Archivi giornalieri: 29 Ottobre, 2012


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Mercoledì scorso 24 ottobre Berlusconi, dopo aver consultato per l’ennesima volta i sondaggi che lo danno ormai sotto il 12% delle preferenze e in calo costante, aveva deciso: non mi ricandido. Non per paura della trombatura ma “per amore dell’Italia”, aveva detto. Molto nobile, molto disinteressato. Così avevano commentato i suoi numerosi compagni di merende, nella solita gara di servilismo, poco nobile e molto interessata. Due giorni dopo però, il colpo di scena. Per uno dei suoi numerosi processi in dirittura di arrivo, quello della compravendita dei diritti tv Mediaset, l’uomo è stato condannato: per frode fiscale e fondi neri. […]

Berlusconi, dal passo indietro alla mazzata giudiziaria


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L’esodato, questo sconosciuto! La creatura quasi mitologica (almeno agli occhi di chi lavoro fatica a trovarne uno, figuriamoci a concepire la possibilità di abbandonarlo anticipatamente) di cui tanto si sente parlare ultimamente. Che dire, non è certo facile gestire una situazione del genere, quando chiusa una porta in attesa di aprire un portone ci si ritrova invece con la serratura sostituita ed un doppio giro di chiave. Quando sei padre di famiglia, hai 50 anni ed hai lasciato l’impiego non esiste alternativa alla pensione. In un mercato del lavoro in cui un trentenne spesso è già troppo vecchio, la ricollocazione […]

L’esodato come lo pago non si sa


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 Su “il Venerdì di Repubblica” del 12 ottobre 2012 compare un’intervista rilasciata alla première Dame francese Valérie Trierweiler nella, nella quale la giornalista francese Annick Cojean parla del suo libro-inchiesta sui crimini sessuali attribuiti a Gheddafi, al suo entourage ed al suo esercito. Sono racconti strazianti, di fronte ai quali non si può non inorridire. Già in un altro post ho trattato in modo critico dell’informazione di guerra, e si sarà capito che ormai tendo a diffidare dalle notizie che la stampa mainstream riferisce su questi temi. Tuttavia suppongo che la Cojean sia una giornalista professionista e suppongo ben documentata, io non sono un giornalista. Tuttavia c’è un passo dell’intervista che mi suscita un dubbio.

La Libia, i media e il Viagra