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Protesta No Tav e Luca Abbà: Qualcosa di Politicamente Scorretto

Chiariamoci subito una cosa. Sulla TAV non ho nessuna opinione. Non ne so nulla né tecnicamente, né economicamente, né dal punto di vista dell’impatto sull’ambiente. Anzi, giusto per inaugurare la sezione “politicamente scorretta” anticipata nel titolo del post, devo confessare che della questione TAV non me ne cale a sufficienza da sentire il bisogno di informarmi meglio. Sarà perché sono un vecchio deluso e cinico, sarà perché il glaucoma mi sta mangiando quel poco di vista che mi era toccata, sarà che fare la spesa è diventata la mia preoccupazione primaria, sarà che sono un egoista, sarà un po’ quello che volete. Della TAV me ne fotto. Sarà brutto, ma almeno non vi prendo per il culo.

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Luca Abbà: Non c’è bisogno d’eroi

29 febbraio, 2012 di  
Archiviato in Cazzotti, Cronache Italiane, Democrazia e Diritti

Luca Abbà non è un eroe. Non è nemmeno un “cretinetti” come scrivono quei servi tristi del giornale. Luca Abbà è una vita umana prima di tutto, poi un combattente. Un vero credente. Sì perché questo mondo è cambiato al punto che ormai, i credenti, sono quelli che ancora combattono per un ideale, per qualcosa in cui credono, e non – come hanno insegnato gli ultimi anni di devastazione culturale – quelli che sperano che il loro Dio ci metta una pezza, anche rimondando le coscienze svendute in cambio di danaro.
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Italiani, i lavoratori più fottuti d’Europa

29 febbraio, 2012 di  
Archiviato in Il Lavoro degli Italiani

Sono tra gli europei pagati meno, ma tra quelli che lavorano per più ore. Sono nella media per la produttività, ma incredibilmente sotto la media per i servizi di cui possono godere. Sono quelli che con lo stipendio tra i più bassi d’Europa devono pagare più tasse, sono quelli che pagano di più l’affitto, la benzina, l’assicurazione dell’auto, le bollette e anche i costi bancari.

Sono tra quelli che negli ultimi dieci anni hanno visto precipitare il loro potere d’acquisto fino a farli finire sotto la soglia della povertà o nei pressi, mentre le aziende aumentavano gli utili. In teoria hanno un reddito superiore a quello di quasi tutti i professionisti e lavoratori autonomi, categorie tra le quali l’evasione fiscale dilaga. Sono quelli che non rubano, che pagano le tasse, che non decidono e che non hanno voce, perché chi li rappresenta fa già corsa per sé e la propria fortuna, che è legata alla benevolenza di quegli interessi che controllano i media e i grandi capitali. Italiani per i quali l’impunità è la norma e che fanno sera puntellando un sistema nel quale le classi dirigenti sono di fatto irresponsabili.

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In Occasione del Quinto Anniversario MenteCritica Regala 200 Euro di Libri e Dolci di Sicilia

28 febbraio, 2012 di  
Archiviato in servizio

11 marzo 2007, la prima pagina di MenteCritica (particolare). Clicca sull'immagine per vederla per intero.

 

Immagine recuperata grazie a Internet Archive WayBack machine. Clicca qui per vedere la storia di MC.

Mentecritica compie cinque anni l’11 marzo 2012. E’ nostra intenzione ringraziare idealmente tutti i lettori che ci hanno supportato regalando fino a 4 buoni acquisto su Amazon.it, ciascuno da 50 euro, per un importo complessivo di 200 euro e dolci di Sicilia gentilmente offerti da  Disiu. Non potendo estendere questi regali a tutti, ci affideremo al caso. Siccome si tratta di un anniversario, il vostro biglietto per partecipare all’estrazione sarà una data del calendario da qui a dieci anni nel futuro.

Continua a leggere qui per sapere come partecipare.

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Luca Abbà Se l’è Meritata?

Uno come me, per raccogliere ogni giorno notizie e punti di vista, cerca di attingere alle fonti giornalistiche più diverse. A quelle on line, naturalmente, per non spendere una fortuna in edicola, e a quelle dei più diversi orientamenti politici. A suo tempo infatti mi era stato insegnato che anche nelle argomentazioni più lontane dalle tue può sempre esserci un frammento di verità, un qualcosa che ti aiuta a riflettere, a meglio articolare il tuo pensiero, o anche – perché no? – a cambiare almeno parzialmente le tue posizioni. L’ho sempre pensata così e mi sono di conseguenza sobbarcato l’ingrato compito di leggere anche pubblicazioni come il Giornale e Libero. Credendo ogni volta di aver letto il peggio del peggio e scoprendo – dopo – di essermi sbagliato.

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Il Parco delle Avventure

28 febbraio, 2012 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra

Qui, a pochi minuti di macchina da casa mia, c’è uno spiazzo brullo, ma ben curato. Qualche pista ciclabile, delle strane giostrine di legno, qualche attrezzo di metallo dalle finalità misteriose. Più che da uomini e bambini, sembra un posto da cani. Pochi colori, tutti toni di grigio, tanti paletti con i sacchetti per la raccolta della cacca e un piccolo praticello recintato dove è possibile far sfogare i cani senza guinzaglio e senza museruola, purché non si assumano atteggiamenti “che fanno ingelosire altri cani” come recita una delle regole scritte sul cartello davanti al cancelletto. Qualsiasi cosa questo, ovviamente, significhi.

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Professori sobri e probi

28 febbraio, 2012 di  
Archiviato in Il Lavoro degli Italiani

Magari, stamattina, i ministri si sono incontrati. Sobri e probi come conviene loro, che son professori e mica professionisti della politica, mangiapane a tradimento, si son seduti tutti intorno al tavolo in cui giorno dopo giorno pensano a come lavorare per salvare la vita altrui. Solo il tempo di un saluto, uno di quelli del lunedì che s’usano per sapere che ne è stato della domenica, del riposo, del relax e del meritato riposo, forse un caffè e un cornetto, e poi al lavoro!
Pensano. Soprattutto ora che hanno scoperto che i salari italiani sono, e sono stati in anni non sospetti, persino più bassi di quelli della Grecia. Hanno scoperto – incredibile! – che siamo almeno un pochino più pagati dei portoghesi. Certo, sono professori, mica peracottari come quelli che c’erano prima, insieme ai leghisti, che parlavano di cose serie senza nemmeno sapere il significato delle parole; e allora che male c’è se per capire che il primo problema dell’economia è l’impossibilità del consumatore di consumare, hanno avuto bisogno di leggere le tabelle degli studi ufficiali?
Già. Se avessero vissuto anche loro nel mondo reale, forse se ne sarebbero accorti prima, ma tant’è. Pazienza.
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Probi -

Siamo stati fRAIntesi

28 febbraio, 2012 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione, Cronache Italiane

“RAI: NULLA E’ DOVUTO PER MERO POSSESSO COMPUTER, TABLET E SMARTPHONE
21/2/2012
La Rai, a seguito di un confronto avvenuto questa mattina con il Ministero dello Sviluppo Economico, precisa che non ha mai richiesto il pagamento del canone per il mero possesso di un personal computer collegato alla rete, i tablet e gli smartphone.
La lettera inviata dalla Direzione Abbonamenti Rai si riferisce esclusivamente al canone speciale dovuto da imprese, società ed enti nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori (digital signage) fermo restando che il canone speciale non va corrisposto nel caso in cui tali  imprese, società ed enti abbiamo già provveduto al pagamento per il possesso di uno o più’ televisori. Cio’ quindi limita il campo di applicazione del tributo ad una utilizzazione molto specifica del computer rispetto a quanto previsto in altri Paesi europei per i loro broadcaster (BBC…) che nella richiesta del canone hanno inserito tra gli apparecchi atti o adattabili alla ricezione radiotelevisiva, oltre alla televisione, il possesso dei computer collegati alla Rete, i tablet e gli smartphone.
Si ribadisce pertanto che in Italia il canone ordinario deve essere pagato solo per il possesso di un televisore.” (Ufficio Stampa RAI)
Quel pasticciaccio brutto di Viale Mazzini. Ecco qua l’ennesima figura cacina rimediata dalla RAI, con l’aggravante della tentata estorsione – come chiamarla, altrimenti? – ai danni di aziende e professionisti per un ammontare che qualcuno ha stimato sarebbe stato di 980 milioni di euro.
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Il Sondaggio del Quotidiano Libero fa Cagare, ma Libero la Merda la Mangia

Di Libero e del mistero che avvolge chi lo legge ho già scritto. Credo di avere il merito di averlo qualificato in tempi non sospetti un quotidiano pornografico e di aver ascritto i suoi lettori affezionati a quell’aliquota di popolazione che nell’intimità della propria stanzetta gode della sofferenza altrui, si bea di immagini immonde e esprime opinioni mostruose purché, ovviamente, coperta da anonimato. La gente peggiore perché anche nella nefandezza c’è remissione se si ha il coraggio di assumersi le proprie responsabilità.

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Del Perché è Giusto Fottersi la Fornero, Marchionne e la Marcegaglia

Gli stipendi italiani sono fra i più bassi d’Europa. Non lo dice un comunicato stampa del segretario di Rifondazione Comunista, ma un’indagine Eurostat.
In realtà non è una novità. Cinque anni fa lo stesso dato emergeva da un’indagine Eurispes.

Se supponiamo che il dato sia esatto, e forse lo è visto che in cinque anni due enti di ricerca indipendenti sono giunti alle stesse conclusioni, non si può che pervenire ad una conclusione: la classe dirigente italiana (politica + imprenditoria) non è in grado di sfruttare questo vantaggio sistemico rispetto agli altri paesi europei.

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Tremolada for president!

27 febbraio, 2012 di  
Archiviato in Il Bello della Politica

Nuovo episodio della guerra interna alla Lega. Questa volta nell’occhio del ciclone il leghista Flavio Tosi, attuale sindaco di Verona. Il quale, per le prossime amministrative di questa primavera, non intende presentarsi in una lista targata Lega che non avrebbe i numeri per vincere da sola, ma sta invece preparando una lista civica con il suo nome per conquistare, facendo a meno dell’alleanza con il PdL, il 51% dei consensi (mamma mia, povera Verona!).

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flavio tremolada -

IL Grande Intrigo: Come è stato svenduto il patrimonio degli italiani

Dalla collana Manuali di Conversazione Politica del gruppo Libero – Free Foundation trovo assai interessante riprendere in visione e in analisi questo saggio del 2006 dove ci vengono illustrate, fra le altre cose, alcune pseudo-privatizzazioni che debbono farci riflettere anche oggi sul significato vero e sottotraccia di alcune fantomatiche, fumose e reiterate parole.
Il libro di Giacalone, con prefazione di Vittorio Feltri ed introduzione di Renato Brunetta, fa un percorso a risalita, soprattutto durante l’epoca del governo D’Alema, dove ci illustra che le privatizzazioni, almeno in Italia, non creano vantaggi economici per le casse della res publica, tutt’altro.

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enel fascia unica truffa - archives familles des debenedetti - ci siamo fatti portare via il primo maggio -

Italia al Limite

26 febbraio, 2012 di  
Archiviato in Bacio della Buonanotte

Articolo originale del 24 febbraio 2012
Domani, è un altro giorno?
Una volta tanto, cosa che non faccio mai, domani lascerò la televisione accesa e tenderò l’orecchio, in attesa che un telegiornalista qualunque dia notizia della sentenza Mills. Non spero che quel tizio corruttore venga condannato – non mi appartiene la speranza – ma lo esigo nella logica di uno stato di diritto, dato che l’avvocato Mills, è già stato condannato per aver intascato i soldi che il tizio gli diede per corromperlo.
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CinqueSetteCinque (piccoli vini, piccole poesie)

26 febbraio, 2012 di  
Archiviato in Tempo di Relax

Sul degustatore amatoriale non grava l’orpello imperativo dell’incessante valutazione.
E’ libero: libero di godere appieno dei piaceri del vino e della tavola, perché non ha pretese di oggettività ed imparzialità. Perché se il vino, a volte, può essere argomento centrale, più spesso è mero pretesto per abbandonarsi a fuggevoli associazioni, idee, immagini: scatti di polaroid.

Io sono un degustatore amatoriale.

Di quelli che sognano in minore, fanno voli radenti.
I critici professionisti volteggiano in quota e poi si avvitano in acrobatici funambolismi, pennellando i vini “più nobili”; io mi libro a pochi metri e sto con Porthos (( www.porthos.it  – direttore Sandro Sangiorgi  )), che il seminario La Piccola Poesia lo introduce citando Eco: “Per molti non sarà cultura di primo piano, ma è poesia: direi … piccola poesia” (( C.M. Schulz “Arriva Charlie Brown”  – Prefazione di Umberto Eco – Baldini&Castoldi 1995 )) .

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piccole poesie - piccole poesia -

Il PIL è bello, più è grosso più è bello!

26 febbraio, 2012 di  
Archiviato in Cazzotti, Consumo CriticaMente, Il Lavoro degli Italiani

SUV Lamborghini

8 febbraio 2012 – MILANO (Reuters) – Nel quarto trimestre il Pil italiano ha segnato un’altra contrazione, probabilmente peggiore di quella registrata nel terzo trimestre sancendo così l’entrata dell’Italia in recessione tecnica. E anche per il trimestre in corso le previsioni non sono molto differenti. Per un miglioramento dell’economia italiana bisognerà attendere la seconda parte dell’anno.

Lo dice a Reuters una fonte del governo.

“Il quarto trimestre è stato negativo per l’economia italiana, probabilmente peggiore del terzo” dice la fonte.

Gli ultimi dati, relativi al terzo trimestre, indicavano un tasso di variazione del Pil su trimestre a -0,2% – il primo negativo del 2011 – esito del contributo negativo di investimenti e del calo dei consumi [...].

La stima preliminare del Pil del quarto trimestre verrà diffusa da Istat il 15 febbraio. Per l’intero 2011 la stima del governo è dello 0,6%, mentre per il 2012 il governo si attende una contrazione dell’economia.

Fonte: Reuters

 

Tutti noi italiani vorremmo avere un grosso PIL, non c’è dubbio. I tedeschi ce l’hanno più grosso del nostro, anche se noi lo facciamo meglio. Anche gli ammericani ce l’hanno più grosso di noi e persino i cinesi. Enorme! Dai film non si direbbe, ma loro giocano sulla quantità più che sulla qualità. Ci hanno sorpassato addirittura certi Paesi del Terzo Mondo! I brasiliani, per esempio hanno un PIL ragguardevole ed in continua crescita. Idem il Sudafrica e la Nigeria, ma si sa che i neri… insomma.

Anche con un piccolo mezzo si può fare molto per il PIL

Dai! Dillo insieme a me: il PIL è bello, più è grosso più è bello!

Il PIL cala dello 0.5%? Orrore! Il PIL sale dello 0.3%? Che gioia. Più PIL per tutti, più grande è, meglio è.

E tu, inetto sfaccendato incapace inutile parassita della società, ti stai dando da fare per far salire il PIL? Poco o niente! Stai lì con le tue braccine corte mentre altri si fanno un mazzo tanto a tirarlo su anche per te. C’è la crisi – zio panino! – è ora di rimboccarsi le maniche per il bene del Paese.

Per esempio, domani mattina, bighellonando per le strade della città sulla tua utilitaria di merda, potresti bene tamponare qualcuno. Perché no? Dici che è brutto? Invece è bello, bellissimo!

Già che ci sei tamponami un coupé o un SUV, un mezzo costoso insomma. Perché se tamponi uno grosso, scatta un aumento del PIL niente male e noi ci siamo capiti, il PIL lo vogliamo il più gonfio possibile.

Pensa ai carrozzieri e ai meccanici all’opera, pensa ai pezzi da sostituire e al loro trasporto, pensa agli impiegati delle assicurazioni e – perché no – pensa a tutta la cartoleria necessaria, alla costatazione amichevole, all’agenzia automobilistica, ai vigili urbani che intervengono a sirene spiegate. Già che ci sei, vai a tavoletta, così ci mettiamo anche vetrine e manichini, un’ambulanza e poi infermieri, medici, chirurghi, il catering dell’ospedale, le medicine, i farmacisti, telefonate, fax, tribunale, avvocati, giudici, uscieri, postini, netturbini, e dai e dai!

Anche i tramvieri contribuiscono alla crescita del PIL

Questo è tutto PIL – coglione! – e sarebbe tutto merito tuo se solo di decidessi a darti una mossa. Sveglia! Non pensare sempre a te stesso, attivati per il bene della collettività, delle generazioni future, dei tuoi figli. Alza il culo dalla sedia – sfigato rammollito inutile parassita egoista – e vai in strada a tamponare un SUV.

 

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