo di affidarsi alle mammane.
(LACMA’s ‘SoCal’ dreaming, Los Angeles Time, 28 agosto 2007, solo per utenti registrati).
Nel mondo, ovviamente, le donne che ricorrono agli aborti clandestini sono molte, molte di più.

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Chiara Lalli
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Comments

28 Risposte a “Aborto Clandestino”
  1. VOLTaire scrive:

    … Io non sono una donna e non ho neanche figli… Come ho già detto nel post precedente penso che la vita sia una cosa troppo importante… (e non ridico tutto)

    … Se l’essere umano è così pirla da produrre farmaci che fan venire malformazioni questo non giustifica il fatto che sia giusto l’aborto…

    E qui ci metto un bel punto . (LLà)

  2. cruman scrive:

    io sono anzichenò incuriosito da questo legame verso la prole, unico nel regno animale e, tra la razza umana, sicuramente è unica la mentalità occidentale. Vengo e mi spiego.
    La “selezione” della prole avviene in natura da sempre. Molti animali abbandonano parte della prole, alcuni addirittura se ne nutrono.
    In molti paesi africani le donne fanno una quantità di figli inconcepibili per noi premuti sullo sfondo di una civiltà del meglio a tutti i costi e del cresci un figlio (fino al matrimonio o la pensione a seconda di che cosa arrivi prima) come se fosse una parte di te. E spesso hanno verso i neonati un atteggiamento che a noi sembrerebbe di insano disinteresse. Mi spiace dirlo, ma mia cugggina (mi spiace perchè non si parla mai per interposto cuggino) ha messo su un’ospedale in congo e mi racconta di come mollare un pupo là, lasciarne morire un altro qua, avvenga sì per cause di forza maggiore, ma anche con una certa leggerezza.
    Ora io non discuto le opinioni degli anti e dei pro (ognuno ha la sua capoccia purtroppo), ma ho sempre faticato a capire un paio di cose. Cosa numero A: questo limite dei 3 mesi è davvero una cosa bizzarra. Va bene embrione sviluppato sì embrione sviluppato no, personalità e mica personalità, ma se si consente questa pratica significa che la selezione è legale. Che cosa rende selezionabile un feto di 3 mesi e non uno di 3 mesi e un giorno? Intendo proprio dal punto di vista della scelta morale della selezione. Non per il fatto che un feto di 3 mesi e un giorno sia una persona e quello di 3 mesi no.
    Cosa numero B: che cosa diamine passa per la testa di uno che minaccia di morte una persona perchè attenta al valore della vita umana????
    Ma che cos’ha la gente nel cervello? le scimmie urlatrici??

    con stima

    cruman

  3. Emanuele scrive:

    mi associo alle curiosità di cruman

  4. mauro scrive:

    E’ difficile dire se sia giusto o sbagliato l’aborto questa è una scelta personale e non credo che venga presa a cuor leggero da nessuno, l’importante e chi prenda la decisione di abortire non sia costretto a ricorrere a pratiche clandestine.

  5. serpiko scrive:

    Ti quoto, Mauro: temi troppo importanti per non lasciarli alla coscienza di ognuno. Ragionarci a priori serve ma fino a un certo punto, il resto lo si pondera bene solo quando si vive il problema.
    Terrei la legislazione solo per dare dei limiti di logica alla pratica stessa, il resto al libero arbitrio.

  6. Vortexmind scrive:

    Io ritengo che sia giusto valutare caso per caso. Non ha senso fare di tutta l’erba un fascio, cosa che purtroppo avviene spesso.

    Cruman, i limiti esistono perchè se si fa una legge bisogna definirla in termini ben precisi. Probabilmente il limite dei tre mesi è stato valutato da apposite commissioni mediche … se questo può avere un valore morale.

    Saluti.

  7. Neottolemo scrive:

    E’ un pò macabra come cosa, ma visto che si chiede…
    Il limite di tre mesi è dettato da un bisogno prettamente fisiologico. Ovvero oltre i tre mesi sarebbe impossibile “eliminare” il feto per via genitale.
    Spiegare il procedimento non è una cosa allegra, e visto che nessuno ne ha fatto domanda sorvolerei.

  8. Neottolemo scrive:

    PS: questo risponde più a Vortexmind che non a Cruman, ma io i criteri morali non gli ho studiati.

  9. VOLTaire scrive:

    Quoto Cruman…

    E non dico altro… Tanto qua dentro io nuoto sempre controcorrente su questi temi…

    Ora so come si sente un ago in un pagliaio… :-D

  10. Giorgia scrive:

    Oi quoto Serpiko: le soluzioni si trovano molto spesso quando un problema lo vivi, quindi è impossibile dire a priori se sia giusto o sbagliato abortire; ogni caso va visto come eccezionale.
    “Terrei la legislazione solo per dare dei limiti di logica alla pratica stessa, il resto al libero arbitrio”

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