Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/">Widget</a>

 

16 marzo 1978: Per una Evidente Incompatibilità

16 marzo, 2008 - 8:55 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Informazione, Storia e Memoria


Traduzione
ItalianoEnglishEspañol中文(简体)FrançaisРусскийDeutschPortuguêsالعربيةहिन्दी; हिंदी日本語
by Transposh - traduce il tuo blog in 60+ lingue
Condividi 16 marzo 1978: Per una Evidente Incompatibilità. Lameduck ti ringrazia.
160 letture

p037_1_01.png

“Per una evidente incompatibilità chiedo che ai miei funerali non partecipino autorità dello Stato, né uomini di partito perché non degni di accompagnarmi con la loro preghiera e il loro amore.”

(Aldo Moro, lettere dalla prigionia).

“Dobbiamo fare ogni sforzo per sopprimere quel genere di notizie [trattasi della controinformazione]. Se qualche resistenza compare, dobbiamo sottolineare con forza che essa viene da ‘isolati’ ostinati individui, mal informati o disonesti, che non sono affiliati a nessun gruppo o partito importante. [...] L’inevitabile sospetto che il colpo di Stato è opera delle macchinazioni della Compagnia [la CIA], può essere stornato attaccandolo violentemente e l’attacco sarà tanto più violento quanto più questi sospetti sono giustificati. Faremo uso di una selezione adatta e opportuna di frasi sgradevoli, [...] che restano utili come indicatori del nostro impeccabile nazionalismo”.

(Edward Luttwak, “Strategia del colpo di stato”).

Chi si fosse illuso di sentire parlare, nella puntata di”Enigma” dedicata al trentennale del delitto Moro, delle ultime clamorose rivelazioni di Galloni sulle infiltrazioni dei servizi americani e israeliani nel terrorismo rosso, dell’intervista a Guerzoni all’Annunziata (nel link in versione integrale) e dei 100 faldoni su Moro, coperti dal segreto di stato giacenti negli armadi della Commissione Stragi, o magari del fatto, vero o no, che il governo Prodi sarebbe caduto anche perché avrebbe dovuto decidere sul mantenimento o no del segreto di stato sul caso Moro, è rimasto appunto un illuso.

La propaganda e la ragion di casta ormai entrano regolarmente a gamba tesa ogniqualvolta si tenta di togliere il velo dai misteri d’Italia, spezzando le gambe alla ricerca della verità storica. La storia sono loro, praticamente, e se la scrivono e riscrivono come pare a loro, cancellando ciò che non gli garba.

morob.jpg

Ho provato pena a vedere Maria Fida e Luca, quell’allora bambino al quale Moro dedicò le più struggenti lettere dal carcere, sequestrati anche loro per due ore a sentire le appassionate ricostruzioni dell’ “io c’ero” Beppe Pisanu (allora segretario di Zaccagnini e in seguito invischiato con faccendieri come Carboni e Calvi e nello scandalo P2) e soprattutto del falcone dei neocon Edward Luttwak, esperto nel raccontare la politica e la storia in forma omogeneizzata per un pubblico di bambini piccoli ed anche un poco deficienti. Uno che ha della vita la seguente visione:

“Tutto il potere, tutta la partecipazione, è nelle mani di una piccola élite istruita, benestante e sicura, e quindi radicalmente differente dalla vasta maggioranza dei suoi concittadini – praticamente una razza a parte”.

Immaginate la scena, con l’Augias che chiede all’amerikano se gli amerikani c’entrano con Moro. Assolutamente no, risponde Luttwak, perché allora c’era Carter e Kissinger non contava più un cazzo. Figuriamoci, si parla di quel tipo di gente che i “presidenti passano ma loro rimangono” e che, dilettandosi di scrivere manuali sul golpe, dichiarano:

“Il nostro strumento sarà il controllo dei mezzi di comunicazione di massa. [...] Le trasmissioni radio e televisive avranno lo scopo non già di fornire informazioni sulla situazione, bensì di controllarne gli sviluppi grazie al nostro monopolio sui media”. (Edward Luttwak, “Strategia del colpo di stato”).

Il bello è che, quando Luttwak assolve gli Stati Uniti da qualunque responsabilità, per principio, e perché gli amerikani non fanno queste cose, invece di discutere delle numerose testimonianze di minacce, intimidazioni ed aperta ostilità provenienti a Moro da oltreoceano negli anni precedenti il suo sequestro, non c’è un solo giornalista tra i presenti, né il tenutario né i signorini seduti sul divano, che osi controbattere. Così, lo spettatore che crede che Luttwak sia veramente un politologo va a letto convinto che Moro l’abbiano ucciso i comunisti perché voleva portare i comunisti al governo.
Il falcone assolve anche l’ex Unione Sovietica ma le sue conclusioni sono altrettanto assurde. Non possono essere stati nemmeno i russi perché non hanno mai ucciso nessun capo di stato europeo e quindi non possono essere stati loro.
Tra l’altro, non c’è uno straccio di agente o ex del KGB in studio che possa dire la sua a conferma o in antitesi a ciò che afferma l’amiko amerikano.

A proposito, si è parlato, nella puntata, anche del presunto ma molto probabile attentato a Berlinguer durante un viaggio in Bulgaria. Sicuramente la guerra fredda è stata lotta senza quartiere tra bande avverse ma che il KGB abbia tentato di far fuori Berlinguer non vuol dire che abbia fatto lo stesso con Moro.
E’ francamente ridicolo anche terminare la puntata andando a parare nella stantìa ipotesi del Grande Vecchio Igor Markevitch che agiva per conto dell’Est, con Paolo Mieli che dà la sua benedizione pontificia, giusto per non parlare del terrorista anomalo Moretti, dei comunicati BR scritti su macchine per scrivere di proprietà dei servizi segreti, dei covi mai scoperti in appartamenti di proprietà dei servizi, della Scuola Hyperion di Parigi, del ruolo della ‘Ndrangheta a Via Fani, della Banda della Magliana, della P2 e dei servizi segreti. E di quello psichiatra americano, Steve Pieczenik che dava consigli a Cossiga nel comitato di crisi e che Luttwak ci ha rivelato essere suo vicino di casa.

Il caso Moro è una delle pagine chiave della nostra storia. L’ipotesi che potrebbe venir confermata un giorno dagli storici è che un sequestro ideato inizialmente da un gruppo rivoluzionario comunista sia stato preso in carico, attraverso il gioco delle infiltrazioni, da chi, in occidente, aveva interesse a liberarsi di un politico scomodo e troppo fiero come Aldo Moro. Con i sovietici che sono stati a guardare e hanno lasciato fare perché anche a loro i comunisti italiani al governo per quella terza via berlingueriana non sarebbero andati a genio. Moro muore e sono tutti contenti.

269.jpg

La cosa sconvolgente è che la previsione di Mino Pecorelli che un giorno sarebbe arrivata un’amnistia a tutto condonare si è avverata. I brigatisti coinvolti nel sequestro e omicidio sono quasi tutti fuori e la cosa per fortuna è stata rimarcata anche nella puntata di “Enigma”. Però anche chiedersi il perché di una cosa tanto strana, tra una trama del KGB e l’altra, non sarebbe stato male. Giusto per fare informazione e non flanella.


16 marzo 1978: Per una Evidente Incompatibilità è di Lameduck

Leggi tutti gli articoli di

net tags:

aldo moro foto rapimento - rapimento aldo moro - mino pecorelli - funerali aldo moro - governo moro - archivio storico 17 marzo 1978 - aldo moro muore - rapimento di aldo moro - sequestro aldo moro - sequestro moro -

Comments

6 Risposte a “16 marzo 1978: Per una Evidente Incompatibilità”
  1. JP scrive:

    Alla fine il sangue di Moro è ricaduto sulla repubblica italiana, non sui responsabili del suo eccidio.

  2. Saint-Just scrive:

    La verità…chissà…l'Italia degli anni '70…

    (e se per l'assassinio Biagi compiuto dalle nuove BR, e queste fanno ancora più ridere, avesse avuto la stessa struttura politica? Ovviamente non con complicità così ampie e internazionali ma semplicemente: lasciamo che quei quattro coglioni delle nuove BR lo uccidano così la colpa sarà dei comunisti, Biagi sarà un eroe del lavoro, e soprattutto la sua legge INTOCCABILE. Sarebbe da analizzare seriamente questa particolare strategia politica…)

  3. JP scrive:

    Il punto è che la cosidetta legge Biagi non ha molto del professor Marco Biagi. La tesi è suggestiva ma oltremodo fantasiosa, non credo che questi disperati abbiano la minima profondità e capacità politica di fare una cosa del genere.

  4. Lameduck scrive:

    @ saint-just
    non mi meraviglierei di niente. Il povero Biagi è stato spesso usato come scudo umano in difesa della flessibilità del lavoro, nel senso che non bisogna parlare male della legge Biagi perchè Biagi è morto.
    Che lui poi intendesse un altro tipo di legge è un altro discorso.

  5. Fully scrive:

    Sento il dovere di esprimere un sentito ringraziamento all'autrice di questo pezzo. E secondo me dovrebbero farlo anche gli altri lettori di questo sito che hanno avuto l'opportunità, grazie a lei, di fruire di una valutazione "diversa" e disincantata di un episodio-chiave della nostra storia.

  6. Lemi scrive:

    Si, è vero.
    Grazie per questo post.
    Ho letto, al riguardo, alcuni libri e ho pure visto la puntata di Enigma e ho pensato le stesse cose che, qui, sono argomentate molto bene.
    complimenti!

Apri la Tua Mente

Esprimi il tuo pensiero...
Per favore, leggi chi siamo e quali sono le regole di discussione
Il primo commento di un nuovo lettore va sempre in moderazione
Puoi sbloccare il commento cliccando sul link contenuto nella mail che ti invieremo
I commenti non confermati tramite click verranno considerati spam
ah, se vuoi essere riconoscibile dagli altri utenti procurati un gravatar!

Switch to our mobile site