La volta scorsa abbiamo visto che 41 GW è il fabbisogno orario di potenza elettrica nel nostro Paese. Vedremo ora i sistemi e le tecnologie con cui la produciamo. Abbiamo anche detto che il 70% di questo fabbisogno (29 GW) viene coperto da centrali termoelettriche, e dunque è da queste che cominciamo il giro.
1. Centrali termoelettriche.
Come funzioni una centrale termoelettrica è presto detto: l’acqua contenuta in una caldaia si fa riscaldare usando un combustibile qualunque fino a che, a determinati valori di temperatura e pressione, si trasforma in vapore surriscaldato, cioè vapore portato ad una temperatura superiore a quella di vaporizzazione. Il vapore surriscaldato così prodotto viene immesso in una turbina e ne fa girare le pale (il principio è quello stesso dei mulini ad acqua). La rotazione delle pale è associata alla rotazione dell’albero di un alternatore, che genera corrente elettrica, un po’ come fa la dinamo della vostra bicicletta. All’uscita dalla turbina il vapore viene raffreddato, in modo da cambiare nuovamente di stato e trasformarsi di nuovo in acqua (condensazione). L’acqua che si ottiene in questo modo viene rimessa in circolo nella caldaia e si ricomincia da capo.












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