Archivi mensili: luglio 2018


Ho scritto questo pezzo a gennaio di quest’anno, ma non l’ho mai reso pubblico condividendolo solo intimamente. Probabilmente una questione di pudore per un racconto che non ho filtrato con i soliti schermi. Da gennaio a oggi le cose sono molto cambiate e poi ho letto questa notizia sull’abbattimento del teatro Kombetar a Tirana, costruito durante l’unificazione dei regni italiano e albanese nel 1935. In Albania ha prestato servizio un mio altro congiunto, non quello di cui leggerete nelle righe che seguono. Questo mi ha fatto venire in mente queste righe dimenticate. Da tempo penso che l’energia e la forza […]

Dimenticateci


Eyes, look your last! Arms, take your last embrace! And, lips, oh you the doors of breath, seal with a righteous kiss a dateless bargain to engrossing death Oggi è stata una bella giornata. Di quelle che vorrò ricordare quando, prima o poi, arriverà l’inverno. E questo è uno di quei graffiti leggeri che il tempo, alla lunga, cancella, ma che durano quello che basta perché chi li incide ne possa a lungo soffrire. Il giorno è iniziato nel verde luminoso di un bosco fitto e odoroso. Ora si chiude nel rombo sommesso del tuono, col cielo grigio, l’alito freddo […]

Uno Cinque Zero Sette – Slowly Disappearing


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La libertà individuale è garantita solo dalla totale assenza di una morale di riferimento. Le leggi regolano i comportamenti e le punizioni che vengono impartite in caso di non osservanza delle leggi, ma non possono e non devono stabilire una graduatoria tra comportamenti buoni o comportamenti cattivi. Violare la legge corrisponde a non rispettare un regolamento, per questo è lecito attendersi una reazione dalla comunità che ha formulato il regolamento, ma non un giudizio morale. Parole come pentimento e redenzione appartengono al lessico religioso ed andrebbero bandite dagli atti giudiziari perché sottendono una topografia del bene e del male che […]

Del Diritto di Fregarsene



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Al pippone di Veronesi di ieri, oggi risponde Saviano che avendo una caratura editoriale più alta non può limitarsi ad uno striminzito sermone, ma produce un’enciclica, la “In Terris Inferos” che oggi viene pubblicata da Repubblica che per certi ambienti culturali fa da riferimento come l’Osservatore Romano per altri. Avventurarsi nella lettura di un’Enciclica di Saviano richiede una invidiabile preparazione fisica e intellettuale. Il percorso è soggetto alla disciplina della marcia nel deserto. Tenersi idratato, ma a piccoli sorsi. Evitare le ore più calde. Tenere rigorosamente coperta la pelle. Assumere stimolanti e sali minerali in varia forma e, se fosse […]

In Terris Inferos


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Marx ha detto pochissimo su come avrebbe dovuto essere la società comunista dopo la dittatura del proletariato. E quel poco, talvolta, non è neppure farina del suo sacco. Come quando scrive, su “Critica del programma di Gotha”: “In una fase più elevata della società comunista, dopo che è scomparsa la subordinazione asservitrice degli individui alla divisione del lavoro … dopo che …, dopo che …, solo allora l’angusto orizzonte giuridico borghese può essere superato e la società può scrivere sulle sue bandiere: Ognuno secondo le sue capacità, a ognuno secondo i suoi bisogni!” Una cosa che ha ispirato milioni di […]

Vorrei vivere in un paese con la p minuscola.


Nel mondo degli operatori di sicurezza esiste un mito. Si chiama “potere di arresto”, in inglese “stopping power”. Esso dovrebbe misurare l’efficienza di un’arma nell’arrestare l’azione violenta di un aggressore. In pratica, quale sia l’efficacia di uno strumento difensivo quando viene azionato. Nei film siamo tutti abituati a vedere malviventi che si accasciano dopo un solo colpo di pistola. Nella realtà questa non è la norma. Utilizzando uno dei calibri più diffusi fra le forze di polizia (il 9×19 Parabellum), per fermare un criminale con attitudini aggressive servono, a volte, anche sette o otto colpi messi a segno con l’aggressore […]

Fenomenologia del Taser



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L’Europa finanziaria resiste. Troppa gente che conta ha in ballo soldi e prima che le cose si mettano male questi tizi devono riposizionarsi per incassare, trasferire e, inevitabilmente, trarre comunque profitto dalla tempesta che si prepara. Qualcuno potrebbe pensare che è una cosa da sciacalli. Invece è una cosa lecita e per bene. Si chiama “Finanza”. Quello che resta dell’Europa politica è solo il pallido simulacro del sogno con cui hanno fregato milioni di fessi come me. La manfrina resta in piedi solo grazie alla stabilità politica della Germania che, ieri sera tardi, si è, almeno temporaneamente, ricomposta con un […]

La Grande Germania


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L’Europa di questi giorni è un composto instabile e potenzialmente esplosivo. Si va dagli europeisti al guinzaglio (Tsipras) ai falsi europeisti (Macron) passando per gli europeisti indeboliti (Merkel) e gli europeisti sabotatori (Salvini). Su tutto dominano i temi centrali: l’unità monetaria accoppiata alla disomogeneità fiscale e bancaria, le disparità inconciliabili sui livelli di produttività e retribuzione e, ultima e sicuramente più importante, la bomba ad orologeria della gestione dei migranti, profughi, transitanti, immigrati, insomma quelle persone a cui sono stati dati decine di nomi per cercare di inquadrarne il movimento in una dimensione accettabile, ma la cui unica cosa certa […]

Europa Anno Zero