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Blade Runner Final Cut-zata

25 gennaio, 2009 di  
Archiviato in latest, Schermo dei Sogni

Alcune sere fa ho visto la versione final cut di Blade Runner, il signor Ridley Scott dice che è la versione migliore, ma secondo me sbaglia. .. Philip K. Dick perdonali perché non sanno cosa hanno fatto!

A mio modo di vedere la versione migliore è la prima, quella del 1982 con la voce narrante, la final cut sembra quasi un altro film e di bello rimane soltanto la mitica scena di Rutger Hauer, Roy Batty nel film, sotto la pioggia.

Visto che il film Blade Runner mi piaceva tantissimo mi sono informato sull’argomento ed ho scoperto il suo scrittore geniale, il dimenticato Philip K. Dick.

philip-k-dick

Nella trasposizione dal libro “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” alla pellicola cinematografica sono sparite delle parti fondamentali.

Nel film non si capisce benissimo che sulla terra sono rimasti solo i più disgraziati definiti da Dick  “cervelli di gallina” e cacciatori di androidi tipo Deckard, Harrison Ford, mentre i più ricchi se ne sono andati su altri pianeti.

Nel libro Deckard è sposato con una rincoglionita da tv e dal sistema che simula le emozioni, mentre nel film non vi è traccia di tutto ciò.

Il messaggio che Dick voleva lasciare era molto più profondo di quello che un semplice film di fantascienza può far passare.

metropolis-android

Io da disabile sono stato sempre dalla parte degli androidi, i diversi, perché nel film gli umani pensano che solo loro hanno il diritto di provare sentimenti, tipo amare qualcuno e gli androidi che si ribellano devono essere ritirati (eliminati).

Se fossi un regista farei un film con il libro Ubik di Philip K. Dick, un precursore di Matrix, come spesso capita i geni non vengono mai capiti in vita e una volta morti gli altri si prendono la gloria e la fama, che avrebbero meritato persone tipo Dick.

Solo leggendo i libri di Philip K. Dick potrete capire il suo genio e non fatevi ingannare, la fantascienza non è letteratura di serie b è solo un mezzo per criticare questo mondo che, se continuiamo così diventerà inquinato, invivibile, senza animali reali proprio come Dick ha scritto.

Immagine anteprima YouTube

« Io ne ho viste, cose, che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire. » (Roy Batty da Blade Runner)

Queste parole non sono di Dick però mi piacciono lo stesso.

il vostro critico cinematografico Son Scassacazzi


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Oroscopo 2009

24 gennaio, 2009 di  
Archiviato in latest, Leggere

ARIETE (20 marzo -20 aprile) – Il 2009 sarà per te un anno felice e ricco di soddisfazioni. La tua testa dura ti farà sfondare nella vita ed avrai il successo che meriti, anche se le gioie che ti giungeranno dovranno essere compensate da una bella stretta di cilicio, per non indispettire troppo il tuo dio. Le tue scelte originali, illuminate dal sacro fuoco della giustizia, avranno oppositori che non capiranno ma tu te ne sbatterai le palle come sempre. Il 24 maggio ti chiuderai le dita nella portiera della papamobile ed invece di ringraziare il signore per la funzione salvifica del dolore bestemmierai in tedesco ed il filmatino finirà su YouTube. Per la tua nuova linea di magliette fashion riesumerai le spoglie di Pietro Pacciani per usarle come testimonial, scatenando feroci polemiche che saranno usate come pubblicità. (arietini illustri: Adolf Hitler, Joseph Ratzinger, Paola Binetti, Lele Mora, Fabrizio Corona)

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Aggiunti I Feed di Doxalog – Nasce Posti sul Web

23 gennaio, 2009 di  
Archiviato in Posti Sul Web

Prossimamente qui i posti sul Web trovati da MC.

Segnalate il vostro sito qui.

Breve Biografia di Riccardo Villari con Fatti Finora Sconosciuti

23 gennaio, 2009 di  
Archiviato in latest, Oltre le Righe

Riccardo Villari nasce a Napoli nel 1956. Il parto si presenta particolarmente difficile perché il bambino si rifiuta ostinatamente di lasciare l’utero materno. Solo dopo abbondanti somministrazioni di ossitocina la gestazione giunge al suo termine naturale con contrazione misurate intorno alla magnitudo 6 della scala Richter.

Già dai primi giorni, il piccolo Riccardo si distingue per la sua costanza negli studi. Una volta occupato il banco del primo della classe, non si alza fino all’esame di quinta elementare al quale giunge attingendo viveri dal capace cestino della merenda che lo sostiene efficacemente per cinque anni.

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Eutanasia o No: Perchè non ho Certezze…

23 gennaio, 2009 di  
Archiviato in Democrazia e Diritti, latest

Inizierò con domande che per la Chiesa, Sacconi e altri risulteranno banali e inutili. E’ che non sono dotata come loro, per quanto, ritengo che Dio – nel quale credo – mi abbia dato il dono dell’intelligenza. Una persona subisce un evento traumatico per effetto del quale viene ricoverato in ospedale in condizioni cosiddette gravi. Ed entra in coma. I medici non sanno valutare o non si esprimono in merito a quando il malato potrà uscire dallo stato di incoscienza. Ovviamente, non essendo autonomo né fisicamente né cerebralmente, viene sottoposto a cure adeguate e alimentato forzatamente per vivere.

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Maroni, Nessuno Glielo fa Notare?

22 gennaio, 2009 di  
Archiviato in Il Bello della Politica, latest, Rassegna Stampa

… questa poi è grandiosa.

articolo-repubblica

Niente più manifestazioni davanti ai luoghi di culto. Lo ha deciso il ministro dell’Interno Roberto Maroni sulla scia delle polemiche seguite alla preghiera islamica in piazza Duomo

DA REPUBBLICA

Eccola che è arrivata!
Grandiosa pensata di Maroni: non si può manifestare davanti alle chiese.
Un’idea così stupida è sinceramente difficile da partorire, vediamo perchè:

Non si può manifestare davanti a un luogo di culto?
Allora figuriamoci davanti a una basilica come questa:

800px-roma_basilica_s_giovanni

Arcibasilica Laterana, meglio nota come San Giovanni in Laterano, cattedrale della diocesi di Roma e la sede ecclesiastica ufficiale del Papa, contenendovi la cattedra papale o Santa Sede (Da wikipedia)

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La Cia è una Piscina Calda e Accogliente

22 gennaio, 2009 di  
Archiviato in latest, Sul Web

Tuffati in Facebook!
Seppure non proprio in termini così raccapriccianti, è sostanzialmente questo il messaggio con cui da mesi vengo bombardato da amici e conoscenti. Ognuno cerca di circuirmi a modo suo: c’è quello intimista (“dai, ti aggiungo a Facebook”), quello settario (“iscriviti pure tu a Facebook”), quello trasgressivo (“fatti Facebook pure tu”), l’utente esperto (“Facebook è pieno di sticchio”). Tutti stretti in un affiatato e segreto sodalizio atto alla sistematica distruzione della mia pace interiore.

Parte 1. Dentro Facebook: la “buona ragione”, e la morte del nickname

Ma perché non mi iscrivo anche io? Che cazzo mi costerà mai? Ogni tanto mi piazzo davanti allo specchio e me lo chiedo ripetutamente. “Non è possibile”, concludo urlandomi in faccia, “sto diventando nevrotico a causa di una scelta fatta proprio per non diventarlo!”
Seguono ruggiti provenienti da oscuri abissi gutturali, e ruvidi miagolii di violini feriti.
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Antidroga Andina: Verità e Falsità del Corriere

21 gennaio, 2009 di  
Archiviato in Informazione, latest, Oltre il Confine

L’articolo di ieri di Rocco Cotroneo sul quotidiano “il Corriere della Sera”, “Cocaina, la scelta dei contadini: un ettaro rende 15 volte più del caffé”, riporta dati interessanti sul commercio della cocaina. E’ confermato come la (presunta) “lotta antidroga” in Colombia, sotto gli auspici e le direttive degli USA, sia totalmente fallimentare. Mi fa piacere che definisca questa campagna, il Plan Colombia, per quello che è, ovvero:

una campagna di guerra, che costa tempo, denaro e vite umane. Che dopo dieci anni lascia il nemico forte quanto prima. E provoca danni collaterali difficili da calcolare, in economia, in politica, nell’opinione pubblica. Insomma un fallimento, che invita al ritiro unilaterale. [...] Che senso ha per Washington continuare a spendere miliardi di dollari per distruggere le piantagioni in Sudamerica, quando negli Stati Uniti, ma anche in Europa, è ormai evidente che la politica non funziona?

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Verso le Cento Visite

20 gennaio, 2009 di  
Archiviato in latest, MenteCritica

Nessun cambiamento è indolore, ma alcuni sono più dolorosi di altri. Chi ha avuto la pazienza di leggere i cento e più commenti che hanno segnato la partenza della nuova modalità di confronto su MC avrà verificato come sia stato difficile accettare il fatto che questo si rifiuta di essere l’ennesimo luogo dove un gruppo ristretto di persone continua a raccontarsi le stesse cose dandosi ragione a vicenda e di come la vera dittatura ed il vero controllo non sono a Roma, come tutti amano pensare, ma nei recinti nei quali chiudiamo la nostra capacità di pensiero ed entro i quali reprimiamo la nostra necessità di cambiamento. Nessuno di noi ha bisogno di un altro giornale di partito o del milionesimo sito web dove la gente si scambia complimenti per farsi pubblicità a vicenda. La diversità è rivoluzionaria ed è di rivoluzione che sentiamo il bisogno ora.

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La Verità, la Rete e la Solitudine della Crescita

20 gennaio, 2009 di  
Archiviato in latest, MenteCritica

Può non piacere, ma quello che è successo su queste pagine negli ultimi due giorni non ha precedenti sulla rete. Un sito rinuncia completamente a ciò che ha costruito in due anni di lavoro e ricomincia spersonalizzandosi completamente, abolendo ogni compromesso nella comunicazione e stimolando la reazione attiva dei suoi lettori.

L’informazione professionale è largamente al servizio dei potentati economici e politici è un fatto così grosso che è impossibile non vedere. L’informazione popolare, quella che si esprime attraverso il blog, ad esempio, è spesso al servizio di fattori più oscuri e meschini, ma non meno pericolosi: la soddisfazione dell’ego di scrive, la pubblicità occulta, il protagonismo esasperato, i miseri ricavi della pubblicità sulle pagine, il libello da quattro soldi stampato on line. Leggi il resto

Gaza: il Diritto di Fregarsene

19 gennaio, 2009 di  
Archiviato in Cazzotti, latest

Un articolo chiedeva di prendere posizione su Gaza. L’ho fatto, la mia  posizione è stata questa: una mano saldamente ancorata alla tavoletta del cesso, l’altra sulla fronte. E giù a vomitare.

La guerra è eterna. Ogni giorno qualcuno muore di morte violenta tra l’indifferenza generale ed è così da quando fu creato il mondo. La guerra entra nella nostra vita quando una mina made in Italy ci fa saltare un arto e, purtroppo, non ci uccide. O quando la lama di un demone a cavallo si abbatte sulle gole dei nostri figli.
Un tempo sapevamo di guerre lontane quando erano già finite e non fingevamo nemmeno che ce ne importasse qualcosa.
Oggi mandiamo i nostri occhi meccanici a fare il lavoro sporco mentre noi, comodamente seduti davanti ad uno schermo illuminato, ci battiamo il petto. Così sulle testate dei quotidiani nazionali e giù fino alla miseria dei blog di provincia.

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angeli dark immagini - fregarsene i coglioni di tutto - GLI ZINGARI A MORTE - marines espongono parti di cadavere - sfondo dark -

La Democrazia è un Fallimento

18 gennaio, 2009 di  
Archiviato in latest, Oltre le Righe

La democrazia è un fallimento. Metti una scheda ed una matita nelle mani di qualcuno e tre su dieci non voteranno (uno cercherà di rubare la matita). Tre su quindici faranno un disegnino osceno sulla scheda. Uno dei tre risulterà particolarmente riuscito il che provocherà una fremente atmosfera peccaminosa nei tetri locali del seggio. Uno su venti voterà il partito sbagliato, ma non lo saprà mai. Quattro su cinque voteranno il partito sbagliato e se ne accorgeranno nelle prime settimane di governo. Diciotto su ventuno voteranno comunque per lo status quo ante perché non hanno capito che il potere è come una squadra che cambia le maglie ma è fatta sempre dagli stessi giocatori.

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Conto alla Rovescia

18 gennaio, 2009 di  
Archiviato in latest, MenteCritica

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It Was Cold and Rainy

10 gennaio, 2009 di  
Archiviato in latest, MenteCritica

Come dire, i precedenti illustri c’erano. I Beatles, i BackStreetBoys, Albano e Romina. Sostiene Pereira, poi, che il meccanismo sia un po’ sempre lo stesso. C’è la primadonna che strepita perché non ha tutti i riflettori addosso e se ne va sbattendo la porta, il duro e puro che vuole fare solo rock senza compromessi, quello che suona in talmente tanti posti da non avere tempo per la sua band, un altro che scopre di aver dato più di ciò che poteva e tutti quelli che sbaciucchiano le groupies, ma di tempo per cantare, nisba.

Ed alla fine è come in quei vecchi film, dove ciascuno se ne va per la sua strada, magari con un mozzicone mezzo fumato tenuto distrattamente tra le labbra (della marca dello sponsor giusto) mentre scende una pioggia sottile e il vento scuote il bavero della giacca. Da una radio lontana si sente suonare ancora la loro vecchia canzone, ma è come se venisse da un altro mondo che non tornerà più.

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Le stanze ormai sono vuote, manca solo che arrivi, distratta ed inconsapevole, la donna delle pulizie a tirar via la povere di tanti spettacoli e i fogli delle canzoni iniziate e mai finite. Poi, dopo che le tende saranno chiuse e tutto spolverato, la porta si chiuderà e inizierà quel lento processo che consuma le cose e le rende vecchie, inutili e dimenticate.

E ora? Si dice in giro che il mondo continuerà come sempre, magari sarà un po’ più piccolo, ma sarà una cosa infinitesimale e nessuno ci farà caso. Alla notte seguirà il giorno, al giorno la notte e a colazione leggerai sul giornale sempre le stesse cose. Ci sarà chi ti convincerà che sei felice, chi ti dirà che sta lavorando per te, chi curerà i tuoi interessi e chi cercherà di farti vedere Dio in una palla. Business as usual.

Beh, alla fine che dire. Meglio nulla perché poi nasce l’imbarazzo, gli occhi guardano già altrove e ciò che è stato si perde in quella nebbia confusa che si vede lontano.
Qui rimane tutto così. Ogni tanto ripassa, se ci viene in mente qualche nuova canzone proveremo a cantarla, magari solo chitarra e voce.

Ma non sarà mai più lo stesso.

art by Vermin Inc & Meshell Ndegeocello
famous last words by myself

Blood

10 gennaio, 2009 di  
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Just a dummy one

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