10 Luglio, 2008

Stai scorrendo l'archivio giornaliero del 10 Luglio, 2008

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Qualche sera fa ho avuto l’opportunità di essere presente ad un incontro/dibattito sul costo ipotetico della chiesa cattolica per lo stato italiano. Erano presenti Curzio Maltese, l’autore del libro “La Questua” nel quale analizza i costi attuali e le mancate entrate da parte dello stato sui beni della chiesa e Umberto Folena, giornalista dell’avvenire il quale ovviamente interpretava la parte “accusata”, più una simpatica moderatrice con il carisma di Charlotte di Sex and the City. Ovviamente, essendo l’incontro a Bologna e facendo parte di una serie di incontri dedicati alla ragione, il pubblico era tendenzialmente a favore delle tesi di Maltese. A questo aggiungiamo che Folena non ha fatto assolutamente nulla per cercare di fare breccia nel cuore degli ascoltatori anzi, mediante sapienti battute da Bar dello Sport di quart’ordine subliminalmente offensive (battute scontate tipiche di discussioni in cui l’audience ha un basso livello intellettivo e culturale), ha rischiato in più di un’occasione il linciaggio verbale e fisico.

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Cos’è stato il No Cav? E soprattutto, com’è stato raccontato? Può un evento che ha raccolto decine di migliaia di persone essere ridotto, dalla stampa, ad un meeting di guitti?
Tutti coloro che si riconoscono, in questo triste momento storico, non nella maggioranza di telespettatori che ha espresso un governo popolaresco più che popolare, bensì in una minoranza che stenta a specchiarsi anche in questa blanda opposizione parlamentare, hanno diritto di manifestare, esprimere il loro dissenso? Esiste ancora questo diritto riconosciuto dalla Costituzione o anche la carta repubblicana è stata interamente ridotta a palinsesto televisivo?
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I giudici della Corte Civile d’Appello di Milano hanno autorizzato il padre di Eluana Englaro ad interrompere il trattamento di idratazione ed alimentazione forzata. Sembra abbiano pesato molto le dichiarazioni di Eluana che, davanti ad un suo amico ridotto nella condizione in cui lei stessa si trova da 16 anni, affermò che avrebbe preferito morire piuttosto che “vivere” così.

Parte l’indignazione della Chiesa e di coloro che parlano di eutanasia. Io, che sto da quest’altra parte potrei gioire, potrei salutare questa sentenza come “storica” e sperare in un primo piccolo cambiamento che possa presagire ad un cambio di rotta sulle questioni etiche.

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© 2007 (MC-Team) Aggiornato: 30/08 - 09:26 Visite: 1,444,807 Ultime 24h: 8,784