A Chuck Norris non Sarebbe Successo
13 novembre, 2007 - 14:00 di cruman
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Eppure ogni giorno in televisione passano film insegui spara e nel tempo libero tromba. Possibile che un poliziotto non sappia tenere in mano una pistola? In “arma letale” il protagonista corre salta impenna e va a manetta, tenendo una SB92 carica e con il carrello aperto. Roba da gente giusta, mica pizza e fichi.
Che l’uomo non sia una miscela di buon senso, efficienza e precisione non è un fatto da dimostrare. Una pistola in mano ad una persona in grado di commettere errori è come la patente di guida in mano a chi non sa sincronizzare i propri gesti nemmeno per impostare l’ora sul videoregistratore. O come un bisturi in mano a un medico che ha superato esami imbrogliando, ha ottenuto il lavoro conoscendo e opera come se stesse farcendo un tacchino, asportando reni sbagliati e lasciando al loro posto strumenti da sala operatoria, garze e un anestesista che era scivolato su un intestino tenue.

Che l’uomo abbia ancora qualche piccola tappa evolutiva da raggiungere lo dimostra anche il fatto che due gruppi di esemplari maschi, distinti da colori tribali, si incrocino casualmente e comincino a percuotersi con delle clave. Come due cani al parco che si azzuffano perché a uno non piace l’odore dell’altro. Per qualche profondo tecnicismo sociologico, a qualcuno è concesso essere stupido, ad altri no.
Io, munito di limitata capacità cognitiva, riesco a concepire la possibilità che un poliziotto possa essere incapace, stupido o che semplicemente, una volta nella vita, possa commettere un imperdonabile errore. Ma gruppi di persone che nel XXI secolo e con il pianeta appeso a un ramoscello affacciato sull’abisso, si smontino di legnate in nome di una squadra di calcio, creano nei miei sistemi analitici quella che gli psichiatri definiscono fanghiglia percettiva.
È ovvio che se commette un errore un cardiochirurgo, una persona muore. Se commette un errore uno sventrasardine, una sardina vive. Ma fare il cardiochirurgo o il poliziotto non rende una persona infallibile e a volte non la salva nemmeno dalla stupidità. In definitiva, nonostante percepiscano stipendi contrapposti per numero di zeri, possono essere incapaci in egual misura e provocare danni equipollenti.

Ora sono qui ad assistere alla rivolta dei gladiatori e, testardo come una scimmia, mi ostino a cercare di capire. È solo vendetta o rabbia? Anche questi sentimenti fanno parte dell’uomo, della sua natura. Forse però sono distribuiti in modo disomogeneo perché mi manca ancora di vedere orde di dializzati assaltare ospedali in cui regna la malasanità o pedoni dare alle fiamme le motorizzazioni civili che hanno rilasciato la patente a tossici, avvinazzati e inetti che per logica sequenzialità di causa ed effetto e per il destino farabutto, si sono trasformati in assassini.
Ma forse non si tratta di vendetta. Forse si vuole cambiare radicalmente le cose. In questo caso tutto l’interesse di cui sono capace è rivolto a capire come.
Un’ipotesi potrebbe essere quella di eliminare le forze dell’ordine. Compresa la stradale, quella che viene a tirarmi fuori dalle lamiere di una macchina in cui sono incastrato grazie a un tizio che ha deciso di leggere la gazzetta durante una manovra di sorpasso, facendo spostare altri complici di omicidi che ritengono di avere incombenze tali da rendere adatta a loro la corsia di emergenza. In questo caso vorrei sapere se è prevista una nuova serie di procedure da seguire per i deboli e gli indifesi nel caso in cui si trovassero ad affrontare uno molto più feroce o una situazione perigliosa.
Oppure se varrà la legge della giungla con annessa riforma darwiniana che renderà lecita la sopravvivenza solo a chi mena più forte.
Un’alternativa potrebbe essere quella di rilasciare una sorta di nulla osta per i tifosi di calcio. Niente regole, controlli o leggi. Insomma il calcio città aperta. Diritto acquisito con la forza, probabilmente poco democratico, ma in fondo, perché no. Anche in considerazione del fatto che, quando viene ucciso un poliziotto, non è che esca fuori uno a dire “sono stato io scusate, non volevo, mi è partito accidentalmente un lavandino mentre correvo, non mi ero accorto fosse carico“.
Un’ultima possibilità potrebbe essere quella di avere delle forze dell’ordine composte tutte di Will Smith, Bruce Willis e Chuck Norris. Gente che non sbaglia mai, che sa sempre cosa fare, sa come farlo e se avanza un po’ di tempo, salva questo mondo e quell’altro.

Seriamente, se qualcuno fosse a conoscenza delle richieste dei rivoltosi, gli sarei grato se potesse illustrarmele, perché i giornali non fanno che parlare di bollettini di guerra e di come salvare il calcio. Quel calcio in cui un attaccante dimostra grandissima sensibilità non esultando a seguito di un gol realizzato alla sua ex squadra, ma che salta, grida e gioisce in una giornata come quella di domenica scorsa.
Anche a me piacerebbe un mondo in cui non ci fosse bisogno di pistole e gente in divisa che le impugna. Ma mi piacerebbe anche un mondo in cui la sopraffazione, la prepotenza e il testosterone non fossero alla base dei sistemi sociali e politici e lo sputo la più riconosciuta forma di educazione.
In contemporanea con
A Chuck Norris non Sarebbe Successo è di

Il problema è proprio quello che hai nominato alla fine dell'articolo: "salvare il calcio".
Il calcio non va salvato, ma abbattuto; va proibito il professionismo per almeno dieci anni e forse si ricomincerà a guardare al calcio come ad uno sport.
Il punto è che il calcio oggi è il primo partito in Italia: nessun politico si azzarda a toccarlo perchè sa benissimo che pagherebbe un alto prezzo elettorale.
Bravo Peppe. Sono d'accordo con te due su due oggi.
Un record per un bastian contrario come me.
è indubbio che io sia d'accordo con te, rimane però un problema. I "tifosi" che fine faranno? Diverranno per incanto giovini a modo? O andranno a menarsi nelle partite di calcio dilettantistico?
Si meneranno, ma in maniera più dispersa. Il problema è quando si concentrano insieme.
Comunque è tutta teoria.
I cazzoni con la sciarpetta hanno un loro ruolo preciso in questo paese, anche se loro non lo sanno.
"Purtroppo" molte persone sentono la necessità di far parte di qualche gruppo. Di avere una identità collettiva. Questo da una sensazione di sicurezza, di protezione (e infine anche di impunità). Non sei "uno", sei "il gruppo".
"Purtroppo" il mondo del calcio in questo contesto sociale è il modo più semplice per fare gruppo e oltretutto, nel bene e/o nel male, dà risultati concreti immediati. Non richiede nessun tipo di cultura e neanche grande impegno.
"Purtroppo" viviamo in un mondo obiettivamente ingiusto e grandi fasce di popolazione sono convinte che non cambia mai niente, nè potrà mai.
E' facile capire che se metti insieme questi 3 purtroppo (ce ne sarebbero anche altri) diventa un gioco da ragazzi portare bande di ventenni ad attaccare vessilli diversi e devastare quello che c'e' lungostrada per i mille e uno Mangiafuoco.
Non mi toccherebbe il decennio di bando del calcio ma non credo che il proibizionismo possa pagare. Non l'ha mai fatto.
E perchè invece nessuno segue i sentieri che portano ai Mangiafuoco? Sarà mica conflitto d'interessi?
Io toglierei l'ipocrisia delle partite e creerei delle arene a pagamento in cui i tifosi possano picchiarsi foderati di gommapiuma. Per sfogarsi fisicamente senza farsi troppo male.
@Cosimo
bella riflessione
@Valerio
perché la gommapiuma?
Concordo pienamente sl pezzo di Cruman. Anzi, lo avrei voluto scrivere io, però, pigro come sono, è meglio che l'abbia fatto lui.
@MenteCritica: Perchè la loro forza lavoro serve alla società.
Acuta osservazione Valerio!
Il calcio è business, non potrai fermarlo, bisogna combattere l’ignoranza del popolo. E’ dura……..
Bel articolo e bella riflessione. Complimenti a tutti.
Adesso bisognerebbe solo pensare a come cambiare le cose, io non ne posso più del calcio e nemmeno di tante altre cose all’italiana. Ciauz
Il calcio come ogni altro sport è buono e sano. Che poi qualcuno dietro ci speculi più che sul tennis o sul golf questa è un’altra cosa. Perchè dobbiamo fermarlo? Perchè impedire che un babbo con suo figlio possano andare a vedersi una partita e perdere la voce gridando FORZA VIOLA?? Sono i terroristi con felpa nera cappuccio e sciarpa sul viso che vanno fermati (e non rilasciati dopo 24 ore come hanno già fatto) perchè non aspettano altro che un pretesto per delinquere. Quelli stessi che hanno salutato il feretro col saluto fascista. Non dimentichiamo che i compagni di Gabriele sono stati trovati in possesso di oggetti atti ad offendere e ferire!!! e che la Polizia, invece, è pronta a pagare con la vita per salvare la vita ad uno sconosciuto. Il poliziotto che ha ucciso Gabriele dovrà pagare per il suo errore, ed ha sbagliato in quanto uomo no in quanto poliziotto.
Ci vogliono pene severe per chi delinque e la certezza che vengano applicate.
MAMMA, se sento ancora un altro che invoca pene severe e certezza delle stesse, mi ritiro da Giurisprudenza
@ Silent Enigma: Io invoco pene più severe e certezza delle stesse.
A parte lo scherzo: sono stato arbitro di calcio per 5 anni e vi dico che i germogli della violenza nel calcio, lato tifosi e lato giocatori/squadre/staff, sono già schifosissimi quando i ragazzini hanno 12 anni. Con certi goffi tentativi di simulazione che bisognerebbe filmare e mamme al di là delle reti che invocano, con femminile dolcezza, “arbitro appena esci ti infilo una bandierina là, dove sai tu”. Con questi presupposti la violenza di poliziotti e simili, richieste allucinanti dei tifosi che sembrano mossi da ideali d’alto livello e proclami dei capi calcistici, non mi sembrano chissà quale grossa sorpresa.
Tutto si può ricondurre sempre a un discorso iniziale: forse bisogna intervenire su un altro fronte.
@S.E.
forse tutti dovrebbero ritirarsi da Giurisprudenza. Non so se hai avuto notizia di un magistrato che non ha ritenuto di condannare qualche decina di spacciatori arrestati dopo tre anni di indagini. la motivazione è che sarebbe INUTILE, perchè tra attenuanti condoni e cazzi vari non avrebero fatto neanche un giorno di carcere!!!!!!!
Dovreste essere proprio voi di Giurisprudenza che ancora non siete condizionati da varie forze politiche a protestare.
C E R T E Z Z A D E L L A P E N A!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
@MAMMA: quel giudice (e aspettiamo la fonte….) ha fatto bene a lanciare una provocazione del genere, perchè forse potrebbe servire a far capire a chi di dovere (non sono mica i giudici a fare le leggi…) che così non si può mica continuare.
Un paese civile si vede anche da queste cose.
@S.E. Se ti ritiri da giurisprudenza io mi iscrivo a sociologia.
a mamma, se la tua idea di processo penale non è stata elaborata seguendo la serie tv Jag – avvocati in divisa, o peggio ancora, Matlock, abbi non eccedere in affermazioni altisonanti simili. Si potrebbe aggiungere “cazzi vari” alla lista dell’art 133 c.p. sulla valutazione agli effetti della pena, ora che ci penso.
Una condanna non si nega neanche con la sospensione condizionale, figurarsi quando non è nemmeno sospesa. E comunque i gradi di giudizio sono tre, di che grado è la pronuncia che non citi? Le indagini non formano la prova, non si condanna per ciò che si è, ma per ciò che si accerta si sia commesso.
Ad ogni modo, ritengo si stia guardando il dito anziché la luna: è vero che esiste un certo margine di discrezionalità (piuttosto ampio in certi casi), ma non facciamo apparire i giudici come dei buontemponi che condannano o meno a seconda di cos’hanno mangiato a pranzo; si “limitano” ad applicare la legge che – in un modello processuale tendenzialmente accusatorio – fa sempre pendere la bilancia a favore del reo.
Non so se hai avuto notizia di quei giudici che hanno emesso condanne a più del massimo edittale per omicidio colposo, in sett’antanni è successo due volte: per un macedone a roma e per un rom ad ascoli piceno (recentissimamente). Questo sì che mi fa preoccupare di un germe inquisitorio.
@dkP: se ti iscrivi a sorchiologia io mi faccio la profe di penale
dopo “abbi” ci va “l’accortezza di”. Se l’è magnate la tastiera
@ S.E.
Non ho tempo ne mi interessa guardare la TV ne certi film che tu citi. Senz’altro non ho la cultura che tu sciorini, ma so guardarmi intorno. Forse hai frainteso il mio giudizio sull’operato di quel giudice. Per me ha fatto bene, ha l’anciato una provocazione proprio a chi le leggi le fa.
P.s. : fattela la profe di penale, forse ti rilassa un po’!!!!!!!!!
@ S.E.
ORA CHE CI PENSO, QUALCHE VOLTA IN PASSATO HO SEGUITO COLOMBO!
CHE DICI AVRA’ INFLUITO???
“un magistrato che non ha ritenuto di condannare ”
sorry ma è errato.
li ha condannati eccome , a sei anni mi sembra, ma non ha autorizzato il trasferimento in carcere in quanto per i motivi suddetti si sarebbero fatti solo una nottata più o meno.
c’è molta differenza fra le due cose.
@antonella
…e allora dove li ha “trasferiti”?
agli arresti domiciliari, in qualche residence, dove????
ragguagliami per favore.
SE è proprio necessario essere precisi con i termini e le fonti.
PER ME NON C’E’ DIFFERENZA, SONO LIBERI!!!!!!!!!!!!
A mamma, piano col caps-lock, dovresti sapere che su queste pagine non si trolleggia.
Grazie per il link, è proprio necessario essere precisi perché mi fa scoprire che si tratta dell'ordinanza di un giudice per le indagini preliminari: non siamo nemmeno al processo.
Il gip, a meno che tutti e 30 e rotti gli indagati non abbiano chiesto il rito abbreviato – e non è da escludere dati gli sconti che offre, ma appare improbabile da quanto letto – decide soltanto del rinvio a giudizio o meno degli indagati, che solo nel primo caso diventano imputati.
In base all'art. 13 della Costituzione e tutta una sfilza di garanzie processuali e sostanziali che non sto ad elencare, la custodia cautelare in carcere non è l'unica possibilità. Inoltre, ci si va cauti ad ingabbiare la gente prima dell'esito di un processo, più che altro per differenziarsi da gente come pinochet, franco e stalin.
La misura di custodia cautelare inoltre, ha nella propria ratio di prevedere una restrizione della libertà personale per gravi motivi, se questa funzione – secondo la ricostruzione del gip – viene a cessare, la misura perde ogni suo appiglio e non ha ragion d'essere. Più che una provocazione quindi, vedo questa decisione come un'implicita ammissione della sconfitta della legislazione processual-penalistica, almeno dal punto di vista di chi i delinquenti li deve perseguire.
Per rispondere alla tua domanda, mamma, molto probabilmente i neoimputati aspettano l'inizio del processo in regime di arresto domiciliare.
ad antonella: non li ha condannati, perché è un gip, leggo da La Stampa che presumendo il giudice che il gruppo non possa essere condannato a più di sei anni, ha deciso di non farli arrestare.
Ed è sulla legittimità di questa presunzione che ha fatto ricorso la Procura di Torino. Staremo a vedere.
Ma non si parlava di calcio fino a poco fa??
Mi pare che Albert Einstein disse: La popolazione mondiale è in costante aumento e la sommatoria totale dell'Intelligenza è costante…..
Forse gli scimmiotti con la sciarpetta hanno bisogno di stare in gruppo perchè per fare un cervello devono essere almeno in 40 mila….
Purtroppo però, non essendo la quantità che produce la qualità rimangono solo 40 mila scimmiotti (sperando che i veri scimmiotti non s'offendano).
Per me , che ho anche allenato….(ma non sono uno scimmiotto) , il calcio va proprio chiuso in modo definitivo, così se si vuole vedere una partita di calcio si va coi bimbi al parco e un pallone.
Per il resto , ultimamente mi è venuta voglia di emigrare in un altro paese perchè non ce la faccio quasi più a tollerare tutta questa merda che soffoca le coscienze italiane. Troppe persone si rincoglioniscono con i programmi "real" non capendo quale vita "realmente di merda" vivono loro e altri che stanno peggio di loro.
Vabbè, stasera sono triste….prendete questo scritto come uno sfogo.
(a parte la sparata sugli scimmiotti)…
sfogo più che comprensibile