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9 Maggio: Ricordatevi di Fare Qualcosa

23 maggio, 2007 - 18:00 di  
Archiviato in Storia e Memoria




Condividi 9 Maggio: Ricordatevi di Fare Qualcosa. cruman ti ringrazia.
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risoluzione.jpgSe è vero che qualcosa rimane tra le pagine chiare e le pagine scure, qualcuno si ricorderà che queste pagine scure hanno ospitato alcuni pezzi sul terrorismo in Italia (in particolare qui e qui), su quegli anni di piombo che, in qualche modo, un macabro filo riconduce sempre ai nostri giorni. Dritto come un filo a piombo. Non è mai facile scomodare assassini e vittime e la follia che per i primi è ideologia e per i secondi non è niente, è solo morte. È ancora più difficile per me scrivere di una sofferenza che pochi conoscono e nessuno capisce, specie dopo aver parlato di sogni e motorette. Ho cercato di resistere, è dal nove Maggio che ci provo, ma alla fine la coscienza l’ho trovata, era in lavatrice. Quindi mi scuso in anticipo e mi spiego in ritardo. Dopo tante iniziative prese in favore di ex o meno ex terroristi, lo Stato si accorge anche delle vittime dell’eversione e istituisce una giornata della memoria: il 9 Maggio appunto. Per quanto lodevole, ho trovato questa iniziativa una specie di beffa.



Della memoria c’è assolutamente bisogno, su questo non c’è dubbio anche se imparare dagli errori del passato non è esattamente uno sport che ci riesce bene. Che non ci sia una grande attenzione verso questi temi che tutto sono tranne che un ricordo, lo ha dimostrato un’involontaria (spero) gaffe di repubblica.it che ha inframezzato tra l’home page e l’accesso all’articolo che parlava delle vittime del terrorismo, un paginone pubblicitario che recitava “armi e pistole”. Credo si trattasse di armi giocattolo, per fare le guerre giocattolo. È successo Venerdì scorso, non posso dimostrarlo, ma io sono una brava persona, fidatevi. Poca attenzione e memoria distorta. La beffa sta nel fatto che in Italia, se chiedi in giro, l’unica cosa che è successa è l’assassinio Moro e usare l’anniversario della sua morte come data della memoria rischia di alimentare questa distorsione mnemonica. Più in generale e soprattutto tra i giovani, la cultura storic a degli anni bui del nostro Paese si limita alle BR, a cui si attribuiscono tutte le malefatte di cui si è sentito parlare: dalla strage di Bologna allo scudetto della Juve.
Ma la vera madre di tutte le beffe consiste nel fatto che le stanze del potere che hanno ideato e creato questa giornata della memoria, sono abitate dai primi e fondamentali smemorati. Da quelli a cui, spero per distrazione, sono passati di mente centinaia di morti, migliaia di feriti e famiglie distrutte e abbandonate, ma a cui, curiosamente, non sono passati di mente gli autori di questi orrori che, in certi casi, ci lavorano anche in quelle stanze.
C’è anche una madre della madre delle beffe. Purtroppo è, ancora oggi, indispensabile agire prima ancora che ricordare. Ma anche qui ci sono strane dimenticanze. I rigurgiti delle nuove BR hanno aumentato l’oblio sul terrorismo nero che gode ancora di una certa libertà d’azione.
L’eversione di destra ha sempre avuto differenze sostanziali con i gruppi armati di estrema sinistra sebbene avessero il comune mezzo (spesso confuso con il fine) della distruzione violenta. Il terrorismo nero era (ed è) caratterizzato da un’imprevedibilità dovuta a quello che venne definito spontaneismo armato e da una ferocia profonda. Assassini che festeggiavano con champagne e ostriche la morte di giudici e poliziotti e che ridevano in faccia ai parenti delle vittime dalle gabbie nei tribunali. Quasi inesistenti poi gli episodi di pentimento o dissociazione. Inoltre l’eversione di destra accompagnava all’attacco frontale allo Stato, il lasciarsi sedurre da collusioni con i poteri forti, entrando in sistemi complessi di giochi di potere che a volte si sono ritorti contro gli stessi terroristi. Il fatto che si senta parlare pochissimo di certi personaggi e di certi uomini di altissimo valore morale barbaramente uccisi (se non per fare un film sulla banda della Ma gliana che fa molto pulp) non trova origine, purtroppo, solo in carenza di fosforo.
Fare certe indagini e parlare di certi fatti è ancora molto pericoloso. Famigliari di vittime vivono nel terrore anche solo per aver cercato di capire che cosa è successo ai loro cari, visto che sono stati completamente abbandonati. Del resto erano state abbandonate le vittime stesse. Giudici che combattevano in prima linea come Vittorio Occorsio (che indagava sui collegamenti tra Ordine Nuovo e la massoneria) e il suo successore Mario Amato, lasciati soli, senza scorta senza il sostegno delle istituzioni, seppur minacciati apertamente e uccisi con i poliziotti con cui collaboravano.
Nomi che non dicono niente a nessuno, mentre c’è chi vive nell’angoscia, chi è costantemente minacciato, chi vede ripetutamente infangata la memoria dei propri cari anche a distanza di 30 anni, come è successo recentemente alla madre di Valerio Verbano.
Italicus, Piazza della Loggia, Bologna, Piazza Fontana, la Questura di Milano, Peteano, la Freccia del Sud e altre migliaia, sottolineo migliaia, di attentati nel corso di 20 anni. Ricordare tutto è doloroso e difficile per chi vede morti ammazzati tutti i giorni nei film che si sovrappongono alla realtà. Le commemorazioni sono un segno, ma non ha senso istituire il ricordo di cose che nessuno sa perché non se ne parla. E se non se ne parla perché è pericoloso significa che i problemi prima di ricordarli bisogna risolverli e non si risolvono con l’omertà, l’insabbiamento e la distorsione della realtà. In due parole non si risolvono all’italiana.
La Comunità Europea ha proclamato il 11 Marzo giornata europea per le vittime del terrorismo internazionale (data dell’attentato di Madrid). Lo sapevate? Ve lo ricordavate?
Perché questo 9 Maggio dovrebbe fare una fine diversa? Tanto più che il terrorismo islamico lo viviamo come una minaccia concreta e presente, mentre l’eversione interna è poco più che un scusa per far lavorare Minoli e Lucarelli.
Gli Italiani hanno il dovere di capire in che tunnel di follia è transitato il nostro Paese, ma hanno il diritto di sapere se ne sono usciti e se per caso quella luce in fondo alla galleria non sia l’uscita, ma il treno.

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Comments

6 Risposte a “9 Maggio: Ricordatevi di Fare Qualcosa”
  1. gda scrive:

    A proposito di memoria:

    23 MAGGIO 1992

    LA STRAGE DI CAPACI

    GIOVANNI FALCONE……

  2. Vortexmind scrive:

    Anche io ho dedicato un breve memorandum per questo importante anniversario

  3. silvio scrive:

    La data dell'attentato di Madrid è l'11 (e non il 13) marzo.

    Esatto. La data e' l'11 Marzo. C'è stato un refuso che ho provveduto a correggere. Grazie Silvio, sulle date lei è implacabile. Quella dell'anno bisestile ce la ricordiamo ancora :-) Ci scusi. MC

  4. Demetrio De Sio scrive:

    Strano che con tanti "santi subito" o comunque "ampress' ampress'" e "un tanto al chilo" non ci si affretti più di tanto per la beatificazione di Falcone, Borsellino, Livatino… chi muore "sfacciatamente" per aver perseguito la propria onestà e il servizio agli altri non merita tanto?

    Ma forse è meglio così, meglio ricordati tra la gente che sugli altari, dove diventano celebrati ma non imitati.

    Meglio patrimonio dell'umanità, che di qualche istituzione.

    Comunque anche per me oggi, 23 maggio, è san Giovanni Falcone*, giudice e martire della Giustizia, maledetto dai potenti, benedetto da Dio:

    Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.

    Beati gli afflitti, perché saranno consolati.

    Beati i miti, perché erediteranno la terra.

    Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.

    Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

    Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

    Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

    Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.

    Beati voi quando v’insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.

    Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così, infatti, hanno perseguitato i profeti prima di voi.

    Che altro si può dire, che non trovi concordi anche coloro che non credono che chi ha pronunciato queste parole sia stato più di un uomo?

    Forse, però, bisognerebbe ricordare, a chi ha responsabilità, che questa "edificante poesia" termina così:

    Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli.

    Chi invece le osserverà e le insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli.

    (Mt 5:1-12,19)

    *Dove "santo", qui, non sta per consacrato al culto, ma come esempio da imitare.

  5. Davide@faculty scrive:

    .

  6. miriam scrive:

    @ Demetrio: "meglio ricordati tra la gente che sugli altari, dove diventano celebrati ma non imitati". Concordo. Io non li dimentico.

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