A Scatola Chiusa

Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "A Scatola Chiusa" è stato scritto da Randomante

“Di notte la guarderai e ti sembrerà la cascata di plasma di Shining”
un uccello del malaugurio

Vorrei celebrare in questo post il trionfo dell’Uomo sulla Natura. In particolare, il trionfo dell’uomo sul coriaceo legname arboreo. O maestosa Quercia, o regale Baobab attorcigliato, o eterna Sequoia che tutto miri e tutto sai! E’ stato un vero piacere ritrovarvi in uno scatolone di cartone a parallelepipedo, finemente suddivisi in componenti della mia libreria BILLY targata IKEA.

La mia stanza ospita infatti da poco la prima libreria interamente fatta a mano della sua storia. E’ rossa in modo fulminante e indimenticabile, acquistata vincendo scetticismo e ostilità che mi serpeggiavano intorno correndo per frasi più o meno espresse come: “quel colore fa cacare”, “sapevo che un giorno ti sarebbe esploso il cervello”, “c’è la tua testa che è di legno, perché lo stiamo comprando qui?”.  Ma io no! Io non ho demorso, demorduto, demorsciuto! Insomma non mi sono arreso e, aprendo ufficialmente le ostilità con il buongusto, ho deciso di comprare proprio la BILLY rosso sangue di drago.
Anche se aveva solo 5 ripiani e io ne volevo 6.

ikea_floor_plan1

Sentite questa: IKEA non mette a disposizione ripiani aggiuntivi di colore rosso! non vi sembra assurdo? Probabilmente suppone che nessuno al mondo possa mai comprare la libreria di quel colore, e men che meno pretendere un altro ripiano, che è un po’ come chiedere il bis di pasta e merda. Eppure io ero lì. La materializzazione dell’incubo di ogni commesso IKEA che è conscio di essere mobbizzato e sottopagato ma sorride (perché sa che appena ha finito il suo turno di lavoro si suiciderà): un cliente che chiede un ripiano che non c’è. Non vi dirò come ho aggirato questo ostacolo. Vi basti sapere che ho approntato un piano machiavellico che ha cooptato le migliori menti sulla piazza e alla fine l’ho messa in quel posto agli svedesi (( per maggiori dettagli scrivere a Totò Riina, via Camporgnago 40 – 20090 Opera (MI) )). D’altronde questi qui son rimasti neutrali nelle due guerre mondiali, cosa volete che ne sappiano di strategia.

Caricare in macchina lo scatolone di 45 chili lungo 2 metri è stata la Prova a cui gli dei mi hanno sottoposto. Come novello Ercole, era fin troppo chiaro che essi volessero forgiarmi per purificare la mia anima e prepararla al dono supremo di Billy. Mi sono accorciato di 12 centimetri, ma alla fine ce l’ho fatta. Ora ho una libreria imponente, anche se non riuscirò mai a mettere libri sui ripiani in alto, dove probabilmente le aquile faranno il nido. L’ho adagiata sul sediolino anteriore e quello posteriore con delicatezza estrema e le sospensioni sono svenute. L’ho issata in casa grazie a una medium: mi sono fatto possedere dallo spirito di Archimede e ho fabbricato un sistema di carrucole e leve di sesto e settimo grado che ha contemporaneamente svelato l’enigma della costruzione delle Piramidi.

Ho affrontato la fase del montaggio mettendo su Rai1, che trasmetteva la Messa. Questi di Ikea sono dei geni del male. Cioè, non solo c’è il foglietto illustrativo interno che è chiarissimo, ma le istruzioni sono addirittura scritte sulle viti. Gli incidono sopra il verso in cui le devi girare. Poi il personaggio sul foglietto è perennemente sorridente. Certo, perché sei TU quello che si sta facendo il culo.

Nelle pause durante i lavori, mi prendevo le misure per la bara. Sapevate che il boss di IKEA, Ingvar Kamprad, è stato un nazista che solo da poco ha abiurato? Me lo vedo mentre scrive semplici istruzioni su come smontare un ebreo. La cosa difficile quando monti una cosa del genere è il rinculo. Perché ovviamente ho sbagliato a piazzare i chiodi almeno 12 volte, e nello staccarli ho fatto una fatica cieca rischiando, slancio all’indietro, di stracciarmi contro qualunque oggetto della stanza possedesse tre dimensioni.

Ora è tutta bucherellata e fa tanto Parco Sempione (( battuta sulla tossicodipendenza. Nel senso che se la capisci ti piace il crack. )) . Alla fine però ce l’ho fatta, e nella mia stanza è stato proclamato lo stato di calamità naturale. Mi sono avanzati due teloni, una vite a grappolo e un chiodo di Galjambe del ’74. Tutte cose utilissime che userò per rimettermi in sesto la schiena (come mostrato nel foglietto IKEA).

Ora sono stanco che sembra che mi abbiano sparato, ma al termine di questo percorso spirituale di elevazione, ogni cosa è illuminata e capisci quale sia l’effettivo significato del disboscamento dell’Amazzonia con la bomba atomica o degli olocausti di foreste pluviali che IKEA compie nell’isola di Giava in Indonesia – e ti viene voglia di lanciare un franco e convinto: Ragazzi, continuate così! Io sono con voi.

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