Resistere e Sopravvivere
31 marzo, 2010 di Comandante Nebbia
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30 marzo 2010
Oggi è una di quelle giornate nelle quali più forte sento di appartenere ad una città di mare. Il cielo è scuro. Solo a tratti si squarcia in rapide schiarite dove la luce calda si riflette sull’asfalto ancora lucido di pioggia. Il vento è fresco, teso, odoroso di paesi remoti ed invisibili. Il mare è livido, spumeggiante, infinito. Come sempre, severo ed indifferente.
Ho passato la mattinata seduto in un ufficio scalcinato. Le sedie sono quelle di formica dove non è possibile poggiarsi senza scivolare. Sull’atrio semivuoto affaccia uno sportello dove un impiegato annoiato fuma pigramente una sigaretta ignaro o inconsapevole di ogni forma di legge e di rispetto.
Fra le mani ho una cartellina piena di certificati dove si dice che mi sono fatto male, che non posso tornare al lavoro “fino a” e che sono in “inabilità con prognosi giustificata”.

Risultati Elezioni: Poche Chiacchiere, Chi ha Vinto e Chi ha Perso Veramente
30 marzo, 2010 di dellefragilicose
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Abbiamo passato anni a guardarli litigare in televisione, prendersi a pugni in parlamento, usare le loro cariche per sistemare parenti, amici, zoccole e puttani. Ci siamo deliziati ad infilarci nelle loro storie di droga, di prostituzione, di malaffare, di vizio. Ci siamo indignati nel vederli trattare camera, senato e commissioni come una specie di ufficio legale privato al quale delegare la cura dei propri interessi. Li abbiamo considerati come dei personaggi di reality le cui storie si dipanavano aldilà del vetro dello schermo della televisione: lontane, effimere, estranee, vagamente inverosimili.

Giulio Andreotti: Senatore a vita, 70 anni di potere ininterrotto in Italia. Ha vinto le regionali
Risposta ai Candidati
29 marzo, 2010 di Marechiaro
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Gentile candidato,
in questi giorni di campagna elettorale per le elezioni regionali mi ha raggiunto più volte per propormi la Sua candidatura. Mi ha salutato e proposto di essermi sempre vicino per la strada, dove lavoro, negli attimi di relax o meglio di attesa, e mi ha scritto a casa, ricordandomi di votarLa domenica 28 e lunedì 29 marzo. Nonostante i miei problemi, le mie aspettative, i miei sogni e le mie delusioni io non L’ ho mai disturbata, ma visto che ora Lei mi scrive, talora con una trepidante presentazione del Capo Supremo, mi sembra doveroso da parte mia risponderLe con tutta la sincerità e serietà che mi distingue.
Innanzitutto complimenti per le Sue scelte: del fotografo, che La fa sembrare così bello, distinto e carismatico. A verderLa di persona si scopre che è molto fotogenico, e questa è una virtù che pochi possiedono, e complimenti anche per gli autisti di quegli enormi mezzi sormontati dalla sua pubblicità, si destreggiano bene in mezzo al traffico cittadino, riescono a trovare parcheggio e ignorano i lazzi, le imprecazioni e soprattutto l’indifferenza degli elettori. Complimenti a quei ragazzi che piuttosto che continuare a fare i disoccupati fanno volantinaggio per Lei. Sì, questi complimenti glieLi devo, e glieLi rifarò, senza toglierLe il piacere di pagarLi con i Suoi soldi personali anche se perde, perchè non è colpa loro.

Noi abitiamo in una cittadina col mare e con i monti, nè troppo grande nè troppo piccola e guardandoci intorno ci prende lo sconforto nel vedere questa natura che volete difendere, valorizzare e proporre al turista ingozzata dalla Vostrà pubblicità.
Vede, gentile candidato io sono una donna e per la scelta del mio candidato sono come per la scelta dell’uomo. Quello che mi pressa, che si presenta in giacca e cravatta, che snocciola i suoi successi mondani e lavorativi, che sfila con la macchina non ha sempre la mia fiducia, anche perchè so che chi vuole imporsi è quasi sempre un maschilista, che l’abito non fa il monaco, che chi primeggia non sempre arriva al primo posto in modi puliti, chi sfoggia la macchina sponsorizzante poi mi chiederà i soldi della benzina. Sono una di quelle donne che scelgono l’uomo perdente, come quegli uomini che scelgono donne non proprio bellissime. Non seguiamo i consigli, le critiche, seguiamo il nostro istinto, ci andiamo a letto con la nostra testa, oltre al resto, naturalmente.
Gentile candidato, Lei ci fa sentire importanti per circa un mese di corteggiamento, un mese in cui diventiamo cari concittadini, la Vostra gente, gentili ecc. ecc. tutto per quel giorno quando tappezzate le strade di petali di santini, e ci aspettate nei pressi delle urne, per portarci nel separè appartato, farci aprire l’odorosa scheda immacolata e darVi l’unica possibilità che abbiamo: di dirVi la nostra come volete Voi. Oppure, candidato tutto d’un pezzo, ci fa sentire un gregge da dirigere in una sola direzione, dove dice SCRIVI e poi PER VOTARE SI TRACCIA UNA CROCE SUL SIMBOLO DEL PARTITO (IL SUO, SOLO IL SUO, NATURALMENTE) E SI SCRIVE (IL SUO NOME, SOLO IL SUO NOME NATURALMENTE ) …Mi sento la sua mano pressata sulla testa per farmi chinare e votarLa,.già prima di vincere mi comanda e crede di esistere solo lei, figuriamoci dopo! Non le passa nemmeno per l’anticamera del cervello che mi devi chiedere di valutarla, non di credere che ci sia solo lei, non pensa che potrei chiamarmi Lorena Bobbit e disobbedirle.
Egregio candidato, con le buone o con arroganza mi dice tutte le belle cose indispensabili che vuole fare per me. Ebbene, mi dispiace dirle ma la maggior parte non mi servono proprio, mi sembra come quegli uomini che si fanno la casa ufficio vendendo la mia villa di campagna e poi non mi ci faranno mai entrare. Ma soprattutto, non dice mai dove prenderà , a cosa toglierà tutti i soldi per fare queste opere colossali.
Vorrei che da 100 ogni candidato dicesse in percentuale cosa spenderà per le necessità e le manutenzioni giornaliere, per gli imprevisti anche non solo miei, e poi, ma solo dopo si potrà parlare di grandi opere. Chi conosce la responsabilità di portare avanti una famiglia o un’attività sa che coprire le spese correnti senza che nessuno si debba sacrificare oltre il suo dovere è un gran traguardo specialmente di questi tempi, sa che la civile convivenza rende tutto più semplice e più bello, sa che tutti siamo utili, ma nessuno indispensabile.
Mi rendo conto delle difficoltà che avrà Lei, stimato candidato, persona retta e con un’ottima esperienza amministrativa a governarci, non tanto per i nostri peccatucci di cittadini indisciplinati, ma soprattutto per i suoi compagni di partito, di coalizione, per l’opposizione e per il governo centrale. Per tutto questo, non se la prenda se perderà le votazioni, e sappia che nessuno litigherà per Lei anche se l’ha votato.
Sinceri auguri, da una ” testa da voto”
P:S. quando distribuirà tutti i benefici promessi, per cortesia, mi faccia un fischio forte. Non vorrei perderli, come al solito.
Un Proiettile nell’Uovo di Pasqua
27 marzo, 2010 di redazione
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Loro e noi riproponiamo sempre gli stessi articoli.

Care lettrici e cari lettori. La Pasqua si appropinqua e tutto diventa più bello, anche usare verbi come appropinquare. Verbo che, quando saremo al potere, sarà proibito con lo stesso editto con il quale si aumenterà, per legge, la durata del giorno di 30 minuti. Saranno cazzi per chi accende le lampadine troppo presto appropinquandosi all’interruttore.
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Psicopatologia del Fascistone
27 marzo, 2010 di mc
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Il Fascistone gode nel fare il saluto con il braccio teso. Lungi dal rappresentare una ideologia politica, una mozione di ribellione o una semplice semeiotica di appartenenza, il braccio teso attinge essenzialmente ad un’esibizione di virilità. Una metafora fallica la cui proiezione spaziale verso l’alto e l’intrinseca rigidità hanno la valenza liberatoria dell’atto di aprire l’impermeabile e mostrare, finalmente e senza inibizioni, le spropositate dimensioni e la consistente turgidità del proprio apparato riproduttivo.
Basta Esternalizzazioni
26 marzo, 2010 di Lidia Undiemi
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Aiutiamo i .
Inizia la cronaca del lavoro. Tutte le verità nascoste sui problemi del lavoro in Italia.
Durante l’incontro si farà un accenno ad altre esternalizzazioni che hanno provocato disastri sociali, fra cui Eutelia, Voicity, SAT e Numonyx.
Futuro ? Forse in un’Altra Vita
26 marzo, 2010 di Michele
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Non è molto, è una telefonata.
Una telefonata che ricevo, un mio collega di lavoro che mi vuole chiedere come sto.
Infondo non è niente di particolare, è un po che non mi vede e non mi sente, questo per via della mia cassa integrazione che prelude il mio licenziamento dalla mia praticamente ex azienda.
Quello che mi lascia perplesso, per dirla con un francesismo, è che questa azienda anche se come tutte ha risentito della crisi, non va male anzi sono quasi certo che le restrizioni che ha fatto sono puramente arbitrarie e di comodo (suo).

La faccio breve, con un po’ di buonismo ed un po’ di minacce velate ha convinto tre dei suoi dipendenti ad accettare, tramite un accordo interno, e ridurre il proprio orario di lavoro da 40 ore settimanali a 24 dimezzando in questo modo il loro stipendio di quasi la meta. Ha successivamente provato a farlo anche con me, con la differenza che il mio sarebbe passato da 40 a 20.
Quattro persone sono poche, ma sono le uniche quattro persone che lavoravano full time, l’impiegata è stata assunta part time dall’inizio quindi il problema non si poneva per lei.
Cinque dipendenti, sono il 100% dell’organico di questa azienda.
Cinque dipendenti e relative famiglie messe in ginocchio senza tanti scrupoli.
L’ unico che non ha accettato sono stato io, il risultato è che mi ritrovo in cassa integrazione con il 60 % dello stipendio, se avessi accettato prenderei forse il 50%.
La mia scelta di non accettare equivale al mio suicidio lavorativo in quella azienda, ma sono fatto cosi che ci posso fare, se mi minacci io mi difendo come posso e, se devo sopperire cercherò di farlo in piedi e non in ginocchio.
Sono scelte.
Amaramente forzate.
L’amaro di questa scelta mi ha portato restrizioni, ma quello che mi fa scrivere qui è stata la telefonata del mio (ex) collega che, dopo qualche scambio di parole sul come stai tu e come sto io, con tono molto sommesso, mi ha informato che sta per diventare padre per la seconda volta.
Sono proprio le sue parole che mi fanno riflettere, in risposta alla mia espressione di gioia ed augurio, ha troncato ogni possibile mia altra effusione con queste testuali parole:
“Non lo abbiamo mica fatto apposta”.
Serissimo, come una persona che ha commesso un crimine.
Ho potuto solo provare ad immaginare come si possa sentire, e questo non mi piace, forse che in Italia diventare padre è una tragedia ?
No!
La tragedia la percepisco nel sistema che fa acqua da tutte la parti e, ti lascia solo ed in balia degli eventi nel pensare al proprio futuro e in quello dei propri figli.
Soliti discorsi, va bene, ma mettono paura e rabbia.
Lidia Undiemi: La Bella Ragazza che non Piacerà Mai a Berlusconi
25 marzo, 2010 di Comandante Nebbia
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Di Lidia Undiemi so poco, anzi quasi nulla. Sicuramente è una mia pecca, ma in questo caso non mi ha aiutato nemmeno la rete che generalmente è molto prodiga di informazioni per la gran parte inutili.
In qualche modo apprendo che si tratta di una dottoranda di ricerca presso il dipartimento di Diritto,Economia dei Trasporti e dell’Ambiente dell’Università degli Studi di Palermo (almeno questo al luglio 2008, plausibilmente ora il dottorando si è concluso). Probabilmente, , è Coordinatore IDV nel settore “Trasformazioni d’impresa e tutela dei diritti”.
Elezioni: Oltre il Ridicolo, ai Confini col Pietoso
24 marzo, 2010 di dellefragilicose
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Bin Laden e i terroristi sarebbero contenti se alle prossime elezioni regionali vincessero Bersani e Di Pietro. In quel caso avrebbero una strada molto più facile, mentre il governo Berlusconi è loro nemico giurato.(1)
30 marzo 2010 ore 06.22 MET da qualche parte nel Toba Kakar, Afghanistan Nord Occidentale
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Note
- [↩]
Donne Politica e Società
23 marzo, 2010 di Gaspare Serra
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Tra parità formale e discriminazioni di fatto La costituzione e’ donna. La politica no!.
In Italia è oramai comune la convinzione per cui le donne abbiano conquistato molti diritti e libertà negli ultimi decenni, specie a partire dagli anni ‘70. Sempre più uomini, addirittura, denunciano una discriminazione alla rovescia: la sopraffazione dell’uomo ad opera delle donne, sempre più intraprendenti e di successo, nella vita come nella società! Se in questo vi è indubbiamente un fondo di verità, comunque, al di là delle apparenze la questione femminile resta ancora attuale e ben lontana dall’essere del tutto chiusa!
A denunciarlo è la stessa Costituzione, ove sollecita espressamente il legislatore ad intervenire per garantire un’effettiva parità di diritti ed opportunità tra uomini e donne.

In particolare:
- l’art. 37 co.1 recita: La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione;
- l’art. 51 co.1 (modificato dalla l. cost. n. 1 del 2003) sancisce: Tutti i cittadini, dell’uno o dell’altro sesso, possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tal fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini;
- l’art. 117 co.7 (introdotto dalla l. cost. n. 3 del 2001) afferma: Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovo la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive (principio introdotto anche negli statuti delle regioni speciali con la l. cost. n.2 del 2001).
Nonostante la riconosciuta parità formale tra i sessi, però, ancora la classe politica (non a caso quasi interamente maschile) non ha ancora fatto quel salto in avanti richiesto dalla Costituzione: il passaggio dalle mere enunciazioni di principio a risposte concretate legate ai bisogni reali e quotidiani delle donne (e delle famiglie, di cui le stesse sono il perno).
E’ divenuta, così, un’esigenza improcrastinabile
- il miglioramento dei servizi pubblici offerti alle famiglie, necessari per riscattare più tempo libero in favore delle donne. Il che è conseguibile, ad esempio:
- sostenendo il costo della maternità con sussidi adeguati (non interventi minimi ed una tantum, come gli assegni per i nuovi nati);
- rendendo detraibili tutte le spese mediche pediatriche (sempre più elevate);
- investendo risorse per nuovi asili nido pubblici;
- defiscalizzando il costo dei servizi di babysitter e badanti;
- garantendo il tempo pieno nelle scuole.
- la predisposizione di un’effettiva tutela legislativa del lavoro femminile. Sarebbe opportuno, ad esempio:
- fissare delle quote rosa nei posti di lavoro (imponendo ai datori di lavoro, almeno nei settori in cui ciò sia possibile, l’assunzione di donne almeno per il 40% del personale);
- sanzionare più efficacemente i licenziamenti giustificati, di fatto, dallo stato di gravidanza della dipendente (anche se sempre più spesso, nel caso di lavoratrici precarie, non formalmente licenziamenti bensì mancati rinnovi dei contratti di lavoro).
L’elettorato è donna. La politica no!
L’insufficienza di rappresentanza femminile in politica, nonostante l’elettorato italiano sia in maggioranza femminile, si traduce inevitabilmente in una carenza di democrazia.
Una classe politica quasi interamente maschile, infatti, non può essere degna rappresentare degli interessi propri dell’elettorato rosa (quando si tratta di disciplinare, ad esempio, materie come la maternità, i diritti delle donne lavoratrici, la fecondazione assistita, l’aborto).
Per riportare solo alcuni dati significativi:
I- la rappresentanza delle donne nel governo, dal 1996 al 2005, è variata:
- da un minimo dell’8,6% (sotto il governo Berlusconi del 2001/2005);
- ad un massimo del 24% (sotto i governi D’Alema del 1998/2000).
II- le candidate elette alle elezioni politiche del 2001 sono state:
- 71 alla Camera (su 630 deputati);
- e 25 al Senato (su 315 senatori).
III- e nei Consigli regionali la rappresentanza delle donne, di regola, non supera il 10%!
Per affrontare questa emergenza democratica, allora, non è più sufficiente appellarsi al buon senso dei partiti.
Le principali cause per cui la politica parla sempre meno al femminile, difatti, dipendono proprio da una mancanza di democrazia interna ai partiti, i quali riservano generalmente alle donne solo ruoli da gregari (nessuna di esse può ambire a scardinare gli equilibri di potere in mano ai gruppi dirigenti) e dalla legge elettorale porcata vigente, che non offre alle donne (oltre che ai giovani) alcuna possibilità per emergere in politica senza la protezione di un influente dirigente di partito!
Per questo occorrerebbe, anzitutto introdurre l’obbligo di quote rosa nelle liste elettorali per le elezioni degli organi elettivi di tutti i livelli di governo (Stato, Regioni, Province e Comuni), ossia il principio per cui le liste elettorali debbano essere composte da un numero pari di uomini e donne (pena l’inammissibilità delle stesse!) e riformare la legge elettorale vigente (il cd. porcellum), abolendo le liste bloccate alle elezioni politiche così da restituire all’elettore il diritto di scelta del candidato (in caso contrario, le segreterie dei partiti avrebbero la possibilità di vanificare gli effetti dell’introduzione di quote rosa collocando le candidate sistematicamente nei posti in fondo alle liste, con ciò condannandole a non essere elette!).
Rimarrebbe nella libera disponibilità dell’elettorato, in ultima analisi, determinare col proprio voto la quota effettiva di rappresentanza dei due generi presenti negli organi elettivi.
E’ vero che il sesso non dovrebbe essere una ragione di preferenza in politica (essere uomo o donna non dovrebbe rappresentare un motivo per dare maggiore o minore rilievo ad una candidatura). E’ anche vero, però, che il sesso non può rappresentare una discriminante per le donne impegnate in politica (superabile solo nel caso in cui, alla qualità d’essere donna, si aggiunga una buona dose di bella presenza e di accondiscendenza).
Una Buona Notizia per Tutti
22 marzo, 2010 di Comandante Nebbia
Archiviato in Informazione, latest, Oltre il Confine
Gli Stati Uniti . Certo, non è medicine e cure gratis per tutti, ma, finalmente, i poveri, gli emarginati, gli ultimi, si vedranno riconoscere quel minimo di sostegno che gli consentirà di sentirsi parte di una nazione e non degli uomini soli e abbandonati.
Questa scelta americana è una buona notizia per tutto il mondo. Gli Stati Uniti sono un paese con un grande popolo il cui governo, ultimamente, ha fatto di tutto per farsi odiare. Io sono un fiero avversario della politica statunitense, ma amo sinceramente gli americani perché ne conosco il patriottismo, la buona volontà e il fanciullesco candore che, da uomo della vecchia Europa, mi ha più volte commosso e imbarazzato.
La mancanza di un’assistenza per gli umili era una piaga vergognosa per un paese che è grande, ma che può e deve essere una grande nazione.

Vecchi Stizzosi: DelleFragiliCose vs. Comandante Nebbia
21 marzo, 2010 di dellefragilicose
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Dellefragilicose
Che vecchiaia d’inferno
Che vecchiaia d’inferno. Nonostante i milioni, le trombate, i viaggi, gli orologi da centomila euro, le ville in Sardegna, gli aerei privati e la torma di leccaculo che ti circondano a me dai l’impressione di essere un vecchio solo, stizzoso ed infelice. Spero di sbagliarmi.
Mi ti immagino attaccato a quel telefono mentre chiami uno per raccomandare un paio di zoccole, quelli dell’Agcom per lamentarti di Santoro, il comandante dell’Arma dei Carabinieri per chiedergli di denunciare Santoro, di nuovo quelli dell’Agcom per parlar male della Dandini e poi il direttorissimo per suggerigli cosa dire al TG1. Ore e ore al telefono, a lamentarti, chiedere, convincere.
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Una Diciottenne: “Votare? No Grazie!”
19 marzo, 2010 di Gilda
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Io non voto. Avrei tanto voluto farlo, anche perché aspettavo questa possibilità da diciotto anni, ma evidentemente sono stati bravi a rendermi impossibile farlo. Sono stati molto bravi in questo frangente, perché la voglia di far valere questo mio diritto era molto forte… ma adesso è diventato più forte il disgusto. In realtà non so se si può parlare propriamente di disgusto: se lo fosse davvero, probabilmente il mio voto andrebbe a qualcuno. Si tratta più di indifferenza, delusione, stanchezza.
E’ triste che questa stanchezza arrivi così presto, prima ancora di aver ottenuto il mio diritto di cittadina. Vi chiederete dove andremo a finire, se a questa giovane età le persone si sono già stufate, già disilluse, già rammaricate. Forse qualcuno mi appellerà come una di quelle tante persone a cui non gliene frega niente, che non vogliono scegliere. La mia, invece, è proprio una scelta: la scelta di non scegliere.
Anna
18 marzo, 2010 di Comandante Nebbia
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Mi sono fatto male seriamente. E’ per questo che sono meno presente. Mi scuso. Chi si aspetta delle risposte stia tranquillo. Ritornerò.
Stamattina ero all’ospedale a sbrigare una delle mille incombenze che competono ad una persona coinvolta in un incidente. Mi tocca una visita legale.
Ho un ginocchio gonfio, ho preso un colpo alla testa abbastanza forte. Niente che nel passato non mi sia stato impartito con maggiore entusiasmo e vigoria, ma allora avevo vent’anni. Oggi mi è toccato farmi accompagnare.
Ci sono tre persone prima di me. Mi sbrigherò rapidamente, immagino. No. La prima persona entra dopo venti minuti. Prima che esca passano quarantacinque minuti. Non me lo spiego. Più che una visita si tratta di una formalità. Poche domande, un certificato e un arrivederci. Basterebbero pochi minuti. Invece …
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E l’Orchestrina Suona
17 marzo, 2010 di dellefragilicose
Archiviato in Caffè Amaro, Cuore di Tenebra, latest
Mentre il paese affonda dopo essersi spaccato in due su un iceberg gigantesco, mentre la gente affoga perché non riesce a guadagnarsi la vita né col lavoro dipendente né con l’imprenditoria, mentre il fisco strozza chiunque riesca a beccare e se non becca, presume, mentre negli ospedali iniziano a mancare disinfettanti, ovatta e bende, mentre le fabbriche chiudono o si trasferiscono all’estero, mentre le macchine della polizia restano ferme perché non hanno benzina, mentre la gente si suicida(1) perché non sa più che fare, sul ponte del Titanic che sfoggia la bandiera tricolore l’orchestrina continua a suonare e i passeggeri di prima classe ballano e discutono di liste, ispezioni(2), talk show(3), telefonate tra padroni e servi(4)e di parole politicamente corrette(5).
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NoteFine delle Note
Lo Spettro dell’Articolo 18
16 marzo, 2010 di Comandante Nebbia
Archiviato in Democrazia e Diritti, Il Lavoro degli Italiani, latest
E’ notizia di ieri che il Presidente della Repubblica, insieme al “nucleo di valutazione” che lo assiste, starebbe seriamente pensando di rimandare alle camere il ddl 1167-b, approvato in via definitiva e in attesa della firma del capo dello stato per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
[...]questa legge, che il Capo dello Stato ha già visionato sommariamente, suscita in lui forti perplessità. La sta esaminando insieme al “nucleo di valutazione” del Colle, formato da Salvatore Sechi, Donato Marra e Loris D’Ambrosio. Non ha ancora preso una decisione definitiva. Ma, allo stato attuale, sembra intenzionato a non firmare la legge. E a rinviarla al Parlamento con messaggio motivato, per una nuova deliberazione. Secondo i poteri che gli assegna l’articolo 74 della Costituzione e che può attivare anche per provvedimenti non necessariamente inficiati da “vizi palesi” di legittimità costituzionale.[...](1)
L’argomento, almeno per questo sito, è vecchio. Lo abbiamo affrontato qualche mese fa e, più recentemente, abbiamo evidenziato l’insipienza dell’informazione “ufficiale” italiana che si è interessata concretamente del problema solo il giorno precedente l’approvazione definitiva della legge.

Note
- [↩]
Gli Impresentabili
15 marzo, 2010 di Gaspare Serra
Archiviato in Democrazia e Diritti, latest
Formigoni ed Errani: ineleggibili ma candidati. La regola: cosa prevede la legge?
A seguito della legge costituzionale n.1 del 1999 (che introdusse, per le regioni ordinarie, l’elezione diretta dei presidenti di regione), la legge quadro dello Stato n. 165 del 2004 ha fissato alcuni principi generali cui le regioni sarebbero state vincolate nel rinnovare la propria legislazione elettorale.
Tra questi, vi è il principio della non immediata rieleggibilità, allo scadere del secondo mandato, del presidente della giunta regionale eletto a suffragio universale e diretto (in pratica, un divieto di terzo mandato consecutivo per i governatori).
Due sono i punti più controversi di tale normativa:
I- tale principio è direttamente applicabile (a prescindere dall’emanazione di una conforme legge regionale)?
II- inoltre, lo stesso deve intendersi retroattivo (nel novero dei mandati consecutivi, dunque, devono ricomprendersi anche quelli precedenti l’entrata in vigore della legge n. 165 del 2004)?

