2 Giugno del ’46
2 giugno, 2009 - 8:22 di Comandante Nebbia
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Oggi Valeria ha deciso di darsi una ravvivata ai capelli e di mettere un po’ di trucco. Anche durante i lunghi anni della guerra ha cercato sempre di mantenere il suo aspetto ordinato e pulito, suo padre le aveva insegnato che è una forma di rispetto per se stessi. Secondo l’opinione di molti era lei il comandante partigiano più bello di tutti, anche perché, forse, era l’unica donna.
Prima di passare per il seggio e dare, finalmente, il primo voto libero della sua vita, ha deciso di passare a trovare papà. Stamattina ha messo il suo orologio che le ciondola largo sul polso destro.
Il percorso è lungo e passa attraverso la città sventrata dai colpi di artiglieria. E’ presto, c’è poca gente in giro, ma quando ci si incrocia per strada tutti si sorridono e si salutano anche se non si conoscono. La guerra è finita e questo è il primo giorno di una nuova storia.

La strada è interrotta dalle macerie e dai crateri delle granate. Anche se qui non si combatte da un bel po’ ci sono ancora tante cose da sistemare per ripartire e creare un paese nuovo, una nazione libera dove tutti possano vivere serenamente e godere pienamente dell’opportunità immensa che dà essersi affacciati alla luce.
Lungo il viale alberato che, stranamente, il fuoco e il piombo hanno risparmiato, c’è una delle statue dell’uomo che, credendosi il padrone di questo paese, lo ha reso quello che è attualmente: un buco fumante nel centro dell’Europa.
La testa è staccata in parte e qualcuno ha cercato di strappargli il resto a martellate. Magari è stato qualcuno che solo qualche anno prima lo ammirava e ne ascoltava, rapito, l’eloquio accattivante.
Mentre entra nel giardino antistante il cimitero, il ragazzo di guardia la fissa lungamente con espressione spavalda, poi gli occhi si spostano sul nastrino tricolore che Valeria porta appuntato sul seno e sulla fascetta azzurra che ne segna il grado e subito si mette sull’attenti e saluta militarmente. Valeria passa oltre e incomincia a pensare che a 38 anni non è una buona idea far paura agli uomini. Nastrino e fascetta saranno riservate solo ad occasioni speciali, come questa.
Ora è davanti alla tomba di papà. Lui se ne è andato nel ’39, prima che tutto questo iniziasse. A 78 anni era un uomo taciturno e molto triste che, da tempo, aveva previsto tutto e, forse, è meglio che non abbia avuto occasione di vederlo.
Valeria prende dalla tasca una foto dove lui la tiene in braccio. Sembra un orso con le sue spalle larghe e la sua barba scura. Lei è piccolissima ed ha un faccino impaurito.
Mente le scorre una lacrima, accende il lettore digitale e le due minuscole piezo cuffie che porta dietro le orecchie iniziano a suonare la canzone del loro primo ballo:
E’ una canzone molto vecchia, ma a lei piace ancora, forse perché era la preferita di papà.
Una leggera scossa sul polso sinistro l’avvisa che c’è una chiamata in arrivo, sul display del bracciale si disegna un numero che non conosce. Lei non risponde perché ora è persa in un mondo che non esiste più e che non potrà mai tornare.
Un foglio di giornale vola via portato dal vento. In grande si legge il titolo:
2 giugno 2046
L’Occasione per Ricominciare
2 Giugno del ’46 è di Comandante Nebbia

















6-7 giugno.
Occasione per dare un segnale. Con gli strumenti (imperfetti ma presenti) che abbiamo.
Ognuno di noi conta uno e prima di tutto si e’ responsabili di fronte alla propria coscienza.
ho cominciato a leggere l’articolo, pensando all’ottimismo, alla bellezza della republica è la sua festa oggi…
ma credo di aver concluso la lettura con molto pessimismo, e paura del futuro….
un’articolo che fa cambire emozione dal momento in cui cominci a leggerlo a quando finisci… è da sovrani….della scrittura
grazie, ma sei troppo gentile.
comunque fa piacere ricevere complimenti.
punto vortex.
in un altro racconto c’era un’atmosfera simile…meravigliosi tutt’e due.
un abbraccio
un abbraccio Dave
bello, però sono agghiacciata da due pensieri:
1) adesso per annientarci ci sono mezzi ancora più potenti e subdoli, e non so se noi con i mezzi che abbiamo riusciremo a sopravvivere
2) Non so quante Valerie e relativi papà ci sono oggi col cervello e il coraggio dei Resistenti o Partigiani che dir si voglia.
Forse un segnale forte che si può dare è quello di andare in massa al referendum del 21 giugno, di dire quello che pensiamo e di pretendere che venga in ogni seggio data la possibilità di assistere con telecamere in tv o su qualche sito allo spoglio e alla visione.
In fin dei conti votare si o no non risolverebbe niente, tanto vale bruciare la possibilità con commenti.
grazie.
la mia opinione sulle due questioni che poni:
1) nei conflitti civili la ferocia prevale sempre sulle armi utilizzati. la necessità di occupare il territorio dopo i combattimenti impedisce il ricorso ad armi con effetti a lungo termine, mentre i contrasti latenti che precedono gli scontri e la liberazione dalle convenzioni sociali tendono ad esasperare la naturale propensione alla violenza dei combattenti.
2) pochissimi papà e poche Valerie. Non so se sia necessariamente un male.
La proposta sul referendum è provocatoria, ma a mio parere, irrealizzabile.