1096
11 marzo, 2010 - 9:00 di dellefragilicose
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest, MenteCritica
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L’11 marzo del 2007 usciva il primo pezzo di MenteCritica. Da allora sono passati 1096 giorni. 1096. Li sento tutti, dal primo all’ultimo, su queste vecchie ossa.
Il progetto era nato per dare un indirizzo collettivo e razionale ad una specie al quale mi ero abbandonato per sfuggire alla tentazione di ripristinare antichi costumi e ridare forma letale alla mia rabbia.
Dal punto di vista della socialità, MenteCritica è stata un fallimento, inutile negarlo. Su queste pagine ha scritto il meglio della rete, veri e propri artisti il cui ego si è dimostrato, quasi sempre, direttamente proporzionale al grande talento(1). Le persone le cui potenti qualità espressive sono accompagnate da una sincera e disinteressata passione civile non sono tantissime, spesso non hanno molto tempo a disposizione e, probabilmente, hanno già partecipato a progetti collettivi ricavandone un’impressione deludente.
Prima che queste pagine, che per merito o fortuna avevano raggiunto la ribalta nazionale, si trasformassero in una sorta di passerella espositiva, ho dovuto prendere delle decisioni che sono costate molto a me e a MenteCritica. Ormai è fatta, alla via così.

Da un punto di vista personale, invece, MenteCritica è stato uno strumento straordinario per la mia crescita intellettuale. Non c’è stato uno di questi 1096 giorni nel quale io non abbia dedicato un po’ di tempo a questo sito.
Volente o nolente ho dovuto conoscere persone, ascoltare storie difficili, leggere, studiare, approfondire centinaia di argomenti nei campi più disparati: politica, economia, lavoro, diritti, salute, scienza, arte. Ho dovuto cercare riferimenti, fonti, verificare informazioni e scovarle nei meandri più nascosti della rete.
Lentamente, MenteCritica ha assunto il ruolo di un vero e proprio percorso di studio che ha fatto di me una persona più completa avendo unito alla preesistente esperienza e alla competenza accademica la formazione necessaria a rendermi un cittadino critico e consapevole.
Col passare degli anni mi sono accorto che intorno a me la percezione del tempo è radicalmente cambiata. L’esperienza di un uomo comune che oggi ha settant’anni è praticamente inutile. Per la maggior parte della sua vita non ha potuto nemmeno immaginare la rete informativa planetaria, la telefonia personale e la pervasiva potenza del calcolo automatico. Nello stesso tempo quanti di noi pianterebbero degli alberi e li curerebbero per tutta la vita sapendo che i primi frutti potranno essere colti solo dai propri nipoti?
Sembra che in questo Paese si sia persa la percezione della profondità temporale dell’esistenza e che passato e futuro siano collassati in un unico, eterno presente. I giorni si succedono come fotogrammi di una pellicola sulla quale si imprime una sola ed unica data, oggi. Nessun ricordo di ciò che è stato, nel bene e nel male, e nessun programma per ciò che sarà.
L’esperienza mi ha insegnato che ciascuno di noi si sente eletto nei confronti del destino. Sono gli altri a perdere il lavoro, gli altri ad andare in ospedale, gli altri a scontrarsi con la cieca ferocia del caso, gli altri a morire. E’ come se si avesse l’assurda certezza che certe cose a noi non possono succedere e che, quando verrà il nostro turno, proprio per noi sarà fatta un’eccezione. La realtà è che se solo per un attimo smettessimo di guardare il film, ci accorgeremmo che a noi è già successo e che sicuramente accadrà ancora di trovarci di fronte a cose che non siamo in grado di affrontare e che ci espongono alla mercè di una comunità sociale che non esiste più.
La verità fondamentale è che da soli non siamo nulla. Nessuno di noi, nemmeno il più ricco o il più forte, può fare a meno degli altri e la degenerazione del paese in cui si vive diventa la corruzione e la consumazione del nostro stesso corpo e della nostra stessa vita.
Le ragioni per le quali la comunità nella quale siamo nati si è dispersa sono tante. Il mondo, come già detto, è diventato diverso. Le culture e i popoli tendono a confrontarsi e nessuno può pretendere che tutto sia uguale a quello che si vede in “Poveri ma Belli”. Però, la mia impressione è che in questo processo la nostra identità sia andata perduta e questo non consentirà mai nessuna integrazione perchè se una cultura non esiste più, non può integrarsi con le altre, può solo disperdersi ed essere dimenticata. Per sempre.
La prova è che il confronto civile delle idee non esiste più. La rissa e le urla hanno sostituito il dibattito e l’esposizione degli argomenti in televisione e sulla stampa. Il nostro Paese si è trasformato in un unico immenso stadio dove gruppi di ultrà si scontrano tra loro per motivi incomprensibili e dove la violenza cieca e brutale è l’unico strumento di confronto.
E’ per questo che io e i abbiamo voluto MenteCritica. Io conosco il mio passato. Non tutto quello che ho scritto mi piace e sono sicuro che avrei potuto trovare modi miglior per dire quello che penso, ma l’ho scritto ed ho accettato il confronto civile con tutti. Gridare in televisione o litigare allo stadio vuol dire dimenticare ciò che è stato e precipitarsi nel futuro come farfalle impazzite. Se esiste una soluzione al nostro problema non è a Roma. Il nostro futuro, la pace nella quale vivranno i nostri bambini sono scritti nel cuore di ciascuno di noi. Ognuno ne possiede un pezzetto e litigare e rifiutare il confronto vuol dire rinunciare a quel pezzo di verità. Su MenteCritica diciamoci tutto, ma diciamocelo in modo da capirci. Le regole sono semplici, leggetele. La squadra per la quale tifate non ci interessa, le vostre opinioni personali sì.
E parliamo, solo per un attimo, del futuro. Ho titolato questo editoriale “Cronache Crepuscolari”. Uno dei miei desideri più grandi sarebbe che, trascorso il tempo necessario, ne potessi scrivere un altro riferendomi, questa volta, alla luce della nascita del giorno che ha lo splendido colore del principio.
E se questo non sarà, speriamo che il destino sia clemente con ognuno di noi.
Sono queste le parole con le quali tre anni fa ho inaugurato queste pagine. Rileggendole mi rendo conto che la speranza è stata mal riposta. Il destino non è stato clemente. La rete offre grandi opportunità, ma gli italiani della rete sono afflitti dalla stessa mediocre litigiosità di quelli della televisione dei quali, ben lungi da distinguersi, finiscono per scimmiottare, in maniera dilettantesca, parole, atteggiamenti e slogan.
Anche per questo, oggi vivo più solo di allora, in un paese peggiore che non credo si possa più cambiare solo con le parole. Sono di tre anni più vecchio, il lavoro va male, anzi malissimo e dello splendido colore del principio non c’è traccia perché al crepuscolo è seguita, come c’era da attendersi, la notte.
Mi rimane la consolazione di non dovermi contentare delle sole mani nude. Ho quel che serve per rendere la vita difficile a chi toccherà venire a prendermi e lo so usare bene.
Non me ne andrò in silenzio nella notte.
Questo è sicuro, maledettamente sicuro.
1096 è di
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Note
- Escluderei me. Il mio ego prevale largamente sul talento, non tanto per dimensione dell’ego, quanto per scarsità di talento [↩]

Di certo però una cosa, parlo personalmente, sei riuscito a fare…
Indurmi a riflettere.
Di certo anche io sono o sono stata e di certo anche su questo sito una “urlatrice da stadio”, ma ogni tanto, tipo questa mattina, mi hai fatto fermare a riflettere.
Grazie.
è stato un piacere.
Serenità…
Tirare le proprie somme, ho appreso, è spesso uno sbaglio da analisti con la logica del profitto (o da amici con quella dell’opportunismo).
Se fai quello che fai con passione, e non per un ritorno di qualsiasi tipo, non solo ti verrà bene ma migliorerà ciò che è in orbita.
Se è così, continua. Per te però: perché siete tu e il sito.
Perché questo è “solo un altro blog targato wordpress” e, nel rispetto delle regole vengo (più o meno) quando mi pare, scrivo quello che mi pare, condivido i post che mi pare su Reader (se mi va, sennò no), oppure lo leggo e basta, senza scrivere mai niente.
Non c’è un’aspettativa tua da soddisfare. “Get a life!”, direbbe qualcuno quando gli parli ad esempio di social network o di twitter.
E’ questo il punto di forza delle iniziative libere. Possono fallire senza danno, possono avere successo senza rendersene conto, possono non seguire una linea retta.
Suppongo tu sappia già queste cose (non sono certo una novità) e quindi, ritorno a bomba.
Serenità…
Grazie
Quoto Alfonso e dico che questi 1096 giorni sono stati assolutamente proficui. Almeno per me
Troppo buona Laura.
Dfc scrive:
—-
Se esiste una soluzione al nostro problema non è a Roma. Il nostro futuro, la pace nella quale vivranno i nostri bambini sono scritti nel cuore di ciascuno di noi.
—-
Nel 1977 Fromm pubblica un saggio, “avere o essere” e va detto, forse era solo avanti di 30anni.
In “Avere o Essere” Fromm propone all’uomo contemporaneo la scelta netta tra due categorie, due progetti di uomo: o quello dell’avere, dominante nella società capitalistica dei consumi, o quello dell’essere, della realizzazione dei bisogni più profondi dell’uomo. L’analisi di Fromm individua due modi di determinarsi dell’esistenza dell’uomo nella società:
# avere, modello tipico della società industrializzata, costruita sulla proprietà privata e sul profitto che porta all’identificazione dell’esistenza umana con la categoria dell’avere, del possesso. Io sono le cose che possiedo, se non possiedo nulla la mia esistenza viene negata. In tale condizione l’uomo possiede le cose ma è vera anche la situazione inversa e cioè le cose possiedono l’uomo. L’identità personale, l’equilibrio mentale si fonda sull’ avere le cose.
# essere è l’altro modo di concepire l’esistenza dell’uomo ed ha come presupposto la libertà e l’autonomia che finalizza gli sforzi alla crescita e all’arricchimento della propria interiorità. L’uomo che si riconosce nel modello esistenziale dell’essere non è più alienato, è protagonista della propria vita e stabilisce rapporti di pace e di solidarietà con gli altri.
—-
Ognuno puo fare le sue scelte almeno in questa filosofia di vita.
1096 grazie per ESSERE riuscito a farmi riflettere.
Michele,
sei una persona molto in gamba. Non avevi bisogno di MC. Piuttosto il contrario.
Il soggetto collettivo MC ha suscitato in me sentimenti contrastanti (e, per questo, a volte l’ho abbandonato), ma il soggetto individuale dfc/CN non ha mai perso la mia stima. Il tuo impegno sanguigno vale tantissimo, anche se le circostanze non te ne hanno reso merito. Personalmente, ti ringrazio per questi 1096 giorni.
P.S.: alla penultima riga c’è un “andò” da correggere in “andrò”.
Ciao.
Io credo di non aver mai scritto su MC!
Ma da quando l’ho scoperto non ho mai smesso di leggerlo nemmeno per un istante!
Ho 27 anni e sono nel pieno della riflessione politico-ideologico-sociale perchè penso che questo paese si sia fermato efermato culturalmente e NON VUOLE andare avanti. Ho 27 anni e dopo una vita fino ad ora vissuta mi sento sola anche io… Ma c’è una cosa che MC fa: Ogni volta che lo leggo mi sento meno sola!
Sento che ci sono persone che da qualche parte in questa Italia la pensano come me eforse aspetto il giorno in cui si uniranno tutti insieme a “Roma” per far sentire la loro voce…
Grazie quindi per questi 1096 giorni di compagnia!
Grazie infinitamente…
Grazie Silvio.
Fa piacere che uno come te condivida certe scelte.
Ciao.
Io credo di non aver mai scritto su MC!
Ma da quando l’ho scoperto non ho mai smesso di leggerlo nemmeno per un istante!
Ho 27 anni e sono nel pieno della riflessione politico-ideologico-sociale perchè penso che questo paese si sia fermato efermato culturalmente e NON VUOLE andare avanti. Ho 27 anni e dopo una vita fino ad ora vissuta mi sento sola anche io… Ma c’è una cosa che MC fa: Ogni volta che lo leggo mi sento meno sola!
Sento che ci sono persone che da qualche parte in questa Italia la pensano come me eforse aspetto il giorno in cui si uniranno tutti insieme a “Roma” per far sentire la loro voce…
Grazie quindi per questi 1096 giorni di compagnia!
Grazie infinitamente…
Grazie a te Valentina per esserti presentata e per avermi fatto sentire utile.
Tutti i giorni ricevo la mail di MC ed è un appuntamento venirvi a leggere verso quest’ora.
Vorrei tanto proporvi qualche scritto,ma non credo di essere al”altezza.
Avanti così,che ci aiutate a pensare e a capire.
Un abbraccio a tutti voi.
Cristiana
Grazie.
Io ti consiglio di provare. Non autocensurarti.
Con fatica, con sempre meno tempo, ma MC continua ad esistere ed io sono molto felice di farne parte.
Tutto questo non sarebbe possibile senza l’impegno totale di CN che investe tempo e denaro per far si che questo progetto continui a navigare nel mare magnum della rete. Godetevelo finché potete..
Esatto, tutto questo non sarebbe possibile senza il grande impegno di CN.
Purtroppo anche io da qualche tempo a questa parte ho pochissimo tempo a disposizione ma appena possibile passo.
Grazie Capo!
Sì, ma persone come te hanno fatto tanto per MC.
Peccato per certe cose, ma ognuno deve seguire la sua strada.
Già, peccato…
hai sempre un gran nipote, però
Si, è la mia gioia!!
Bravo Sasà. Sei stato un punto di riferimento per me, negli anni.
un abbraccio a tutti.
you know who you are.
1097 capo…
ormai saremo oltre 1100
buon compleanno, Mente Critica….
Grazie Anna
In questi 1096 giorni ho letto, credo, quasi ogni articolo.
Tanti auguri e 1096^2 di questi giorni!
Esagerato … grazie
ci siamo, dfc.
ognuno a suo modo, ma comunque presenti.
e vigili anche, perchè la notte dovrà per forza fare spazio ad un nuovo giorno; è una legge fisica, lo sai.
con stima
d.
Sì, lo so. Bisogna arrivarci però.
Ciao Dalse.
E chi se lo dimentica quell’11 Marzo del 2007
Un abbraccio a tutti quelli che mi ricordano
Ciao!
Ti ricordiamo tutti, Maurizio.