Intercettare Costa
20 aprile, 2007 di edipore
Archiviato in Cronache Italiane
Numeri. Può darsi che i benpensanti abbiano motivo di scandalizzarsi per la gogna mediatica che negli ultimi tempi imperversa per questo nostro strano paese, può darsi che sia sincera la commozione e la sofferenza del povero Rossella per il fango gettato addosso al politico di turno, può infine darsi che abbia ragione lo stupito Belpietro che ancora si chiede per quale motivo avrebbe dovuto “non pubblicare” la notizia, conoscendo l’autorevolezza della fonte; a me ha colpito molto di più, negli stessi giorni, un dettaglio contabile apparso sui giornali senza molti commenti, diciamo così una semplice posta di bilancio. Il costo delle intercettazioni telefoniche, per l’anno 2005, ultimo disponibile, è stato di 1,5 miliardi di euro. Io che ho ancora qualche difficoltà a parametrare gli euro con la vecchia liretta, ci ho messo un pò di tempo prima di digerire il fatto che si parlava di circa 3000 miliardi del vecchio conio, per dirla con Bonolis.
Dato per scontato che il dato, per quanto approssimato, è vero, e si badi bene, si riferisce solo alle intercettazioni legittimamente disposte dalla magistratura, mi sono messo a giocare con i numeri.
Allora, per quanto mi ricordi, pare che i magistrati, tutti i magistrati, siano circa 10.000; immaginiamo che di questi solo la metà, per le funzioni che svolge, richieda il controllo delle utenze telefoniche, siamo a 5.000 magistrati, quindi 3.000 miliardi diviso 5.000 magistrati fa 600.000 euro di spesa ciascuno (per tornare a Bonolis circa un miliardo e duecento milioni del vecchio conio).
Certo è un pò il conto della serva perchè mi pare improbabile che i PM delle grandi procure (Milano, Roma, Palermo,Napoli ecc.) spendano la stessa cifra dei loro colleghi di Isernia o Forlì, (per quanto ultimamente Potenza sembra rivendicare, quanto a spese telefoniche, pari dignità rispetto alle Grandi Procure) mi sembra comunque legittimo ritenere che alcuni PM, più impegnati, più stakanovisti, fatturino, diciamo così, molto di più di 600.000 euro, mentre altri in sedi più tranquille o abituati a lavorare alla vecchia maniera, spendano molto di meno, in ogni caso quello che conta è la media e quindi, secondo Trilussa un pollo a testa, 600.000 euro a cranio, l’un per l’altro.
Eppure mi tornano in mente certe lamentazioni da prefiche all’inaugurazioni degli anni giudiziari: non ci sono mezzi, cioè soldi, per un dignitoso svolgersi della funzione giustizia. Niente carta per fotocopie, danno minore considerando che, mancando anche i soldi per la manutenzione delle fotocopiatrici queste si rompono e risolvono il problema alla base; mancano i soldi per la benzina delle auto di servizio,mancano anche le auto di servzio,(o sono obsolete, o sono rotte, o sono di un colore che non ci piace); mancano i computer e le stampanti, o le cartucce per le stampanti, mancano i sistemi di teleconferenza, quelli di videosorveglianza, insomma manca di tutto, anzi manca tutto e non è un caso anzi è un preciso e sottile disegno della politica, dei governi, di tutti i governi, che lasciano la Giustizia senza mezzi per contrastarne l’operato che spesso alla politica non piace.
Tutto questo può darsi che sia vero, non ho motivo di dubitarne, ma mi viene il sospetto che quei tremila miliardi potrebbero essere meglio impiegati, in una situazione così grave. Si potrebbero per esempio comprare duemila volanti nuove ( 2000 x 30.000€ = 60 milioni di Euro), metterci dentro 4000 poliziotti nuovi (4000 x 25.000€ per anno = 100 milioni di euro) e mandarli per le strade delle nostre città a farsi vedere e a vedere quello che non va. Si potrebbero comprare 10 milioni di risme di carta per fotocopie (3€ x 10 milioni= 30 milioni di euro) oppure fare il pieno per un anno a 5000 autovetture (2000 lt.x 5000 auto x 1.250 € a lt.= 12.500.000 euro); comprare qualche migliaio di nuovi computer, sistemi di registrazione digitale delle udienze, sistemi esperti di archiviazione di atti giudiziari e data base per la loro consultazione, ecc. ecc. Siamo ancora lontanissimi da quanto si è speso, nel solo 2005 per intecettazioni telefoniche. Sarei curioso di saper e, per bocca di qualche esperto competente quante delle carenze perennemente lamentate dalla giustizia si potrebbero sanare utilizzando 1 miliardo di euro (all’anno) in più.
Certo bisognerebbe diminuire di due terzi le 35.000 utenze intercettate (dati 2005), ma si risparmierebbero anche alcune migliaia di addetti alle intercettazioni, restituendoli magari ai loro compiti di istituto prima che se ne scordino del tutto, ricominciando a fare delle investigazioni, a pedinare delinquenti, a controllare il territorio, a farsi vedere in giro dai delinquenti e soprattutto dai cittadini. Sono certo che nessun poliziotto che si rispetti si sia arruolato per fare il telefonista.
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mi dici, cortesemente, la fonte dei tuoi dati?
Vorrei sapere, più che altro, perchè le intercettazioni costano cosi tanto. Sarò all’antica (nel senso che magari immagino i vecchi film di spionaggio e gangster) ma l’intercettazione dovrebbe essere un tizio che ascolta una telefonata e la registra, e magari con l’aiuto forse di un altro tizio la trascrive.
Dove sta il costo smisurato di un intercettazione?
Non è giustificabile. Punto. E’ lo stesso motivo per il quale un cordino di ritenuta che vale 20 cemtesimi, costa all’aereonautica sei euro.
hai ragione. Abbiamo spese enormi per sapere se la Falchi lo succhia con ingoio o meno, sui giornali, poi in tribunale non hanno la carta per fare le fotocopiatrice.
Ce ne stanno abbastanza di poliziotti (ufficiali di polizia, cioè anche carabinieri, gdf, forestali, ecc tranne i vigili urbani) in Italia, fidati: 562,5 ogni centomila abitanti. Questo dato ci colloca al secondo posto in Europa, dopo Cipro (672,2) e prima della Spagna (450,6). Notare gli abissi fra le prime tre nazioni. Il vero problema è riuscire a……
E qui siamo d’accordo, non ricordo il dato sulla Finlandia, dev’essere tipo 150/100mila ab., fatto sta che è il posto sulla Terra con meno sbirri e – t’assicuro – non si sente la differenza. Anzi, senza timore di smentite posso affermare che si sentono certamente più sicuri di noi.
Tra l’altro, come concludi tu, il nostro problema è che ce ne sono a migliaia stipati negli uffici a fare un cazzo, e mi chiedo anch’io se questo non sia frustrante in primis per loro.
@tusaichi
la notizia era sul corsera e sul messaggero e comunque di dominio pubblico perchè ricavata dal bilancio dello stato. Quello che mi ha colpito è stato il fatto che nessuno avanzasse un’analisi anche approssimativa sul rapporto costi benefici di tale spesa.
@emanuele
la tua visione romantica dell’intecettazione è purtroppo superata. Una utenza sottoposta a controllo prevede un servizio di 24/24h quindi turni fra più persone ogni giorno feriale e festivo. prevede che una telefonata ad altra utenza sospetta comporti la sorvaglianza anche per l’altra utenza in un moltiplicarsi pressocchè inarrestabile di personale, attrezzature e….quattrini, tanti quattrini e dove girano tanti quattrini un motivo per continuare a spenderli si trova sempre.
Perchè le intercettazioni costano così tanto? non è forse per il solito modo spensierato di utilizzare il denaro pubblico che fa sì che Telecom (che è concessionaria dello stato!) lucri in maniera sproporzionata?
Non si può credere a tutto quello che si legge in un blog!
I veri dati sul costo delle intercettazioni è ben 5 volte inferiore rispetto a quello che il nostro “giornalista” dichiara.
Potrei essere anche io a sbagliarvi, l’unica differenza è che vi cito la fonte (secondo risultato di Google, senza andare troppo lontano):
http://www.giustizia.it/newsonline/data/multimedia/1370.pdf
Trovate anche le statistiche di quanto costa una singola intercettazione.
Domani pubblicheremo un pezzo proprio sull’argomento.
Grazie.