215 e forse son pochi 1


Archiviato l’impegno della presentazione del libro a Roma – faticosa ma molto gratificante – torno alla quotidianità, in attesa di immergermi in altri più onerosi impegni. Ed eccomi qua, davanti al bipolarismo perfetto raggiunto, finalmente, anche in Italia: solo 215 simboli presentati per le prossime elezioni. Le schede elettorali saranno rilegate in brossura, e avranno l’indice alla fine.
Leggo le dichiarazioni dei candidati, non vi è scritto nulla delle strategie per il recupero e la restaurazione del diritto al lavoro – base fondante della nostra Repubblica – ma almeno sappiamo chi non sarà badante di chi, e soprattutto comprendiamo che quel tizio debosciato resterà perfettamente uguale a sé stesso, ponendo il suo nome sotto al simbolo: berlusconi predemente.
Per non rischiare il voto dei leghisti, maroni è costretto a spiegare che il tizio sarà solo il predemente del partito, e che non intendeva certo dire che si candida a premier, dato che il vero leader del nord, sarà lui. Non fa una piega! È talmente idiota come spiegazione, che i leghisti si son subito tranquillizzati, proprio come se una cosa come berlusconi, davvero potesse cedere il potere al mozzo di bordo. Proprio come se fosse una cosa seria il suo impegno in politica. I leghisti ci credono, loro hanno una fede spropositata.
Il fatto che gli avvocati del debosciato stiano per chiedere l’interruzione del processo Ruby (sfruttamento della prostituzione minorile) avvalendosi del legittimo impedimento per la campagna elettorale, è ovviamente propaganda comunista. Il 75% delle tasse tornerà al nord, la lega non ruberà più, e il debosciato sarà solo un gregario utile ad ottenere il potere per avere al fine la secessione.
Poi ci sono i pennivendoli. È una brutta razza, pericolosa, che pilota la campagna elettorale. Ultimamente, i pennivendoli, hanno riportato sui giornali dichiarazioni farlocche del guru Grillo, a proposito di ragazzi di casapound, che volendo potrebbero far parte del movimento, qualora avessero idee coerenti con quelle di Casaleggio. Ora, a proposito delle dichiarazioni su casapound, è molto probabile che la voce registrata durante un’intervista al guru, non fosse la sua ma quella di un imitatore. In fondo, chiunque voglia far quel tipo di spettacolo, ha tra i suoi cavalli di battaglia Beppe Grillo e Mike Bongiorno. Io non dico nulla, ma non sono sospettabile. Non c’entro. Avendo davvero a cuore la Costituzione Italiana, non mo sarei mai azzardata a chiamare uno di casapound “ragazzo”, avrei detto meglio “pezzo di merda fascista”. Pennivendoli o no, quindi … grillo si potrebbe anche mandare a fare in culo da solo, una volta tanto, così per espiare e chieder scusa a tutti quei bravi ragazzi a cui ha lavato il cervello.
Che altro c’è? Cosa mi son persa? Magdi “Cristiano”Allam candidato premier. Il lavoro? La scuola? La sanità? Lo stato sociale? No! Basta Moschee e fuori dall’Euro.
Amen.
E molti auguri …

Informazioni su Rita Pani

Rita Pani è nata a Carbonia (CI) il 4 Ottobre 1964. Ha collaborato nella redazione giornalistica di una piccola televisione sarda. Ha partecipato a diversi laboratori di scrittura creativa e collettiva prediligendo il racconto breve, ed ottenendo la pubblicazione di alcuni di essi e di alcune poesie, su qualche rivista tematica e in un’ antologia. Ha lavorato presso l’ufficio stampa di una Onlus, impegnata nella promozione e nella divulgazione informativa sulle energie pulite e rinnovabili, e tutt’ora collabora con la Casa Editrice di musica classica “ClassicaViva”, come addetta stampa. Nel 2007 ha pubblicato il primo romanzo “Luce” con la Gammarò Editori di Sestri Levante, nel 2008 il secondo “Vite di vetro” e nel 2009 “Quell’amore alla finestra – Storia di Tello e Dora”, con la stessa Casa. Con la Epika Edizioni "Lo sguardo di Hermes". Da dieci anni scrive il Blog R-ESISTENZA, molto seguito, prediligendo le tematiche politiche, da cui ha tratto una Raccolta scaricabile da Web. Da novembre disponibile l'ultima pubblicazione "Quattro alberi di magnolia" di Epika edizioni.

Un commento su “215 e forse son pochi

  • Adriana

    Congratulazioni per il libro.
    Lavoro, sanità, scuola, stato sociale e anche trasporti, strade, acqua, gas, luce..Euro. Tombola! Sono tutti collegati: l’euro è collegato a tutto ciò. Peccato, in senso metaforico e reale, che il collegamento al “non” collegamento (perché farlo costa documentazione di dati e onestà di idee) sia il suddetto che non nomino che, ogni tanto o poco, fa il collegamento tra se stesso e il mondo spiegando perché abbia cambiata religione. Ops, c’è chi fa notizia e chi non.

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