359th


1

Le tue mani sottili e pallide dalle dita lunghe e diafane. Il tuo viso composto, i tuoi occhi chiusi e il ricordo delle stelle grigie celate. Il tuo corpo abbandonato alla selvaggia devastazione del destino. Il tuo cuore dai radi battiti nella luce livida di una mattina di dicembre.

2

La verità è che io voglio morire. E la morte non è una punizione o un atto di clamorosa rivolta, ma una sorta di fuga sommessa e vile da quel che ho visto, da quello che provo adesso e dal deserto silenzioso del futuro.

3

La cosa che veramente non mi posso perdonare è non non aver capito prima quanto ti amassi. Possedevo una risorsa rarissima, che non si può comprare nemmeno con tutto l’oro del mondo e la portavo in tasca, come un fazzoletto liso. Non riesco ad accettare la mia trascuratezza. Mi tirerei una palla in bocca solo per questo.

4

E così è. Si nasce senza motivo, inconsciamente si vive percorrendo traiettorie casuali, talvolta intercettando lucentissime stelle per quei brevi frammenti di tempo che ci giungono improvvisi.
Il resto è buio, silenzio e quieta rassegnazione.