Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "‘A trivella" è stato scritto da Lameduck
Come tutti coloro che hanno vissuto i due forti terremoti del 20 e 29 maggio, sia pure solo indirettamente e senza patirne conseguenze gravi se non lo spavento, la nausea da traghetto con il mare grosso per tutto il giorno e un paio di scariche violente di adrenalina durante le scosse, mi sono posta delle domande e anch’io, dopo aver letto molte cose in rete in questi giorni, mi sono fatta, come Debora Billi, l’idea che regni una gran confusione, sulla quale marciano anche sicuramente in molti. C’è chi spara cavolate su Maya e congiunzioni astrali e chi vuol far finire nel calderone delle cavolate anche le domande più che legittime dei cittadini che meriterebbero una risposta più approfondita della risatina e della derisione nei confronti del complottismo internettiano.
Ciò che ciascuno di noi più seriamente può fare, è cercare di riordinare le informazioni che si trovano in rete e ristabilire un poco di logica nell’argomento, per quanto è possibile. Perché questa non è la storia di ciò che è accaduto ma di ciò che potrebbe accadere in futuro.
C’è confusione, dicevo. Ad esempio sul fracking che, secondo alcuni, avrebbe provocato i terremoti in Emilia propagatisi poi in tutto il Nord Italia e, oltre alle scosse, anche il fenomeno della subsidenza, con l’apertura di enormi crepe con fuoriuscita di melma sabbiosa dal terreno. Fenomeni che hanno giustamente creato grande allarme nella popolazione, oltre al progetto di realizzazione di un deposito sotterraneo di gas a Rivara a San Felice sul Panaro, la cui storia è raccontata qui.
Il fracking (idro-frammentazione) è una pratica di estrazione di gas naturale e ultimamente anche di petrolio attraverso iniezioni ad altissima pressione di acqua e sostanze chimiche in profondità nel terreno, che fratturano le rocce per liberane il gas intrappolatovi. La tecnica risale agli anni ’40 del secolo scorso ed è stata sempre più perfezionata nel corso dei decenni dall’industria petrolifera. La prima corporation a sfruttarlo economicamente fu Halliburton. L’attuale tecnica di estrazione di shale-gas, è stata introdotta nei primissimi anni novanta.
Sul fracking sono sorte da anni parecchie controversie negli Stati Uniti, dove si è notato, nelle aree in cui è praticato intensivamente, un aumento dell’attività sismica o addirittura la comparsa di violenti terremoti in zone normalmente “tranquille” e si sono documentati livelli preoccupanti di inquinamento ambientale (dovuto alle sostanze tossiche impiegate per la fratturazione delle rocce e al gas e petrolio che possono contaminare le falde acquifere e i terreni coltivati).
C’è un bel documentario, “Gasland”, che racconta le vicissitudini delle popolazioni che vivono nei pressi dei campi di idro-frammentazione. Il Vermont ha proibito infine il fracking, come pure la Francia in Europa.
Un sito con moltissimo materiale sulle questioni ambientali legate al fracking è il blog di Maria Rita D’Orsogna, una fisica italiana che, dagli Stati Uniti, dove vive ed insegna, è molto attiva nel denunciare i pericoli di un’attività estrattiva sempre più a rischio deregolamentazione. Pericolo sul quale torneremo più avanti e che è forse il focus di tutta la discussione.
Che il fracking sia una pratica non perfettamente ecosostenibile lo ammette perfino il CEO di Gazprom, Alexei Miller:
“A parte gli enormi consumi di acqua, questo metodo produttivo può causare l’inquinamento delle acque sotterranee e anche provocare l’attivita’ sismica.” (fonte: blog di Maria Rita D’Orsogna.)
Come afferma giustamente questo articolo, ci vorrebbero delle ricerche indipendenti che definissero una volta per tutte il grado di pericolosità delle tecniche estrattive di gas e petrolio e ne stabilissero i limiti di applicazione per zone densamente popolate e a naturale rischio sismico. Se chiediamo il parere solo ai petrolieri o a ricercatori che magari sono loro dipendenti, ci diranno sempre che non c’è pericolo, che il fracking è un toccasana e che il petrolio nel miele e nell’acqua potabile fa bene alla pelle. Se già si sono verificati terremoti in concomitanza di intense attività umane che hanno attinenza con le dinamiche del sottosuolo, è giusto domandarsi se la correlazione con l’evento sismico c’è ed è significativa.
Detto tutto questo, da quanto si sa, si può affermare che il fracking non è (ancora) praticato in Italia, almeno fino a quando qualcuno non porterà le prove tangibili che dimostrino il contrario, e sarebbe un atto illegale da parte delle industrie petrolifere, perché non risultano autorizzazioni ufficiali a praticarlo.
Tornando all’attualità, non bisogna confondere il fracking con la semplice trivellazione, anche se entrambe le tecniche scavano buchi molto profondi nel terreno. La trivellazione serve per individuare il giacimento. Se vengono trovati gas o petrolio e il giacimento viene considerato meritevole di essere sfruttato, perché l’operazione ha pur sempre un altissimo costo, si procede, eventualmente mediante idro-frammentazione, all’estrazione.
Dimenticando che chi farebbe le trivellazioni e le eventuali estrazioni sarebbero multinazionali estere non certo per beneficenza et amore dei, che le ricadute positive economiche per il nostro paese sarebbero inferiori al danno ambientale prodotto (come altri casi hanno dimostrato in passato) e che infine, permanendo le royalties, che il governo italiano pretende sull’estratto, a livelli ridicoli di nemmeno un 10% (a fronte dell’80-90% preteso dalla Libia), il risultato potrebbe essere una pacchia per gli investitori stranieri e una iattura per noi. Trivella selvaggia, insomma. In un paese dove, se qualcuno solleva giusti interrogativi prima che succedano i disastri o in occasione di essi, viene subito tacitato con la storia della “bufala del fracking”. Nel paese del Vajont, della diga costruita dove non doveva esserlo, tra montagne geologicamente in movimento.Insomma, se è vero che, almeno per il momento, il fracking non è praticato in Italia e quindi non può aver provocato il terremoto in Emilia, siamo sicuri che anni di trivellazioni non abbiano indebolito il sottosuolo? Che il fracking non possa essere introdotto in futuro, magari da una classe politica impegnata solo a fare cassa ad ogni costo? Se questi terremoti emiliani sono un fenomeno naturale, non indicano inequivocabilmente che il nostro territorio è inadatto ad essere tormentato con pratiche invasive che potrebbero peggiorare una situazione idrogeologica già compromessa? Incaponirsi a cercare petrolio e metano in Val Padana quando potrebbero esserci risorse investite nelle fonti rinnovabili ad impatto più sostenibile, non dovrebbe cominciare ad essere chiamato con il suo nome: follia?
Sono le domande delle persone che vivono e lavorano e adesso muoiono in quelle zone e che necessitano risposte. Altro che cavarsela con la scusa del complottismo e delle bufale.


D'accordo. Studiare I fenomeni non solo è lecito, ma quando c'è di mezzo la pelle addirittura obbligatorio. C'è anche the dire, però, che la rete è inquinata con notizie inventate di sana pianta, con siti che se le rimbalzano l'uno con l'altro citandosi a vicenda, che anche gli scienziati sono uomini e ci mettono del loro incaponendosi su ricerche fallite ed invocando l'ingiustizia del mondo che premierebbe solo I ricercatori raccomandati. Di Bella, il nucleare piezoelettrico solo per fare qualche esempio. Certo, con il terremoto non c'entrano nulla, ma the uomo di scienza, in generale, mi sento di dire che si tratta di fenomeni troppo complessi per essere definiti in termini deterministici. Un approccio olistico (non alla Scilipoti, sto parlando seriamente) è indispensabile. Una bomba nucleare a tre chilometri di profondità non provoca un terremoto. Una trivellazione sì? Può darsi.
Quello che si deve fare è studiare e aspettare. Il mondo accademico non è fatto per mantenere segreti. Chi rompe le balle con scie chimiche e cazzi vari non ha mai scritto un articolo scientifico in ambiente internazionale e si vede. In genere, anche se protetta the brevetti, una ricerca scientifica seria è nota nel giro di poche ore. Funziona così, per fortuna (compresa quelle militari, ovviamente).
Credo che il compito più difficile per chi voglia fare informazione, al giorno d’oggi, è separare il grano dal loglio, il vero dal falso, perché è tutto così maledettamente mischiato che alla fine non si capisce più nulla.
Ieri sono capitata su un documentario di History Channel. Ok, mi sono detta, dirà cose provate scientificamente. Invece no, si andava dall’intervista allo scienziato con le referenze a quella, immediatamente dopo, all’autore del libro sulle scie chimiche al quale, uno scienziato ovviamente pentito, aveva rivelato tutti i segreti della guerra meteorologica. Ovviamente, se gli americani hanno implementato, secondo il documentario, armi di controllo dell’atmosfera, è per colpa dei russi che, con le loro, provocarono l’uragano artificiale Katrina e via minchionando.
Detto questo, stiamo bene attenti, perché la balla sugli UFO fu creata appositamente perché noi credessimo alla balla degli UFO. La propaganda, da che mondo è mondo, si nutre di balle colossali usate per manipolare l’opinione pubblica.
Quel documentario di HC, per come era strutturato, era un documentario di propaganda che, accoppiato all’altro documentario che si trova su Youtube, apertamente cospirazionista, crea il polverone generale dal quale non si riesce a carpire nemmeno un brandello di verità.
Bisogna non arrendersi, comunque, e continuare a cercare.
Quello su cui non sono d’accordo è che le ricerche militari siano sempre condotte alla luce del sole e senza misteri. Allora perché esisterebbe lo spionaggio? Ho anche qualche dubbio, avendo frequentato l’ambiente, sul concetto di “ricerca seria”. Quale sarebbe? Quella che, per fare un esempio in campo medico, è pagata dall’industria farmaceutica pro domo sua? Siamo a conoscenza che le università sono piene di gente che conduce ricerche assolutamente demenziali ed inutili? A volte le ricerche più serie sono quelle indipendenti ma è difficile conoscerle perché non hanno i mezzi per pubblicizzarle e se vanno su Internet ci sarà qualcuno che le mescola con le scie chimiche per ridicolizzarle. E’ un discorso lungo, comunque, sul quale varrebbe la pena indagare ancora a fondo.
Mi sono espresso male. Le ricerche militari sono segretissime, ma lo spionaggio le rende praticamente pubbliche. Questo per dire che non esistono segreti che non vengano rapidamente svelati come non esistono serrature che non possano essere aperte. Ha a che fare col fatto che non puoi spingere una barca accendendo un ventilatore sulla barca e puntandolo sulla vela e i sistemi inerziali, ma non voglio attaccare la pippa.
Le ricerche serie sono quelle pubbliche che accettano il confronto con chi implementa le stesse procedure e non ottiene gli stessi risultati che devono essere sempre replicabili. Poi che a farla sia io nel mio garage o un laboratorio in orbita intorno alla terra non fa differenza. Confronto, replicabilità. Galileo. Basta
Certo, è come ci hanno insegnato a fare: l’ipotesi nulla, il campione rappresentativo, il follow-up, la replicabilità. Purtroppo a volte, se la ricerca è sponsorizzata da Pippo, i risultati non potranno mai essere contrari a ciò che Pippo vuole dimostrare per vendere la sua roba.
Mi sono espresso male. Le ricerche militari sono segretissime, ma lo spionaggio le rende praticamente pubbliche. Questo per dire che non esistono segreti che non vengano rapidamente svelati come non esistono serrature che non possano essere aperte. Ha a che fare col fatto che non puoi spingere una barca accendendo un ventilatore sulla barca e puntandolo sulla vela e I sistemi inerziali, ma non voglio attaccare la pippa.
Le ricerche serie sono quelle pubbliche che accettano il confronto con chi implementa le stesse procedure e non ottiene gli stessi risultati che devono essere sempre replicabili. Poi che a farla sia io nel mio garage o un laboratorio in orbita intorno alla terra non fa differenza. Confronto, replicabilità. Galileo. Basta
A mio parere,il fracking è la solita americanata. Leggo che sono necessari 200 viaggi in camion SOLO per trasportare l’acqua necessaria a questo processo. Calcolate le distanze e il carburante necessario, nonché l’usura di strade, etc, c’è da capire se costa più il brodo che la carne. Io non sono “per definizione contrario” a qualsiasi tecnologia, ma bisogna stare attenti agli scam.
Anche il nucleare è il metodo conosciuto più caro in assoluto per scaldare dell’acqua, eppure secondo alcuni è ancora la soluzione al problema energetico.
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Non so se hai già letto questo articolo, che poi e’ il seguito di quello che hai citato tu: http://dorsogna.blogspot.it/2011/06/quelli-di-rivara-hanno-gia-fatto.html
A quanto pare se non e’ zuppa e’ pan bagnato, comunque siamo li’. E sembrerebbe anche che un “no” degli italiani – che siano cittadini o governatori poco importa – e’ interpretato all’estero come un semplice “non ora”. Mah, sarà la conseguenza della poca rispettabilità ed attendibilità accumulata dal nostro paese negli ultimi vent’anni.
Per il fracking sono state concesse atorizzazioni dalla regione toscana, non e vero che in italia non e mai stato fatto. Per quanto riguarda le chemtrails, mr.Pacifici credo sappia che non sono un complottista in senso assoluto ma vorrei ugualmente porvi una domanda, da dieci gg sono in asia prima hkg poi tpe, non ho visto neanche un scia, nemmeno na, contro le decine che vedo a casa ogni giorno. La domanda e’ : sono diversi gli aerei, e diverso il cielo , o solo chi comanda
http://news.bbc.co.uk/2/hi/technology/8338853.stm
Capisco che magari la BBC non vi sembri sufficientemente autorevole..
Ma qui si parla esattamente di questo, poi se spruzzano per controllo clima o veramente come dice qualcuno per controllo menti lo impareremo a tempo debito.
non sono madre lingua, ma l’articolo mi sembra che dica che si potrebbe sprizzare, non che si spruzza, per vari fini (filtro solare o fertilizzazione).
gli aerei spruzzano sostanze sui campi da oltre un secolo. da qui a tirare in mezzo il controllo del pensiero tramite le scie chimiche ci sono due o tre anni luce da percorrere.
A parte il fatto che a fare il controllo mentale ci pensano già giornali, televisioni e internet, ci sono sistemi molto più efficienti e meno evidenti per diffondere sostanze nell’organismo delle persone.
Le scie chimiche sono una fesseria perché, proprio come sistema, sono una colossale stronzata.
Il cloud seeding o irrorazioni per “far piovere”, detto bovinamente, esiste da almeno quarant’anni. Per modificare il clima in senso più ampio, però, non credo basti mandar su qualche aereo a spruzzare ioduro d’argento. La chiave potrebbe essere negli studi che si stanno facendo da parecchi anni sulla ionosfera.
Secondo me le scie chimiche sono sempre esistite, nel senso che sono nuvole. Solo che, a causa di inquinamento chimico ed elettromagnetico, queste nuvole si comportano come il mezzo di contrasto che si usa in medicina, rivelano reticoli, si aggregano in formazioni lineari che, prima, non riuscivamo a vedere.
http://www.ipcc-wg2.gov/SREX/images/uploads/SREX-All_FINAL.pdf
http://www.ecplanet.com/node/1037
http://www.carnicominstitute.org/html/geoengineering.html
Ragionamento sensato , tuttavia adesso non usano ioduro di argento per “fare piovere” bensi questa robina qui se hai voglia di leggere, ribadisco che non supporto le teorie del complotto a tutti i costi ma non sono neanche convinto che sia tutto fatto per il bene comune. E non sono in polemica con voi mi interessa invece lo scambio di opinioni con chi stimo (perlomeno per cio che scrivi , al momento non ci conosciamo) ciao
[...] dei fatti”- e non si capisce bene perché non si possano bollare come bufale quelle voci una volta dimostrato che sono tali. Un comunicato del genere, ribadito sul sito di Beppe Grillo, può esistere solo ignorando le [...]
ma quando si smettera’ questo circolo autoreferenziale con il blog della D’Orsogna? La signora NON e’ una ricercatrice ambientale, il suo blog non ha valore scientifico, nei suoi blog non porta nessuna prova argomentata, nessun ragionamento scientifico.
Ha solo avuto la fortuna di lavorare negli USA (come se fosse garanzia di chissa’ cosa k in realta’ lei insegna analisi matematica) e di aver trovato terreno fertile nel populismo del M5S e sul Fatto Quotidiano.
Magari su alcune cose si scoprira’ che avra’ pure ragione, ma finche’ non sono dimostrate non si puo’ continuare a citarla come se fosse un’autorita’ in materia.
Esigiamo rigore nelle informazioni che riceviamo!!