Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "4 Novembre – I Ragazzi del 99" è stato scritto da redazione
“La guerra contro l’Austria-Ungheria che, sotto l’alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l’Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 Maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi è vinta [...] I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli, che avevano disceso con orgogliosa sicurezza.”
Questo e’ un estratto del testo del bollettino della vittoria, con il quale il generale Armando Diaz, metteva fine ufficialmente a quella che per i paesi europei era la prima guerra mondiale. Per l’Italia si trattava, nei fatti, della quarta guerra d’Indipendenza.

Forse se non fosse stata combattuta, oggi il nord-est italiano parlerebbe tedesco. Questo per molti, probabilmente, non sarebbe un grosso male. O forse le tante donne lasciate vedove avrebbero dato degli altri figli a questa terra, facendola più felice e feconda. In ogni caso andava fatta una scelta e la decisione fu presa, senza delegare alle generazioni successive la soluzione del problema. Secondo me ci vuole rispetto per chi si assume responsabilità così gravi di fronte alla storia.
Io ho completa e diretta contezza della guerra e quindi non posso amarla. Qualsiasi siano i motivi che portino a combatterne una. Eppure questo non mi distoglie dal pensare con tristezza a quegli uomini, caduti in combattimento o falciati dal tempo, che spendendo la loro giovinezza, ci hanno dato la possibilità di crescere e di scegliere.
La tristezza diventa sordida rabbia quando penso allo spreco che si e’ fatto di questo dono. Non era l’Italia dei costantini, dei costanzi, dei pupi coi secchioni, degli ubellusconi, pappino e berchinotti quella a cui si pensava sul Piave. Spero che i ragazzi del 99 ora non ci possano vedere. Morirei dalla vergogna.

N.d.A.: Questo pezzo è stato scritto esattamente un anno fa. L’autore ha ritenuto di non aver nulla da aggiungere, nulla da modificare. E questa, probabilmente, non è una buona notizia.

Mio nonno era un ragazzo del '99.
Era un gigante buono, Caveliere di Vittorio veneto e (forse per questo) contro la guerra.
Un contadino silenzioso che amva il suo paese ma non odiava nessuno
Un uomo grande, un grande uomo.
Non credo che gli piacerebbe l'Italia di oggi
Grazie per averlo ricordato, assieme a tutti i suoi coetanei.
Mister X di Comicomix
Credo che prima o poi fotografero' il cimitero austrungarico che si trova abbandonato nel bosco, poco fuori alle attuali vie di comunicazione del mio paese. Ci andavo da bimbetto, a volte dopo la messa, e mi domandavo chi ricordasse questi morti. Niente veli malinconicamente politicheschi, "cimitero austrungarico" era una definizione del luogo data dagli adulti, una sorta di terreno comune. Le mie sensazioni erano solo personalmente mie. Perche' quel luogo era cosi' abbandonato, al contrario dei due cimiteri "ufficiali" dove partecipavo in qualita' di chierichetto?
Come ogni cosa quando non si hanno ancora avute polluzioni, cio' che esiste ed e' distante dal mondo degli adulti diventa in qualche modo parte di se, un altro piccolo scenario in cui calare la propria identita' liberamente. Una _separata_ parte di se.
Ecco… forse ci sono arrivato.. da bambini i luoghi e i momenti, e pure le situazioni, creano tanti compartimenti separati nell'anima. Prima o poi questi convergono, pezzetto per pezzetto, a meno che un articolo non risvegli ricordi di luoghi silenti e dimenticati.
Ritrovandoci ancora dentro le sensazioni di quel bambino …
L'articolo non lo commento nemmeno, mi e' bastato questo, grazie redazione
Grazie a te
[...] di questo paese se la storia la chiamasse ad una prova solidale come quella a cui furono chiamati i ragazzi del 99? No, non sto parlando di scendere per le strade e agitare tutti insieme il tricolore perché la [...]