11/09 Il Giorno che Cambiò la Storia
11 settembre, 2007 - 18:00 di Vittorio Strampelli
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Sei anni. Tanti ne sono trascorsi da quell’11 settembre 2001 destinato a cambiare, probabilmente per sempre, il corso della storia.
E mentre i media rilanciano la notizia di un imminente video di Osama Bin Laden – in cui “lo sceicco del terrore” si farà portavoce del testamento di uno degli attentatori alle Torri Gemelle – l’Occidente torna ancora una volta a interrogarsi sulle cause e sugli effetti di quel fatidico giorno.
Dopo un lungo silenzio, pochi giorni fa Bin Laden ha fatto la sua ricomparsa ufficiale . La barba tinta di nero a mitigare i segni del tempo, lo sceicco saudita ha offerto la sua personale commemorazione del macabro anniversario. Ma il suo messaggio aveva principalmente uno scopo: quello di annunciare al mondo che Osama è sopravvissuto e gode di ottima salute. Con buona pace degli Usa e dei loro alleati che dal 2001 – ufficialmente per eliminare Bin Laden e la rete terroristica di cui si è riconfermato leader indiscusso – hanno invaso due Paesi, Afghanistan e Iraq, profondamente destabilizzato il già turbolento quadrante mediorientale e contribuito pesantemente a gettare l’umanità in una spirale perversa di cui, ancora oggi, nessuno riesce a vedere il termine.

Cosa rimane, dunque, di questi sei anni di crociata occidentale contro il terrore? Quali risultati ha prodotto la strategia della “guerra preventiva”, brillantemente esposta dal neoeletto presidente George W. Bush e dalla sua amministrazione all’indomani degli attentati? Il mondo non è più sicuro oggi di quanto non fosse prima, mentre semmai è vero il contrario. Le grandi opportunità rese possibili dalla crescente mobilità delle genti, il villaggio globale e interculturale che ci si prospetta sempre più concreto non destano meraviglia, bensì timore. Guardiamo con sospetto chi ci sta accanto, chi è diverso da noi ci spaventa ben più di quanto non facesse in passato. E per contrastare il senso di insicurezza con cui ci siamo rassegnati a convivere accettiamo passivamente qualunque contrazione delle nostre libertà ci venga proposta.
Quasi tremila persone persero la vita, l’11 settembre 2001, e ancora oggi non si riesce a fare luce su cosa successe esattamente quel giorno. Secondo la ricostruzione ufficiale dei fatti, non vennero usati mezzi militari convenzionali per compiere gli attentati, ma quattro aerei di linea dirottati. Il carburante presente nei serbatoi degli aerei li trasformò in missili incendiari. Due di questi furono fatti collidere contro le due Torri Gemelle del World Trade Center, a New York, mentre un terzo fu lanciato contro il Pentagono, sede del ministero della Difesa americano, ad Arlington, in Virginia. L’ultimo aereo precipitò invece in un campo della Pennsylvania, presso la città di Shanksville: secondo i dati ufficiali, l’intenzione dei dirottatori era di farlo precipitare sulla Casa bianca, ma la rivolta dei passeggeri del velivolo ha prodotto risultati diversi da quelli preventivati dai kamikaze. Alla spiegazione offerta dalle autorità, in questi anni, si sono affiancate varie ipotesi alternative, che avanzano ombre su presunte o documentate connivenze da parte della stessa amministrazione statunitense. Ipotesi che non hanno mai trovato una smentita definitiva, a rimarcare i numerosi buchi che la versione ufficiale non è riuscita a riempire. Dal mistero della terza torre del World Trade Center, crollata motu proprio senza essere stata colpita da alcunché, fino al foro prodotto dall’aereo schiantatosi sul Pentagono, delle dimensioni stranamente prossime a quelle di un missile, i punti interrogativi restano molti. Mentre ancora oggi, a sei anni di distanza, le 2.986 vittime di quell’11 settembre 2001 restano in attesa di una risposta.
11/09 Il Giorno che Cambiò la Storia è di Vittorio Strampelli

















Un bel pezzo
Grazie Vittorio.
Peccato che l'hosting abbia penalizzato il nostro speciale.
E' che i server non reggono il flusso di visitatori perché siete troppo forti. E se non lo siete ancora è solo questione di tempo.
Ma in questo secondo caso è meglio se cambiate hosting
i "buchi" delle versioni ufficiali…da accostare col "buco" del pentagono per chiarirci le idee
Grande post… Bella Strampé…
Grazie, è sempre un piacere
@VOLTaire: Bella pe’ te! (abbiamo un altro romano?!)
No, no; e che mi piace usare espressioni di ogni tipo… Purché divertenti!