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25 aprile 2010: Silenzio

25 aprile, 2010 - 9:00 di  
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Silenzio, perché sono tutti morti.

Silenzio, perché anche il ricordo è spento.

Silenzio, per le vite sprecate.

Silenzio, perché siamo tutti fascisti.

Tutti.

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Comments

13 Risposte a “25 aprile 2010: Silenzio”
  1. serpiko scrive:

    Ci pensavo ieri sera, passando radente al muro di una vecchia casa, devo ho scorto tra gli altri necrologi il solito annuncio listato a lutto che richiama a una manifestazione commemorativa per i caduti di coloro che contribuirono a riportare la libertà.
    Erano anni che non lo vedevo nel suo rispettoso contesto, era da troppo che si perdeva tra cartelloni pubblicitari e spazi invasi di falsi sorrisi e cosce scoperte. Ma era piccolo, dannatamente piccolo, e solo.

    Tenebra, porti dentro il mio stesso dolore.

  2. Michele scrive:

    http://www.leggo.it/articolo.php?id=58212&sez=MONDO
    Hugo Alfredo Tale-Yax, 18 aprile 2010

    “Odio gli indifferenti” di Antonio Gramsci

    “Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
    L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E’ la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare.”
    Antonio Gramsci, 11 febbraio 1917

  3. angelo scrive:

    No.

    Non si può mettere insieme l’episodio storico del fascismo e della lotta partigiana che ha permesso di creare una Repubblica libera e indipendente con il logorio che ha portato, sempre più velocemente in questi anni, a lacerare il tessuto sociale di questo Paese.

    Sono fatti diversi, autoritarismi diversi a cui è necessario dare risposte diverse, altrimenti si corre il rischio di finire nella retorica e consentire a gente come Zaia di accusarci di combattere una guerra finita 65 anni fa.

    Per il passato ci vuole rispetto, considerazione e l’umiltà di cercare di far tesoro delle lezioni, storiche, di coraggio e di dignità, che ci sono state trasmesse, per il presente ci vuole intelligenza, sicuramente meno coraggio ma anche più determinazione, razionalità e la capacità di vedere dove ci porteranno questi anni.

    Ma non siamo tutti fascisti, non sono state sprecate quelle vite, non c’è il silenzio che copre ogni cosa… è semplicemente il naturale passaggio dalla realtà vissuta alla Storia.

    • Il fascismo del ventennio è solo l’applicazione di una dottrina che molti, oggi, si portano dentro inconsapevolmente.

      Se è per questa italia che alcuni sono morti, allora la loro vita è andata sprecata, secondo me.

  4. tenebra scrive:

    Non siamo tutti fascisti, io non lo sono, io e milioni di persone, come , è evidente, che non tutti siano antifascisti, anche se la retorica della “condivisione” tenderebbe a dare patenti di antifascista a chi non le merita.
    Sono d’accordo con quanto diceva Vendola, ieri sera a “Che tempo che fa” : non servono marmellate indistinte, io non “condivido” ciò che pensano Berlusconi o La Russa o Fini, soprattutto sulle questioni della democrazia e della giustizia sociale e non ci sarà nessuna “retorica condivisoria” a farmi cambiare idea : questo è un fatto “pre-politico”, culturale così come culturale deve essere la battaglia per un’Italia che non sia, come quella attuale, forse a-fascista, di sicuro non antifascista, certamente belusconiana.

    • Mi spiace non poter essere più esplicito. L’apologia di reato è dietro l’angolo.
      Certo è che in un sistema che non ha più niente di democratico, l’opposizione non può limitarsi a “distinguersi intellettualmente”.

      Fascisti si è anche se si sopporta e fermiamoci qui che è meglio.

  5. Alfonso scrive:

    un bel post, provocatorio. Quasi un volantino, da appendere agli angoli delle strade, abusivamente.
    E’ giusto il silenzio, certe volte. Se siamo dove siamo oggi, in effetti, quelle vite sono andate buttate. Il brutto è che a buttarle sono stati i figli e i nipoti di chi si ha pensato che valesse la pena sacrificarsi. Se allora avessimo avuto internet, ci saremmo resi conto che la “liberazione” è stata un’operazione ben più ampia, al di fuori della portata idealista di chi è morto per la propria patria, fomentato al ricordo di antichissime guerre patrocinate dagli dèi. Con questo non intendo affatto dire che non fosse nobile e necessario, ovviamente. Solo che quello che abbiamo ereditato, dai briganti, l’abbiamo da briganti cannibalizzato.
    Bravo/a cuore di tenebra. Siamo in effetti TUTTI FASCISTI, pur essendo contro ogni dittatura.

  6. alberto scrive:

    Non mi è chiaro il senso del post, in che senso silenzio? che non se ne è parlato? in tv o nei giornali? (non ne ho idea)
    e se non ne hanno parlato è colpa di tutti e tutti sono fascisti?
    cioè se fede non parla del 25 aprile io sono un fascista e i miei nonni si son presi pallottole per niente o forse non ho capito un accidente io del post?

  7. Giacomo scrive:

    Come si fa a parlare di qualcosa che ha la pretesa d’esser ricordato e commemorato anche da ex fascisti picchiatori, figli della buona borghesia che per deceni votava Almirante e osannava Ordine Nuovo? Ex fascisti tuttora fascisti dentro irrimediabilmente reazionari ed ora sdoganati e riciclati.

    E mi riferisco a quanto successo a Roma domenica scorsa…

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