Archivi mensili: maggio 2018


Io sono Prometeo. Ho creduto in tutti voi e vi ho portato il fuoco sfidando l’ira degli Dei. Ora giaccio incatenato a questa roccia, con una colonna che mi trafigge ed un’aquila che mi dilania il fegato che ogni notte mi ricresce perché il mio castigo non abbia mai fine. Io sono Prometeo. Ho creduto in tutti voi e per voi ho portato le armi in luoghi di cui non sapreste nemmeno pronunciare i nomi, durante notti freddissime disseminate di stelle limpide. Ora ho un’aquila che mi dilania il cuore che non si consuma perché il mio castigo non abbia […]

Prometeo


25
Quello della politica è un brutto ambiente frequentato da meschini, pezzenti, bugiardi, egocentrici, arrivisti, ignoranti ed ipocriti. Non a caso i galantuomini se ne tengono lontani e quei pochi che, per incauto idealismo, intraprendono quella strada miserabile, non emergono se non quando la situazione è compromessa, c’è solo da perdere e qualcuno deve prendersi il carico della sconfitta. Questo è un concetto valido in generale e si applica, ovviamente, anche alla realtà italiana.   Nel caso particolare si vedano i fatti di attualità. Nelle ultime ore è diventato sempre più chiaro che il signor Salvini si è reso artefice di […]

Il nostro caro Salvini


4
Da qualche parte in questo mondo sterminato, in uno dei cento mari che lo avvolgono di una coltre di acqua sapida e spumosa, sotto le stelle di notti senza fine e la luce del sole che avvampa la pelle, c’è un piccolo pesce, immerso nel blu profondo, lì dove giunge solo il brivido che gela e la pressione implacabile dell’abisso. Lui non sa perché non è nato fra i colori brillanti della barriera corallina o perché gli è toccato di essere pesce invece che uccello. Forse avrebbe preferito potersi mostrare in un trionfo di armonia e grazia e volteggiare libero […]

May 13: A Frozen Fish Dream



1
Sono seduto nella terrazzina all’ultima luce del pomeriggio. In questa valle il tramonto non esiste. Il sole si spegne come se fosse comandato da un interruttore cadendo dietro le montagne. Roberto, dai grandi occhi chiari, sorride e guarda sua moglie che chiacchiera con la madre di mia figlia, mia figlia che corre nel prato insieme alla sua amica sollevando migliaia di semi di tarassaco che ricadono lentamente. Vedere quelle leggere scintille veleggiare nella luce dorata mi porta alla mente un antico ricordo. Forse era il novantaquattro, forse era la Jugoslavia, ma non lo ricordo per certo. Avevamo preso prigioniero questo […]

L’Uomo di Baku