La Difficile Memoria del Metz Yeghern, il Genocidio degli Armeni
24 aprile, 2007 di Lameduck
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Oggi è il giorno dedicato dalla memoria storica al Metz Yeghern, il “grande male”, il genocidio degli armeni, che iniziò proprio il 24 aprile 1915 con l’arresto in massa e la deportazione dei membri dell’intellighenzia armena residente in Turchia da parte del governo ultranazionalista dei Giovani Turchi che governava allora il paese della mezzaluna. Un massacro che, attraverso deportazioni, marce della morte e assassinio sistematico, provocherà la morte di almeno 1.500.000 persone.
Eppure, nonostante l’entità del massacro, solo di recente, dopo le vibrate proteste della più numerosa comunità della diaspora armena, quella francese, i vari musei dell’olocausto hanno cominciato a ricordare la tragedia di questo popolo, da sempre oggetto di colpevole dimenticanza ai limiti della rimozione.
Immaginate un mondo in cui la Germania non ha mai ammesso la responsabilità nazista nella Shoah e il negazionismo è non solo permesso ma incoraggiato da una legge dello Stato. Inammissibile, vero? Eppure è ciò che ancora oggi accade in Turchia riguardo al genocidio degli armeni. Esiste una legge turca che vieta il riconoscimento del genocidio e in pratica rende obbligatorio il negazionismo.
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23 aprile, 2007 di babelez
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Attenzione, questo articolo è già stato aggregato ad OKNotizie dall’autore.
In pole position il candidato di centrodestra Nicolas Sarkozy seguito a ruota da la femme fatale Royal, socialista, candidato del centrosinistra. Dietro di loro hanno provato a contendersi l’ingresso al secondo turno il candidato del centro Bayrou e l’ultraconservatore Le Pen.
A parte qualche brutto neo, vedi l’ultraconservatore nazionalista sponsorizzante la pena di morte e xenofobie varie, i programmi e le prospettive dei candidati presidenziabili francesi sono davvero esaltanti se confrontate con quelle del Belpaese.
23-04-07 Rassegna Stampa
23 aprile, 2007 di mc
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Mentecritica: Oggi, la nostra categoria Consumo Criticamente, si arricchisce di un nuovo contributo. Grazie alla nostra redattrice Spes74, avremo un quadro chiaro delle manovre messe in atto dai gestori di telefonia mobile per aggirare il decreto Bersani.
Domani avremo un paio di interessanti contributi su un anniversario che, come cantava Modugno, non è sul calendario.
ANSA: “Montalcini compie 98 anni, la grinta di sempre“. A guardare la foto non si direbbe. Fossi in Prodi inizierei a preoccuparmi.
Ricarica Gratis? Come ti Aggiro il Decreto Bersani. Una per Una le Nuove Tariffe.
23 aprile, 2007 di spes74
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E’ di qualche settimana fa il decreto sulle liberalizzazioni Bersani-bis che prevede, oltre a varie novità, l’abolizione dei costi di ricarica sui cellulari; l’articolo esatto del decreto recita così: “Cellulari – abolizione del costo della ricarica e della scadenza del credito telefonico delle carte prepagate. Maggior trasparenza delle tariffe con l’obbligo di indicare l’effettivo costo del traffico telefonico comprensivo di tutte le voci che lo compongono.” Leggendo un bell’articolo su MenteCritica mi è venuta voglia di “sondare un po’ il terreno”. Sarà vero che, grazie all’acquisizione delle tariffe da parte della Guardia di Finanza, il consumatore sarà tutelato e non ci saranno aumenti? Pare proprio di no. Vediamo operatore per operatore, con lo sguardo critico da consumatore e non da economista, come vanno le cose.
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22 aprile, 2007 di mc
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Sinceramente l’iniziativa non ha suscitato il successo auspicato. Peccato. In ogni caso abbiamo raccolto alcune segnalazioni che vi sottoponiamo:
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mago sales 5 per mille - 5 per mille 97096120585 - 5 per mille mago sales -Delirio d’Incompetenza
21 aprile, 2007 di mc
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Mentecritica non è un blog. Cerca di essere un posto dove persone ragionevoli, anche di idee opposte, si scambiano opinioni. Siccome non è importante trovarsi d’accordo, è fondamentale condividere almeno il metodo operativo. Per questo abbiamo cercato di darci delle regole, che chiunque può leggere quando ci sottopone un articolo.
Se avete la pazienza di recarvi in quella pagina, subito dopo la dichiarazione d’intenti e le scritte in rosso, leggerete queste testuali parole:”Saranno sicuramente scartati tutti gli articoli violenti, non volti alla discussione pacifica e ragionata, impostati su questioni di principio e caratterizzati da estremismo fondamentalista“.
Io, che sono la persona che sceglie cosa pubblicare su MC, ho anche un’altra regola, non scritta questa volta. Questa regola mi impone di non approfittare delle scivolate di stile o delle stupidaggini dette o scritte da avversari politici sull’onda di una forte emozione, specialmente quando questa emozione è dovuta a fatti tragici.
Proprio in nome di queste due regole ho scartato l’”articolo” che mi è stato proposto un paio di giorni fa dal signore che se ne lagna in maniera piuttosto pittoresca in questo commento.
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25 aprile 1945 liberazione dellitalia - alleanza ariana - giornali 25 aprile 1945 - panattoni marco -I Diktat della CEI Minacciano la Democrazia
21 aprile, 2007 di controcopertina
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Questo articolo si rivolge a tutti coloro che hanno a cuore e credono nel valore della Democrazia. Uno dei capisaldi della Democrazia sta nella centralità dell’individuo come soggetto eticamente e spiritualmente libero, capace di autodeterminare la propria condotta in base a princìpi liberamente scelti. Questa è l’essenza della Democrazia ed il suo valore più grande, ciò che la distingue e la rende migliore di altri sistemi politici, che definirò come autoritari. Un sistema è autoritario quando l’espressione e l’azione dell’individuo soggiace ed è limitata dal volere di un’autorità, sia essa politica (come sotto il fascismo ed i comunismi) o religiosa. Questa limitazione dell’azione individuale avviene costantemente attraverso il ricorso a minacce di vario tipo, che possono essere il ricorso alla violenza fisica o al più sottile ricatto morale (o entrambe). Quella che esaminerò è la forma del ricatto morale, l’unica forma di violenza che è riscontrabile nell’ambito democratico, salvo casi eccezionali posti in essere comunque da soggetti che si pongono esplicitamente fuori dalle regole democratiche (penso al terrorismo e alla mafia). È mia intenzione dimostrare come in un contesto democratico chi fa ricorso al ricatto morale si pone al di fuori del sistema democratico e sia nei fatti eversivo.
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paolo brosio divorzio - cei paolo brosio -20-04-07 Rassegna Stampa
20 aprile, 2007 di mc
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Mentecritica: Oggi si parla del decreto Mastella sulle intercettazioni. Ennesimo provvedimento di dubbia natura la cui approvazione è passata completamente sotto silenzio. Lo facciamo con due articoli, uno di EdipoRe sul costo delle intercettazioni e uno, più specificatamente sul provvedimento, a cura del nostro redattore Tusaichi. Buona lettura.
Nel fine settimana introdurremo l’imminente celebrazione della Liberazione con un mio articolo sull’argomento. Vi preannuncio che non sarà allegro, anche perchè c’è poco da ridere.
ADN Kronos: “Minacciato di morte l’orsetto Knut”, la polizia lo scorta. Il video è giusto sotto la notizia di Fassino che, insieme a Berlusconi, cancella un secolo di storia politica italiana. Non so cosa sia più ridicolo.
DDL Mastella: Ma non Doveva Riguardare le Intercettazioni?
20 aprile, 2007 di tusaichi
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Il giorno 17 aprile 2007 la camera dei deputati approva con 447 voti favorevoli e 7 astenuti il disegno di legge mastella riguardo alle intercettazioni. mastella è evidentemente un fan di Dumas padre. Altrimenti non avrebbe dato un nome simile al suo ddl.
Dumas ci ha insegnato che non importa il titolo dato ad un’opera: nel suo “i tre moschettieri”, infatti, narra essenzialmente la storia del quarto. Così ha fatto il ministro della giustizia clemente mastella.
Se si leggono i lanci di agenzia, il ddl mastella sembra un semplice provvedimento atto ad inasprire le pene per colui che pubblica in toto o in parte atti protetti da segreto. Il giornalista (perchè è di questa categoria che si tratta) che prima incappava in una pena di 30 giorni di carcere o, in alternativa, in una multa di massimo 258 euro per tale reato, si vede ora confermata la pena detentiva (restano i 30 giorni di carcere) e aumentata la pena pecuniaria fino a 100.000 euro (centomila) per lo stesso reato.
Già a questo punto sorge un primo dubbio: perchè la pena detentiva rimane invariata e la pecuniaria è così aumentata?
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Intercettare Costa
20 aprile, 2007 di edipore
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Numeri. Può darsi che i benpensanti abbiano motivo di scandalizzarsi per la gogna mediatica che negli ultimi tempi imperversa per questo nostro strano paese, può darsi che sia sincera la commozione e la sofferenza del povero Rossella per il fango gettato addosso al politico di turno, può infine darsi che abbia ragione lo stupito Belpietro che ancora si chiede per quale motivo avrebbe dovuto “non pubblicare” la notizia, conoscendo l’autorevolezza della fonte; a me ha colpito molto di più, negli stessi giorni, un dettaglio contabile apparso sui giornali senza molti commenti, diciamo così una semplice posta di bilancio. Il costo delle intercettazioni telefoniche, per l’anno 2005, ultimo disponibile, è stato di 1,5 miliardi di euro. Io che ho ancora qualche difficoltà a parametrare gli euro con la vecchia liretta, ci ho messo un pò di tempo prima di digerire il fatto che si parlava di circa 3000 miliardi del vecchio conio, per dirla con Bonolis.
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Inganni e leggende
19 aprile, 2007 di miriam161
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“Ricordi il macedone? O chi per lui. Cercò un’indovina per conoscere la sua sorte. E’ così breve la tua vita! Esclamò la donna. Conquisterai la gloria, ma la tua impresa ti condurrà alla morte. Dove lo leggi donna? Bada, tu menti. Qui, su questa traccia che si interrompe, non ho motivo di mentire. Bada piuttosto tu, soldato. Con una simile linea del destino non c’è nessuna possibilità di errore. Il macedone sollevò la mano e la fissò. Guardò quel solco profondo che bruscamente affiorava in superficie, perdendosi d’un tratto con il suo futuro. E’ tutto qui il tuo problema, donna? Sorrise. Impugnò la spada e con la punta affilata prolungò nel sangue quel segno troppo breve che raccontava la sua vita. Morì lo stesso, e così giovane che entrò nella leggenda, ma visse nella certezza di aver sfidato la sua sorte. Non è forse questo il senso dell’esistenza ?”
E’ Adriana Faranda, ne “Il volo della farfalla”, che mette in parole, le sue, la leggenda di Alessandro Magno, condottiero, stratega e conquistatore detto, appunto, il Macedone.
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alessandro magno inganni -19-04-07 Rassegna Stampa
19 aprile, 2007 di mc
Archiviato in Rassegna Stampa
Mentecritica: Oggi ospitiamo in esclusiva l’ultimo articolo della nostra nuova redattrice Lameduck che, con voto unanime della redazione, è approdata alle stanze segrete dove si redige il progetto editoriale di MC. Nel suo articolo si parla del clamoroso sciopero dei giornalisti di Repubblica.
Ribadiamo l’invito a sottoporci le vostre segnalazioni per il 5×1000. I particolari sono qui.
In ultimo un appello: ci piacerebbe ospitare la testimonianza di qualcuno che ha vissuto il 25 aprile del 1945. Magari troviamo un maturo giovanotto o un’affascinante signorina che leggono MC ed hanno qualche ricordo da condividere con noi. Sarebbe un bel regalo. Speriamo.
Sette Giorni Senza il Quotidiano e non Sentirli
19 aprile, 2007 di Lameduck
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Il CdR di Repubblica ha proclamato uno sciopero di 7-giorni-7 e qui trovate le motivazioni dell’agitazione.
Ormai siamo abituati agli scioperi fiume nella carta stampata, anche se questo è da record. Penso solo cosa succederebbe se qualunque altra categoria osasse incrociare le braccia per così tanto tempo. I ragazzini ci metterebbero subito la firma e si giocherebbero volentieri il cellulare per sette giorni di sciopero della scuola ma immaginiamoci noi adulti sette giorni senza benzina, o senza pane, o tabacchi.
Verrebbe da chiedersi: ma è un grave disagio anche quando scioperano i giornali? A parte il fastidio di vedere sempre la stessa homepage sul sito del quotidiano online, non mi pare.
L’unica cosa spiacevole, qualora scioperassero tutti i giornali e i telegiornali assieme per sette giorni, sarebbe la perdita della copertura di notizie importanti. Pensate se, proprio in quei sette giorni, accadessero fatti di enorme importanza storica.
Mi Chiamo Marco
18 aprile, 2007 di marco il buono
Archiviato in Il Futuro è nei Giovani
Mi chiamo Marco,
ho sedici anni e frequento la seconda superiore di un istituto tecnico. Mi chiamo Marco ho sedici anni ed ho scritto una lettera in cui racconto ogni dettaglio, spero di averla scritta bene, che almeno mia mamma possa capirla. Mi chiamo Marco ho sedici anni e sono molto bravo a scuola, tutti i professori sono contenti del mio rendimento e sono il vanto di mia mamma, forse l’unico della sua vita. Lei è partita dalle Filippine venti anni fa, ha conosciuto mio padre in Italia ed hanno avuto me ed altri due figli, io sono il secondo. Adesso mio padre e mia madre sono separati, io vivo con mia madre ma papà abita qui vicino e possiamo vederci spesso. Mi chiamo Marco sono magro,educato,dolce e sensibile. Non alzo mai la voce e non litigo mai con nessuno, forse perché ho sempre sofferto o forse perché ho sempre sentito di dover dimostrare più degli altri.
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Separazione Devo farloمترجم - sono solo mi suicido - ho fallito tutto mi suicido - non ne posso più mi suicido - NON SARò MAI FELICE mi suicido -18-04-07 Rassegna Stampa
18 aprile, 2007 di mc
Archiviato in Rassegna Stampa
Mentecritica: Primo articolo sull’8×1000 e prima provocazione. Speriamo che stimoli il dibattito. Della storia della bestia e delle cinque belle solo una breve nota per affermare il concetto che non sono fatti nostri. In nome di un senso civico che non bisogna dimenticare soprattutto quando si tratta dei nostri avversari. In ogni caso muoio dall’invidia.




